La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 27 aprile alle 20,30 in via di Torre Argentina 76.

Ordine del giorno:

- rilancio della battaglia per l’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati su scala comunale:

° accesso agli atti su indennità,  stato patrimoniale e spese elettorali dei consiglieri;

° presenza in consiglio comunale

- iniziativa sul bilancio comunale

- varie ed eventuali

Le riunioni sono aperte a tutti

L’audiovideo:

http://dotsub.com/view/44bdfd05-9a3c-4dee-972b-d87aa16ff3eb

Quella dei rifiuti rappresenta una delle partite più importanti nelle
quali la futura amministrazione regionale dovrà mettersi in gioco. Come è
accaduto per la sanità, anche in questo settore strategico la Regione
Lazio ha dovuto cedere il passo al Governo che ne ha decretato il
commissariamento per un periodo molto lungo. Una exit strategy dovuta,
come nel caso della sanità, alla palese incapacità gestionale dimostrata
dagli amministratori locali che per troppi anni hanno adottato una
politica “da sartoria di serie B”, cioè non impegnata a “cucire”
provvedimenti “su misura” per le esigenze del territorio, ma a cercare di

“rammendare” le falle provocate da incessanti emergenze.

Poiché siamo fermamente convinti che prevenire sia meglio che curare,
riteniamo che, per imprimere un cambiamento radicale nella gestione dei
rifiuti, gli obiettivi prioritari consistano nel ridurre la quantità di
spazzatura prodotta e nell’incentivare concretamente il riciclo e la
raccolta differenziata.Qualche dato può essere utile per delineare lo scenario nel quale dovrà
operare la prossima amministrazione regionale: secondo il rapporto Ispra
2008, nel Lazio la produzione di rifiuti solidi urbani è stata nel 2007 di
3.359.554 tonnellate, con un aumento di circa il 14% rispetto al 2003. Di
questa mole di rifiuti, circa l’83% viene smaltito in una delle dieci
discariche del Lazio. ell’ultimo decennio, questa percentuale non ha
subito notevoli variazioni, a dimostrazione che la “cultura” della
discarica è stata predominante. Anche i numeri relativi alla raccolta
differenziata non sono incoraggianti: nel 2007 il Lazio si è attestato sul
12.1%, lontano da quel 35% previsto per decenni come limite minimo dalle
normative nazionali, che ormai indicano il più elevato traguardo di almeno
il 50%. Nello stesso anno la Lombardia è arrivata al 44.5% e il Veneto al
51.4%, con una media italiana del 27.5 %. Se in tema di rifiuti il Lazio è
una delle regioni meno virtuose, una delle motivazioni va ricercata nelle
difficoltà economiche in cui versano i Comuni. Per non gravare sulle già
esigue casse municipali, per molto tempo la Regione ha fissato tariffe di
accesso agli impianti molto contenute. Attualmente le necessità normative
e gli obblighi di tutela dell’ambiente richiederebbero un incremento dei
prezzi di circa il 20%. Un aumento che, tra l’altro, è giustificato
dall’esigenza di incentivare la raccolta differenziata.

Dal punto di vista dell’impiantistica, riteniamo che il numero di
termovalorizzatori o di impianti equivalenti previsto dal Piano dei
rifiuti sia sufficiente. È necessario, invece, investire sulle strutture
deputate alla separazione e alla selezione del multi materiale (vetro,
plastica, metallo), realizzando almeno due piattaforme, e su quelle che si
occupano del trattamento meccanico biologico dei rifiuti, un procedimento
indispensabile per fornire ai termovalorizzatori materiale ecologicamente
sostenibile da trasformare in combustibile da rifiuti. Inoltre, occorre
disporre di un maggior numero di impianti di compostaggio: nel 2008 la
diffusione del sistema domiciliare porta a porta ha dato una forte spinta
alla raccolta dell’organico, ma la carenza di questo tipo di impianti
scoraggia le amministrazioni e le induce a rallentare lo sviluppo del
porta a porta. Rendere autosufficienti i territori, riducendo così al
minimo il trasporto dei rifiuti da smaltire, rappresenta un altro
obiettivo fondamentale da perseguire. Per centrarlo, bisognerà approvare e
attuare in tempi rapidi la proposta di legge regionale sugli Ambiti
Territoriali Ottimali (ATO).

