Egregio Presidente,

sento l’urgenza di scriverle questa breve lettera per invitarla a riflettere su quanto accade nei nosocomi romani. Sicuramente non le sarà sfuggita la nostra video inchiesta inerente agli ospedali e alla prescrizione della “pillola del giorno dopo” pubblicata su repubblica.it mercoledì 10 settembre.

Nella conferenza stampa di giovedì 11 settembre, mi sono personalmente augurato di ricevere da Lei una telefonata per acquisire il nostro video che, voglio ricordarglielo, testimonia la situazione di disagio che parecchie donne romane sono costrette a vivere durante i week- end. Abbiamo visitato tutte le strutture sanitarie che hanno un pronto soccorso ed il 50% di esse non hanno garantito alla paziente la prescrizione della “pillola del giorno dopo”. Le rammento che tale farmaco è un contraccettivo di emergenza quindi nessun medico può richiamarsi alla 194 (legge sull’aborto), ma anche qualora costoro lo facessero sarebbero obbligati dalle legge italiana a scriverlo sul documento di prestazione, cosa che non avviene mai! Date le sue caratteristiche, dunque, il personale sanitario è tenuto a considerare il predetto farmaco una prescrizione d’urgenza, il cui rilascio è dovuto in assenza di qualsivoglia possibilità di diagnosi (non sono previste, tanto per dire, né visita vaginale né ecografia per via vaginale); la pillola del giorno dopo rientra infatti nella “Classe 1” dell’Oms, cioè senza restrizioni d’uso. Perciò dovere del personale medico è proprio quello di ottemperare con sollecitudine – in base alla dizione “d’emergenza” – alle richieste delle pazienti. Proprio per i motivi esposti sopra, mi chiedo come mai in queste ore non è intervenuto magari anche solamente con una dichiarazione alla stampa, mi chiedo come mai non le interessa acquisire questo video, mi chiedo come mai non si fa garante del buon funzionamento degli ospedali romani soprattutto quelli religiosi che, a pari degli altri, ricevono finanziamenti di milioni di euro da parte dello Stato Italiano e che, quindi, dovrebbero essere rispettosi delle leggi del nostro paese. Come ho annunciato nell’incontro con i giornalisti la prossima settimana consegneremo il nostro filmato inchiesta alla Procura della Repubblica, inoltre continueremo a monitorare ospedali e consultori romani per capire come evolverà la situazione e se continuerà a non essere garantito un diritto sacrosanto delle giovani donne. Come ho più volte ripetuto in queste ore spero vivamente che Lei voglia contattarci per recepire questo filmato, altrimenti sarò io stesso, facendole visita alla Pisana, a consegnarglielo pubblicamente. Lo devo, anzi lo dobbiamo, alle tante donne che durante i fine settimana girano disperatamente per le strade di Roma alla ricerca di un ospedale che abbia un medico“coraggioso” di svolgere il suo dovere senza pressioni religiose o di qualsiasi altro tipo.

 

In attesa di una Sua risposta le auguro buon lavoro.

 

Massimiliano Iervolino

Segretario dell’Associazione Radicali Roma

via di Torre Argentina 76

00186 Roma

3453652220

m.iervolino@radicali.it

www.radicaliroma.com

 

da La Repubblica – ed. Roma del 12 settembre 2008, pag. 9. di Carlo Picozza. Prima il video che documenta il rifiuto di prescrivere la pillola del giorno dopo nella metà degli ospedali romani (anticipato su queste pagine e da Repubblica.it). Ora i radicali consegneranno il dvd alla magistratura «per denunciare i comportamenti illegali di tanti medici che», per Marco Pannella al telefono da Londra, «obiettori di coscienza nel pubblico, si trasformano in non obiettori nei loro studi privati». «Passeremo il filmato anche al presidente della Regione, Piero Marrazzo», annuncia il segretario dell’associazione Radicali Roma, Massimiliano lervolino. «E ogni sei mesi torneremo negli ospedali con la telecamera». Forte dell’indagine-video, un’interrogazione parlamentare è stata presentata da Rita Bernardini.

 

 

 

«L’illegalità» per il tesoriere del partito, Michele De Lucia, «la fa da padrona nel rifiuto di prescrivere la pillola del giorno dopo che è un contraccettivo di emergenza non un farmaco abortivo». Per l’avvocato Alessandro Gerardi, «la magistratura dovrà pronunciarsi sui comportamenti illegittimi dei cosiddetti obiettori». «L’apertura all’Udc per le prossime elezioni regionali ci interessa poco», ancora Iervolino, «a noi preme far finire il calvario delle donne negli ospedali romani durante i weekend». Quindi, «Marrazzo ci inviti o saremo noi ad andare da lui».

Questa mattina, presso la sede del Partito Radicale, è stata presentata la video inchiesta Gli ospedali romani e la “pillola del giorno dopo”, realizzata dall’Associazione Radicali Roma, della quale ieri Repubblica Tv ha pubblicato alcune sequenze. Alla conferenza stampa hanno preso parte Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Roma; Rita Bernardini, deputata Radicali/PD; Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani; Alessandro Gerardi, avvocato e Marco Pannella in collegamento telefonico.

 

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell’Associazione Radicali Roma, a margine della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso il salone del Partito Radicale:

 

“ Mi urge dare tre “piccole” notizie:

 

1) La prossima settimana ci recheremo dai magistrati per consegnare il Dvd inerente all’inchiesta sugli ospedali romani e la “pillola del giorno dopo”, auspichiamo che costoro abbiano la volontà di far luce su quanto accaduto, e su quanto accade, nelle strutture romane.

 

2) Voglio sperare che nelle prossime ore, il Presidente della Regione Lazio, nonché Commissario alla Sanità, Piero Marrazzo, voglia contattarci personalmente per recepire questo filmato, lo diciamo da tempo: o in Regione Lazio ci sarà un cambio di direzione su molti temi o la sconfitta oltre ad essere ad oggi probabile tra un anno e mezzo diventerà realtà. Qualora Marrazzo non ritenesse opportuno acquisire questo filmato ci sentiremmo in obbligo, durante la prossima settimana, di fargli visita, bussando alla sua porta fin quando non saremo ricevuti. L’apertura all’Udc per le prossime elezioni regionali ci interessa poco, a noi quello che interessa è far finire il calvario che le donne subiscono negli ospedali romani durante i week end. Quindi ribadisco: o il presedente Marrazzo ci invita o saremo noi a far di tutto per incontrarlo e consegnargli il filmato.
 
3) Ci prendiamo la responsabilità politica di annunciare che le nostre video inchieste negli ospedali e consultori romani continueranno, ci sentiamo in obbligo nei confronti di tutte quelle donne che soffrono la condizione di illegalità diffusa in cui versano le strutture ospedaliere, di continuare a monitorare queste cose e di far conoscere a più persone possibili la verità che troppe volte viene nascosta da paure o interessi di parte.”

