Chiediamo al sindaco Alemanno di prendere immediatamente posizione contro l’esecuzione della sentenza di condanna a morte per impiccagione emessa oggi dall’Alta corte penale irachena nei confronti dell’ex vice-presidente Tareq Aziz.

Come il sindaco ci ha ricordato, l’ultima volta all’inizio di settembre per il caso iraniano di Sakineh, ‘Roma e’ contro la pena di morte’. A nome della citta’ ha chiesto che il ministro Frattini ‘prendesse iniziative diplomatiche forti’ e ha fatto esporre in piazza del Campidoglio la gigantografia della donna condannata a morte a fianco di quella del soldato israeliano Shalit.

Coerentemente con la speranza che l’esposizione di quelle immagini sta a significare, chiediamo che vanga esposta sulla facciata del palazzo dei Conservatori anche l’immagine di Tareq Aziz.

Chiediamo al sindaco e a tutti i gruppi consiliari dell’assemblea capitolina di assumere un impegno e una posizione contro l’esecuzione di una sentenza al di fuori degli standard di giustizia internazionali, frutto di un processo di vendetta più che di giustizia giusta e che sarebbe un modo per eliminare un testimone chiave di tutta la vicenda dello scoppio della guerra in Iraq.

Impedire questa esecuzione, che segnerebbe la continuità con il regime di Saddam, e trovare la forza di ricostruire la verità sullo scoppio della guerra in Iraq è un’urgenza di tutti per ridare forza e legittimità alla democrazia. Un’urgenza che vede Marco Pannella dal 2 ottobre impegnato in un’iniziativa non violenta di sciopero della fame con l’annuncio, in coincidenza con la notizia della condanna, di passaggio allo sciopero totale di fame e sete.

DIFFIDIAMO SINDACO, PREFETTO E POLIZIA MUNICIPALE, DEVONO ESSERE RIMOSSE AL PIU’  PRESTO LE AFFISSIONI ABUSIVE

Di fronte alla scempio di interi quartieri della capitale e del suo centro storico, massicciamente deturpati da affissioni elettorali abusive collocate illegalmente su palazzi storici, su pensile delle fermate di autobus, su ogni spazio di affissione comunale e privato, abbiamo ritenuto necessario diffidare il Sindaco di Roma, il Prefetto, e il Comandante dall’omettere azioni urgenti per rimuovere i manifesti in maniera sufficiente e adeguata al rispetto della legge e al ripristino di un minimo di regolarità della campagna elettorale, anche sotto questo profilo. E’ un loro obbligo di legge.

Ancora nella notte scorsa e ben oltre le 24 di venerdì venivano affissi manifesti anche sugli edifici di fronte alla scalinata del Campidoglio. Il sindaco Alemanno è immobile e non riesce a garantire alla città una presenza e un’azione da parte dell’istituzione comunale ma solo la continua confusione tra il ruolo istituzionale e quello di uomo politico in campagna elettorale.

Del resto la stragrande maggioranza delle affissioni selvagge sono a sostegno della candidata Polverini.

CAMPIDOGLIO, RIMOZIONE MANIFESTI ABUSIVI (ANSA) – ROMA, 27 MAR -

«Il Gabinetto del Comune di Roma ha dato mandato agli organi competenti di verificare la presenza di manifesti elettorali abusivi e, qualora presenti, provvedere alla loro immediata rimozione». Lo fa sapere, in una nota, l’Ufficio Stampa del Campidoglio. (ANSA)

La riunione settimanale dell’associazione radicaliroma è convocata per martedì 23 marzo alle ore 20,30 nel salone di Via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.