Sul fronte della prevenzione, invece, la Regione Lazio dovrà attivare
tavoli di concertazione con enti e operatori economici. Inoltre, per
rendere “conveniente” ai cittadini la riduzione e la differenziazione dei
rifiuti, proponiamo il passaggio dalla tariffa parametrica, calcolata sui
metri quadri dell’abitazione e sui residenti, a quella puntuale o
semipuntuale, calcolata sulla quantità di rifiuti prodotti e su quelli
differenziati.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, è nostra convinzione che
per incrementarla occorra superare il metodo dei contenitori stradali in
cui si riversa il multi materiale e sperimentare, invece, sempre nuove
formule di “domiciliarizzazione” o di “prossimità”, tenendo conto del
fatto che le diversità territoriali, urbanistiche ed edilizie non
consentono di applicare un unico metodo di raccolta differenziata.
Preziosa si potrebbe rivelare anche la collaborazione con la grande
distribuzione attraverso l’istituzione, all’interno dei punti vendita, di
aree attrezzate dove i clienti possano riconsegnare i rifiuti provenienti
dai prodotti acquistati. Come contropartita, commercianti e cittadini
virtuosi potrebbero godere di alcune agevolazioni economiche. Ma la
riorganizzazione del sistema dei rifiuti non può riuscire senza una
corretta e puntuale informazione verso i cittadini e senza una serie di
controlli serrati ai termovalorizzatori e ai gassificatori. Per rispettare
il principio di trasparenza, i risultati delle rilevazioni effettuate per
misurare l’impatto ambientale degli impianti saranno pubblicati nel
portale della Regione Lazio e aggiornati periodicamente. L’amministrazione
regionale, infine, si costituirà parte civile in tutti i processi per
reati ambientali riguardanti il suo territorio.

*da Notizie Radicali, 18/3/2010

iervohttp://www.radioradicale.it/scheda/290622/intervista-a-maurizio-marotta-sulla-sanita-nella-regione-lazio

morassuthttp://www.radioradicale.it/scheda/289441

Giovedì 22 ottobre su Radio Radicale, dalle 20.15 alle 21.00, andrà in onda un confronto tra Massimiliano Iervolino, membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, ed Ileana Argentin candidata alla segreteria del Partito Democratico per la Regione Lazio. I temi di dibattito saranno: il rapporto tra i radicali ed il Pd a livello nazionale ed a livello locale, le primarie del Pd nel Lazio, i cinque anni di governo Marrazzo ed il programma dei candidati alla segreteria regionale.

Venerdì 23 ottobre dalle 10.15 alle 11.00 sempre sulla stessa emittente, Massimiliano Iervolino si confronterà  con Alessandro Mazzoli.

Martedì 20 ottobre, dalle 10.15 alle 11.00,  è andato in onda il confronto con Roberto Morassut .

Per riascoltare la trasmissione del confronto Iervolino-Morassout: http://www.radioradicale.it/scheda/289441

Ecco invece le agenzie sul confronto Iervolino-Morassout:

REGIONALI/LAZIO:M.IERVOLINO, TRA RADICALI E PD DIALOGO DIFFICILE MA C’E’

(ASCA) – Roma, 20 ott – ”Il rapporto tra i radicali ed il Pd e’ stato
sempre molto difficile, basta ricordare l’esclusione del simbolo Radicali
Coscioni durante le elezioni regionali del 2005 e il diniego nei confronti
di Pannella per la candidatura a segretario del Partito Democratico”.
Cosi’ Massimiliano Iervolino dei Radicali Italiani in merito, anche in
vista delle regionali nel Lazio, ai rapporti tra il suo partito e il Pd.

”Noi – ha spiegato – continuiamo a volere un confronto con loro, infatti
nell’ultima mozione del comitato nazionale di Radicali Italiani si da
mandato agli organi dirigenti di aprire un dialogo programmatico con i
democratici e l’Idv in merito alla questione morale come questione
completamente politica e non solo giudiziaria. L’anagrafe pubblica degli
eletti e l’abrogazione delle nomine politiche dei direttori delle Asl sono
questioni importanti su cui dibattere con i due soggetti di cui sopra”. E
Iervolino ha spiegato che ”oggi a radio radicale e’ presente Morassut,
giovedi’ 22 ottobre dalle 20.15 sara’ la volta di Ileana Argentin e
venerdi’ 23 ottobre dalle 10.15 tocchera’ a Mazzoli. Con questo vogliamo -
ha aggiunto – contribuire al dibattito politico interno al Pd troppe volte
incentrato solo su spot, senza toccare nel merito le questioni importanti
per i cittadini laziali, e confrontarci con loro su questioni dirimenti
come la sanita’, la laicita’ e i rifiuti. Se davvero Marrazzo ed il Pd
vogliono allearsi con noi devono dare urgentemente risposte serie su
questi temi”.

