Domani 17 maggio alle ore 15 i promotori della delibera di iniziativa popolare per il “Riconoscimento delle unioni civili e sostegno alle nuove forme familiari” depositeranno le oltre 7000 firme di cittadini che chiedono a Roma Capitale di adottare, per quanto di competenza del comune, questo provvedimento di civiltà. 
 
Il deposito avviene nella Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia e a due giorni dalla Giornata internazionale della famiglia, proprio a sottolineare il senso della nostra iniziativa. 

Le migliaia di cittadini che hanno firmato chiedono alle istituzioni di fare qualcosa “per la vita” e “per la famiglia” – che non sono monopolio ideologico dei talebani con la croce in mano che hanno marciato domenica scorsa a Roma – ma sono le scelte di vita di milioni di persone, scelte libere e responsabili. Il ritardo italiano nel campo dei diritti civili è enorme e i cittadini ne hanno consapevolezza. Il riconoscimento delle nuove forme familiari non può attendere oltre, anche perché l’Italia è tra gli ultimi paesi europei (unico dell’Europa occidentale) a non avere una legge in merito, sebbene la stessa UE ce lo chieda, con la sua Carta dei diritti fondamentali e con la vasta legislazione in materia di antidiscriminazioni e ce lo chiedano la nostra Costituzione e le pronunce della Consulta e della Cassazione.  

Dalle città (a Milano è in corsa la raccolta di firme su una proposta analoga) intendiamo dare un segnale e un aiuto anche al parlamento che sta esaminando in questi giorni in commissione proposte sulle unioni civili, il matrimonio omosessuale e la riforma del diritto di famiglia. 
La nostra proposta non esula dalle competenze dei comuni e non è anticostituzionale, come si affannano ad affermare ogni giorno gli oppositori, al contrario va nella direzione di sanare una lesione dei diritti civili e non lede minimamente i diritti di chi è componente di una famiglia basata sul matrimonio. 

L’iniziativa partita da Radicali Roma e dall’Associazione Radicale Certi Diritti ha avuto da subito tra i promotori moltissime assocazioni e soggetti: Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Sel Roma Area metropolitana, Forum queer Sel, Uaar Roma, Giovani Idv, Arcigay Roma, Gay Center, Consulta romana per la laicità delle istituzioni, Arcilesbica Roma, Agedo Roma, Roma Rainbow Choir, QueerLab, PianetaQueer.it, Famiglie Arcobaleno, Yellow Sport, Fondazione Massimo Consoli, Gayroma.it, DiGayProject, Luiss Arcobaleno, Gay & Geo gruppo trekking Roma, A.F.F.I. Associazione Federativa Femminista Internazionale della Casa Internazionale delle Donne, Associazione Riprendiamoci la politica , Psi Roma, Giovani Democratici, Pd XV municipio, TILT, Nuova proposta (donne e uomini omosessuali cristiani) e molti altri.


Al termine del deposito, alle ore 16 circa, i rappresentanti del comitato promotore incontreranno la stampa in piazza del Campidoglio.

 

Nell’ambito dell’iniziativa popolare per il riconoscimento delle unioni civili /famiglie di
fatto da parte di Roma Capitale, abbiamo deciso di fare delle affissioni sugli impianti comunali per aiutare l’iniziativa
nelle ultime settimane di raccolta firme e per far sapere ai cittadini che possono firmare.
Abbiamo stampato i manifesti e poi abbiamo prenotato gli spazi all’ufficio affissioni del Comune di Roma, dove si pagano in anticipo. Oltre al prezzo della stampa, (1000 euro circa), abbiamo speso circa 500 euro di tasse di affissioni, provenienti dall’autofinanziamento raccolto ai tavoli per strada, cioè il contributo di 1 o 2 euro che lascia chi firma e investiti così, per informare i cittadini.
Ogni singolo spazio assegnato con tanto di indirizzo è nei due elenchi che trovate allegati. I manifesti sono stati affissi dal servizio comunale nella notte tra il 22 e il 23 aprile.

Dopo nemmeno 12 ore dall’affissione, gli impianti comunali in centro (quello della foto è in via IV Novembre), che dovrebbero esporre esclusivamente il nostro manifesto fino al 2 maggio, erano già occupati abusivamente dal manifesto “Amministrazione Alemanno sta con gli inquilini…”
Non sono durati nemmeno un giorno e noi abbiamo pagato per 10 giorni!!

Nei giorni successivi abbiamo constatato che la totalità degli spazi pagati erano stati coperti abusivamente da affissioni politiche.
La cosa è di per sè grave: si danneggia un’iniziativa popolare e si danneggia chi ha già pagato al Comune la tassa e a
farlo è persino il sindaco in persona.