 

 

Ricordo che il filmato integrale della video inchiesta sugli ospedali romani e la “pillola del giorno dopo” può essere visto sul sito www.radicaliroma.com

 

LA VIDEO INCHIESTA SUGLI OSPEDALI ROMANI E “LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO”. LA TRASCRIZIONE DEI DIALOGHI.

 

A cura di Demetrio Bacaro.

 

 

 

 

Legenda:   AU: attore uomo
                AD: attrice donna
                 O:  operatore sanitario  paramedico o amministrativo del pronto soccorso
                 M:  medico

 

 

POLICLINICO CASILINO

 

AD: senta io avrei bisogno di una ricetta per la pillola del giorno dopo
O:   quando ha avuto l’ultimo rapporto sessuale
AD: prima qualche ora fa; praticamente si è rotto il preservativo
O.  maggiorenne?
AD: sì
O:  Lei è un codice bianco quindi devfe pagare un ticket di 25 Euro, non oggi, poi, in settimana; anche alla posta ed implica un’attesa maggiore perché non c’è urgenza. Ovviamente vengon prima le donne gravide e quelle che hanno problemi ginecologici
AD: certo! Ok grazie

 

OSPEDALE CRISTO RE
AD: SOno venuta questa mattina per la prescrizione della pillola del giorno dopo e mi hanno detto che qua..ma proprio non c’è possibilità? Assolutamente no?
O:  (dopo aver fatto segno di no con il capo diverse volte)dovete andare al S.Filippo o al S. Camillo.
AD: Al San Camillo?
O:  Questo è un ospedale religioso.
AD: e proprio non..proprio..impossibile?
O: impossibile!
AD: Perché è tutto il giorno che giriamo; pure al Gemelli niente.
O:  E no perché pure lì è religioso.
AD: abbiamo girato unsacco…
O:  Provi al San Camillo
AD: Al San Camillo?
O:  Probabile sì perché lì non ci stanno…oppure provi al San Filippo; però al San Camillo so che sono
AD: non è che pure lì sono obiettori?
O:  ….eh obiettori di coscienza
AD: Grazie comunque. Arrivederci

 

CTO
AD: Niente ho già detto a lui, mi servirebbe la prescrizione per la pillola del giorno dopo.
O:  Un attimo solo
M:  Eh no perché deve firmare un modulo e per questo deve andare al Nuovo Regina Margherita
AU: al Nuovo Regina Margherita? Perché qui non…
M:  no
AU: non si può prescrivere?
M:  No mancano i moduli di…di…consenso informato e deve firmare lì per gli effetti collaterali
AD: Andiamo va
AU: Grazie, arrivederci

 

POLICLINICO GEMELLI
AD: Senta ho un problema urgente: mi servirebbe la prescrizione per la pillola del giorno dopo
M:  Guardi noi siamo un ospedale cattolico.. non
AD: E allora?
M:  Allora siamo tutti obiettori di coscienza e non la prescriviamo……Guarda francamente mi risulta che anche negli altri ospedali romani ci sia questo problema
AD: Cioè io mo…
M: Qui da noi non la prescrive nessuno; il medico di famiglia la può prescrivere
AD: Ma io il medico di famiglia l’ho appena chiamato, ma essendo tardi mi gha detto che mi dovevo rivolgere a un Pronto Soccorso al più presto perché altrimenti non mi funziona..questo mi ha spiegato
M: La pillola del giorno dopo devi prenderla entro 72 ore dall’amplesso
AU: Ah, 3 giorni?
AD: E non cambia niente fra la prima e l’ultima ora?
AU: No perchè sa stava proprio nel periodo giusto
M: mi dice qualcuno che su Internet trovi informazioni e anche un numero di telefono di qualcuno che te la può prescrivere d’urgenza
AD: Ah sì? la ringrazio anche per l’informazione Va bene grazie arrivederci

 

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI
AD: Senti noi
AU: siamo andati al San Camillo ed erano tuti obiettori
O:  perché sei stata sfortunata
AD: Come?
O:  sei stata sfortunata perchè è il medico che ti dice che è obiettore…per una cosa sua personale non te la dà la pillola
AD: Ho capito
O:  quindi alcune volte c’è il medico obiettore, alcune volte no
AD: Ho capito. Però qua proprio…
O:  Qua proprio niente! mai data, mai, mai …
AD: Ok grazie
AU: Grazie molto gentile

 

OSPEDALE G.B. GRASSI(Ostia)
AD: Senta avrei bisogno della ricetta per la pillola del giorno dopo
O: Devo vedere in ospedale se non ci sono gli obiettori questa sera

O: Il dottore mi dice che se vuoi te la può prescrivere, solo se prima fai il prelievo per..prima di prescriverti la pillola del giorno dopo vuole accertarsi del fatto che tu non sia già in gravidanza. Ok? quindi lui si vuole accertare che tu non lo sia; quindi comunque devi fare un prelievo e verificare se non lo sei
AD: Cioè, se io dovessi andare dal mio medico di famiglia non è che mi richiede di fare un prelievo del sangue
O: Ascolta la somministrazione della pillola del giorno dopo in una paziente che è incinta significa provocare un aborto; capisci che è cosa ben diversa
AD: No, non è così perché comunque sia la pillola del giorno dopo non permette la fecondazione dell’ovulo indi per cui se l’ovulo è già stato fecondato non è un aborto
O:  guarda se vuoi ne puoi parlare col dottore, come vuoi, comunque la condizione è questa, che lui mi ha detto
AD: Magari parlo un momento con il dottore, ma non
O: Eh, però devi aspettare che si libera
AD: Si ok ci penso un attimo, va bene?..

 

OSPEDALE SANDRO PERTINI
AD: salve io avrei bisogno della ricetta per la pillola del giorno dopo
O: Mi scrive qui i suoi dati? Devo sentire la ginecologa però la devo inserire comunque
..
M: e il rapporto a rischio è avvenuto quando?
AD: tre ore fa
M: E’ un’unica somminsitrazione, puoi prenderla a stomaco vuoto, pieno…non è un problema. Considera che non ha una copertura del 100%, arriva ad un massimo del 95 – 97%; prima si prende meglio è. Prima nelle 12 ore se no comunque uno ha 3 giorni di tempo eventualmente per assumere il farmaco. Quindi comunque adesso vai in farmacia e lo prendi con un po’ d’acqua. Potrebbe darti un po’ di nausea potrebbe darti alterazioni del ciclo che avviene adesso: o te lo anticipa di molto o comunque una volta che lo hai assunto domani potresti trovare delle macchiette di sangue, perché comunque sono ormoni e possono alterare un po’ lo stato di questo ciclo. Come ti ho detto non ha una copertura del 100%, quindi eventualmente vedi che il ciclo ti ritarda di qualche giorno rispetto a come te lo aspetti (diciamo una settimana) devi fare le beta sul sangue perché può essere che la gravidanza sia partita, proprio perché non ha una copertura del 100%.

