Articolo di R. Do. pubblicato su Corriere della Sera – ed. Roma del 2 settembre 2010


Dal Campidoglio, vecchia e nuova amministrazione, centrosinistra e centrodestra, gettano acqua sul fuoco. Ma l’ombra dei derivati, i prodotti finanziari a rischio, si allunga anche sulla Capitale. Proprio come già accaduto a Milano, è stata aperta un’inchiesta, per ora contro ignoti, per truffa aggravata ai danni del Comune.
Il fascicolo, a quanto emerso, sarebbe stato aperto in seguito a un esposto dei Radicali, che avevano chiesto di fare luce sull’utilizzo di questi strumenti finanziari da parte del Campidoglio per far quadrare il bilancio. La notizia è stata anticipata dal Sole 24 Ore in edicola ieri. Al centro delle indagini, condotte dalla guardia di finanza coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, ci sarebbero i contratti stipulati dal Campidoglio fra il 2003 e il 2007 (dunque con Walter Veltroni sindaco) e alcuni istituti bancari: Ubs (che ha il 45% dei contratti), Dexia Crediop, Banca Opi, Morgan Stanley, Jp Morgan e Barclays. Secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero esserci state irregolarità nei contratti per cui le banche potrebbero aver lucrato applicando commissioni non dovute in maniera occulta. Del resto le cifre in ballo sono altissime: i derivati, strumenti finanziari tanto complicati quanto pericolosi per chi investe, hanno nel caso del Campidoglio un valore di mercato, di centinaia di milioni di euro.
L’amministrazione Veltroni proprio per controllare meglio l’andamento di questi strumenti finanziari aveva istituito un apposito dipartimento, chiuso da Gianni Alemanno che ha trasferito le competenze ad altri uffici. E proprio sulle ragioni della chiusura del dipartimento, alcuni assessori della giunta Alemanno sarebbero stati ascoltati in procura nelle scorse settimane, mentre dell’amministrazione Veltroni, almeno fino ad ora, sarebbero stati interrogati solo alcuni funzionari con ruoli tecnici e nessun politico. Marco Causi, assessore capitolino al Bilancio nella giunta Veltroni, è molto tranquillo: «I nostri contratti sono stati tutti regolari, tutti stipulati nella massima trasparenza». E anche dalla giunta Alemanno trapela tranquillità: «Noi davvero non c’entriamo nulla, perché quei contratti si riferiscono al passato».
L’articolo di Giulio De Santis pubblicato su Il Messaggero del 2 settembre 2010


Un terremoto provocato dai contratti su derivati potrebbe abbattersi sul Comune di Roma, presunta vittima di sette colossi bancari di livello internazionale. E l’ipotesi del pubblico ministero Paolo Ielo che sta indagando con l’accusa di truffa aggravata sui contratti su derivati stipulati dalla giunta Veltroni con Merchant Bank di calibro mondiale tra il 2003 e il 2007. L’inchiesta procede contro ignoti. Tuttavia le operazioni nel mirino degli inquirenti portano le firme eccellenti dei colossi Ubs, Deutsche Bank, JP Morgan, Morgan Stanley, Dexia, Banca Opi e Barclays.
Operazioni complesse che potrebbero essere state architettate dalle banche per lucrare ingenti commissioni occulte. Il Comune, in ogni modo, avrebbe agito nel rispetto delle regole. Tutti i contratti su derivati conclusi dalla giunta Veltroni avrebbero osservato la normativa in atto con la relativa comunicazione preventiva al ministero dell’Economia. A cui è seguito il silenzio del Ministero che, nel linguaggio della legge, ha il significato di un assenso alle operazione concluse. L’inchiesta sui contratti su derivati stipulati dal Campidoglio muove i primi passi a dicembre del 2009. Da allora sono stati sentiti come persone informate sui fatti i funzionari del Comune e i manager delle banche che si occuparono della stipulazione dei contratti.
Gli inquirenti hanno anche ascoltato diversi componenti dell’attuale amministrazione di centro destra per capire le motivazioni dello smantellamento della struttura incaricata di occuparsi dei derivati creata in passato. Nel corso dell’attività istruttoria la Guardia di Finanza ha acquisito l’intera documentazione in possesso del Comune. A ben vedere, nulla di nuovo nei complicati rapporti tra enti pubblici e finanza strutturata. Presunta vittima “eccellente” di una vicenda analoga sarebbe stato il Comune di Milano, parte lesa nel processo che vede alla sbarra quattro istituti di credito imputati con l’accusa di truffa aggravata per aver indotto Palazzo Marino a sottoscrivere contratti su derivati con esiti disastrosi per le casse comunali meneghine. L’inchiesta sui contratti stipulati dalla giunta Veltroni è il terzo filone investigativo di un indagine complessa nella quale sono finiti nel mirino della Procura anche gli accordi della Regione Lazio con la Lehman Brothers e 540 contratti su derivati sottoscritti dalle Poste italiane con vari istituti di credito.
«L’apertura dell’inchiesta sui derivati stipulati dal Comune fa sperare che si faccia luce su un aspetto della gestione finanziaria che la relazione della Corte dei conti di qualche mese aveva segnalato in tutta la sua gravità», dicono Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma, e Lidia Mazzola, presidente dell’Associazione Antigene che puntano il dito contro il sindaco Alemanno, per due anni commissario straordinario al debito della capitale «colpevole di non aver mai denunciato le caratteristiche dei derivati stipulati mentre era sindaco Veltroni». «Al di là dell’indagine in corso – dichiara Federico Guidi, presidente della Commissione Bilancio del Comune credo opportuno approfondire lo scopo di queste operazioni dal punto di vista politico e amministrativo».