La cosa è ancora più grave se si considera l’appello contro le affissioni politiche
abusive fatto da Alemanno e gli inviti che ci ha inviato – a tutte le forze politiche, sindacali e associative – a incontrarci per affrontare insieme il “fenomeno delle affissioni abusive e fuori spazio che ha assunto, purtroppo, una connotazione preoccupante dal punto di vista del decoro urbano, a detrimento dell’immagine della città”.
Un invito che non ha nessuna credibilità se non è preceduto dall’interruzione delle affissioni abusive e dalla sanzione
di tutti gli abusi. Non c’è da accordarsi e da spartirsi gli spazi. C’è da rispettare la legge e il regolamento e rispettare chi
paga. Tra l’altro in un mese ci ha inviato due inviti a incontrarci e ancora non si è capito dove e quando…


Non è solo una questione di decoro ma di legalità e di evasione dei diritti di affissione. Il 23 aprile stesso ho chiesto ai
vigili in servizio a piazza Venezia di verbalizzare l’occupazione abusiva dello spazio. Dopo qualche resistenza lo
hanno fatto.

Radicali Roma chiederà il risarcimento delle spese e i danni sia al Comune che ai soggetti pubblicizzati nei manifesti (in
questo caso il Pdl di Roma e Lazio ma anche gli altri che ci hanno coperto).

Comunicato stampa del Comitato “Roma Sì Muove”

Con il deposito degli 8 quesiti da parte del comitato “Roma Sì Muove” si è avviato formalmente l’iter referendario con il quale intendiamo portare la città a dibattere e a esprimersi direttamente su problemi centrali per lo sviluppo e per il futuro della città. Intendiamo cioè dare ai cittadini la possibilità di pronunciarsi su scelte di governo della città non più rinviabili che rischiano di essere messe in ombra dal “totosindaco” sui nomi dei candidati alle prossime amministrative.

Gli 8 referendum cittadini proposti, sulla cui ammissibilità dovrà ora pronunciarsi la Commissione per i referendum del Comune di Roma, mirano a impegnare le future amministrazioni su: 1) riduzione del traffico e smog attraverso il potenziamento del trasporto pubblico e del car sharing, il rilancio degli investimenti sulle tramvie, la creazione di una zona libera dal traffico privato, il raddoppio delle pedonalizzazioni e della rete ciclabile in tempi rapidi e certi, la definizione di percorsi obbligatori dei pullman turistici; 2) un piano straordinario per lo stop al consumo del territorio, contribuendo a superare l’emergenza abitativa e a migliorare la dotazione di verde pubblico; 3) attuazione della strategia “rifiuti zero” attraverso la riduzione della produzione di RSU, il riuso dei beni recuperabili, la raccolta differenziata spinta porta a porta su tutto il territorio comunale, la dotazione adeguata di impianti di compostaggio, l’incompatibilità tra gestione della raccolta e gestione dello smaltimento dei rifiuti (inceneritore/discarica) e l’adozione di un sistema tariffario fondato sulla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti dall’utente (tariffa puntuale); 4) il libero accesso dei bagnanti al mare, limitando la presenza di strutture permanenti sugli arenili e la loro sostituzione con strutture rimovibili; 5) un modello di erogazione dei servizi alla persona (asili nido e assistenza domiciliare per disabili e anziani) che, pur potenziando il servizio pubblico, privilegi la libertà di scelta del cittadino anche attraverso l’erogazione di buoni spendibili in strutture qualificate; 6) una serie di interventi volti a ridurre i costi e a garantire una maggiore trasparenza dell’amministrazione, in particolare attraverso  l’abolizione dei consigli di amministrazione delle società al 100% di Roma Capitale  e il conferimento delle funzioni a un Amministratore unico, l’adozione del bilancio consolidato, che comprenda i risultati della gestione di ogni ente e società dipendente o controllato da Roma Capitale; l’obbligo per l’amministrazione di Roma Capitale, ivi comprese le società controllate, di rendere disponibili su internet in formato aperto (Open Data) tutti i dati in proprio possesso; 7) l’istituzione di un registro dei testamenti biologici che raccolga le disposizioni anticipate di trattamento sanitario e di fine vita dei cittadini che intendano depositarle; 8) riconoscimento, tutela e sostegno alle nuove forme familiari e alle unioni civili al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità e pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse da Roma Capitale.

Il comitato referendario “Roma Sì muove” promosso da Mario Staderini, Angelo Bonelli e Umberto Croppi ha già ricevuto e sta ricevendo il supporto di personalità e di comitati e associazioni di cittadini. Hanno già aderito Stefano Leoni, presidente nazionale del Wwf, l’urbanista Paolo Berdini, Emiliano Marra e Michelangelo Alimenti del comitato Salvaciclisti, Antonio Tamburino, gia’ coordinatore della commissione per il Piano strategico della mobilita’ sostenibile di Roma Capitale, Mina Welby, copresidente dell’associazione Luca Coscioni e molti altri.