 

OSPEDALE NUOVO REGINA MARGHERITA

 

AD: senta io avrei bisogno della ricetta per la pillola del giorno dopo
O:   Sì un attimo; mi dà un documento con un codice fiscale
AD: L’ho dimenticato a casa; se aspetta un attimo vado a prenderli
O:   Abita vicino?
AD: Sì qui vicino

 

 

SANT’ ANDREA

 

AD: Buongiorno, senta io avrei bisogno della prescrizione per la pillola del giorno dopo
O: Un attimino……aspetta che hai il consenso da firmare e da leggere

 

OSPEDALE B.V. VANNINI

 

AD: Senta io avrei bisogno di una ricetta per la pillola del giorno dopo
O:  Qui no
AD: Perché
O: Questo è un ospedale religioso e non te la fanno; sono tutti obiettori
AD: Aha!
O:  Guarda l’unica partedove puoi provare, che è facile che trovi chi non è obiettore perché hanno la staffetta a parte, è l’Umberto Primo
AD: E’ l’unico quindi?
O: Guarda gli altri..devi trovare un medico che non è obiettore,tela rischi insomma.L’unico che sono sicura che la danno è l’ Umberto Primo
AD: Ok grazie allora e arrivederci
O: Prego

 

 

OSPEDALE B.V. VANNINI

 

AD: Scusi non mi ricordo che Ospedale mi aveva detto
O: San Giovanni
AD: Mi può dare un attimo una penna

AD: senta ma li è sicuro che me la danno? Non vorrei che come qua tutti obiettori; dopo..
O: quello è un Ospedale più civile
AD: Quindi non è un ospedale cattolico come questo, che non mi dicono la stessa cosa…Il San Giovanni quindi?
O: O l’Umberto Primo
AD: E pensa lì sì? Ok grazie
O: Prego

 

 

 

OSPEDALE SAN GIOVANNI

 

AD: Buonasera; senta io avrei bisogno della prescrizione per la pillola del giorno dopo
O: Guardi domani mattina, qui da noi, per fortuna è aperto il nostro consultorio; tutta la mattina il sabato. Quindi può andare tranquillamente lì perché le apriranno una cartella, le spiegheranno poi tutti gli effetti collaterali della pillola del giorno dopo e la metteranno anche in lista per ulteriori controlli; capito?
AD: Ok però..io ho chiamato il mio medico curante che mi ha detto di sbrigarmi e di andare subito al pronto soccorso.
O: Quando è successo il fattaccio
AD: E’ Successo oggi
O: Oggi?Oggi pomeriggio?
O: Eeeh tre giorni di tempo.. prima cosa
AU: Quindi i primi tre giorni è uguale la puoi prendere
O: ma sì; ma poi comunque domani mattina..Noi preferiamo quando è venerdì mandarle al nostro centro di pianificazione familiare perché la ragazza, cioè la paziente, viene edotta sui rischi ed effetti collaterali e vien anche poi indirizzata per ulteriori accertamenti, quali se dovesse aver un ritardo, fare un controllo ecografico, fare una beta. Perché questa poi non esula dai rischi
AU: quindi diciamo che se uno la prende oggi oppure
O: o la prende domani o domani l’altro…ha tre giorni di tempo
AU: Anche domenica mattina è la stessa cosa?
O: sì sì… comunque stai serena e domani mattina
AU: Pensavo dovesse essere fatta proprio subito
O: no
AD: Ah no?
O: comunque va al nostro ambulatorio al Santa Maria al piano terra, va lì quando sono le 8,30 le 9
AU: Domani? Domani mattina
O: Domani mattina, presto però alle 8,30 eh? E ci sarà un medico a vostra disposizione
AD: E me la fa sicuro però?
O: Certo
AD: Non mi fa fare altre trafile
AU: Bene grazie; comunque fino a domenica mattina va bene…comunque penso che domani…
O: sì sì domani
AD: E per forza!

 

 

OSPEDALE SAN CARLO DI NANCY

 

AD: senta io avrei urgentemente bisogno di un medico che mi prescriva la pillola del giorno dopo
O: Questo è un Ospedale religioso non lo
AD: come scusi?
O: E’ un Ospedale religioso, non lo fanno
AD: Perché non lo fanno?
O: Non lo fanno
AD: Ma perché? Che problema c’é?
O: E’ un Ospedale religioso, ognuno
AD: Cioè ma sono obiettori
O: (annuisce)
AD: Sì? Sono obiettori? E io come faccio
O: vai in un ospedale grosso
AD: tipo?
O: tipo il San Filippo Neri; qua non gliela prescrivono
AD: Ma in tutto l’Ospedale non c’è manco uno che non sia obiettore..
O: Ci vuole  il ginecologo e noi non ce l’abbiamo tra parentesi
AD: E comunque nessuno…
O: (fa segno di no)
AD: va bene la ringrazio

 

 

POLICLINICO TOR VERGATA

 

AD: Senta io avrei bisogno della pillola del giorno dopo…della ricetta
O: Ok mi dà un documento signora?

O: Noi glielo dico prima non abbiamo il pronto soccorso di ginecologia
AD: Sì ma..
O: Bisogna cercar un medico generico, poi il medico generico decide se gliela prescrive o meno.
AD: E in base a cosa decide? No per saperlo perché se no vado in un altro ospedale
O: Il medico sa in base a cosa decidere…io non sono un medico…io potrei informarmi se il medico che prescrive..
AD: Sì ma è sicuro che non ci sono obiettori comunque..
O: Ci sono parecchi obiettori, però non..glielo ripeto al momento l’abbiamo registrata e quando parla col medico decide se la prescrive..
AD: Sì siccome però io adesso devo andare a casa, devo prendere il documento..Questo è l’Ospedale che mi è più vicino..
O: non c’era il pronto soccorso di ginecologia comunque di quelli che gli stavano più vicino
AD: Sì ho capito però..
O: (voltandosi verso un collega) Ci sono i medici che prescrivono la pillola del giorno dopo? (altro Operatore Sanitario) Non lo so posso chiedere..
AD: Eh, se può chiedere se mi può fare la cortesia..
O: (l’altro) non essendoci un ginecologo..non avendo un pronto soccorso di ginecologia…che il medico possa prescrivere direttamente non lo so…provo a chiedere
AD: Grazie mille, per non perdere tempo visto insomma la situazione…grazie

O: Allora sei maggiorenne?
AD: Sì
O: Ok il medico ci sta..però l’attesa è lunga..cioè tu sei un codice bianco e aspetti un bel po’..te lo dico perché al Casilino (Policlinico ) se c’è il ginecologo fai un iter diverso
AD: però non c’è pr..Ok grazie