Interpellanza

Al Presidente del consiglio dei ministri

premesso che:

-         L’art. 78 del DL 25 giugno 2008, n.112, convertito dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, dispone la nomina del Sindaco di Roma a “commissario straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria del Comune e delle società da esso partecipate…..e per la predisposizione ed attuazione di un piano di rientro dall’indebitamento pregresso”;

L’art. 5, comma 1, del DL 7 ottobre 2008, n. 154, convertito dalla Legge 4 dicembre 2008, n. 189, provvede alla assegnazione di un contributo ordinario di 500 milioni per l’anno 2008, “finalizzato al rimborso alla Cassa depositi e prestiti della somma erogata a titolo di anticipazione finanziaria ai sensi dell’art 78, comma 8, del DL 25 giugno 2008…. Al rimborso provvede direttamente il Ministero dell’economia e delle finanze, in nome e per conto del Comune di Roma.”;

-         L’art. 5, comma 3, del DL 7 ottobre 2008, n. 154, convertito dalla Legge 4 dicembre 2008, n. 189, dispone inoltre che “In sede di attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, a decorrere dall’anno 2010 viene riservato prioritariamente a favore di Roma Capitale un contributo annuale di 500 milioni di euro, anche per le finalità previste dal presente comma, nell’ambito delle risorse disponibili”;

-         Con DPCM del 5 dicembre 2008 – il cui testo non è stato pubblicato in GU  – viene approvato il piano di rientro e l’individuazione delle coperture;

-         A seguito dell’approvazione di un emendamento in occasione dell’esame parlamentare del ddl di conversione del DL 2/2010, viene inserito, all’art. 4, il seguente  comma:

-                “8-bis. Con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri,  da emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto, e’ nominato un Commissario straordinario del Governo per la gestione del piano di rientro di cui all’articolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e  successive modificazioni, gestito con separato bilancio e approvato con  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2008. A  partire dalla data di nomina del nuovo Commissario, il sindaco del comune  di Roma cessa dalle funzioni di Commissario  straordinario  del  Governo per la  gestione  dello  stesso  piano  di  rientro.  Il  Commissario straordinario del Governo procede alla definitiva ricognizione  della massa attiva e della massa passiva rientranti nel predetto  piano  di rientro. Per il comune  di  Roma,  con  decreto  del  Presidente  del Consiglio  dei  Ministri,  sono  fissati  i  nuovi termini  per   la deliberazione  del  bilancio  di  previsione  per  l’anno  2010,  per l’approvazione  del  rendiconto  relativo  all’esercizio  2009,   per l’adozione della delibera di cui all’articolo 193, comma 2, del testo unico delle leggi sull’ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e per l’assestamento  del bilancio  relativi  all’esercizio  2010.  Ai  fini  di  una  corretta imputazione al piano di rientro, con riguardo  ai  commi  2,  3  e  4 dell’articolo 248 e al comma 12 dell’articolo 255  del  citato  testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, il primo periodo del comma 3 dell’articolo 78  del  decreto-legge  n.  112  del  2008,convertito, con modificazioni,  dalla  legge  n.  133  del  2008,  si interpreta nel senso che la gestione commissariale del comune assume, con bilancio separato rispetto a  quello  della  gestione  ordinaria,tutte le obbligazioni derivanti da fatti o atti posti in essere  fino alla data del 28 aprile 2008, anche qualora le stesse siano accertate e  i  relativi  crediti  siano  liquidati  con  sentenze   pubblicate successivamente alla medesima data»;

