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	<title>Radicaliroma &#187; Doppie cariche</title>
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		<title>MOZIONE GENERALE APPROVATA DALL&#8217;ASSEMBLEA DELL&#8217;ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2005 11:46:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eletti: Presidente avv. Alessandro Gerardi, Segretario Diego Sabatinelli, Tesoriere Massimiliano Iervolino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/2074_logoradicaliroma.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />L&#8217;Assemblea degli iscritti Radicali Roma, associazione per l&#8217;iniziativa radicale volta a sostenere nel territorio romano la politica e le azioni del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, di Radicali Italiani e delle associazioni costituenti il Partito, riunitasi il 20 novembre 2005 a Roma, nella sede radicale in via di Torre Argentina 76: <strong>ringrazia</strong> gli iscritti e coloro che contribuendo economicamente e con il proprio lavoro militante hanno reso possibile all&#8217;associazione di esprimere sul territorio un impegno e una mobilitazione straordinari, durante la campagna referendaria prima, e ora con la nascita del nuovo soggetto politico de &#8220;La Rosa nel Pugno&#8221;.<br /> <br /><strong>L’Assemblea degli iscritti Radicali Roma: <br /></strong><strong> <br /></strong><strong>premesso</strong> che la campagna referendaria ha visto un’offensiva di stampo integralista, temporalista e antiliberale da parte delle gerarchie vaticane, e del clero cattolico, con la mobilitazione di centinaia di parroci “militarizzati” e spesso obbligati, che dimostrano quanto la Chiesa cattolica di oggi sia più vicina allo spirito del <i>Sillabo</i> che a quello del Concilio Vaticano II di Papa Giovanni XXIII; <br /><strong>preso atto</strong> che l’ingerenza vaticana è rivolta ad ogni aspetto della vita politica e civile del Paese: dalle intercettazioni telefoniche alla finanza, dal <i>wrestling</i> al federalismo e la <i>devolution</i>, godendo nella propria attività politica di privilegi senza pari quali il Concordato, l’otto per mille, l’esenzione ICI, ora anche per le attività svolte a fini di lucro, gli insegnanti scelti da loro e pagati dallo Stato, la presenza massiccia, senza alcuna forma di <i>par condicio</i>, sugli organi informativi e sul servizio pubblico radiotelevisivo; <br /><strong>in considerazione</strong> che quanto detto è accompagnato dalla vergognosa corsa da parte della maggioranza dei rappresentanti della politica italiana per ottenere il riconoscimento quali interlocutori privilegiati del Vaticano, e che la C.E.I., ormai divenuta un partito politico a tutti gli effetti, gioca a dispensare bastone a quei politici che si allontanano, anche solo con mere fumose dichiarazioni d’intenti, dalla linea vaticana, per elargire loro la carota al momento del rientro con il capo cosparso di cenere;<br /><strong>ritiene</strong> quanto mai attuale, e non certo anacronistico, ribadire con forza la necessità della formula “<i>libera Chiesa in libero Stato</i>”, esattamente com’è attuale l’offensiva clericale indirizzata ad ottenere una nuova forma di potere temporale, rivolta soprattutto a comprimere il più possibile le libertà individuali al fine di creare <i>perfetto</i> l’individuo attraverso l’imposizione dello spirito e del dogma religioso, e che tale principio, una volta trasportato nell’ordine politico, ha sempre dato luogo ad una serie di provvedimenti tanto più vessatori ed oppressivi quanto maggiore è la persuasione di agire nell’interesse di coloro contro i quali sono diretti.<br /> <br /><strong>Ritiene</strong> che il referendum sulla fecondazione assistita abbia rappresentato un’occasione per aprire nel Paese un dibattito necessario tra una visione politica laica e liberale delle istituzioni e della società ed una clericale ed illiberale; una contrapposizione che ha dato il via ad una nuova stagione di iniziative a favore delle libertà individuali, che già porta con sé i primi frutti delle campagne per nuovi diritti civili, e una mobilitazione laica, liberale, liberista, libertaria e antiproibizionista che trova nuove e più ampie prospettive nella nascita del nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale e radicale de “La Rosa nel Pugno”.<br /> 
<p><strong>Saluta</strong> il successo, nonostante il mancato raggiungimento del quorum, delle iniziative portate avanti dai militanti radicali a Roma che hanno permesso il reperimento di risorse economiche e una straordinaria mobilitazione in favore della campagna referendaria per l’abrogazione della L. 40/2004.</p>