 

 

OSPEDALE SANT EUGENIO

 

AD: A noi serviva la prescrizione per la pillola del giorno dopo..
O: però purtroppo la dottoressa che c’è la prescrive, però sta in sala parto e sta facendo un parto cesareo
AU: Quando ci possiamo parlare?
O: Fra una mezz’oretta avrà finito
AU: Una mezz’oretta? E invece qui vicino un altro ospedale?
O: La pillola del giorno dopo è molto difficile perché dipende…dagli ospedali ma in tutti gli ospedali incontri uno o due che la prescrivono
AU: e questa ginecologa?
O: Questa la prescrive…è già difficile trovare chi la prescrive…qui sono solo tre e e basta
AU: Sono 3 che la prescrivono?
O: Gli altri no!
AU: Quindi se torniamo tra mezz’ora..
O: Sì lei mi lasci il foglio
AU: Ok grazie

 

 

 

OSPEDALE SANI FILIPPO NERI

 

AD: A me servirebbe urgentemente la prescrizione per la pillola del giorno dopo
O: aspetti un attimo non s se gliela fa..

Dovete aspettare, ha detto di sì che vela fa

 

 

 

OSPEDALE SAN PIETRO-FATEBENEFRATELLI

 

AD: Salve, io sono già venuta stamattina per la prescrizione della pillola del giorno dopo  e mi hanno detto che qua non la fate; però il ragazzo era molto gentile e ci ha indicato altri ospedali; però siamo già andati e ci hanno detto di no…volevo sapere se qua proprio non la fate..
O: No
AD: Impossibile proprio?
AU: perché siamo andati al San Filippo Neri e non ce l’hanno prescritta
O: Come?
AU: Al San Filippo Neri c’erano obiettori non so se ci sono altri ospedali dove è sicuro che non ..
O: Il Gemelli…provate il Sant’Andrea
AU: quello che c’era l’indicazione qui vicino..
AD: MA insomma qui dite proprio di no?
O: Mi dispiace…
AD: Perché qua m’hanno detto che ci sono alcuni…l’altro ragazzo questa mattina mi ha detto che si sono alcuni medici che la fanno però che i preti non glielo permettono…proprio no si può fare..
O: Guarda se proprio vuoi ti faccio parlare con un ginecologo però….
AD: Però dici che non.. va bene grazie.
O: Prego

 

 

OSPEDALE SAN GIACOMO

 

AD: buonasera
O: dica
AD: Senta guardi io c’ho un grave problema.. mi servirebbe proprio la prescrizione della pillola del giorno dopo
O: Non so se oggi abbiamo i medici che la fanno..
AD: perché scusi non la dovrebbero fare?
O: Perché alcuni sono contrari
AD: Contrari? Cioè in che senso contrari?
O: Obiezione di coscienza signora
AD: ma l’obiezione di coscienza…mica è un abortivo insomma!
O: di coscienza…lei non può andare contro quella che c’ha il medico
AD: Ho capito ma a me serve urgentemente…dato che non è previsto
O: c’è anche il medico di base che la prescrive!
AD: Eh sì a quest’ora! Io il medico di base l’ho chiamato. Mi ha detto chiama la guardia medica. La guardia medica mi ha detto rivolgiti al pronto soccorso
O: Signora non tutti qui dentro la fanno..è una scelta quella…insindacabile!
AD: Insindacabile?
O: certo! (rivolgendosi ad un secondo operatore) senti un attimo…puoi chiedere al dottor******se
lui prescrive la pillola del giorno dopo?…vabbeh allora te la registro. Mi dàun documenbto?
AD: Ce la possiamo fare?
O: gliela prescrive
AD: perché gli altri qua sono obiettori…quindi sono stata fortunata oggi che ho beccato…
O:sì ci sono alcuni ospedali dove puoi anche non andare perché tanto non te la prescrivono!
AD: Tipo?
O: tipo quelli vaticani

 

 

 

AURELIA HOSPITAL

 

AD: Buona sera; senta mi servirebbe la prescrizione della pillola del giorno dopo
O: è obiettore
AD: cioè non me la può fare?
O: E’ obiettore di coscienza
AD: Ma a me serve come faccio?
AU: Senta dove possiamo andare?
O: In un ospedale che non sia religioso
AU: ma perché questo è religioso?
O: No qui c’èun medico che non…
AD: E non c’è nemmeno un..beh mica è un aborto signora..è un po’ diverso..
O: sì però essendo un obiettore non prescrive
AD: per sua decisione non prescrive…..Arrivederci

 

 

OSPEDALE SANTO SPIRITO
AD: Senta a noi servirebbe urgentemente la prescrizione per la pillola del giorno dopo, perchè ho chiamato la guardia medica, ho chiamato il mio medico di base e mi ha detto di chiamare la guardia medica, ho chiamato la guardia medica e mi hanno detto di provare ad andare al pronto soccorso
….
ho urgente bisogno della prescrizione per la pillola del giorno dopo, mi hanno detto di venire qua
M: Non la prescriviamo
AD: Come non la prescrivete…il mio medico di base mi ha detto di andare al pronto soccorso!
M: non tutti i pronto soccorso la prescrivono.
AD: ma perché scusi? IN base  a che cosa?
M: in base all’obiezione di coscienza

 

 

 

POLICLINICO UMBERTO PRIMO

 

O: Buona sera
AD: Senta io avrei bisogno della prescrizione per la pillola del giorno dopo
O: UN attimo di pazienza

Allora questa è una prestazione a pagamento
AD: E quanto devo pagare…Ah 25 Euro va bene
O: entro 14 giorni arriva a casa la richiesta

CONFERENZA STAMPA

 

Giovedì 11 settembre alle ore 11.30 presso la sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina 76 (Roma), si terrà una conferenza stampa dal titolo:
Gli ospedali romani e la prescrizione della “pillola del giorno dopo”, presentazione della video inchiesta condotta dall’Associazione Radicali Roma e pubblicata su Repubblica Tv.

 

L’Associazione Radicali Roma presenta ai giornalisti, in formato integrale, il video di cui oggi Repubblica Tv propone alcune sequenze. Un documento di straordinario interesse che mette a nudo la situazione di illegalità diffusa in cui versano gli ospedali romani e il disagio dei cittadini ai quali viene negato un servizio: uno scenario rappresentativo del più generale quadro nazionale.

Durante la conferenza stampa verranno fornite ulteriori informazioni inerenti a questa indagine e illustrate le prossime iniziative legali e parlamentari a tutela dei diritti del cittadino, contro ogni forma di obiezione fuori legge.

 

Interverranno:

 

Massimiliano IERVOLINO, Segretario dell’Associazione Radicali Roma

 

Marco PANNELLA, leader storico dei Radicali.