LAZIO: M.IERVOLINO, INTERVENIRE SU STATUTO E LEGGE ELETTORALE

(ASCA) – Roma, 20 ott – ”Una vera Riforma – con la R maiuscola – e’ tale
solo intervenendo contemporaneamente sullo statuto e sulla legge
elettorale”. A sostenerlo Massimiliano Iervolino, membro della direzione
nazionale di Radicali Italiani, che questa mattina su Radio Radicale si e’
confrontato con Roberto Morassut segretario del Partito Democratico del
Lazio. Per Iervolino ”per avere una vera rappresentativita’ dei
territori, una vera separazione tra il potere legislativo e quello
esecutivo, una vera autonomia del governatore dai partiti, si deve
proporre ed approvare la riforma americana delle istituzioni ed il sistema
uninominale maggioritario, anche per l’ordinamento regionale”.

LEGGE ELETTORALE, MORASSUT: «SUPERARE PREFERENZA UNICA»
OMR0000 4 POL TXT Omniroma-LEGGE ELETTORALE, MORASSUT: «SUPERARE
PREFERENZA UNICA» (OMNIROMA) Roma, 20 ott – «Il testo che è stato discusso
dalla commissione regionale non è una vera e propria riforma elettorale ma
un ritocco alla legge che dà maggiore spazio alla rappresentanza delle
province, ora vediamo se sarà approvato in aula». Lo ha detto Roberto
Morassut, candidato alla segreteria regionale del Pd per la mozione
Franceschini, intervistato su Radio Radicale, in merito alla legge
elettorale per le regionali in discussione alla Pisana. «Sicuramente nella
prossima legislatura regionale si dovrà tornare su questo tema – ha
aggiunto – e fare in modo di superare il sistema della preferenza, che
ormai si è logorato, e rimettere in campo il meccanismo dei collegi anche
per ridare spazio alla rappresentanza diretta dei cittadini». Morassut ha
aggiunto che su questo tema «non basterà una discussione nell’aula del
Consiglio regionale, che ha per sua natura tempi lunghi, bisogna portare
questo tema tra la gente con un lavoro culturale ed ascoltarne
l’opinione».

RIFIUTI, MORASSUT (PD): PER NUOVA DISCARICA SI DOVEVA FARE BANDO
OMR0000 4 POL TXT Omniroma-RIFIUTI, MORASSUT (PD): PER NUOVA DISCARICA SI
DOVEVA FARE BANDO (OMNIROMA) Roma, 20 ott – L’ipotesi di localizzare una
nuova discarica in cui far confluire i rifiuti tal quali della capitale ad
Allumiere, secondo Roberto Morassut, segretario regionale del Pd «è un
modo sbagliato di buttare la palla in tribuna». Per Morassut «si tratta di
un territorio già fortemente provato in tema di inquinamento a causa della
presenza di siti industriali e di produzione energetica. Il Comune sarebbe
dovuto arrivare ad indicare l’area in cui localizzare la nuova discarica,
all’interno del territorio cittadino, attraverso un bando di concorso
pubblico». Il segretario uscente ritiene che «fino a che non si riesce ad
aumentare la raccolta differenziata purtroppo c’è ancora bisogno di una
nuova discarica» anm 201118 ott 09

ANAGRAFE ELETTI, MORASSUT: SE TIMIDO PD CAMPIDOGLIO HA SBAGLIATO
OMR0000 4 POL TXT Omniroma-ANAGRAFE ELETTI, MORASSUT: SE TIMIDO PD
CAMPIDOGLIO HA SBAGLIATO (OMNIROMA) Roma, 20 ott – «Se c’è stata timidezza
da parte del gruppo PD in Campidoglio sulla proposta di delibera
riguardante l’Anagrafe degli Eletti è stata una timidezza sbagliata». Lo
ha detto Roberto Morassut rispondendo a Massimiliano Iervolino durante un
confronto andato in onda questa mattina su Radio Radicale. «Il paese è
corroso da una pervasiva questione morale, che è trasversale – ha detto
Morassut – Bisogna inserire elementi di trasparenza nella classe dirigente
e nella politica in genere. Quando dico che la politica deve uscire dalla
Sanità non intendo dire che debba rinunciare a governarla, ma deve farlo
in maniera limpida, fornendo gli indirizzi generali e non occupando tutte
le postazioni, che devono essere selezionate con criteri meritocratici.
L’opinione pubblica percepisce il rapporto con la politica solo dal punto
di vista ‘utilitaristicò e non più come adesione e appartenenza ad un
progetto ideale. Lungo questa strada la democrazia muore» red 201456 ott
09