<p> <br /><strong>Saluta</strong> il successo della campagna di denuncia delle incompatibilità per quei politici che, in totale spregio della legge, ricoprono il doppio incarico nonostante il dettato costituzionale. <br /> <br /><strong>Saluta</strong> la proposta del policlinico Umberto I di Roma di un protocollo per l’avvio della sperimentazione della cannabis come terapia del dolore ed <strong>invita</strong> i propri organi dirigenti a seguire politicamente l’iniziativa in modo che tale sperimentazione non venga intralciata da pretestuosi intoppi “burocratici”, ma che sia estesa anche ad altri ospedali romani.<br /> <br /><strong>Ritiene</strong> <strong>doveroso proseguire:</strong><br />La campagna contro l&#8217;esenzione ICI per gli immobili degli enti ecclesiastici che svolgono attività a fini di lucro e la denuncia dei finanziamenti a favore degli enti ecclesiastici attraverso leggi, regolamenti ed atti amministrativi ad hoc, o semplici contributi, da parte degli enti locali.<br />La denuncia dei comportamenti omissivi da parte dei medici del SSN nella prescrizione della pillola del giorno dopo, soprattutto nei pronto soccorso e nei consultori del Lazio; la campagna affinché sia predisposto dall’amministrazione locale quanto necessario ad ottenere la prescrizione della pillola con modalità e tempi che non ne pregiudichino l’assunzione, in attesa di giungere a livello nazionale alla possibilità di ottenere il farmaco senza l’obbligo della ricetta medica.<br />La campagna per la sperimentazione e l&#8217;uso della pillola abortiva RU486 anche nel Lazio; affinché la Regione prenda posizione a favore della registrazione del farmaco mifepristone in Italia, e che tale posizione sia proposta alla Conferenza degli Assessori regionali alla Sanità, e intanto che siano estese le indicazioni previste per l’importazione del farmaco ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648.<br />La campagna a favore del riconoscimento nel Lazio delle unioni di fatto per porre fine alla ormai intollerabile discriminazione nei confronti di chi non vuole, o non può, accedere all’istituto matrimoniale.<br />La campagna contro la proposta di riforma dei municipi, vero e proprio decentramento partitocratico, chiaramente finalizzata ad aumentare ulteriormente il potere ed il controllo dei partiti sul candidato e sull’eletto. <br /><strong>Individua</strong> quale principale obiettivo della propria attività militante le battaglie: per le libertà individuali, per la laicità dello Stato, per il rispetto della legalità da parte delle istituzioni, per l’alternativa antiproibizionista, per la libertà di ricerca scientifica, con particolare attenzione all&#8217;ambito locale, con l&#8217;impegno a cercare nelle singole campagne scambio di informazioni, sostegno e collaborazione con altri soggetti politici, associazioni, gruppi.<br /> <br /><strong>Impegna</strong> i propri organi dirigenti a sostenere liste laiche, socialiste, liberali, radicali che dovessero presentarsi nella primavera del 2006 per le elezioni politiche ed amministrative attraverso il coinvolgimento nel territorio romano della militanza nella campagna elettorale, collaborando e partecipando alle iniziative proposte dalla dirigenza di Radicali Italiani e del nuovo soggetto politico “La Rosa nel Pugno”, e promuovendo autonome iniziative locali.<br /> <br /><strong>Ritiene</strong> che riservare un&#8217;adeguata informazione agli elettori sia condizione necessaria, non sufficiente, perché possa essere garantito al cittadino l’esercizio pieno dei diritti civili e politici. Per questo motivo <strong>impegna</strong> i propri organi dirigenti a predisporre quanto necessario affinché siano diffuse le informazioni delle iniziative politiche nazionali e locali, prevedendo azioni nonviolente finalizzate al ripristino dei diritti lesi, ove questi non fossero garantiti dai mezzi d’informazione.<br /> <br /><strong>Ritiene</strong> che l’esclusione e la marginalizzazione degli individui in base all’origine etnica o al credo religioso siano alla base di contrapposizioni e guerre culturali delle quali, come dimostrano i fatti recentemente accaduti in Francia, non si sente il bisogno. <strong>Individua</strong> nel coinvolgimento politico degli immigrati residenti un primo, significativo, passo per iniziare a porre rimedio a detta esclusione. <strong>Impegna</strong> gli organi dirigenti ad individuare al più presto gli strumenti per fornire agli immigrati residenti i mezzi atti a partecipare attivamente alla politica del Paese; a cominciare, possibilmente prima delle elezioni amministrative del 2006, dai diritti politici attivi e passivi per le elezioni dei municipi della città di Roma.<strong><br /></strong><strong> <br /></strong><strong>Impegna</strong> i propri organi dirigenti ad intraprendere lo studio per la realizzazione di nuove iniziative e campagne su:<br /> <br />-il potere d’intervento degli enti locali nel sistema carcerario, le iniziative concrete che possono essere intraprese per supportare le campagne nazionali di riforma;<br />-l’istituzione di Roma città metropolitana; il decentramento amministrativo ed il riequilibrio delle aree urbane; iniziative concrete contro la sovraurbanizzazione, l’abusivismo edilizio ed il degrado del paesaggio;<br />-la sperimentazione a Roma di un nuovo modo di affrontare e governare la ormai perenne emergenza prostituzione in senso laico ed antiproibizionista;<br />-promozione di un dibattito laico ed antiproibizionista sulle colture transgeniche.<br /><strong>Ritiene</strong> che le attività di autofinanziamento e il coinvolgimento di nuovi militanti siano il necessario ed indispensabile punto di partenza per raggiungere gli obiettivi posti nella Mozione Generale dell&#8217;Associazione.<br />L&#8217;Assemblea degli iscritti Radicaliroma <strong>dà mandato</strong> ai propri organi dirigenti di individuare le iniziative atte al reperimento di tali risorse avviando una campagna straordinaria di iscrizioni e raccolta fondi.</p>