l’approvazione dell’emendamento al DL 2/2010 è stata notoriamente e pubblicamente voluta e sollecitata dalla stessa amministrazione capitolina, a fronte della sua evidente incapacità nel gestire la situazione del bilancio, nonostante i numerosi provvedimenti adottati a livello governativo – e citati in premessa – compresa la nomina a commissario straordinario del sindaco Alemanno e l’approvazione del piano di rientro, avvenuta all’inizio di dicembre 2008;

-         numerosi articoli di stampa denunciano uno stato di grave pericolosità della situazione economica e finanziaria del Comune di Roma (il Sole 24 ore del 3 marzo parla di un debito di 12 e più miliardi di euro), mentre altri articoli fanno riferimento al mancato impegno – in assenza della manovra di bilancio per il 2010 – per una serie di servizi di pubblica utilità che non potranno così essere erogati ai cittadini;

-in ogni caso, la situazione appare precipitare in tempi rapidissimi: si è passati dai 6,8 miliardi di debito attribuiti alla precedente Giunta, ai 9,5 miliardi denunciati da Alemanno al momento del suo insediamento, agli attuali paventati 12 miliardi; il tutto in una situazione di totale mancanza di informazione e trasparenza, senza che sia stato mai pubblicato dal Commissario Alemanno il bilancio straordinario del Comune, quello dedicato al risanamento, malgrado il Parlamento, in sede di approvazione del decreto 2/2010, abbia approvato un ordine del giorno che lo impegnava a farlo;

per sapere

- Quale sia ad oggi l’effettiva entità del debito del comune di Roma, e come esso sia composto;

-in particolare se, in base alle informazioni di cui è in possesso il governo, corrisponde a verità che il debito sia aumentato di oltre 3 miliardi di euro in regime di commissariamento tuttora in corso affidato allo stesso sindaco Alemanno, rispetto alla quantificazione ufficiale delle passività rilevate per il periodo antecedente al 28 aprile 2008. Quantificazione, che egli aveva fornito ufficialmente nel settembre 2008, di 1,8 miliardi di euro di “extradeficit” da sommare a un debito di ammortamento pari a circa 6,9 miliardi di euro, per un disavanzo complessivo di circa 8,6 miliardi di euro.

- se sia stata messa in atto da parte dei Ministeri dell’Interno e dell’Economia l’attività di monitoraggio e di controllo sull’attuazione del piano, espressamente prescritta dall’art. 6 comma 1 del DPCM 5 dicembre 2008, che prevede la comunicazione trimestrale da parte dell’autorità commissariale dei flussi di cassa, degli incassi e dei pagamenti. In caso affermativo, cosa risulti  da tali relazioni non essere stato messo in opera rispetto a quanto previsto nel piano di rientro.

Se non ritenga  che tutte le informazioni relative al bilancio degli enti locali, ai sensi del TUEL, dovrebbero essere portate a conoscenza dei cittadini, e che questo valga in particolare  nel caso di Roma, il cui statuto peraltro  già recepisce tale principio,  considerata la situazione di preoccupazione ed incertezza fortemente avvertita dalla cittadinanza romana; preoccupazione aggravata anche dalle recenti affermazioni pubbliche   del Commissario  straordinario del governo e dell’assessore al Bilancio, Maurizio Leo (che è anche deputato Pdl), che hanno candidamente dichiarato  di aver perso il polso della situazione e di aver bisogno della nomina di un nuovo commissario per ri-quantificare la massa attiva e quella passiva.

Se in ultimo, a giudizio del Presidente del Consiglio, non si appalesi dietro le complesse e talora oscure procedure sopra menzionate un’operazione tendente a trasferire allo Stato il debito del Comune di Roma, anche quello prodotto e accumulato dalla Giunta in carica, con ciò dando al presunto risanamento delle finanze capitoline il valore di un intervento a carico dei contribuenti italiani, senza dunque attivazione alcuna di quella strategia del buongoverno a cui, fin dall’inizio del mandato, si è voluta richiamare il Sindaco Alemanno.