ANAGRAFE ELETTI, PD: «GIÀ SOLLECITATA DISCUSSIONE IN AULA»
OMR0000 4 POL TXT Omniroma-ANAGRAFE ELETTI, PD: «GIÀ SOLLECITATA
DISCUSSIONE IN AULA» (OMNIROMA) Roma, 20 ott – «Sulla proposta di delibera
riguardante l’anagrafe degli eletti il gruppo del PD in Campidoglio ha più
volte sollecitato in sede di conferenza dei Presidenti di gruppo la
discussione in aula Giulio Cesare. Il provvedimento in questione è stato
comunque già inserito nell’ordine dei lavori del Consiglio Comunale. Come
gruppo abbiamo inoltre abbiamo già provveduto a firmare proposte condivise
migliorative della deliberazione. Non capiamo a questo punto di cosa parla
il candidato alla segreteria regionale del Pd Roberto Morassut». Lo
comunica, in una nota, il gruppo Pd del Comune. red 201642 ott 09

“La mozione del recente comitato nazionale di Radicali Italiani da mandato agli organi dirigenti di chiedere, in vista delle elezioni regionali della prossima primavera, incontri urgenti sia ai nuovi vertici del Partito Democratico, sia ad Antonio Di Pietro e all’Italia dei Valori, per valutare le condizioni di un’alleanza politica ed elettorale fra questi partiti e la lista “Bonino-Pannella”, che consenta di rafforzare il ruolo dell’opposizione e di conquistare il governo di quante più Regioni è possibile. Condizione pregiudiziale per questa alleanza è di affrontare senza più alibi né reticenze la cosiddetta “questione morale”, che non può essere ridotta a questione giudiziaria e penale, ma è questione pienamente politica, che richiede regole e comportamenti di onestà, correttezza e trasparenza, da proporre con impegni solenni all’elettorato. A tal fine Radicali Italiani chiede l’adozione generale, in tutte le amministrazioni elettive, dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, e l’immediata riforma dei criteri di selezione del personale della pubblica amministrazione, con riferimento particolare alla sanità, superando e abolendo l’attuale prassi di scelte clientelari e lottizzatorie. Tenendo conto di quanto scritto sopra e leggendo le ultime dichiarazioni Roberto Morassut in merito alla trasparenza sui bilanci dei tre candidati alla segreteria del Pd Lazio e sull’abolizione delle nomine politiche rispetto ai direttori delle Asl, ho creduto opportuno proporgli questo incontro con la stampa, per incardinare, qualora fosse rieletto, la presentazione della delibera recante “anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati” in tutti i comuni e province del Lazio. Nei prossimi mesi cercheremo, nel pieno rispetto della mozione di Radicali Italiani, di capire se ci saranno le condizioni atte ad una alleanza. Spero che iniziative come quella presentata oggi si possano ripetere anche con gli altri candidati alla segreteria regionale del Pd. Quello che chiediamo è il massimo rispetto delle leggi e nuovi regolamenti e comportamenti atti a risolvere i problemi annosi che ha la nostra regione, mi riferisco alla questione dei rifiuti, alle liste di attesa, alle pessime condizioni in cui vivono parecchi nosocomi romani ed al mancato rispetto dei vincoli paesistici. Questa conferenza stampa congiunta Radicali Italiani e Pd Lazio deve essere solo un primo passo verso un confronto politico sincero, schietto e di visione alternativa alla situazione attuale. Proprio per continuare a lavorare nella direzione tracciata dalla mozione di Radicali Italiani e per dare un contributo di chiarezza ai cittadini laziali che vorranno andare a votare il 25 ottobre per le primarie del Pd, terrò tre confronti a Radio Radicale, il 20 con Morassut, il 22 con la Argentin e il 23 con Mazzoli. Questi dibattiti saranno utili anche per capire se e come ogni candidato vorrà costruire un rapporto con i radicali, nella speranza che non si ripropongano le tante scorrettezze che abbiamo dovuto subire in questi anni.”
iervo