Ordine del giorno:

- ultimi giorni di campagna elettorale

- varie ed eventuali

Ecco il link dell’audiovideo della riunione:

http://video.libero.it/app/play?id=51093cd024329cc53464e6d99dad349d

La decisione del movimento radicale di presentare liste Bonino Pannella in tutte le regioni italiane in cui si sarebbe andati al voto, decisione presa già molti mesi fa e ufficializzata formalmente nel corso dell’ultimo congresso di Radicali italiani del novembre scorso, ha preso corpo nel Lazio con la candidatura di Emma Bonino. L’urgenza che era ed è alla base di quest’iniziativa e di questa candidatura, a sostegno della quale sono poi confluite le forze politiche del centrosinistra, sta nel tentativo, tutt’altro che facile, di dare un contributo che segni una svolta rispetto al degrado in cui il sistema politico italiano ha gettato le istituzioni determinando la sfiducia, se non la disperazione, di larga parte degli elettori. In questo senso si tratta di elezioni con una forte valenza politica, non solo per le ampie e fondamentali competenze attribuite alle regioni in seguito alla riforma del titolo V della Costituzione, ma perché attraverso questo confronto elettorale riusciremo forse a porre al centro del dibattito e dell’azione politica alcune priorità proprie dell’approccio radicale alla politica.

Le nostre priorità sono l’affermazione dello stato di diritto e della legalità innanzitutto nella condotta delle istituzioni, dei partiti e di tutti i soggetti che concorrono alle decisioni politiche e all’amministrazione pubblica. Senza queste condizioni, al momento negate ai cittadini italiani e alla vita pubblica del nostro paese, non può esserci democrazia né partecipazione democratica. È per questo che, sin dall’inizio, questa sfida è stata da noi combattuta con lo sforzo di presentare proposte politiche e programmatiche, su cui troverete riferimenti nell’articolo di Massimiliano Iervolino, adatte ad affrontare i gravi problemi propri della nostra regione, ma con la consapevolezza che occore affermare la certezza del diritto e delle regole altrimenti anche il migliore e più avanzato programma sarà vanificato e reso astratto e inattuabile.

È in quest’ottica che, soli nel panorama politico italiano, dall’inizio di gennaio quando è stata ufficializzata la candidatura di Emma Bonino alla metà di marzo, cioè a due settimane dal voto abbiamo denunciato: le modifiche che in molte regioni venivano apportate alle leggi elettorali regionali in prossimità della scadenza elettorale, le gravi e reiterate omissioni da parte delle istituzioni e di altri soggetti (Ministero dell’Interno, comuni, Rai) rispetto agli obblighi di legge sulle procedure ineretni la presentazione delle liste, i falsi commessi dalle forze politiche nell’atto di presentare le liste stesse, la negazione delle quattro settimane di campagna elettorale previste dalla legge. Emma Bonino con la sua iniziativa nonviolenta di sciopero della fame e della sete ha fatto emergere una situazione di negazione dei requisiti minimi di legalità che devono essere alla base di una competizione elettorale, e ha dato risalto a un panorama di scorrettezze, di prepotenze, di degrado civile di cui la vicenda della lista Pdl della provincia di Roma è la coerente rappresentazione.

Il metodo, le convinzioni, le idee e la cocciutagine che hanno contraddistinto questi ultimi mesi di iniziativa politica radicale sono quelli di sempre e sono quelli con cui sul territorio romano e laziale l’associazione Radicali Roma ha operato negli ultimi anni. La battaglia sulle unioni civili al Comune di Roma, la delibera di iniziativa popolare per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e dei Nominati, la campagna per gli 8 referendum regionali il comitato Nathan, sono solo alcune delle principali iniziative intraprese.

Per tutti questi motivi ti invitiamo a votare Emma Bonino alla presidenza della regione Lazio e a votare lista Bonino Pannella per il consiglio regionale, perché una rivolta nonviolenta, morale, politica, sociale, è necessaria e ti è necessaria.

Riccardo Magi

segretario di Radicaliroma, candidato per la lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nel Lazio

«Con i due cortei del Pdl di oggi il protocollo d’intesa per la disciplina della campagna elettorale, solennemente firmato dai maggiori partiti il 19 febbraio scorso nella riunione presieduta dal prefetto Pecoraro, con i vertici del Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri di Roma, della Questura, della Guardia di finanza, con il comandante della polizia municipale, con i rappresentanti della giunta comunale e regionale, è definitivamente carta straccia».

Lo ha dichiarato Riccardo Magi, segretario dei Radicali di Roma e candidato per la lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nel Lazio.

