
DIFFIDIAMO SINDACO, PREFETTO E POLIZIA MUNICIPALE, DEVONO ESSERE RIMOSSE AL PIU’ PRESTO LE AFFISSIONI ABUSIVE
Di fronte alla scempio di interi quartieri della capitale e del suo centro storico, massicciamente deturpati da affissioni elettorali abusive collocate illegalmente su palazzi storici, su pensile delle fermate di autobus, su ogni spazio di affissione comunale e privato, abbiamo ritenuto necessario diffidare il Sindaco di Roma, il Prefetto, e il Comandante dall’omettere azioni urgenti per rimuovere i manifesti in maniera sufficiente e adeguata al rispetto della legge e al ripristino di un minimo di regolarità della campagna elettorale, anche sotto questo profilo. E’ un loro obbligo di legge.
Ancora nella notte scorsa e ben oltre le 24 di venerdì venivano affissi manifesti anche sugli edifici di fronte alla scalinata del Campidoglio. Il sindaco Alemanno è immobile e non riesce a garantire alla città una presenza e un’azione da parte dell’istituzione comunale ma solo la continua confusione tra il ruolo istituzionale e quello di uomo politico in campagna elettorale.
Del resto la stragrande maggioranza delle affissioni selvagge sono a sostegno della candidata Polverini.
CAMPIDOGLIO, RIMOZIONE MANIFESTI ABUSIVI (ANSA) – ROMA, 27 MAR -
«Il Gabinetto del Comune di Roma ha dato mandato agli organi competenti di verificare la presenza di manifesti elettorali abusivi e, qualora presenti, provvedere alla loro immediata rimozione». Lo fa sapere, in una nota, l’Ufficio Stampa del Campidoglio. (ANSA)
«Con i due cortei del Pdl di oggi il protocollo d’intesa per la disciplina della campagna elettorale, solennemente firmato dai maggiori partiti il 19 febbraio scorso nella riunione presieduta dal prefetto Pecoraro, con i vertici del Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri di Roma, della Questura, della Guardia di finanza, con il comandante della polizia municipale, con i rappresentanti della giunta comunale e regionale, è definitivamente carta straccia».
Una Ferrari che viaggia alla velocità di una Cinquecento: una metafora che può essere utile per comprendere le potenzialità del territorio laziale, per troppi anni inespresse a causa di una politica miope, che non ha saputo guardare oltre gli steccati degli egoistici interessi di partito. L’incapacità di programmare interventi strutturali mirati a dare sempre più slancio e vitalità a una tra le regioni più dinamiche del Paese, ha portato il Lazio a perdere terreno, nonostante negli ultimi quindici anni si sia reso protagonista di un importante sviluppo nell’industria e nei servizi, nell’agricoltura e nel turismo, con punte di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione, cioè i due talloni di Achille del sistema produttivo italiano. Per restituire alla regione il ruolo che le compete, è necessario che la prossima amministrazione la traghetti al riparo dalla crisi finanziaria e strutturale in cui rischia di annegare e che l’ha condotta al commissariamento da parte del Governo in settori fondamentali come la sanità. Legalità, trasparenza e progettualità: ecco le tre vie maestre da percorrere per risollevare le sorti del Lazio e consentire a questa regione di spiccare il volo. È necessaria, perciò, non una competizione elettorale fatta di accuse reciproche, di promesse illusorie e di demagogia, ma di una campagna che sappia mettere sul tappeto i problemi reali che investono la vita quotidiana delle persone, proporre con coraggio le possibili soluzioni e parlare ai cittadini attraverso il linguaggio della verità e della responsabilità.



I cittadini “stacchini” sono un bell’esempio di cittadinanza attiva, ma il Sindaco Alemanno è il vero cattivo maestro .