 

Michele DE LUCIA, Tesoriere di Radicali Italiani

 

On. Rita BERNARDINI, deputata Radicale/PD

 

Alessandro GERARDI, avvocato e militante dell’Associazione Radicali Roma

 

 

 

www.radicaliroma.com

Per Info:  Massimiliano Iervolino
Segretario dell’Associazione Radicali Roma
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
m.iervolino@radicali.it
www.radicaliroma.com

Un’inchiesta dell’Associazione Radicali di Roma denuncia l’odissea delle coppie che richiedono la prescrizione del farmaco anticoncezionale. Il video integrale su www.radicaliroma.com. Da la “Repubblica” aricolo di Marino Bisso.

Dal centro alla periferia della capitale, la prescrizione della pillola del giorno dopo viene negata nella metà degli ospedali. E non solo in quelli religiosi. È questa la realtà messa a fuoco da una video-indagine dell’Associazione radicali di Roma: per due mesi, giugno e luglio, una coppia con telecamera nascosta si è recata durante i weekend nei venti pronto soccorsi romani e ha richiesto il farmaco. Solo in dieci ospedali ha trovato medici disponibili a prescriverlo. La pillola in questione, Norlevo, (due compresse a distanza di dodici ore una dall’altra) va assunta entro e non oltre le 72 ore successive a un rapporto non protetto, pena la sua perdita di efficacia. “Ma ottenere la prescrizione di notte e nei fine settimana è difficile se non impossibile negli ospedali romani – denuncia Massimiliano Iervolino dell’Associazione Radicali Roma – Eppure la pillola del giorno dopo è una prescrizione d’urgenza, il cui rilascio è dovuto in assenza di qualsivoglia possibilità di diagnosi e come tale i pronti soccorso sono tenuti a prescriverlo assicurando la presenza di medici”.

Ecco la realtà “fotografata” durante l’odissea della coppia che ha eseguito l’indagine per conto dei Radicali di Roma.

Ospedale Casilino – 1 giugno 2008, ore 23.21
“Avrei bisogno di una ricetta per la pillola del giorno dopo…”. Quando ha avuto l’ultimo rapporto sessuale? Qualche ora fa.. si è rotto il preservativo”. L’infermiera all’accettazione chiede se la donna è maggiorenne e poi la informa che dovrà attendere perché è un codice bianco e prima hanno precedenza le donne gravide. Alla fine il farmaco sarà prescritto. “Dovrà pagare un ticket di 25 euro. Non oggi… poi in settimana” conclude l’infermiera.

Ospedale Cristo Re – 6 giungo 2008, ore 18.14
“Sono venuta questa mattina per la prescrizione della pillola del giorno dopo. E mi hanno detto che non c’è possibilità. Assolutamente no?”. L’infermiera conferma e da il consiglio di recarsi altrove: “Dovete andare o al San Filippo Neri o al San Camillo… Questo è un ospedale religioso”. La donna insiste: “Non è proprio possibile averla? Perché è il tutto giorno che giriamo, siamo andati pure al Gemelli”. Ma la dipendente del Cristo Re è categorica: “Impossibile! E no, pure quell’ospedale è religioso. Provi al San Camillo…”. <!– OAS AD ‘Middle’ – gestione 180×150 square inside –>

Ospedale Cto – 8 giugno 2008, ore 1.45
“Ho già detto al suo collega. Mi servirebbe la prescrizione per la pillola del giorno dopo…”. All’accettazione risponde un medico: “Un attimo solo…Eh no perché deve firmare un modulo e per questo deve andare al Nuovo Regina Margherita…”. La donna chiede spiegazioni: “Ma perché? Qui non si può?”. “No, mancano i moduli per il consenso informato per via degli effetti collaterali..”. Così la donna è costretta a rinunciare.

Ospedale Gemelli – 13 giugno 2008, ore 23.51
“Senta ho un problema urgente… Mi servirebbe la prescrizione della pillola del giorno dopo…”. La risposa che la donna riceve al pronto soccorso è chiara: “Guardi noi siamo un ospedale cattolico. E siamo tutti obiettori di coscienza e non la prescriviamo”. E alle ulteriori richieste di spiegazioni l’operatore spiega: “Francamente mi risulta che anche negli altri ospedali romani c’è questo problema… Qui da noi non la prescrive nessuno, il medico di famiglia la può prescrivere…”. E la donna: “Ma io il mio medico l’ho appena chiamato ma essendo tardi mi ha consigliato di rivolgermi a un pronto soccorso al più presto perché altrimenti non serve…”. Il medico replica spiegando che in realtà la donna ha 72 ore di tempo dal rapporto per prendere il farmaco. Ma su internet potete trovare informazioni e anche il numero di telefono di qualcuno che te la può prescrivere d’urgenza”.

Ospedale Fratebenefratelli – 27 giugno, ore 16.55
La donna assieme al compagno spiegano di essere già stati all’ospedale San Camillo e di aver trovato medici solo obiettori…”. L’infermiere del pronto soccorso risponde con una battuta: “Perché sei stata sfortunata… Se no te l’avrebbe data: alcune volte c’è il medico obiettore altre no. Ma qua proprio no: la pillola non la danno mai, mai…”.

Ospedale Grassi – 29 giugno 2008, ore 1.07
L’infermiera al pronto soccorso spiega che deve vedere se ci sono obiettori in servizio. La coppia deve attendere e al ritorno l’infermiera spiega:” Il dottore dice che se la vuoi te la può prescrivere ma solo se prima fai il prelievo del sangue perché vuole accertare che tu non sia già in gravidanza”. La donna obietta che il proprio medico non le farebbe fare alcuna analisi e che il farmaco impedisce solo la fecondazione dell’ovulo. Il sanitario insiste: “Prescrivere la pillola del giorno dopo a una paziente che è incinta significa provocare un aborto. Capisci che è una cosa ben diversa. Se vuoi puoi parlare con il dottore comunque la condizione è questa…”.

Ospedale Sandro Pertini – 29 giugno, ore 2.07
È uno dei pochi ospedali dove il personale medico non fa alcun tipo di problema e si limita a chiedere i dati per poi chiamare la ginecologa. Dopo poco tempo il medico spiega alla donna le modalità per l’uso del farmaco. “È un’unica compressa, puoi prenderla a stomaco vuoto o pieno. Non è un problema. Considera che non ha una copertura del 100% arriva a un massimo del 95-97%. Prima si prende e meglio è. Prima delle 12 ore è meglio. Comunque si ha tre giorni di tempo per prendere il farmaco. Quindi ora via in farmacia e lo prendi con un po’ d’acqua. Potrebbe darti un po’ di nausea, potrebbe darti alterazioni del ciclo e te lo può anticipare di molto. Una volta assunto potresti trovare delle macchiette di sangue perché comunque sono ormoni e possono alterare un po’ lo stato del ciclo…. Ma se il ciclo ritarda di qualche giorno è meglio fare le analisi perché il farmaco non dà un copertura del 1005″. “Questo è il farmaco…”. La donna mette una firma su un modulo ed esce dall’ospedale con la prescrizione.