«In quel documento sottoscritto appena un mese fa anche dai rappresentanti del Pdl, ‘gli intervenuti si impegnano a non effettuare cortei nel periodo della campagna elettoralè – sottolinea – Già in passato abbiamo sollevato il problema di incostituzionalità dell’applicazione di tali protocolli ma il sindaco Alemanno si è pronunciato per una ‘rigida applicazione degli stessi anche perchè chi lo ha firmato rappresenta il 95% delle forze politiche e sindacali e anche chi è fuori dal protocollo si deve attenere ad essò, e più di un corteo è stato impedito».
«All’assessore alle politiche della mobilità chiediamo di conoscere in base a quale norma sia stato stabilito l’utilizzo gratuito della metropolitana nelle stazioni interessate dal corteo – continua Magi – a quanto ammonti il ‘pagamento congruò effettuato dal Pdl per questo ‘serviziò e quale sia la procedura affinchè anche le altre forze politiche possano richiederlo. Il fallimento dell’ammistrazione comunale è totale anche nel far rispettare l’affissione negli spazi assegnati alle liste, nel sanzionare le affissioni selvagge dilaganti e nel rimuoverle, come sarebbe suo obbligo per legge».

Una Ferrari che viaggia alla velocità di una Cinquecento: una metafora che può essere utile per comprendere le potenzialità del territorio laziale, per troppi anni inespresse a causa di una politica miope, che non ha saputo guardare oltre gli steccati degli egoistici interessi di partito. L’incapacità di programmare interventi strutturali mirati a dare sempre più slancio e vitalità a una tra le regioni più dinamiche del Paese, ha portato il Lazio a perdere terreno, nonostante negli ultimi quindici anni si sia reso protagonista di un importante sviluppo nell’industria e nei servizi, nell’agricoltura e nel turismo, con punte di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione, cioè i due talloni di Achille del sistema produttivo italiano. Per restituire alla regione il ruolo che le compete, è necessario che la prossima amministrazione la traghetti al riparo dalla crisi finanziaria e strutturale in cui rischia di annegare e che l’ha condotta al commissariamento da parte del Governo in settori fondamentali come la sanità. Legalità, trasparenza e progettualità: ecco le tre vie maestre da percorrere per risollevare le sorti del Lazio e consentire a questa regione di spiccare il volo. È necessaria, perciò, non una competizione elettorale fatta di accuse reciproche, di promesse illusorie e di demagogia, ma di una campagna che sappia mettere sul tappeto i problemi reali che investono la vita quotidiana delle persone, proporre con coraggio le possibili soluzioni e parlare ai cittadini attraverso il linguaggio della verità e della responsabilità.
Sarebbe comunque un errore gettare via il bambino con l’acqua sporca: all’ultima legislatura va riconosciuto di aver mosso dei passi nella direzione giusta. Sono mancati, tuttavia, il coraggio e la volontà politica di imprimere quella svolta decisiva che sarebbe servita, e che serve ancora oggi, per lasciarsi finalmente la crisi alle spalle. La strada, dunque, resta in salita. Per inserire la marcia giusta con cui affrontarla, la politica deve fare un passo avanti nella capacità di governo dello sviluppo regionale e un passo indietro nella gestione amministrativa. Ed è in quest’ottica che il Consiglio regionale deve tornare a esercitare, se necessario anche attraverso modifiche statutarie e regolamentari, la pienezza dei suoi poteri legislativi, di indirizzo e di controllo, attraverso i quali deve esplicarsi anche la correttezza dei rapporti fra maggioranza e opposizione, facendo deperire ogni pratica di spartizione consociativa. Obiettivi irrinunciabili sono la piena trasparenza in ogni settore dell’attività regionale, la riduzione dei costi della politica, l’anagrafe degli eletti e dei nominati, l’accessibilità agli atti da parte di tutti i cittadini, le regole e i criteri nelle nomine dei dirigenti amministrativi e dei manager, che devono tenere conto del merito e delle competenze e non dell’appartenenza o della protezione politica o corporativa. E ancora: il rispetto delle regole europee per le gare d’appalto, il monitoraggio delle attività e la verifica triennale, affidata a una autorità indipendente, dei risultati conseguiti dai dirigenti. Ecco la nostra sfida: fare in modo che legalità, trasparenza e progettualità acquistino finalmente piena cittadinanza in tutte le istituzioni che rappresentano l’amministrazione regionale, affinché siano rispettati i diritti di tutti e ciascuno possa partecipare attivamente alla costruzione di una regione sana, onesta e competitiva.