Emma Bonino

Luigi Zanda

Lucio D’Ubaldo

Riccardo Milana

Lionello Cosentino

Mario Gasbarri

Franca Chiaromonte

Achille Passoni

Donatella Poretti

Claudio Micheloni

Marilena Adamo

Fabrizio Morri

Roberto Di Giovan Paolo

Raffaele Ranucci

Vincenzo Vita

Marco Perduca

La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 27 aprile alle 20,30 in via di Torre Argentina 76.

Ordine del giorno:

- rilancio della battaglia per l’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati su scala comunale:

° accesso agli atti su indennità,  stato patrimoniale e spese elettorali dei consiglieri;

° presenza in consiglio comunale

- iniziativa sul bilancio comunale

- varie ed eventuali

Le riunioni sono aperte a tutti

L’audiovideo:

http://dotsub.com/view/44bdfd05-9a3c-4dee-972b-d87aa16ff3eb

DIFFIDIAMO SINDACO, PREFETTO E POLIZIA MUNICIPALE, DEVONO ESSERE RIMOSSE AL PIU’  PRESTO LE AFFISSIONI ABUSIVE

Di fronte alla scempio di interi quartieri della capitale e del suo centro storico, massicciamente deturpati da affissioni elettorali abusive collocate illegalmente su palazzi storici, su pensile delle fermate di autobus, su ogni spazio di affissione comunale e privato, abbiamo ritenuto necessario diffidare il Sindaco di Roma, il Prefetto, e il Comandante dall’omettere azioni urgenti per rimuovere i manifesti in maniera sufficiente e adeguata al rispetto della legge e al ripristino di un minimo di regolarità della campagna elettorale, anche sotto questo profilo. E’ un loro obbligo di legge.

Ancora nella notte scorsa e ben oltre le 24 di venerdì venivano affissi manifesti anche sugli edifici di fronte alla scalinata del Campidoglio. Il sindaco Alemanno è immobile e non riesce a garantire alla città una presenza e un’azione da parte dell’istituzione comunale ma solo la continua confusione tra il ruolo istituzionale e quello di uomo politico in campagna elettorale.

Del resto la stragrande maggioranza delle affissioni selvagge sono a sostegno della candidata Polverini.

CAMPIDOGLIO, RIMOZIONE MANIFESTI ABUSIVI (ANSA) – ROMA, 27 MAR -

«Il Gabinetto del Comune di Roma ha dato mandato agli organi competenti di verificare la presenza di manifesti elettorali abusivi e, qualora presenti, provvedere alla loro immediata rimozione». Lo fa sapere, in una nota, l’Ufficio Stampa del Campidoglio. (ANSA)

La riunione settimanale dell’associazione radicaliroma è convocata per martedì 23 marzo alle ore 20,30 nel salone di Via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.

Ordine del giorno:

- ultimi giorni di campagna elettorale

- varie ed eventuali

Ecco il link dell’audiovideo della riunione:

http://video.libero.it/app/play?id=51093cd024329cc53464e6d99dad349d

La decisione del movimento radicale di presentare liste Bonino Pannella in tutte le regioni italiane in cui si sarebbe andati al voto, decisione presa già molti mesi fa e ufficializzata formalmente nel corso dell’ultimo congresso di Radicali italiani del novembre scorso, ha preso corpo nel Lazio con la candidatura di Emma Bonino. L’urgenza che era ed è alla base di quest’iniziativa e di questa candidatura, a sostegno della quale sono poi confluite le forze politiche del centrosinistra, sta nel tentativo, tutt’altro che facile, di dare un contributo che segni una svolta rispetto al degrado in cui il sistema politico italiano ha gettato le istituzioni determinando la sfiducia, se non la disperazione, di larga parte degli elettori. In questo senso si tratta di elezioni con una forte valenza politica, non solo per le ampie e fondamentali competenze attribuite alle regioni in seguito alla riforma del titolo V della Costituzione, ma perché attraverso questo confronto elettorale riusciremo forse a porre al centro del dibattito e dell’azione politica alcune priorità proprie dell’approccio radicale alla politica.

Le nostre priorità sono l’affermazione dello stato di diritto e della legalità innanzitutto nella condotta delle istituzioni, dei partiti e di tutti i soggetti che concorrono alle decisioni politiche e all’amministrazione pubblica. Senza queste condizioni, al momento negate ai cittadini italiani e alla vita pubblica del nostro paese, non può esserci democrazia né partecipazione democratica. È per questo che, sin dall’inizio, questa sfida è stata da noi combattuta con lo sforzo di presentare proposte politiche e programmatiche, su cui troverete riferimenti nell’articolo di Massimiliano Iervolino, adatte ad affrontare i gravi problemi propri della nostra regione, ma con la consapevolezza che occore affermare la certezza del diritto e delle regole altrimenti anche il migliore e più avanzato programma sarà vanificato e reso astratto e inattuabile.