Ospedale Regina Margherita – 30 giugno, ore 17.10

Al pronto soccorso l’infermiera chiede un documento e il codice fiscale. La prescrizione della pillola del giorno dopo viene effettuata senza alcuna difficoltà.

Ospedale Sant’Andrea – 31 giungo, ore 17

Anche in questo caso viene richiesto di firmare il modulo per il consenso informato e poi viene data la prescrizione.

Ospedale Figlie di San Camillo – 1 luglio, ore 12.47

La risposta alla richiesta del farmaco è netta. “No, questo è un ospedale religioso, non te la fanno sono tutti obiettori”. L’infermiera poi aggiunge:”L’unica parte dove è facile non trovare obiettori è il l’Umberto I negli altri ospedali te la rischi… Oppure puoi provare al San Giovanni”.

Ospedale San Giovanni – 2 luglio, ore 22.40

Anche al San Giovanni ottenere la prescrizione non è semplice e comporta perdere tempo prezioso. Al pronto soccorso un infermiere invita a ritornare il giorno dopo: “Guardi domani mattina qui da noi per fortuna è aperto il nostro consultorio: tutta la mattina in sabato. Quindi può andare tranquillamente lì perché le apriranno una cartella, le spiegheranno poi tutti gli effetti collaterali e poi la metteranno anche in lista per ulteriori controlli…”.

La donna fa presente di essere stata consigliata dal medico curante di far presto ad assumere il farmaco e quindi di recarsi al pronto soccorso. “Quando è successo il fattaccio?” domanda l’infermiere. “Oggi pomeriggio” risponde la donna. “Ha tre giorni di tempo, domani o dopodomani – ribatte il sanitario – ma domani mattina va bene. Quando è venerdì preferiamo mandare la paziente al nostro centro di pianificazione perché viene edotta dei rischi, degli effetti collaterali e viene poi indirizzata per ulteriori accertamenti se dovesse avere un ritardo e per fare una ecografia o una beta…”. “Ma pesavo che la pillola dovesse essere presa subito” ribadisce la donna. “No. Vada domani mattina e gliela farà sicuramente…” rassicura l’infermiere.

Ospedale San Carlo – 8 luglio, ore 00.24
“Questo è un ospedale religioso, non la fanno la prescrizione…”. È la risposta che riceve la donna che chiede: “Ma io come faccio?”. L’infermiere consiglia di recarsi in un “ospedale grosso come al San Filippo Neri. Tra parentesi ci vuole un ginecologo e noi non ce l’abbiamo”.

Ospedale Policlinico Tor Vergata – 9 luglio, ore 24
“Ok, mi dà un documento. Noi glielo dico prima non abbiamo il pronto soccorso di ginecologia. Bisogna cercare un medico generico poi decide se prescrivere o meno. Non so in base a cosa decide non sono un medico”. La donna chiede se ci sono obiettori per evitare un’attesa inutile. “Ci sono parecchi obiettori. Ma le ripeto deve parlare con il medico”. Poi l’infermiere cerca di sapere se c’è un medico disponibile e spiega: “Il medico c’è però l’attesa è lunga. Cioè tu sei un codice bianco e aspetti un bel po’. Te lo dico perché può essere che al Casilino se c’è il ginecologo fai un iter diverso”.

Ospedale Sant’Eugenio – 9 luglio, ore 1.05
“La dottoressa purtroppo non c’è: la prescrive però è in sala parto e sta facendo un parto cesareo. Tra una mezz’ora avrà finito” spiega una infermiera. La coppia chiede se possano rivolgersi a un altro ospedale e l’infermiera spiega che è difficile “dipende da ospedale a ospedale e si sono uno o due medici che la prescrivono. Qui da noi sono tre che la prescrivono”.

Ospedale San Filippo Neri – 9 luglio, ore 2.18
“Ci servirebbe urgentemente la prescrizione per la pillola del giorno dopo” spiega la donna con il suo compagno. “Aspetti non so se gliela fa” risponde una infermiera che poco dopo ritorna e informa la coppia che il medico è disponibile: “Ha detto va bene, che ve la fa…”.

Ospedale San Pietro Fatebenefratelli – 10 luglio, ore 16.41
“Sono già venuta stamattina per la prescrizione della pillola del giorno dopo e mi hanno detto che qui non la fate però il ragazzo era molto gentile e ci ha indicato altri ospedali e siamo andati ma ci hanno detto di no. Volevo sapere se qui proprio non la fate”. Anche in questo caso la risposta che la donna riceve al pronto socoroso è categorica: “No. Provate al Gemelli. Mi dispiace”.

Ospedale San Giacomo – 11 luglio, ore 10.34
“Ho un grave problema mi servirebbe proprio urgentemente la prescrizione della pillola del giorno dopo” spiega la donna in accettazione. “Non so se oggi abbiamo i medici che la fanno. Alcuni sono contrari per l’obiezione di coscienza. Lei non può andare contro a quella che ha il medico” risponde una infermiera. La donna fa presente che non si tratta di un aborto. “Ma c’è anche il medico di base che la prescrive – ribatte il sanitario – Qui dentro non tutti la fanno è una scelta insindacabile. Negli ospedali vaticani è inutile andarci”. Solo successivamente dopo che la donna insiste nel richiedere il farmaco, l’infermiera contatta il medico che risponde di essere disponibile a prescrivere la pillola.

Aurelia Hospital – 11 luglio, ore 18
“Qui il medico è obiettore di coscienza. Andate in un altro ospedale purché non sia religioso” fanno subito presente al pronto soccorso. “Ma questo è un ospedale religioso?” chiede la coppia. “No ma il medico essendo obiettore non prescrive. Mi spiace andate al San Camillo ed escluda i religiosi: il San Filippo Neri, il Gemelli, il Cristo Re. Escluda tutto quello dove ci sono preti monache…” conclude il sanitario.

Ospedale Santo Spirito – 11 luglio, ore 17.30
“Ho chiamato il medico di base mi ha detto di rivolgermi alla guardia medica e mi hanno detto di andare al pronto soccorso per farmi prescrivere la pillola del giorno dopo” spiega la donna in accettazione. Ma la risposta è negativa: “Non la prescriviamo! Non tutti i pronti soccorso le prescrivono in base all’obiezione di coscienza”.

Ospedale Umberto I – 12 luglio, ore 19
Al pronto soccorso spiegano che la prescrizione è possibile averla. “È un prestazione a pagamento. Costa 25 euro e dopo dieci giorni riceverà a casa il bollettino per il pagamento” si limitano a spiegare.