La candidatura di Emma Bonino nel Lazio, inizialmente posta dal solo movimento Radicale come propria e specifica espressione di rappresentanza, è divenuta nel giro di poche ore condivisa da tutte le forze laiche, riformiste e diciamo di “centro-sinistra”, con il PD in testa.

Questo avvenimento, che avrà sicuramente colto i più di sorpresa anche per il suo repentino avversari, riconosce una duplice genesi. Da una parte senz’altro lo spessore di Emma Bonino come politico capace, conosciuto, integro e determinato, già in grado di dimostrare negli anni una non comune capacità di governo delle cose, sia ministeriali che internazionali. Carisma, prestigio e capacità aggregativi hanno fatto rapidamente della Bonino la soluzione ideale per uscire dalle secche in cui, localmente, PD ed alleati si erano arenati nella ricerca di un candidato Governatore.

Ma c’è dell’altro: sul territorio romano ed anche laziale da qualche anno opera con una certa efficacia l’Associazione dei Radicali Roma, che, soprattutto negli ultimi 18 mesi, ha saputo mettere in pratica una politica bivalente, fatta di interlocuzione critica con le amministrazione e di ricerca costante del dialogo e delle convergenze con diverse formazioni politiche, ma anche associative, verso obiettivi specifici.

Nel gennaio 2009 alcuni dei compagni dell’Associazione, insieme appunto a figure politiche con riferimento nel PD, fra i repubblicani, la lista Di Pietro ed il mondo ecologista, costituirono quel Comitato di Iniziativa Politica Ernesto Nathan, che dall’eponimo esprimeva un programma di convergenze su obiettivi di laicità, diritti e trasparenza.

Proprio da quella breve ma intensa esperienza scaturì poi l’iniziativa di promuovere quegli 8 referendum regionali, che, per la prima volta anche propositivi, pur fallendo nell’obiettivo della raccolta firma, hanno avuto il pregio di porre al centro dell’agenda politica locale alcuni dei temi da noi sollevati: rifiuti, diritti civili, vincoli paesistici, sanità.

Prova ne è che da luglio in poi proprio Radicali Roma ed i promotori referendari sono stati convocati e coinvolti negli incontri preliminari e programmatici con le forze del centro sinistra, in vista delle Regionali; questo sia prima che dopo le improvvise e per certi versi traumatiche dimissioni del Presidente Marrazzo.

I Radicali romani, insomma, hanno saputo occupare la scienza politica romana e laziale con iniziativa ed interlocuzioni di lungo respiro; e questo, se proprio non ha determinato, ha sicuramente facilitato la convergenza sul nome di Emma Bonino.

Per ora le prospettive elettorali sono rosee, ma ciò che ci dà fiducia è la certezza che, in qualunque scenario si prefigurasse dal 30 marzo, Radicali Roma sarà essere promotrice ed artefice di iniziativa politica.

di Demetrio Bacaro,
membro di Giunta di RadicaliRoma
candidato per la lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nel Lazio

La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza: agisce inibendo o alterando la qualità dell’ovulazione e non interferendo in alcun modo sull’impianto dell’ovulo fecondato. Il metodo, che ha un’efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l’impianto dell’ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l’assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza.

In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta con ricetta nominale non ripetibile prescritta da un medico: pertanto in caso di necessità è necessario rivolgersi obbligatoriamente a un medico, con tutte le difficoltà (sia di ordine pratico che di ordine psicologico) che si ricollegano a tale eventualità. In molti Paesi europei la contraccezione d’emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente.

Un’altra peculiarità del nostro Paese riguarda l’obiezione di coscienza, che è prevista soltanto dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza (e che quindi prevede una gravidanza accertata), ma secondo un parere non vincolante del Comitato Nazionale per la Bioetica potrebbe essere estesa alla prescrizione della pillola del giorno dopo (in assenza di una gravidanza accertata).

