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(da Repubblica Roma del 5 ottobre 2010)
Il video inedito realizzato dai Radicali Roma che documenta il viaggio negli ospedali della capitale alla ricerca della pillola del giorno dopo.
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(da Repubblica Roma del 5 ottobre 2010)
Il video inedito realizzato dai Radicali Roma che documenta il viaggio negli ospedali della capitale alla ricerca della pillola del giorno dopo.
Le farmacie spagnole venderanno liberamente la pillola del giorno dopo, senza più l’obbligo di presentazione di ricetta medica: la decisione è stata annunciata dal ministro della Sanità Trinidad Jimenez e da quello per l’Uguaglianza Bibiana Aido, in una conferenza stampa congiunta.
La misura, decisa dal governo socialista di José Luis Zapatero nell’ambito del programma di “salute sessuale” per la riduzione delle gravidanze indesiderate e degli aborti, diventerà operativa entro tre mesi, tempo necessario per inserire questi farmaci nel prontuario di quelli senza ricetta. Acquistabili dunque, senza restrizioni, anche dalle minorenni.
Nel 2007, nel Paese, ci stati oltre 6mila aborti fra le minori di 18 anni, e 500 tra quelle under 15, su un totale che ormai supera i 100 mila casi. “Le cifre ci dicono che abbiamo un problema da affrontare con urgenza”, ha detto la Jimenez. Le esponenti del governo Zapatero hanno però tenuto a precisare che il ricorso alla pillola del giorno dopo “non deve trasformarsi in un metodo anticoncezionale abituale”. “E’ una soluzione di emergenza”, ha ricordato ancora la Jimenez. Sottolinenando che gli studi condotti nei paesi dove questo farmaco già si vende senza ricetta “non si è trasformato in un sistema anticoncezionale come un altro”. Anche per questo, la pillola del giorno dopo sarà fornita a 20 euro a confezione, hanno annunciato le ministre.
Quanto a eventuali problemi con i farmacisti, le esponenti dell’esecutivo hanno spiegato che “una volta autorizzata la vendita libera” del farmaco “c’è un obbligo delle farmacie a renderlo disponibile: non crediamo che esista un problema di obiezione di coscienza perché è un metodo anticoncezionale e non abortivo”. Una volta che lo zigote si è impiantato nell’utero, infatti, la pillola non ha più effetto.
In data 29 gennaio ho inviato una lettera al Governatore della Regione Lazio On Piero Marrazzo e a tutti i Direttori Sanitari degli Ospedali pubblici o convenzionati della città, per conoscere cosa fosse stato fatto in questi mesi per risolvere lo scandalo della mancata prescrizione della pillola del giorno dopo, nei week end e nei giorni festivi.
Come abbiamo dimostrato con la nostra indagine di agosto 2008, a campione ma completa ed indicativa di un malcostume diffuso, nei presidi di urgenza dei nosocomi romani poter avere la prescrizione di questo farmaco contraccettivo di urgenza è una e vera propria roulette.
Purtroppo frequentissimi sono infatti i casi di mancata prescrizione del farmaco, da parte dei sanitari, che si appellano in modo improprio alla obiezione di coscienza, non evocabile in caso di contraccezione, ma solo di pratiche abortive.
Già alla presentazione del nostro report chiedemmo anche tramite stampa un intervento del Governatore, ma il suo silenzio e la mancata risposta ad ogni nostra sollecitazione ci porta ancora una volta a chiedere: cosa si è fatto per garantire la presenza nelle ore notturne di un’adeguata copertura del servizio? Come si pensa di dirimere la questione del fallace appello alla obiezione?
Mi sono rivolto, inoltre, direttamente, ai responsabili sanitari degli ospedali, affinché si coinvolgano e gestiscano questa incresciosa situazione, dove in una città dell’Occidente avanzato viene negato un diritto alla salute e alla procreazione responsabile con sotterfugi etico-giuridici, quando in molte dei Paesi europei e non dell’Occidente la pillola del giorno dopo, come il profilattico, è prodotto da banco senza obbligo di ricetta.
Attendiamo risposte esaurienti, magari la concessione finalmente di un incontro da parte di Marrazzo, che sull’argomento da molti mesi si nasconde, verosimilmente per non turbare equilibri politici interni alla coalizione, calpestando però in questo modo il diritto all’uguaglianza da parte dei cittadini.
IN caso di una sua mancata risposta, mentre ci stiamo preparando a ripetere l’indagine, ricorreremo al Difensore Civico regionale, organo statutariamente preposto alla tutela in seconda istanza dei cittadini, nei confronti delle inefficienze o negligenze dell’Amministrazione.
Demetrio Bacaro
Segretario Radicali Roma
Venerdì 5 e sabato 6 dicembre 2008, a Roma presso la sede del Partito Radicale (in Via Torre Argentina 76 – 3° piano), si terrà l’ Assemblea Annuale di Radicali Roma. APPUNTAMENTO APERTO A TUTTI.
I lavori congressuali si apriranno alle 16 di venerdì 5, con le relazioni del Segretario Massimiliano IERVOLINO e del Tesoriere Demetrio BACARO, cui seguiranno i saluti delle autorità e dei numerosi ospiti. Sabato mattina, dalle ore 10, avrà inizio il dibattito generale, al cui termine saranno presentate le mozioni generali e particolari, le candidature e gli emendamenti statutari. Infine, esaurito il dibattito sulle varie proposte, si procederà con le operazioni di voto per approvare la Mozione Generale, che definirà la linea politica ai nuovi organi dirigenti (Segretario, Tesoriere e Presidente), a loro volta eletti nella stessa sede.