<p><strong>Impegna</strong> i propri organi dirigenti a convocare entro luglio 2006 un’Assemblea degli iscritti straordinaria.<br /> <br /><strong>MOZIONE PARTICOLARE<br /></strong>L’Assemblea Radicali Roma <strong>dà mandato</strong> ai propri organi dirigenti di predisporre le iniziative ritenute necessarie affinché la campagna “<i>libertà di parola</i>”, che ha già visto l’ex Presidente della Regione Lazio Francesco Storace intervenire in modo positivo con una delibera specifica, che prevedeva fra l’altro uno stanziamento di 1 milione di euro, divenga una priorità anche per l’attuale Giunta della Regione Lazio.<br /> <br />Roma, 20 novembre 2005</p>
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		<title>Newsletter ottobre 2005</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2005 12:48:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara amica, caro amico, in queste ultime settimane molto lavoro è stato svolto dai militanti dell’Associazione Radicali Roma, a partire dalle iniziative proposte ad agosto e ormai tradotte in azioni concrete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/1673_logoradicaliroma.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />
<p>Cara amica, caro amico,</p>
<p>in queste ultime settimane molto lavoro è stato svolto dai militanti dell’Associazione Radicali Roma, a partire dalle iniziative proposte ad agosto e ormai tradotte in azioni concrete. Alcune di esse hanno ottenuto una inaspettata copertura mediatica, anche a livello nazionale, che contribuisce, in considerazione della sempre scarsa attenzione rivolta alle iniziative radicali, a darci la sensazione di essere capaci di incidere nella realtà politica locale, soprattutto quando ci sono di mezzo i diritti civili e le libertà individuali, la legalità, la laicità delle istituzioni.</p>
<p>Sul fronte della legalità è stato colto un grande successo con le dimissioni da parlamentare del on. Rodolfo Gigli detto Nando. Eletto al Parlamento e consigliere comunale, si è fatto eleggere anche consigliere regionale del Lazio in F.I., ora passato in U.D.C., senza sentirsi in dovere di dimettersi per incompatibilità, come previsto dalla Costituzione all’art. 122. Dopo più di tre mesi di latitanza del Consiglio Regionale del Lazio, che non ha ritenuto opportuno rilevare la manifesta incompatibilità, alcuni militanti dell’Associazione Radicali Roma si sono visti costretti a promuovere un’azione popolare presso il Tribunale di Roma ai sensi dell’art. 82 DPR 570/1960.</p>
<p>Il 15 settembre, grazie all’azione dei Radicali Roma, l’on. Gigli si è dimesso da parlamentare, ma si è costituito in vista dell’udienza chiedendo al giudice che il nostro ricorso venga dichiarato inammissibile o improcedibile. Questa sarà un’occasione per fare finalmente chiarezza sul potere che ha il parlamentare italiano di prolungare il proprio mandato, nonostante l’evidente incompatibilità prevista dalla Costituzione, e quali strumenti ha in mano il cittadino elettore per costringere gli eletti al rispetto della legge. Per ottenere questo risultato rischiamo che il giudice annulli il nostro ricorso e condanni i ricorrenti alle spese di giudizio!</p>
<p>Sul fronte delle libertà individuali l’Associazione Radicali Roma, insieme alla Federazione romana dello S.D.I., vuole portare avanti una serie di iniziative, attraverso il Consiglio Regionale del Lazio, affinché anche in Italia sia possibile l’interruzione volontaria della gravidanza con la pillola RU486, c.d. aborto farmacologico, che rappresenta un&#8217;alternativa all&#8217;aborto chirurgico, conveniente in termini economici e, nella generalità dei casi, preferibile in termini clinici, non presentando i rischi ed i costi connessi ad un intervento operatorio; riducendo allo stesso tempo i rischi dell&#8217;aborto clandestino, essendo quest&#8217;ultimo facilmente praticabile con farmaci reperibili in commercio e già ampiamente diffuso in alcuni settori della società.</p>
<p>Altra iniziativa sul fronte dei diritti civili è la proposta Radicali Roma di abrogazione della legge regionale 32/2001, voluta fortemente dall’ex governatore Francesco Storace, che prevede aiuti economici, sgravi fiscali e prestiti agevolati alle sole unioni sancite dal matrimonio, discriminando in questo modo le unioni di fatto, e aiutando in base ad una scelta di vita e non attraverso indicatori economici. Oltre all’abrogazione della legge regionale 32/01, Radicali Roma è intenzionata a presentare, insieme alle altre forze socialiste, laiche e liberali del Lazio, una proposta di legge regionale che sostituisca la legge Storace estendendo i benefici previsti anche alle unioni di fatto ed ai singoli che versano in gravi condizioni di disagio. Inoltre, in questo modo, si cerca di stimolare gli enti locali ad istituire al più presto registri per le unioni di fatto.</p>