Sono segnalati in tutta Italia casi di ospedali che negano la prescrizione della pillola del giorno dopo nei momenti critici in cui non è reperibile né il medico nel consultorio familiare, né il medico di base (per esempio durante i finesettimana), adducendo come motivo l’obiezione di coscienza dei medici di turno.

E’ ormai da anni che l’Associazione Radicaliroma si occupa del problema della reperibilità di un medico per la prescrizione della pillola del giorno dopo nei week-end. Nel 2008 abbiamo prodotto e pubblicato un documento di straordinario interesse che mette a nudo la situazione di illegalità diffusa in cui versano gli ospedali romani e il disagio dei cittadini ai quali viene negato un servizio in circa la metà dei casi analizzati: uno scenario rappresentativo del più generale quadro nazionale. La video inchiesta realizzata dall’associazione Radicaliroma la puoi vedere al link: http://www.fainotizia.it/2008/09/09/pillola-giorno-dopo. Uno stralcio di questa nostra videoinchesta è stato pubblicato in grande evidenza anche sul sito di “La Repubblica”. Nel 2009 abbiamo effettuato una seconda video inchiesta, che ha dato risultati sostanzialmente identici alla precedente e che è stata vista in anteprima, secondo i dati auditel, dai 2 milioni e 655 mila spettatori della trasmissione “La vita in diretta” di Venerdì 27 Novembre 2009.

Noi chiediamo che la contraccezione di emergenza sia venduta senza ricetta, come ormai avviene in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Israele, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Tunisia, Regno Unito e molti altri paesi extra-europei. Le ragioni della nostra richiesta sono essenzialmente due: non vi è bisogno di nessuna diagnosi; non vi sono controindicazioni mediche alla sua assunzione. Inoltre, tutti gli altri farmaci venduti senza ricetta risultano essere più pericolosi del farmaco in questione. Fra l’altro, la vendita senza ricetta non esclude consultazioni mediche in caso di necessità.

E’ importante che l’accesso alla contraccezione di emergenza avvenga nel più rapido tempo possibile, prima che si verifichi l’ovulazione, riducendo così la probabilità di gravidanza fino al 95%. Questa misura da sola comporterebbe una riduzione di almeno 20.000 aborti annuali.

Luca Placidi

presidente di Radicaliroma e candidato al Consiglio regionale del Lazio per la Lista Bonino-Pannella

Quella dei rifiuti rappresenta una delle partite più importanti nelle
quali la futura amministrazione regionale dovrà mettersi in gioco. Come è
accaduto per la sanità, anche in questo settore strategico la Regione
Lazio ha dovuto cedere il passo al Governo che ne ha decretato il
commissariamento per un periodo molto lungo. Una exit strategy dovuta,
come nel caso della sanità, alla palese incapacità gestionale dimostrata
dagli amministratori locali che per troppi anni hanno adottato una
politica “da sartoria di serie B”, cioè non impegnata a “cucire”
provvedimenti “su misura” per le esigenze del territorio, ma a cercare di

“rammendare” le falle provocate da incessanti emergenze.

Poiché siamo fermamente convinti che prevenire sia meglio che curare,
riteniamo che, per imprimere un cambiamento radicale nella gestione dei
rifiuti, gli obiettivi prioritari consistano nel ridurre la quantità di
spazzatura prodotta e nell’incentivare concretamente il riciclo e la
raccolta differenziata.Qualche dato può essere utile per delineare lo scenario nel quale dovrà
operare la prossima amministrazione regionale: secondo il rapporto Ispra
2008, nel Lazio la produzione di rifiuti solidi urbani è stata nel 2007 di
3.359.554 tonnellate, con un aumento di circa il 14% rispetto al 2003. Di
questa mole di rifiuti, circa l’83% viene smaltito in una delle dieci
discariche del Lazio. ell’ultimo decennio, questa percentuale non ha
subito notevoli variazioni, a dimostrazione che la “cultura” della
discarica è stata predominante. Anche i numeri relativi alla raccolta
differenziata non sono incoraggianti: nel 2007 il Lazio si è attestato sul
12.1%, lontano da quel 35% previsto per decenni come limite minimo dalle
normative nazionali, che ormai indicano il più elevato traguardo di almeno
il 50%. Nello stesso anno la Lombardia è arrivata al 44.5% e il Veneto al
51.4%, con una media italiana del 27.5 %. Se in tema di rifiuti il Lazio è
una delle regioni meno virtuose, una delle motivazioni va ricercata nelle
difficoltà economiche in cui versano i Comuni. Per non gravare sulle già
esigue casse municipali, per molto tempo la Regione ha fissato tariffe di
accesso agli impianti molto contenute. Attualmente le necessità normative
e gli obblighi di tutela dell’ambiente richiederebbero un incremento dei
prezzi di circa il 20%. Un aumento che, tra l’altro, è giustificato
dall’esigenza di incentivare la raccolta differenziata.