I temi su cui si dibatterà saranno numerosi: dall’illegalità diffusa alla trasparenza politica ed amministrativa, dalle nuove forme di partecipazione alla mancanza di laicità nelle istituzioni.
Durante i lavori sono previsti gli interventi di Antonella CASU e Michele DE LUCIA rispettivamente Segretario e Tesoriere di Radicali Italiani e del Presidente del Partito Radicale Trasnazionale Sergio STANZANI.
Tra gli invitati hanno già confermato la propria presenza:
Marco BELFIORE (Segretario Di’Gay Project), Valentina CARACCIOLO (Coordinatrice del Circolo Pd Salario), Lorenzo DI PIETRO (Responsabile dei giovani dell’ Italia dei Valori), Atlantide DI TOMMASO (Segretario romano del Partito Socialista), Daniele GOSTI (Segretario della Rosa Arcobaleno), Elena IMPROTA (Ex Assessore per le politiche sociali al II° Municipio), Luca IOZZINO (Associazione primarie vere, primarie sempre!), Guido LAY (Consigliere Pd al II° Municipio), Massimo LUCA’ (Consigliere Pd al VI° Municipio), Antonio SURACI (Partito Repubblicano), Andrea MACCARRONE (Direttivo del Mario Mieli), Fabrizio MARRAZZO (Presidente di Arcigay Roma), Riccardo MASTROLILLO (Presidente dei Verdi di Roma e Provincia), Francesco MOSCA (Segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti), Sandro NATALINI (Direzione Nazionale del Partito Socialista), Francesco PAOLETTI (Coordinatore del circolo UAAR di Roma), Gianluca PECIOLA (Consigliere Provinciale della Sinistra Arcobaleno), Isabella PERUGINI (Coordinatrice dei circolo Pd Tor de’ Schiavi), Gianluca QUADRANA (Consigliere comunale della Lista Civica per Rutelli), Gianluca SANTILLI (Vice capogruppo del Pd al VI° Municipio di Roma).
www.radicaliroma.com
Il Corriere della Sera ed.Roma, pag 5.
Roma, 23 ott. (Apcom) - Ha affisso fuori da un ambulatorio della
guardia medica a Pisa un cartello ‘Non si prescrive la pillola
del giorno dopo’, ma il Collegio arbitrale di medicina generale
della Regione Toscana ha sanzionato il medico ‘obiettore’: una
detrazione pari al 10% dello stipendio per un mese,
E’ questa la sanzione stabilita dal Collegio arbitrale di
medicina generale della Regione Toscana, al medico che ha esposto
il cartello ‘Non si prescrive la pillola del giorno dopo”, lo
comunica una nota Aoup-Asl 5, di Pisa, che aggiunge: “Il
collegio, nel decreto, ha però rilevato che non vi è stato danno
specifico in quanto, come emerso dagli atti, il ‘Norlevò, quando
necessario ed opportuno a giudizio del medico, è stato
regolarmente prescritto all`interno della struttura sanitaria”.
Il due febbraio, un sabato, Luca e Mauriana, alle 10.30 di
mattina sono andati alla guardia medica di Pisa del villaggio ‘I
Passi’. Hanno trovato ad accoglierli un cartello: “Non si
prescrive la cosiddetta pillola del giorno dopo, rivolgetevi al
vostro medico”. I due fidanzati, 25 anni lui, 24 lei, entrambi
dottorandi di ricerca, avevano avuto un rapporto a rischio la
notte prima e di fronte all’alternativa tra rischiare una
gravidanza o un aborto, avevano deciso di ricorrere
al contraccettivo di emergenza , la ‘cosiddetta’ pillola del
giorno dopo. Ora il cartello non c’è più e il medico è stato
sanzionato.
Un documento di straordinario interesse che mette a nudo la situazione di illegalità diffusa in cui versano gli ospedali romani e il disagio dei cittadini ai quali viene negato un servizio: uno scenario rappresentativo del più generale quadro nazionale.
La video inchiesta realizzata dall’associazione Radicali Roma la puoi vedere al link: http://www.fainotizia.it/2008/09/09/pillola-giorno-dopo
Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell’Associazione Radicali Roma:
“Voglio esprimere tutto il mio rammarico per quello che sta accadendo, o meglio per quello che non sta accadendo, sulla questione ospedali romani e la “pillola del giorno dopo”. In questi giorni ho più volte dichiarato di voler incontrare il Presidente Marrazzo per consegnargli la nostra video inchiesta che, ricordiamo, documenta come il 50% degli ospedali romani non prescrive la “pillola del giorno dopo”. E’ gravissimo il silenzio del Commissario alla Sanità che non dice una parola su quanto accade nei nosocomi romani. Spero che l’On. Marrazzo intervenga immediatamente, lo deve alle tante donne romane che durante i week-end si trovano in una condizione di forte disagio dovuta a quei numerosi medici che si richiamano illegalmente all’obiezione di coscienza su un farmaco anticoncezionale. Voglio sperare che la ricerca di nuove alleanze per le elezioni del 2010 non influenzino il Presidente nel suo comportamento, inoltre mi aspetterei che anche le forze laiche presenti in Regione Lazio si facessero sentire per ristabilire la legalità negli ospedali romani. Da parte nostra continueremo la nostra battaglia consegnando alla magistratura la nostra video inchiesta e cercando di incontrare il Presidente Marrazzo a costo di dormire fuori dal suo ufficio. Qualora la Sua indifferenza nei nostri confronti continuasse proporrò agli amici radicali per il futuro la “non collaborazione”, primo gradino del percorso della nonviolenza contro il mantenimento dello status quo.”