<p>Prosegue intanto la campagna per rendere a Roma la prescrizione della <i>pillola del giorno dopo</i> meno “traumatica” del dovuto. L’Associazione Radicali Roma ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma nel quale si denuncia il comportamento di quei medici che si sono rifiutati di prescrivere la <i>pillola del giorno dopo</i> facendo appello alla obiezione di coscienza, nonostante sia un farmaco ad effetto pre-fertilizzante, e non abortivo, come denunciato dal servizio mandato in onda mercoledì 28 settembre, nel corso del programma Matrix condotto da Enrico Mentana, in cui una coppia di attori ha simulato di richiederne la prescrizione nei pronto soccorso dei vari ospedali romani, tutti facilmente identificabili.</p>
<p>L’Associazione ha inoltre sollecitato il Ministro della Salute, Francesco Storace, a provvedere, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione, affinché su tutto il territorio della capitale l’esercizio della “clausola di coscienza” da parte dei medici operanti nell’ambito del SSN non finisca con l’implicare difficoltà rilevanti di reperimento del predetto farmaco, un farmaco d’urgenza che ha efficacia entro 72 ore dal rapporto a rischio. Anche in questo caso manca ancora un pronunciamento giurisprudenziale chiaro sulla liceità, o meno, dell&#8217;obiezione di coscienza dei medici per la prescrizione della pillola del giorno dopo; grazie all’esposto vogliamo che la magistratura faccia definitiva chiarezza sulla questione.</p>
<p>Sul fronte della laicità delle istituzioni continua il controllo e la denuncia Radicali Roma sui finanziamenti che gli enti locali elargiscono a vario titolo alle attività della Chiesa Cattolica; in particolare per le attività svolte a fini di lucro. Nelle prossime settimane tenteremo di promuovere, anche grazie all’aiuto degli eletti socialisti, una serie di iniziative volte ad interrompere, o almeno attenuare, il continuo flusso di denaro che passa dalle casse degli enti locali -soldi dei cittadini-, alle casse degli enti ecclesiastici. Anche per questo motivo ci siamo attivati concretamente per raccogliere firme sull’appello indirizzato al Presidente della Repubblica Ciampi, promosso dalla “Consulta per la Libertà di Pensiero e la Laicità delle Istituzioni” di Roma, contro l’estensione dell’esenzione ICI prevista dall’attuale Governo anche per gli immobili della Chiesa Cattolica che svolgono attività commerciali. E’ evidente che tale esenzione graverà in modo particolare sui contribuenti romani, in considerazione della massiccia presenza di attività di questo tipo svolte dalla Chiesa nell’ambito del territorio della Capitale.</p>
<p>E’ arduo dare conto in modo esaustivo delle molteplici iniziative dell’Associazione Radicali Roma in corso, molte delle quali richiederebbero una particolareggiata descrizione, soprattutto per la complessità del lavoro che è stato svolto. Non può essere dimenticato nel novero delle attività anche: il supporto alle iniziative politiche di Radicali Italiani, soprattutto in vista del prossimo Congresso del 29 ottobre-1° novembre a Riccione; il rapporto costante con le altre forze politiche, in modo particolare con i rappresentanti locali dello S.D.I.; la partecipazione ad assemblee e congressi locali; il lavoro svolto per dare alla militanza romana un luogo dove non solo è possibile partecipare al dibattito politico in corso, ma anche decidere e realizzare direttamente iniziative concrete sul territorio.</p>
<p>Tutte queste iniziative, ed altre già in cantiere, non solo hanno un costo in termini di lavoro, attività esclusivamente militante, ma anche in denaro. L’Associazione Radicali Roma per poter andare avanti ha bisogno costantemente di autofinanziamento; ogni iniziativa costa molto e non è sufficiente l’esclusivo contributo elargito dal singolo militante che attivamente partecipa alle iniziative; per poter potenziare il nostro lavoro, le nostre denunce, soprattutto a livello legale, abbiamo necessità anche del tuo aiuto. Un contributo in questi giorni ci può dare la forza per continuare su questa strada che riteniamo già portatrice di piccoli, inattesi grandi successi.</p>
<p>E’ possibile iscriversi all’Associazione Radicali Roma al c/c postale 61539227, causale “iscrizione”, quota minima 15 euro, ma ogni altra contribuzione è necessaria e gradita. Le riunioni Radicali Roma sono aperte a tutti e si tengono ogni giovedì, alle ore 20:30, presso la sede radicale di via di Torre Argentina, 76.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie!</p>
<p><strong>Diego Sabatinelli</strong> <i>Segretario Associazione Radicali Roma</i>, 347.38.34.382</p>
<p><strong>Massimiliano Iervolino</strong> <i>Tesoriere Associazione Radicali Roma</i>, 339.25.00.303</p>
<p>Ti ricordiamo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 27 ottobre</strong>, alle ore 16:30, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, in Piazza Aldo Moro, 1 &#8211; Aula Geologia 1 <i>Dipartimento Scienze della Terra</i>, si terrà un’assemblea pubblica con Daniele Capezzone, Roberto Villetti, ed esponenti radicali e socialisti per discutere delle iniziative presenti e future del nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale, radicale.