Dal punto di vista dell’impiantistica, riteniamo che il numero di
termovalorizzatori o di impianti equivalenti previsto dal Piano dei
rifiuti sia sufficiente. È necessario, invece, investire sulle strutture
deputate alla separazione e alla selezione del multi materiale (vetro,
plastica, metallo), realizzando almeno due piattaforme, e su quelle che si
occupano del trattamento meccanico biologico dei rifiuti, un procedimento
indispensabile per fornire ai termovalorizzatori materiale ecologicamente
sostenibile da trasformare in combustibile da rifiuti. Inoltre, occorre
disporre di un maggior numero di impianti di compostaggio: nel 2008 la
diffusione del sistema domiciliare porta a porta ha dato una forte spinta
alla raccolta dell’organico, ma la carenza di questo tipo di impianti
scoraggia le amministrazioni e le induce a rallentare lo sviluppo del
porta a porta. Rendere autosufficienti i territori, riducendo così al
minimo il trasporto dei rifiuti da smaltire, rappresenta un altro
obiettivo fondamentale da perseguire. Per centrarlo, bisognerà approvare e
attuare in tempi rapidi la proposta di legge regionale sugli Ambiti
Territoriali Ottimali (ATO).

Sul fronte della prevenzione, invece, la Regione Lazio dovrà attivare
tavoli di concertazione con enti e operatori economici. Inoltre, per
rendere “conveniente” ai cittadini la riduzione e la differenziazione dei
rifiuti, proponiamo il passaggio dalla tariffa parametrica, calcolata sui
metri quadri dell’abitazione e sui residenti, a quella puntuale o
semipuntuale, calcolata sulla quantità di rifiuti prodotti e su quelli
differenziati.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, è nostra convinzione che
per incrementarla occorra superare il metodo dei contenitori stradali in
cui si riversa il multi materiale e sperimentare, invece, sempre nuove
formule di “domiciliarizzazione” o di “prossimità”, tenendo conto del
fatto che le diversità territoriali, urbanistiche ed edilizie non
consentono di applicare un unico metodo di raccolta differenziata.
Preziosa si potrebbe rivelare anche la collaborazione con la grande
distribuzione attraverso l’istituzione, all’interno dei punti vendita, di
aree attrezzate dove i clienti possano riconsegnare i rifiuti provenienti
dai prodotti acquistati. Come contropartita, commercianti e cittadini
virtuosi potrebbero godere di alcune agevolazioni economiche. Ma la
riorganizzazione del sistema dei rifiuti non può riuscire senza una
corretta e puntuale informazione verso i cittadini e senza una serie di
controlli serrati ai termovalorizzatori e ai gassificatori. Per rispettare
il principio di trasparenza, i risultati delle rilevazioni effettuate per
misurare l’impatto ambientale degli impianti saranno pubblicati nel
portale della Regione Lazio e aggiornati periodicamente. L’amministrazione
regionale, infine, si costituirà parte civile in tutti i processi per
reati ambientali riguardanti il suo territorio.

*da Notizie Radicali, 18/3/2010

La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 16 marzo alle ore 20,30 nel salone di Via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.

Ordine del giorno:

- mobilitazione per la campagna elettorale. Tavoli e iniziative a sostegno della lista Bonino Pannella

- varie ed eventuali

Ecco l’audiovideo

http://video.libero.it/app/play?id=4313926a4fc3336a5bafd3a81239c657