- dalle ore 11,30 alle ore 14:00, presso la sede romana della Regione Piemonte (via delle Quattro Fontane n. 116), Assemblea generale dell’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, costituita presso il Consiglio Regionale del Piemonte, che ora comprende 143 Comuni, 12 Province, 6 Regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta) e una Comunità montana. L’Associazione è nata nel 2002 per sostenere l’iniziativa del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio nei confronti delle autorità della Repubblica popolare cinese, al fine di ottenere uno status di reale autonomia per il Tibet, all’interno dei confini della Cina.
- nel pomeriggio di venerdì, l’Associazione si è fatta promotrice, con la Comunità Tibetana in Italia, di un presidio nei pressi dell’Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in Italia: l’appuntamento è alle ore 15,00 in largo Equador (zona via Bruxelles).
Hanno annunciato la propria presenza: Matteo Mecacci, deputato radicale-PD, e Lucio Malan, senatore PDL, promotori della ricostituzione nella XV legislatura dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet; Ugo Cassone e Paolo Masini (consiglieri comunali di Roma, rispettivamente per il PDL e il PD); Massimiliano Iervolino, referente per i diritti umani del Presidente della Provincia di Roma; Nicola Zingaretti; Antonietta Brancati (consigliere regionale liberale della Regione Lazio, centro-sinistra); Dechen Dolkar (rappresentante Associazione Donne Tibetane); Thupten Tenzin ( Presidente Comunità Tibetana in Italia); Daniele Giannini (presidente XVIII municipio di Roma); Marco Daniele Clarke (rappresentante Giunta XX municipio).
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con: la Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione Donne Tibetane in Italia, Associazione Italia-Tibet, Amnesty International, l’Associazione Interdipendece e l’Associazione radicale Adelaide Aglietta.
Bruno Mellano, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, ha dichiarato:
“Credo sia particolarmente significativo ed importante che, presumibilmente proprio nelle ore della decisione comune europea sulla partecipazione o meno alla cerimonia inaugurale dei Giochi e nel giorno in cui la torcia olimpica arriverà in tutta segretezza a Lhasa, gli enti locali italiani si riuniscano prima in assemblea pubblica per poi andare a manifestare per l’autonomia del Tibet. Le istituzioni locali, forse più libere perché più lontane dai condizionamenti della realpolitik e dalle pressioni dell’aggressiva diplomazia cinese, venerdì a Roma, saranno la punta di un iceberg fatto dai tanti ordini del giorno, bandiere del Tibet, iniziative culturali e di solidarietà che i Comuni, le Province e le Regioni italiane hanno messo in campo in questi ultimi due decenni a sostegno della causa del Dalai Lama. Mancano 50 giorni al fatidico 08.08.08 quando alle 08.08 di sera si inaugureranno le Olimpiadi dei diritti negati. Autonomia per il Tibet, democrazia per la Cina: se non ora, quando?”.
Per ulteriori informazioni: Mellano (348/5335302); www.associazioneaglietta.it
Il link dell’Associazione Comuni, Province, Regioni per il Tibet è:
http://www.consiglioregionale.piemonte.it/organismi/altri_org/tibet/index.htm
In occasione del vertice mondiale della Fao sulla fame nel mondo, che si terrà a dal 3 al 5 giugno, sarà presente a Roma il Presidente della teocrazia fondamentalista iraniana, Ahmadinejad. Per questo si è costituito in queste ore un Comitato composto da verie Associazioni, tra le altre Partito Radicale Nonviolento, Radicali Italiani, Nessuno Tocchi Caino, Non c’è Pace senza Giustizia, Associazione Luca Concioni e Associazione Certi Diritti, che ha elaborato e diffuso il testo dell’Appello ‘Abbiamo fame di Libertà’ (allegato).
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Non lasciateci soli, perché «i nostri diritti e la nostra dignità riguardano anche voi». In un appello lanciato ieri i rappresentanti della comunità rom di Roma vogliono sensibilizzare l’attenzione della cittadinanza, degli organi di informazione, delle associazioni e delle autorità religiose. Perché «se le persone infrangono la legge e cominciano a farsi giustizia da soli, oggi è toccato a noi, ma domani potrebbe toccare a chiunque, italiano, rom o straniero che sia».