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 29 ottobre</strong>, fino a martedì 1° novembre, il <strong>IV Congresso di Radicali Italiani</strong>, presso il Palaterme di Riccione, info su <a href="http://www.radicali.it/">www.radicali.it</a> o allo 06.6826. L’Associazione Radicali Roma organizza il viaggio in pullman da Roma al costo di 35 euro a/r.
<p>&nbsp;</p>
<p> 
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="../../">www.radicaliroma.com</a> &#8211; <a href="mailto:mail@radicaliroma.com">mail@radicaliroma.com</a>
<p>&nbsp;</p>
<p> 
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>c/c postale n.61539227</strong> </p>
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		<title>Caso Gigli: Diego Sabatinelli su Tusciaweb</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2005 16:15:59 +0000</pubDate>
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quanto detto dall’On. Rodolfo “Nando” Gigli, nell’intervista rilasciata a tusciaweb.it il giorno successivo alle dimissioni, risulta inesatto.<br />
<br />
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/963_images.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" /><i>Egregio direttore,<br /> quanto detto dall’On. Rodolfo “Nando” Gigli, nell’intervista rilasciata a tusciaweb.it il giorno successivo alle dimissioni, risulta inesatto.</p>
<p> Dalle sentenze della Corte Costituzionale n.357/’96 e n.235/’89, si evince che l’azione popolare è possibile anche quando le Giunte delle Elezioni di Camera e Consiglio regionale non hanno esaminato il caso; inoltre non si può dimenticare l’art. 6, comma 4, della legge 154 del 23 aprile 1981, che recita: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità”. </p>
<p> Ritengo che l’on. Gigli sia stato costretto a dimettersi dalla carica di deputato grazie all’azione popolare promossa dall’Associazione Radicali Roma; ma forse è troppo difficile ammetterlo.</p>
<p> Diego Sabatinelli Segretario Radicali Roma</i></p>
<p>18 &#8211; settembre &#8211; www.tusciaweb.it</p>
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		<title>L’on. Gigli si dimette, vittoria Radicali Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2005 09:02:44 +0000</pubDate>
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<br />
Roma, 16 settembre 2005]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/949_images.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />  <strong><i>L’on. Gigli, nell’intervista rilasciata sul sito tusciaweb.it in cui annuncia le sue dimissioni, continua a confermare il proprio disinteresse per la legge dichiarando: <br /></i></strong><strong></strong>&#8220;Mi sono andato a guardare la legislazione che riguarda le incompatibilità. E’ una cosa che mi diverte andare a controllare le regole. E va detto che non è affatto vero che le dimissioni vadano date dieci giorni dopo l&#8217;elezione. La tempistica è diversa. Prima le due istituzioni coinvolte dovrebbero attivare le proprie procedure, intimando al soggetto interessato di dimettersi da una delle due cariche. A quel punto sarebbe possibile l&#8217;azione popolare. Ma qui stiamo in una situazione in cui né la Camera né la Regione hanno fatto nulla. E quindi neppure l&#8217;azione popolare può, a mio parere, avere una sua validità, in base alla normativa. In ogni caso i famosi dieci giorni partono da quando l&#8217;azione popolare viene notificata. Ed a me è stata notificata solo l&#8217;8 settembre. Ripeto, in ogni caso non mi sembra, che in base alla normativa, l&#8217;azione popolare possa essere valida&#8221;.<strong><br /></strong><strong></strong><strong>Peccato che l’art. 6, comma 4, della legge 154 del 23 aprile 1981 (Norme in materia di ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche di consigliere regionale, provinciale, comunale e circoscrizionale e in materia di incompatibilità degli addetti al Servizio sanitario nazionale) recita: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità”.</strong><br />L’onorevole, inoltre, dovrebbe fare i conti con le sentenze della Corte Costituzionale n.357/’96 e n.235/’89 per le quali <strong>non corrisponde a verità che l</strong>&#8216;azione popolare si può fare solo dopo che le Giunte delle Elezioni di Camera e Consiglio regionale hanno esaminato il caso.