Domenica 7 settembre alle ore 19.00 presso la sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina 76 III piano:

 

 


Un documento di straordinario interesse che mette a nudo la situazione di illegalità diffusa in cui versano gli ospedali romani. L’associazione Radicali Roma invita gli amici e simpatizzanti radicali a questa anteprima.

 

 

 

L’incontro ci darà anche occasione di informare e discutere insieme ai presenti dell’iniziativa inerente all’anagrafe pubblica degli eletti. Ricordiamo che, il 24 luglio 2008, l’Associazione Radicali Roma, insieme ad un ampio comitato promotore, ha depositato presso il Comune di Roma una proposta di delibera popolare su cui dovrà raccogliere minimo 5.000 firme entro il 24 ottobre.  Inoltre, la presenza dei dirigenti nazionali di Radicali Italiani, ci permetterà di conoscere come la medesima iniziativa si stia organizzando in parecchi comuni italiani.

 

Interverranno:

 

Massimiliano Iervolino, Segretario dell’Associazione Radicali Roma

 

Antonella Casu, Segretaria di Radicali Italiani

 

Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani

 

Demetrio Bacaro, Tesoriere dell’Associazione Radicali Roma

 

 

 

www.radicaliroma.com

 

 

 

 

p.s.  Tutti coloro che hanno ricevuto e raccolto le firme sulle sette interrogazioni di iniziativa popolare  possono cogliere l’occasione di questo incontro per portare i moduli in sede.

 

Grazie

 

Per info:

 

Massimiliano Iervolino

Segretario dell’Associazione Radicali Roma

via di Torre Argentina 76

00186 Roma

3453652220

m.iervolino@radicali.it

www.radicaliroma.com

Se mai qualcuno avesse ancora bisogno di un esempio, per capire fino a che punto la presenza del Vaticano in Italia condiziona negativamente le leggi dello Stato e la libertà degli individui, eccolo servito. La questione della cosiddetta “pillola del giorno dopo” è emblematica ed estremamente significativa dell’arretratezza culturale e politica della vita pubblica italiana. Chiariamo subito che questo farmaco non può a nessun titolo essere considerato abortivo. La “pillola dei giorno dopo” - ma sarebbe meglio chiamarla contraccezione d’emergenza – infatti non agisce sull’ovulo fecondato (contrariamente alla RU 486, che provoca l’aborto farmacologico), né impedisce l’insediamento dell’ovulo stesso all’interno dell’utero, come avviene con la spirale. Al contrario, il “levonorgestrel” è un progestinico che agisce sull’ovulazione, impedendo la penetrazione dello spermatozoo, come qualsiasi altro contraccettivo a base di ormoni. Proprio per questa ragione, esso è tanto più efficace quanto prima viene assunto, dopo un rapporto a rischio. Questa pillola esercita la sua massima efficacia (95%) nelle prime 12 ore, mentre la mantiene alta (60%) entro le 60 ore successive. Più tardi perde progressivamente di efficacia sino a risultare del tutto inutile, a ovulo fecondato, anche se non dannosa: la contraccezione di emergenza non presenta infatti controindicazioni di alcun genere.

 

 

 

 

Perché allora in Italia viene pretesa la ricetta medica? Essa non è richiesta in Francia, in Gran Bretagna né in gran parte d’Europa; non in Israele né in Tunisia e neppure negli Stati Uniti di Bush, che ne hanno abolito l’obbligo due ani fa. Ma soprattutto, perché mai a un medico deve essere consentito di rifiutarsi di prescriverla? Quale obiezione di coscienza può mai essere invocata, in questo caso? La risposta è elementare. Essa proviene, manco a dirlo, dai soliti che poi alzano il ditino contro gli “atteggiamenti ideologici” (quelli degli altri, ovviamente), nonché contro l’immancabile fondamentalismo laicista e la deriva relativista della nostra società. Insomma dai fanatici dell’integralismo religioso. Il Vaticano è da sempre contrario non solo alla lealizzazione dell’aborto, ma anche a qualsiasi forma di contraccezione, e i suoi seguaci politici si adeguano. Se usare il preservativo è peccato, perché mai – in caso di rottura di questa “cosa cattiva” – si dovrebbe collaborare con chi cerca di porvi rimedio? Lo Stato non considera forse la religione cattolica un valore positivo, e la sua Chiesa un’autorità morale? Ecco allora che per la doma cui è capitato questo inconveniente, inizia un angoscioso calvario. Costei dovrà girare di farmacia in farmacia, vedendosi negare la pillola per mancanza di ricetta; allora sarà costretta a vagare tutta la notte da un pronto soccorso all’altro, per sentirsi rispondere da un’acida infermiera – pagato dallo Stato – che “qui siamo tutti obiettori”, senza naturalmente ottenere uno straccio di diniego scritto. Intanto il tempo scorre inesorabile e lo spettro dell’aborto – quello vero – si materializza di ora in ora. Nei giorni scorsi, i Radicali hanno annunciato – grazie alla disponibilità di alcuni medici davvero coscienziosi – la messa a disposizione di due numeri telefonici d’emergenza, a Milano (345 50 11 223) e a Roma (333 98 56 046) durante il week-end. L’iniziativa è lodevole, ma non può certo colmare un disservizio pubblico generalizzato e in ogni caso non risolve il problema.

 

 

 

 

 

L’unica soluzione è l’abolizione della ricetta, ultimo alibi per un’obiezione di coscienza priva di assunto, come avviene in quasi tutti gli altri paesi occidentali, dove lo Stato è laico, liberale e civile.

Quindici richieste di «pillo­le del giorno dopo» in u­na sola notte. Un succes­so, secondo i radicali del­l’associzione Luca Co­scioni, che sponsorizzano l’iniziativa della prescri­zione- no problem operata da par­te di medici attivisti o simpatiz­zanti (con denunce degli obietto­ri, tanto per capire a cosa si pun­ta) per chiunque la chieda. Un ri­schio culturale, secondo Andrea Natale, ginecologo alla Macedo­nio Melloni di Milano, soprattut­to perché a richiedere il Norlevo ai medici messi in campo dai radi­cali sono state tutte giovanissime. «Tra i ragazzi – spiega – sta pas­sando il messaggio che la pillola del giorno dopo è un contraccetti­vo come un altro, da adoperare il fine settimana, tutte le volte che si fa sesso occasionalmente. Se si pensa in questo modo di ridurre il ricorso agli aborti, però, si sbaglia di grosso». Una mossa, quella dei radicali, che fa parte di un piano più articolato. Con una petizione sul sito dell’associazione Luca Co­scioni viene infatti chiesto al mi­nistro del Welfare di «introdurre anche in Italia la possibilità del­l’acquisto della pillola del giorno dopo in farmacia senza ricetta me­dica, per chiunque in forma ano­nima e gratuitamente per le mi­norenni ». «Non basta una prescri­zione fatta al bar o in ambulato­rio se non si sa chi si ha davanti – riprende Andrea Natale – non è rispettoso per la persona. In un’ini­ziativa così ognuno si prenda le proprie responsabilità». Che sono gravi, anche se nessuno ne parla.