È in quest’ottica che, soli nel panorama politico italiano, dall’inizio di gennaio quando è stata ufficializzata la candidatura di Emma Bonino alla metà di marzo, cioè a due settimane dal voto abbiamo denunciato: le modifiche che in molte regioni venivano apportate alle leggi elettorali regionali in prossimità della scadenza elettorale, le gravi e reiterate omissioni da parte delle istituzioni e di altri soggetti (Ministero dell’Interno, comuni, Rai) rispetto agli obblighi di legge sulle procedure ineretni la presentazione delle liste, i falsi commessi dalle forze politiche nell’atto di presentare le liste stesse, la negazione delle quattro settimane di campagna elettorale previste dalla legge. Emma Bonino con la sua iniziativa nonviolenta di sciopero della fame e della sete ha fatto emergere una situazione di negazione dei requisiti minimi di legalità che devono essere alla base di una competizione elettorale, e ha dato risalto a un panorama di scorrettezze, di prepotenze, di degrado civile di cui la vicenda della lista Pdl della provincia di Roma è la coerente rappresentazione.

Il metodo, le convinzioni, le idee e la cocciutagine che hanno contraddistinto questi ultimi mesi di iniziativa politica radicale sono quelli di sempre e sono quelli con cui sul territorio romano e laziale l’associazione Radicali Roma ha operato negli ultimi anni. La battaglia sulle unioni civili al Comune di Roma, la delibera di iniziativa popolare per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e dei Nominati, la campagna per gli 8 referendum regionali il comitato Nathan, sono solo alcune delle principali iniziative intraprese.

Per tutti questi motivi ti invitiamo a votare Emma Bonino alla presidenza della regione Lazio e a votare lista Bonino Pannella per il consiglio regionale, perché una rivolta nonviolenta, morale, politica, sociale, è necessaria e ti è necessaria.

Riccardo Magi

segretario di Radicaliroma, candidato per la lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nel Lazio

La candidatura di Emma Bonino nel Lazio, inizialmente posta dal solo movimento Radicale come propria e specifica espressione di rappresentanza, è divenuta nel giro di poche ore condivisa da tutte le forze laiche, riformiste e diciamo di “centro-sinistra”, con il PD in testa.

Questo avvenimento, che avrà sicuramente colto i più di sorpresa anche per il suo repentino avversari, riconosce una duplice genesi. Da una parte senz’altro lo spessore di Emma Bonino come politico capace, conosciuto, integro e determinato, già in grado di dimostrare negli anni una non comune capacità di governo delle cose, sia ministeriali che internazionali. Carisma, prestigio e capacità aggregativi hanno fatto rapidamente della Bonino la soluzione ideale per uscire dalle secche in cui, localmente, PD ed alleati si erano arenati nella ricerca di un candidato Governatore.

Ma c’è dell’altro: sul territorio romano ed anche laziale da qualche anno opera con una certa efficacia l’Associazione dei Radicali Roma, che, soprattutto negli ultimi 18 mesi, ha saputo mettere in pratica una politica bivalente, fatta di interlocuzione critica con le amministrazione e di ricerca costante del dialogo e delle convergenze con diverse formazioni politiche, ma anche associative, verso obiettivi specifici.

Nel gennaio 2009 alcuni dei compagni dell’Associazione, insieme appunto a figure politiche con riferimento nel PD, fra i repubblicani, la lista Di Pietro ed il mondo ecologista, costituirono quel Comitato di Iniziativa Politica Ernesto Nathan, che dall’eponimo esprimeva un programma di convergenze su obiettivi di laicità, diritti e trasparenza.

Proprio da quella breve ma intensa esperienza scaturì poi l’iniziativa di promuovere quegli 8 referendum regionali, che, per la prima volta anche propositivi, pur fallendo nell’obiettivo della raccolta firma, hanno avuto il pregio di porre al centro dell’agenda politica locale alcuni dei temi da noi sollevati: rifiuti, diritti civili, vincoli paesistici, sanità.