Introduce Perduca – senatore radicale eletto nelle liste del Pd
Giornali e televisioni hanno “disertato” come meglio non si sarebbe potuto fare la “tre giorni” organizzata dai radicali a Bruxelles; peccato: hanno perso una buona occasione. I documenti finali sono, nella loro essenzialità e chiarezza, da soli un “racconto” per chi ha occhi per vedere e non solo per guardare; chi fosse interessato li può trovare, nella loro integralità consultando www.radicali.it. In sintesi: apparentemente si è trattato di una sorta di “adunata dei refrattari” (e anche questo solo sarebbe stato evento straordinario, da registrare, analizzare, “raccontare”); ma se una quantità di “reprobi” si trova e ritrova, e individua un punto in comune che lega una quantità di situazioni tra loro le più disparate, e questo filo si chiama “Satyagraha mondiale per le e la democrazia”, bene: è avvilente il dover constatare che non ci sia un giornale, un commentatore, un editorialista che mostri di accorgersi dell’evento, e ci spenda una riflessione: un contributo foss’anche critico e polemico. Da solo, per esempio, basterebbe citare il messaggio del Venerabile Thich Quang Do, vice leader della Chiesa Buddista Unificata del Vietnam: “Cari amici, vi invio questo messaggio di amicizia e di solidarietà dal Vietnam mentre siete riuniti in occasione del vostro Consiglio Generale nella città di Bruxelles. Ho seguito le iniziative del vostro partito attraverso il mio rappresentante a Parigi, Vo Van Ai, e plaudo agli sforzi che compiete in sostegno a così tante e nobili cause per i tanti popoli oppressi di tutto il mondo. Grazie a voi, la voce delle vittime giunge nei parlamenti in Italia e in Europa, alle Nazioni Unite e altrove. Grazie a voi, le loro cause non vengono dimenticate. Sono profondamente commosso di apprendere che state lanciando una campagna per sostenere me e la Chiesa Buddista Unificata del Vietnam, nella nostra battaglia per ta libertà religiosa, i diritti umani e la democrazia. Il mio paese è molto piccolo e molto lontano da voi e ciononostante voi pensate a noi in questo momento così buio e difficile. Vi ringrazio davvero. E’ in momenti difficili come questi che si riconoscono i veri amici. Ci incoraggia molto sapervi al nostro fianco nella battaglia pacifica per la libertà in Vietnam. Vorrei estendere i miei ringraziamenti particolari a Marco Pannella che è nostro amico da oltre 40 anni. Dalla guerra in Vietnam, negli anni ‘60, e per i tre decenni di regime comunista, egli ha fedelmente sostenuto il nostro movimento buddista nonviolento per la libertà e la pace. Signor Pannella, visti i lunghi scioperi della fame che lei intraprende in Italia per tante giuste ragioni, le auguro buona salute e forza, cosicché possa continuare a guidare il suo movimento in queste lotte. Ci lega la ferma convinzione nella nonviolenza e nel potere della solidarietà internazionale. Da Saigon, dove mi trovo agli arresti domiciliari, le mando i miei più sentiti saluti e auguro al vostro Consiglio Generale ogni successo”. Si possono aggiungere un altro paio di ulteriori elementi, a questo messaggio che già dice e contiene tutto, e comunque l’essenziale. Il primo elemento è la proposta – che da oggi è iniziativa politica – del Satyagraha mondiale, guidato dal Palai Lama. Una proposta-iniziativa di grande significato e portata politica; forse perfino i radicali ne devono acquisire pienamente la consapevolezza. Il secondo elemento lo si ricava dal secondo intervento di Marco Pannella quando ha individuato la necessità di riappropriarci del concetto e del valore, della stessa parola “pace” di rivestirla del suo più proprio significato liberale e spezzare quel monopolio “comunista” che fino a oggi lo ha di fatto egemonizzato. E qui si dipana un filo che viene da lontano: da quando, negli anni Sessanta, i radicali si impegnarono nella raccolta di firme per il progetto Hans Thirrings; le prime marce Perugia – Assisi con Aldo Capitini, e già allora il confronto-scontro con gli allora “Partigiani della Pace” filiazione mosco-comunista; le marce antimilitariste prima Milano-Vicenza, poi Trieste-Aviario; le iniziative contro lo sterminio per fame nel mondo, e l’individuazione e la denuncia – tra la generale indifferenza durata anni – di quel che accadeva nella ex Jugoslavia, la Cecenia ora come allora dimenticata, e l’olocausto nella regione dei Grandi Laghi; Israele e la Turchia nell’Unione Europea, la moratoria delle esecuzioni capitali…
La risoluzione dell’Onu sulla moratoria della pena di morte rappresenta sicuramente un successo della politica estera di questo governo, che ha avuto il merito di lasciarsi coinvolgere nella caparbia, quasi utopistica richiesta dei Radicali, di Marco Pannella di affrontare il tragico problema delle esecuzioni capitali nel mondo da una diversa angolazione, considerato che chiederne l’abolizione era ed è ancora al momento impresa da tutti considerata come impossibile. L’approccio si è avvalso di tre componenti essenziali: la forza ideale delle Idee, la tenacia di chi sperando scopre che si può e che ,se si può, si devono realizzare,infine il saper essere, forti di un’utopia.anche realisti. Qualcuno ha già definito tale atteggiamento l’applicazione di un metodo intelligente e astuto di “alta diplomazia”, consistente nel non chiedere subito ciò che si sa di non poter ottenere,ma di puntare a realizzare quel minimo di concreto, che permetta di affrontare successivamente il problema da posizioni di maggior forza. Una nuova consapevolezza, l’avvenuta interiorizzazione di un quesito così complesso e drammatico fra la gente, dei suoi Capi di Stato e dei suoi rappresentanti, quindi un più allargato consenso generale, possono diventare carta vincente e risolutiva. È il classico piedino, infilato ad impedire che la porta venga definitivamente chiusa, per dopo poterla spalancare. È il metodo democratico dell’informazione, della persuasione, del saper aspettare la crescita altrui, dal punto di vista culturale, oltrechè della sensibilità umana! Onore dunque all’Italia, a Prodi e D’Alema, ad Emma Bonino e alla lungimiranza e cocciutaggine di un certo Marco Pannella. Lo si dica con sincerità: merito suo, soprattutto, se oggi possiamo sentirci orgogliosi ( almeno per una volta, visti i tempi che corrono) di essere Italiani!