La maggioranza delle donne che prendono la pillola del giorno dopo ha meno di 20 anni, mentre si registra un vero e pro­prio boom commerciale. Dal 2006 al 2007 le vendite sono passate da 220.000 a 270.000 confezioni. «Per la comunità scientifica e l’Or­ganizzazione mondiale della Sa­nità è un contraccettivo – pole­mizza l’Aduc, associazione di con­sumatori sempre di area radicale –. Tutti gli studi più recenti escludo­no l’azione abortiva del farmaco». «La disinformazione è la vostra – replica il Movimento per la vita –. Non risulta che l’Oms abbia mai fatto tale affermazione».

« Per quanto riguarda la ‘co­munità scientifica interna­zionale’ – insiste l’Mpv – si rasenta il ridicolo: il Comitato na­zionale di bioetica, per emettere il suo parere nel 2004 ha esaminato tutta la letteratura scientifica mon­diale al riguardo trovando solo del­le fugaci affermazioni che negano l’abortività della pillola del gior­no dopo, e ha concluso che anche in presenza di opinioni diverse è doveroso riconoscere ai medici il diritto all’obiezione di coscienza».

L’INIZIATIVA

 

 

 

 

 

Al via il servizio d’emergenza per la pillola del giorno dopo

 

 

In caso una struttura pubblica neghi a una donna la prescrizione del farmaco, si potrà ricevere assistenza immediata chiamando il Soccorso Civile ai numeri 345.5011223 (Milano) e 333.9856046 (Roma)

 

 

Roma, 13 giugno 2008 – E’ stato presentato a Milano e a Roma il servizio d’emergenza sulla pillola del giorno, organizzato dall’associazione Luca Coscioni. In pratica, se una struttura pubblica ha negato a una donna la prescrizione della pillola del giorno dopo, a Roma o a Milano, si può ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile e ottenendo subito la ricetta.
 
A Milano il numero di riferimento è il 345.5011223 non stop dalle 18 di oggi pomeriggio fino alle 8 di lunedì mattina e a Roma il 333.9856046 tutti i giorni feriali dalle 9 alle 19 e non stop dalle 9 del sabato mattina fino alle 9 del lunedì mattina. Oltre alla ricetta, le donne riceveranno tutta l’assistenza necessaria per denunciare i medici e le strutture che hanno negato loro ‘un diritto’. Ad assicurare il servizio saranno i medici e i volontari dell’Associazione Vita di Donna, promotrice dell’iniziativa.
Spiega Valerio Federico, consigliere generale dell’Associazione Coscioni: ‘Il richiamo all’obiezione di coscienza per la prescrizione della pillola del giorno dopo è illegittimo, la legislazione italiana prevede l’obiezione solo in relazione all’Ivg e alla fecondazione assistita. La pillola, come spiega il ginecologo radicale Silvio Viale, non è abortiva: la contraccezione di emergenza non agisce sull’ovulo fecondato e tanto meno agisce impedendone l’impianto. Essa agisce in fase pre e peri-ovulatoria impedendo la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo’. 
La ricetta per la pillola del giorno dopo, pertanto, ’è inutile, l’Oms definisce questo farmaco ‘senza restrizioni’.
La struttura ospedaliera deve sempre garantire il diritto della donna ad accedere alla contraccezione d’emergenza. Questo non avviene, a titolo di esempio, nella maggioranza dei consultori privati accreditati in Lombardia – denunciano i radicali – che sono di matrice cattolica e che non prescrivono la pillola del giorno dopo oltre a non fare informazione sui metodi di contraccezione disponibili venendo meno ai compiti che la legge del 1975, che ha istituito i consultori, strutture pagate dai contribuenti’.

 

 

Apc-SANITA’/ A MILANO E ROMA ARRIVA ‘SOS PILLOLA DEL GIORNO DOPO’

 

 

Medici sempre reperibili per prescrivere farmaco nel week end

 

 

Milano, 13 giu. (Apcom) – Un servizio di emergenza attivo nel fine settimana per garantire la prescrizione della pillola del giorno dopo a tutte le donne che hanno difficoltà a trovarla
negli ospedali. E’ la speciale iniziativa ‘Sos Pillola del giorno dopo’ avviata a Milano e Roma da un gruppo di medici in collaborazione con l’associazione radicale Luca Coscioni.

 

 

Il servizio è attivo tutte le settimane dalle 18 di ogni venerdì fino alle otto di ogni lunedì. Chiamando il numero 3455011223 per Milano e il 3339856046 per Roma, il medico di turno, reperibile su tutto il territorio dei due capoluoghi, darà un appuntamento alla ragazza per la prescrizione del farmaco.

 

 

Secondo Valerio Federico, consigliere generale dell’associazione Coscioni, i medici non prescrivono la pillola del giorno dopo perché obiettori ‘si muovono nell’illegalità. La pillola del
giorno dopo non è un farmaco abortivo’. ‘In attesa che venga abolito l’inutile obbligo di ricetta medica per questo farmaco – aggiunge Federico – chiediamo che le guardie mediche e le aziende ospedaliere non vengano meno ai loro compiti, e che garantiscano le prescrizioni a tutte le donne senza perdere tempo prezioso, riducendo così il rischio di ricorso all’aborto’.

 

 

Adf

 

 

 

 

 

ADUC.IT venerdì 13 giugno

 

 

U.E. – ITALIA
Roma e Milano. Associazione Coscioni da il via a servizio Sos per la pillola del giorno dopo

 

 

Un servizio di emergenza attivo nel fine settimana per garantire la prescrizione della pillola del giorno dopo a tutte le donne che hanno difficoltà a trovarla negli ospedali. E’ la speciale iniziativa ‘Sos Pillola del giorno dopo’ avviata a Milano e Roma da un gruppo di medici in collaborazione con l’associazione radicale Luca Coscioni.

Il servizio è attivo tutte le settimane dalle 18 di ogni venerdí fino alle otto di ogni lunedí. Chiamando il numero 3455011223 per Milano e il 3339856046 per Roma, il medico di turno, reperibile su tutto il territorio dei due capoluoghi, darà un appuntamento alla ragazza per la prescrizione del farmaco.

Secondo Valerio Federico, consigliere generale dell’associazione Coscioni, i medici non prescrivono la pillola del giorno dopo perche’ obiettori ‘si muovono nell’illegalità. La pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo’. ‘In attesa che venga abolito l’inutile obbligo di ricetta medica per questo farmaco chiediamo che le guardie mediche e le aziende ospedaliere non vengano meno ai loro compiti, e che garantiscano le prescrizioni a tutte le donne senza perdere tempo prezioso, riducendo cosí il rischio di ricorso all’aborto’.