Alemanno solitario assediato in Campidoglio

Di Alessandro Calvi

«Mai stato fascista», ha detto pochi giorni fa. Ma neppure l’ultimo tentativo di tenere la barra a dritta sulla strada già segnata da Walter Veltroni («Non sono mai stato comunista»), è servito. Il salto di po­polarità alla Veltroni, infatti, ancora non c’è stato e, nel frattempo, Ale­manno deve fare i conti con una città che sembra sfuggirgli di mano mentre lui guarda altrove. Ieri, in Campidoglio, con la riunione degli ex colonnelli è sembrata rimaterializzarsi la vecchia An. E, forse, è pro­prio questo il suo peccato originale: il volere ostinatamente giocare una partita su due tavoli. Il rischio è che a forza di fare come Veltroni, Ale­manno finisca per seguirne anzitempo le orme; e sino in fondo. Ieri, tanto per dire, i colonnelli hanno perso le truppe.

Roma Africana, disse Silvio Berlusconi. Era fine maggio e il pre­mier, in piena campagna elettorale per le europee, se ne uscì con un: «Fa male al cuore girare per città come Roma, Napoli, Palermo e ve­dere che, come scritte e come lordura delle strade, sembrano più città africane che europee». Al di là delle precisazioni di prammatica, il sen­so era piuttosto chiaro ed era quello un invito a fare soltanto il sinda­co ed evitare che, proprio Roma, potesse causare una emorragia di con­sensi alle imminenti europee. Inoltre, implicitamente veniva ricordato ad Alemanno che il modello di governo alla Veltroni – la partita doppia Campidoglio-Parlamento con il Comune usato come tribuna per pe­sarsi nel partito nazionale – non aveva portato fortuna. Ebbene, da al­lora le cose non sono cambiate e il lavorìo che ha poco a che fare con il governo della città è andato avanti. La riunione tra i colonnelli di An sul caso Fini-Feltri, per dirne una, si è svolta proprio in Campido­glio. Come è andata a finire, lo raccontavano ieri tutti i giornali.

Se sul tavolo nazionale le cose non filano, non vanno certo me­glio su quello locale dove le grane politiche sono tante e rendono il go­verno della città più complicato di quanto sarebbe auspicabile. Inizialmente, la città è stata governata da una sorta di supergiunta con den­tro ex azzurri ed ex aennini. Poi, però, l’equilibrio si è spezzato e Ale­manno ha dovuto indietreggiare la propria trincea, attestandola sugli ex di An e, soprattutto, sui dioscuri del centrodestra romano: Fabio Rampelli e Andrea Augello, già artefici della sua campagna elettorale. Con loro, Vincenzo Piso, coordinatore del Lazio del Pdl ed ex capo di An a Roma. Lo scontro con gli azzurri del Pdl è avvenuto soprattutto su due dossier: quello delle aziende (e delle nomine) e quello del rap­porto con i poteri della città, primo tra tutti i costruttori. Inutile dire che si tratta di due dossier che hanno finito per incrociarsi spesso. Basti ci­tare, per tutti, il caso Andrini, uomo dal passato ingombrante, nominato ad di Ama, l’azienda romana che gestisce i rifiuti.

«Un ex naziskin ai vertici Ama», titolava la cronaca romana di Re­pubblica del 1 settembre scorso. E spiegava: «Stefano Andrini: 39 an­ni, condannato a 4 anni e mezzo per tentato omicidio di due giovani di sinistra nel 1989». Qualche settimana Alemanno liquidò le voci sulla possibile nomina di Andrini come una «invenzione totale». Fu presto smentito dai fatti. E scoppiò la bufera. Lo stesso Alemanno, pochi gior­ni fa, tornando sull’argomento con il Corriere della Sera ha spiegato: «Io non potevo fare nulla. Quella è una nomina interna». Al di là del fatto che, se è così, Alemanno dà la sensazione di non avere ben salde nelle proprie mani le chiavi della macchina, ma ciò che ha colpito molti è stata la man­cata sponda degli ex azzurri. Francesco Giro, numero due di Sandro Bondi ai Beni Culturali ed ex coordinatore azzurro del Lazio, parlando di un «passo falso», ha detto: «Alemanno deve poter avvertire chiara­mente la nostra vicinanza e solidarietà. A Roma si governa insieme». Ed è sembrato, quello, più un avvertimento che una presa di distanza. Lo stesso Giro, vale ricordarlo, con Alemanno si era già scontrato ai tempi delle decisioni sul parcheggio del Pincio. Fu quella la prima prova dei rapporti tra i costruttori e il neo sindaco approdato in Campidoglio sull’onda della «discontinuità» auspicata da Francesco Gaetano Caltagiro­ne. Da allora, i due dossier – costruttori e aziende – si sono incrociati spes­so, come insegna la storia dell’Acea. E non è tutto.