<p>Disposti a tutto pur di giustificare un chiaro disinteresse per la Costituzione</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nando Gigli: &quot;Ieri ho presentato le mie dimissioni a Casini&quot;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2005 09:12:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<strong>Il consigliere regionale lascia la carica di deputato. Da <a href="http://www.tusciaweb.it/">www.tusciaweb.it</a></strong><br />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/917_images.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />-&#8221;Ieri alle 15 ho presentato le mie dimissioni da deputato nelle mani del presidente della Camera Casini&#8221;. Nando Gigli, dopo non poche polemiche, ieri ha optato per la carica di consigliere regionale.</p>
<p>&#8220;Le mie dimissioni &#8211; spiega Gigli &#8211; erano ovviamente inevitabili. Ieri nella seduta pomeridiana della Camera ne è stata data informazione all&#8217;assemblea. Volendo potevo anche aspettare per darle, in base alla legge, ma a questo punto mi è sembrato opportuno dimettermi&#8221;.</p>
<p>E tutta la polemica dei radicali.<br />&#8220;Mi sono andato a guardare la legislazione che riguarda le incompatibilità. E’ una cosa che mi diverte andare a controllare le regole. E va detto che non è affatto vero che le dimissioni vadano date dieci giorni dopo l&#8217;elezione. La tempistica è diversa. Prima le due istituzioni coinvolte dovrebbero attivare le proprie procedure, intimando al soggetto interessato di dimettersi da una delle due cariche. A quel punto sarebbe possibile l&#8217;azione popolare. Ma qui stiamo in una situazione in cui né la Camera né la Regione hanno fatto nulla. E quindi neppure l&#8217;azione popolare può, a mio parere, avere una sua validità, in base alla normativa. In ogni caso i famosi dieci giorni partono da quando l&#8217;azione popolare viene notificata. Ed a me è stata notificata solo l&#8217;8 settembre. Ripeto, in ogni caso non mi sembra, che in base alla normativa, l&#8217;azione popolare possa essere valida&#8221;. </p>
<p>Gli incarichi che ricopre attualmente Gigli rimangono quelli di consigliere regionale e consigliere comunale nell’Udc. </p>
<p>Intanto per giovedì 22 settembre, alle ore 17,30, è stata organizzata l’assemblea a Viterbo, nella sala di Pianeta Benessere, sulla strada Tuscanese, alla presenza del segretario nazionale dell’Udc Marco Follini, del ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, e del coordinatore regionale Udc Armando Dionisi.</p>
<p>Ma anche qui c&#8217;è chi ha voluto polemizzare accusando Gigli di essersi appropriato di una manifestazione dell&#8217;Udc.</p>
<p>&#8220;L&#8217;iniziativa l&#8217;ho organizzata io, evidentemente &#8211; spiega Gigli -. Basta saper leggere e andare a vedere qual è il tema dell&#8217;incontro: &#8220;Da Forza Italia all&#8217;Udc -Le ragioni di un percorso politico nella Casa delle Libertà &#8211; Il ritorno alle idee e ai valori &#8211; Il bisogno di regole e garanzie certe&#8221;. E&#8217; una assemblea, appunto, in cui spiegherò le ragioni del mio itinerario all&#8217;interno della Casa delle Libertà. Saranno presenti Armando Dionisi, segretario Regionale dell&#8217;Udc, Mario Baccini, ministro della Funzione Pubblica, Marco Follini segretario Nazionale Udc. E quindi è ovvio che sia coinvolto anche il partito</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Radicali Roma: incompatibilità, caso Gigli</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2005 11:40:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma laica ed antiproibizionista]]></category>

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		<description><![CDATA[L'on. Rodolfo Gigli (UDC) – che ricopre da più di novanta giorni i ruoli di deputato e di consigliere regionale in palese violazione delle leggi vigenti, costituzionali ed elettorali – ha ribadito ieri all’Unità che sull'incompatibilità deciderà lui "quando lo riterrà più opportuno". <br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/892_images.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />
<p>• Dichiarazione di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi</p>
<p>L’on. Rodolfo Gigli evidentemente è stato informato male: il singolo amministratore che versa in una causa di incompatibilità non è libero di scegliere quando è giunto il momento di dimettersi, magari in base ad una sua personale ed insindacabile valutazione di opportunità. La legge infatti prescrive che la cessazione dalle funzioni – di deputato o di consigliere regionale – deve aver luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità, il che nel caso di Gigli voleva dire entro fine maggio. Siamo a settembre inoltrato, invece, e Gigli continua ancora ad esercitare entrambi i mandati, di deputato e di consigliere regionale, con evidente sprezzo della legge e della Costituzione e per di più nella totale indifferenza degli organi amministrativi deputati ai necessari controlli (Consiglio Regionale e Prefetto). Stando così le cose, la speranza in un tempestivo ripristino della legalità costituzionale violata può passare solo attraverso l’azione popolare promossa dall’Associazione RadicaliRoma grazie alla quale il giorno 21 ottobre 2005 si terrà l’udienza collegiale volta appunto a far decadere l’ex esponente di Forza Italia nel viterbese dalla carica di consigliere regionale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche Forza Italia denuncia l&#8217;incompatibilità per Rodolfo Gigli</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 14:06:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Doppie cariche]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[PARTITOCRAZIA]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ora della vendetta. Forza Italia attacca Rodolfo Gigli, una vita da democristiano, un passato da azzurro e un recentissimo approdo all'Udc che ha provocato la quasi estinzione del partito di Berlusconi nel viterbese ("L'Unità")]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>(&#8220;L&#8217;Unità&#8221;, cronaca di Roma, 14/09/05, pag. 2)</i></p>
