La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 16 marzo alle ore 20,30 nel salone di Via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.

Ordine del giorno:

- mobilitazione per la campagna elettorale. Tavoli e iniziative a sostegno della lista Bonino Pannella

- varie ed eventuali

Ecco l’audiovideo

http://video.libero.it/app/play?id=4313926a4fc3336a5bafd3a81239c657

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La riunione settimanale dell’associazione è convocata straordinariamente per giovedì 4 febbraio 2010 alle 20,30 in Via di Torre Argentina 76

Ordine del giorno:

- raccolta firme necessarie alla presentazione delle liste Bonino-Pannella in tutte le province del Lazio. Organizzazione di gruppi responsabili per ogni provincia e pianificazione di tavoli in punti strategici della città

- attivazione di comitati elettorali per Bonino presidente sul territorio, nei municipi romani, in collaborazione con le altre forze politiche che sostengono la candidatura

- rilancio della campagna radicale contro le affissioni abusive, il ruolo dell’associazione al fianco comitati di cittadini per documentare e denunciare l’illegalità

- varie ed eventuali

Le riunioni sono aperte a tutti

Ed ecco l’audiovideo della riunione:

http://video.libero.it/app/play?id=6d41a6d288da03542bf34fee3d1ad5de

(LZ) REGIONE. MARRAZZO DA' MANDATO A FICHERA SU LEGGE ELETTORALE

"APRIRA' CONFRONTO PER ARRIVARE A RIFORMA CONDIVISA".

(DIRE) Roma, 30 lug. - Il presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo, in relazione al dibattito in corso presso la competente
commissione del Consiglio regionale sul tema della legge
elettorale, ha dato mandato all'assessore agli Affari
Istituzionali, Daniele Fichera, di concerto con i capigruppo, di
aprire e coordinare un approfondito confronto tra tutte le forze
politiche di maggioranza per giungere, nel piu' breve tempo
possibile, ad una comune e condivisa proposta di riforma. Lo
comunica, in una nota, la Regione Lazio.

Da Libero del 30 Luglio 2009

Verso le regionali del 2010

Pd e Pdl “inciuciano” sulla legge elettorale

Soglia di sbarramento, premio di maggioranza e più garanzie alle donne nella bozza di riforma

Di Tiziana Lapelosa

Potrebbe “tingersi” di ro­sa la riforma della legge eletto­rale all’esame della commissione regionale Affari costituzio­nali e statutari. Perché, tra le tante proposte avanzate dai consiglieri per “correggere” quella attuale, c’è anche l’ipote­si di evitare che le donne siano inserite nelle liste per fare le “comparse” e con scarse possi­bilità di essere elette. L’inten­zione, dunque, sarebbe quella di garantire l’elezione e, di con­seguenza, pari opportunità ed due sessi in corsa per il consi­glio regionale del Lazio.

Fin qui nessun problema tra i componenti della commissio­ne presieduta da Alessio D’Amato (Pd), che da un po’ si riunisce per discutere della ri­forma. Le divergenze, invece, sono iniziate nel momento in cui sono venute fuori proposte più scottanti: a partire dall’eli­minazione del cosiddetto “listi­no”, una orsa di nomi che, eletti o non eletti, faranno parte co­munque del governo regionale; passando per il premio di mag­gioranza per la coalizione vin­cente e dalla revisione dei mar­gini di ineleggibilità o incom­patibilità, per chi già riveste un incarico comunale o provincia­le (che però potrebbe slittare alla prossima legislatura); e per finire all’inserimento di una so­glia di sbarramento per la con­quista di un seggio.

Tema, quest’ultimo, che se da un lato trova il plauso dei partiti che godono di ottima sa­lute per numero di “affiliati”, non trova di certo il favore dei piccoli. Tradotto in termini pratici, sbarrare vuol dire spaz­zare via i piccoli partiti, visto che si parla di uno soglia del 4 o del 5 per cento, in linea con le nuove norme nazionali. In­somma, l’intenzione allo studio di partiti maggiori, Pd e PdL, è quella di creare anche nella Re­gione Lazio il bipolarismo evitando, così, la fermentazione di partiti e partitini che, conqui­stato un seggio alla Pisana, an­drebbero a costituire gruppi formati da una sola persona o, al massimo, da due. Non è un caso che attualmente sono no­ve i mono-gruppi presenti al consiglio regionale della Pisa­na, quattro quelli con due esponenti.

A rischio, ad esempio, ci so­no partiti come Rifondazione Comunista: già estromesso dal Parlamento, con la riforma ri­schierebbe di essere “cacciato” pure dalla Pisana. Intanto «non si intravede l’emergenza di una riforma elettorale in quanto l’attuale sistema ha garantito percorsi di governabilità», sbot­ta Ivano Peduzzi, capogruppo del Prc. «Questo ritocco», osser­va, «è funzionale soltanto ad un accordo tra Pd e Pdl, per eleva­re il tasso di selezione nella rap­presentanza attraverso lo sbar­ramento. Questo», conclude, «pregiudica la rappresentanza delle forze minori».

Dal PdL, invece, Donato Ro­bilotta sottolinea l’importanza dell’eliminazione del listino che «non pregiudica nulla» in quanto il presidente della Re­gione ha comunque «la facoltà di nominare assessori esterni visto che la giunta viene scelta dal presidente e non certo dal consiglio regionale».