Prova ne è che da luglio in poi proprio Radicali Roma ed i promotori referendari sono stati convocati e coinvolti negli incontri preliminari e programmatici con le forze del centro sinistra, in vista delle Regionali; questo sia prima che dopo le improvvise e per certi versi traumatiche dimissioni del Presidente Marrazzo.

I Radicali romani, insomma, hanno saputo occupare la scienza politica romana e laziale con iniziativa ed interlocuzioni di lungo respiro; e questo, se proprio non ha determinato, ha sicuramente facilitato la convergenza sul nome di Emma Bonino.

Per ora le prospettive elettorali sono rosee, ma ciò che ci dà fiducia è la certezza che, in qualunque scenario si prefigurasse dal 30 marzo, Radicali Roma sarà essere promotrice ed artefice di iniziativa politica.

di Demetrio Bacaro,
membro di Giunta di RadicaliRoma
candidato per la lista Bonino Pannella alle elezioni regionali nel Lazio

La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza: agisce inibendo o alterando la qualità dell’ovulazione e non interferendo in alcun modo sull’impianto dell’ovulo fecondato. Il metodo, che ha un’efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l’impianto dell’ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l’assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza.

In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta con ricetta nominale non ripetibile prescritta da un medico: pertanto in caso di necessità è necessario rivolgersi obbligatoriamente a un medico, con tutte le difficoltà (sia di ordine pratico che di ordine psicologico) che si ricollegano a tale eventualità. In molti Paesi europei la contraccezione d’emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente.

Un’altra peculiarità del nostro Paese riguarda l’obiezione di coscienza, che è prevista soltanto dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza (e che quindi prevede una gravidanza accertata), ma secondo un parere non vincolante del Comitato Nazionale per la Bioetica potrebbe essere estesa alla prescrizione della pillola del giorno dopo (in assenza di una gravidanza accertata).

Sono segnalati in tutta Italia casi di ospedali che negano la prescrizione della pillola del giorno dopo nei momenti critici in cui non è reperibile né il medico nel consultorio familiare, né il medico di base (per esempio durante i finesettimana), adducendo come motivo l’obiezione di coscienza dei medici di turno.

E’ ormai da anni che l’Associazione Radicaliroma si occupa del problema della reperibilità di un medico per la prescrizione della pillola del giorno dopo nei week-end. Nel 2008 abbiamo prodotto e pubblicato un documento di straordinario interesse che mette a nudo la situazione di illegalità diffusa in cui versano gli ospedali romani e il disagio dei cittadini ai quali viene negato un servizio in circa la metà dei casi analizzati: uno scenario rappresentativo del più generale quadro nazionale. La video inchiesta realizzata dall’associazione Radicaliroma la puoi vedere al link: http://www.fainotizia.it/2008/09/09/pillola-giorno-dopo. Uno stralcio di questa nostra videoinchesta è stato pubblicato in grande evidenza anche sul sito di “La Repubblica”. Nel 2009 abbiamo effettuato una seconda video inchiesta, che ha dato risultati sostanzialmente identici alla precedente e che è stata vista in anteprima, secondo i dati auditel, dai 2 milioni e 655 mila spettatori della trasmissione “La vita in diretta” di Venerdì 27 Novembre 2009.

Noi chiediamo che la contraccezione di emergenza sia venduta senza ricetta, come ormai avviene in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Israele, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Tunisia, Regno Unito e molti altri paesi extra-europei. Le ragioni della nostra richiesta sono essenzialmente due: non vi è bisogno di nessuna diagnosi; non vi sono controindicazioni mediche alla sua assunzione. Inoltre, tutti gli altri farmaci venduti senza ricetta risultano essere più pericolosi del farmaco in questione. Fra l’altro, la vendita senza ricetta non esclude consultazioni mediche in caso di necessità.

E’ importante che l’accesso alla contraccezione di emergenza avvenga nel più rapido tempo possibile, prima che si verifichi l’ovulazione, riducendo così la probabilità di gravidanza fino al 95%. Questa misura da sola comporterebbe una riduzione di almeno 20.000 aborti annuali.

Luca Placidi

presidente di Radicaliroma e candidato al Consiglio regionale del Lazio per la Lista Bonino-Pannella

La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 16 marzo alle ore 20,30 nel salone di Via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.

Ordine del giorno:

- mobilitazione per la campagna elettorale. Tavoli e iniziative a sostegno della lista Bonino Pannella

- varie ed eventuali

Ecco l’audiovideo

http://video.libero.it/app/play?id=4313926a4fc3336a5bafd3a81239c657