<p>L&#8217;ora della vendetta. Forza Italia attacca Rodolfo Gigli, una vita da democristiano, un passato da azzurro e un recentissimo approdo all&#8217;Udc che ha provocato la quasi estinzione del partito di Berlusconi nel viterbese. Antonello Iannarilli, ex assessore regionale all&#8217;agricoltura e attuale consigliere azzurro alla Pisana, ora chiamato a ricostruire Forza Italia a Viterbo, accusa Gigli per la chiara incompatibilità delle due poltrone da lui contemporaneamente occupate: consigliere regionale e deputato. <br />Raccogliendo una denuncia dei Radicali romani, Iannarilli chiede al presidente del consiglio regionale, Massimo Pineschi, &#8220;provvedimenti&#8221; contro &#8220;un&#8217;evidente violazione della legalità costituzionale&#8221;. Interpellato da &#8220;L&#8217;Unità&#8221;, <strong>Gigli replica</strong>: &#8220;Sull&#8217;incompatibilità deciderò io <strong>quando lo riterrò più opportuno</strong>. Quanto a Iannarilli il suo problema è che ha poco da fare: nel partito di cui è commissario provinciale sono rimasti lui e pochi altri&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&quot;Si intervenga per le incompatibilità di Gigli&quot;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 07:31:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Doppie cariche]]></category>

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		<description><![CDATA[Iannarilli(FI) scrive al presidente del consiglio regionale.<br />
Dal sito www.tusciaweb.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/865_images.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />Il consigliere regionale nonché Commissario di Forza Italia per la provincia di Viterbo, Antonello Iannarilli ha presentato al Presidente del Consiglio regionale una richiesta finalizzata a chiarire la posizione del deputato Rodolfo Gigli, che nelle ultime elezioni regionali è stato eletto consigliere regionale nelle liste di Forza Italia.</p>
<p>“Considerato che &#8211; scrive Iannarilli &#8211; l’onorevole Rodolfo Gigli, già eletto nel 2001 alla Camera dei deputati con il sistema maggioritario nella circoscrizione XVI, ricopre, dalle scorse elezioni regionali, la carica di consigliere regionale, con una evidente violazione della legalità costituzionale, si chiede quali provvedimenti vorrà assumere la Presidenza del Consiglio regionale e quali norme riterrà applicare in materia di ineleggibilità ed incompatibilità alle cariche di consigliere regionale”. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>&quot;Gli incompatibili&quot; di Alessandro Gerardi [da Notizie Radicali]</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2005 13:51:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<i>Questo è il Paese delle centinaia di migliaia di leggi disorganiche e spesso inadeguate e della loro costante e reiterata disapplicazione; perfino gli articoli – ma che dico: interi passaggi - della Costituzione sono spesso tenuti in non cale...</i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/848_friday29.JPG_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />Questo è il Paese delle centinaia di migliaia di leggi disorganiche e spesso inadeguate e della loro costante e reiterata disapplicazione; perfino gli articoli – ma che dico: interi passaggi &#8211; della Costituzione sono spesso tenuti in non cale o tutt’al più considerati risme di carta da brandire contro l’avversario politico di turno o da “interpretare” in modo più o meno lasco nei confronti dei propri “alleati”. Solo per fare un esempio: sono anni che come radicali abbiamo provveduto a denunciare in tutte le sedi (penali, civili e amministrative) il comportamento di quei partiti e/o movimenti politici che in campagna elettorale provvedono sistematicamente a raccogliere le migliaia di firme necessarie alla presentazione delle liste dei propri candidati in modo quantomeno disinvolto, spesso in poche ore e su fogli in bianco e a volte anche grazie alle “sottoscrizioni” di persone che poi si scopre essere decedute o trasferite all’estero. Episodi che oggi come oggi non scandalizzano più nessuno, certo, ché tanto così fan tutti, ma che pure concorrono a falsare il gioco democratico; circostanze che una magistratura all’altezza dei propri compiti avrebbe gioco facile a verificare e perseguire in pochissimo tempo, se solo decidesse di impiegare parte della propria attività in altro che a difendere i propri privilegi di casta e di corporazione. Ma non divaghiamo e veniamo al punto. Alle ultime elezioni regionali in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania, solo per citare le prime regioni che mi vengono in mente, sono stati eletti alla carica di consigliere regionale alcuni esponenti politici che però al momento della elezione già ricoprivano la carica di deputato della Repubblica italiana. Ora, l’art. 122, 2° comma, della Costituzione stabilisce chiaramente che non si possono ricoprire entrambi i ruoli, o si fa il deputato o si fa il consigliere regionale. La ratio giustificativa della predetta incompatibilità per alcuni risiederebbe nella inconciliabilità tra cariche elettive che richiedono un impegno assorbente; per altri nella esigenza di assicurare una corretta e libera concorrenza elettorale; per altri ancora l’impedimento sarebbe volto a garantire un corretto e imparziale espletamento del mandato (a questa elencazione andrebbe altresì aggiunto che quella tra consigliere regionale e membro del Parlamento rappresenta una commistione innaturale ed impropria tra controllato e controllore, considerati gli ampi poteri di controllo che