Già, perché nel frattempo si rompe qualcosa anche tra gli ex di An. La spia che qualcosa è accaduto è la vicenda dei nuovi stadi che potrebbero nascere a Roma. Rampelli ha dato una sorta di altolà men­tre Augello ha assunto una posizione più defilata. Sullo sfondo, il gran­de giallo sul nome del candidato delle ormai prossime elezioni regio­nali. Potrebbe essere proprio quello di uno dei due dioscuri, sempre più lontani tra loro. Alemanno, nel frattempo, è stato costretto ad arretra­re ancora una volta la linea della trincea ai fedelissimi. In pratica, al so­lo Vincenzo Piso.

cond-180x140 Il link all’articolo di Corriere .it:

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/09_settembre_14/preservativi_sinistra_liberta-1601766973044.shtml

IMMIGRAZIONE: DOMANI MARTEDI 8 SETTEMBRE RADICALI VISITANO IL CIE DI PONTE
GALERIA (ROMA)*

Domani, martedì 8 settembre 2009, alle ore 10.30 la deputata radicale nel
gruppo del Pd Elisabetta Zamparutti visiterà il Centro di Identificazione
ed Espulsione di Ponte Galeria (Roma). Zamparutti sarà accompagnata da
Massimiliano Iervolino, delegato ai diritti umani della Provincia di Roma
e
membro della Direzione di Radicali Italiani

Da Il Messaggero del 3 Agosto 2009

CAMPIDOGLIO

In giunta mercoledì il protocollo per il divieto di servire alcolici in discoteca ai minori di 16 anni

Di M. Ev.

Quali sono i provvedimenti che Roma ha previsto per arginare gli eccessi della vita notturna? Nei giorni scorsi, quando Milano aveva varato la linea dure contro i minoren­ni che si ubriacano scegliendo di multare le famiglie dei ragazzini che hanno meno di sedici anni sorpresi a bere alcolici, Roma aveva risposto: noi puntiamo sul confronto con i gestori dei locali notturni, con la loro responsabilizza­zione. E’ stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa con i titolari delle discoteche a cui viene assegnata una sorta di patente a punti.

In sintesi: la discoteca può restare aperta fino alle 5 del mattino solo se applica con severità e senza eccezioni alcune regole, a partire da quella del controllo rigoroso dell’età di chi acquista alcolici, non deve avere meno di sedici anni. E a lavorare al bancone dei bar deve esserci comunque un diciottenne, responsabile penalmente dun­que nel caso violasse la legge. Bene, quel protocollo è già operativo? No. Spiega Dino Gasperini, delegato al centro storico: «Il provvedimento arriverà in giunta mercoledì, poi servirà del tempo per arrivare alla sua completa applicazione. E’ un provvedimento molto importante, perché si basa sulla collaborazione dei titolari dei locali. Ma va detto con chiarezza: non riguarda i pub come quelli di Campo de’ Fiori, che devono chiudere alle 2. Per tutti i locali vale comunque quanto previsto dal codice penale: non si possono vendere gli alcolici a chi ha meno di sedici anni».

L’altra misura decisa a Roma è quella, già utilizzata in passato in varie occasione, dell’ordinanza del prefetto che proibisce la vendita di alcolici (ma anche di bevande non alcoliche) in bottiglie di vetro da asporto. Il provvedimento è vigore, in tutti i fine settimana, fino al 20 agosto e interessa un’area molto vasta: sei sono i Municipi interessati (I, III, VI, XI, XIII e XX), 11 le zone, da Campo de’ Fiori a Tor Pignattara. Dopo le 21 si può bere in bicchiere o bottiglia solo all’interno dei locali.