Governo e Parlamento possono esercitare sulla legislazione regionale). Come che sia, la fattispecie è di una semplicità disarmante e andrebbe risolta in due minuti: la legge infatti prescrive che ad elezione avvenuta il consigliere eletto debba optare per uno dei due incarichi; se non lo fa, il Testo Unico sugli enti locali prevede che debba essere il consiglio regionale interessato od anche il prefetto – in sede di proclamazione degli eletti o un secondo dopo – a contestare al singolo amministratore, in modo tempestivo ed efficace, la non compatibilità appunto tra la carica di consigliere regionale e quella di deputato invitandolo a scegliere uno dei due ruoli entro termini brevissimi e perentori, in caso contrario lo si dichiara automaticamente decaduto dal ruolo di consigliere regionale (ruolo ricoperto per ultimo, dal punto di vista cronologico) con immediata cessazione dalle relative funzioni. Ebbene, nulla di tutto questo è stato fatto; nel caso in questione viceversa i predetti filtri amministrativi sono completamente saltati al punto che a più di tre mesi dalle elezioni regionali tanto l’On. Agostino Ghiglia in Piemonte, quanto gli onorevoli Rodolfo Gigli nel Lazio, Alessandro Cè in Lombardia e Italo Bocchino in Campania continuano a mantenere il loro bel doppio incarico di consigliere regionale e di deputato, ciò che rappresenta l’ennesimo cedimento sull’osservanza delle leggi vigenti, costituzionali ed elettorali.</p>
<p>Stando così le cose, tenuto conto della latitanza dei rispettivi consigli regionali e considerato che non si può denunciare una situazione di illegalità inaccettabile e conviverci in eterno, come radicali abbiamo deciso di promuovere – a Torino, Milano e Roma (ma presto dovrebbe aggiungersi anche Napoli) &#8211; un’azione popolare volta proprio a rimuovere le predette situazioni di incompatibilità così come imposto dalla Carta Costituzionale. Quella della azione popolare altro non è se non una contestazione formale che in base all’art. 82 DPR 570/1960 i cittadini iscritti nelle liste elettorali della Regione possono muovere in qualsiasi momento all’amministratore che versa appunto in una di quelle situazioni di ineleggibilità previste dalla legge. Con il che s’è riusciti perlomeno ad ottenere un primo importante risultato: a Roma, ad es., grazie all’azione popolare promossa dall’Associazione guidata da Diego Sabatinelli e Massimiliano Iervolino – in conseguenza della quale, ricordo, pochi giorni fa è stato depositato presso il Tribunale un ricorso sottoscritto, oltre che da questi ultimi, anche dai radicali Gianclaudio Morini, Oreste Laspro, Felice Nunziata e Alessandra Pinna – il Presidente del Tribunale ha fissato l’udienza di discussione della causa per il 21 ottobre, ma già prima di quella data l’on. Rodolfo Gigli si vedrà “costretto” (entro il termine perentorio di dieci giorni dall’avvenuta notifica del ricorso) ad optare per uno dei due incarichi così come imposto dall’art. 7 della L. 154/81; dico “costretto” perché, se non sarà lui a farlo, sarà il Tribunale a scegliere al posto suo, dichiarandolo automaticamente decaduto dalla carica di consigliere regionale (probabilmente invece Gigli sceglierà di abbandonare il Parlamento, come da dichiarazione rilasciata all’Unità la settimana scorsa). Il tempo della flagranza contra legem è dunque finito: con l’azione popolare abbiamo fissato in modo ultimativo e certo il giorno entro cui l’esponente politico laziale compirà quello che è suo dovere costituzionale compiere. Non è questione di lana caprina; come per il plenum della Camera dei deputati e della Corte Costituzionale, la presente vicenda degli incompatibili riguarda infatti la regolare composizione ed il corretto funzionamento degli organi di rilevanza costituzionale ed attiene al rapporto esistente tra la Costituzione e le leggi scritte da un lato, e la Costituzione e le leggi materiali dall’altro, ovvero al problema di una Carta costituzionale sempre più ridotta a Costituzione di carta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&quot;A ottobre la prima udienza sulla incompatibilità di carica di Nando Gigli&quot;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2005 08:19:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[PARTITOCRAZIA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica locale romana]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettere al direttore- Sabatinelli, segretario Radicali Roma, precisa e annuncia. Dal sito www.tusciaweb.it<br />
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/var/data/images/807_PICT0033_1.jpg_large.jpg" style="float: right; margin: 0 0 6px 6px" />
<p>Lettere al direttore<strong>: Sabatinelli, segretario Radicali Roma, precisa e annuncia.</strong><br /><i>dal sito www.tusciaweb.it</i></p>
<p>Egregio direttore,</p>
<p>leggo con piacere quanto scrive il vicepresidente Barra, ma vorrei precisare che: I Radicali sono anni che denunciano un perenne stato di illegalità nel Paese, a partire dalle massime istituzioni; altro che controllo di una volta! E&#8217; quello che chiamiamo, da ormai molti anni, &#8220;caso Italia&#8221;.</p>
<p>Siamo felici che a tali denunce contribuiscano anche esponenti locali di altri partiti. Finalmente qualcosa si muove, anche se lentamente, troppo lentamente. Questo ci fa comprendere quanto sia necessaria la presenza radicale, e quale perdita dovesse essere per il paese, per i cittadini, la fine di questa straordinaria storia politica. </p>
<p>Concludo annunciando che già è fissata la prima udienza del caso Gigli a ottobre, e sarà mia premura comunicare le novità sulla questione incompatibilità che, e bene ricordare, non riguarda solo l&#8217;On. Gigli.<br />Grazie, <br />Diego Sabatinelli<br /><i>Segretario Radicali Roma</i></p>
<p></p>
]]></content:encoded>
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