Il segretario generale del comune di Roma si è impegnato con i rappresentanti del comitato referendario a convocare immediatamente la Commissione che dovrà giudicare l’ammissibilità dei quesiti affinché, ben prima del termine di un mese previsto dallo statuto, si abbia il giudizio e si possa quindi avviare la raccolta delle 50 mila firme necessarie.

Aderisci e partecipa alla Seconda Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà

 

Per chiedere al Parlamento un impegno concreto e solerte, adeguato ad affrontare le drammatiche condizioni in cui versano la giustizia e le carceri nel nostro Paese.

Oggi ancora più di sei anni fa, ormai da decenni, si tratta di una delle più grandi questioni sociali in Italia, fonte continua di condanne – ripetutamente sin dal 1980 – da parte delle Corti di Giustizia europea e internazionali, per violazione dei diritti umani fondamentali.

 

Modalità di svolgimento e percorso: 

10:00 concentramento in lungotevere della Farnesina, altezza Carcere di Regina Coeli;

10:30 partenza della Marcia da lungotevere della Farnesina

  • lungotevere della Farnesina;
  • piazza della Rovere;
  • ponte Principe Amedeo (l’attraversamento del lungotevere è previsto tra le 10:50 e le 11);
  • via Acciaioli;
  • corso Vittorio Emanuele;

11:30 corso Rinascimento (il mezzo prosegue e lascia i manifestanti > via Zanardelli, Lungotevere, via Tomacelli, via del Corso, p.za San Silvestro)

  • via del Salvatore;
  • via Giustiniani;
  • piazza del Pantheon;

12:00 via degli Orfani;

  • piazza Capranica;
  • via in Acquiro;
  • p.za Montecitorio;
  • via della Colonna Antonina;
  • via del Corso;
  • largo Chigi;

12:30 arrivo in piazza San Silvestro e fase statica (e conclusiva) della manifestazione, con i comizi dei leader radicali (tra cui l’on. Marco Pannella e la Vicepresidente del Senato, Emma Bonino) e dei rappresentanti delle associazioni aderenti;

14:30 termine della manifestazione.

 

http://www.radicali.it/primopiano/20120321/seconda-marcia-l-amnistia-giustizia-libert-natale-2005-pasqua-2012

 

COMITATO REFERENDARIO

 

 ROMA SI’ MUOVE

 

Iniziativa popolare referendaria per la qualità dell’ambiente e la mobilità sostenibile di Roma,
capitale dei diritti e dei servizi alla persona

I Referendum delineano un governo della città che interessa i sistemi della mobilità, del verde,
dell’uso dello spazio urbano, dei rifiuti, dell’erogazione di servizi, della tutela delle scelte di vita dei
cittadini.
Per una Roma davvero capitale, per la qualità della vita e dell’ambiente.

 

1) MENO TRAFFICO, MENO SMOG

Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento del trasporto pubblico e del car sharing (2.000
veicoli entro il 2015), il rilancio degli investimenti sulle tramvie, la creazione di una zona libera dal
traffico privato, il raddoppio delle pedonalizzazioni e della rete ciclabile, la definizione di percorsi
obbligatori dei pullman turistici.

 

2) MOBILITÀ SU FERRO

Trasformazione dei treni per il trasporto pendolare in linee metropolitane.
Predisporre un piano di interventi entro il 2013 che porti all’adeguamento della tecnologia, la
chiusura dell’anello ferroviario, la riqualificazione delle stazioni urbane Ostiense, Tuscolana,
Nomentana e il raddoppio delle linee per Fiumicino, Ciampino-Casilina-Velletri, Ostiense-
Tuscolana.

 

3) + VERDE – CEMENTO

Piano straordinario per lo stop al consumo del territorio, contribuendo a superare l’emergenza
abitativa e a migliorare la dotazione di verde pubblico, anche garantendo ogni raggio di 500 metri
un’area “attrezzata” per bambini, anziani e disabili.

 

4) RIFIUTI ZERO

Revisione delle politiche comunali sui rifiuti e del piano industriale dell’AMA, in particolare la
riduzione della produzione di RSU, il riuso dei beni recuperabili, la raccolta differenziata spinta
porta a porta su tutto il territorio comunale, la dotazione adeguata di impianti di compostaggio,
incompatibilità tra gestione della raccolta e gestione dello smaltimento dei rifiuti (inceneritore/
discarica), obiettivo sistema tariffario fondato sulla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti
dall’utente (tariffa puntuale).

 

5) MARE LIBERO E NAVIGAZIONE TEVERE

Libero accesso dei bagnanti al mare, limitando la presenza di strutture permanenti sugli arenili e la
loro sostituzione con strutture rimovibili. Nuovo piano di utilizzazione degli arenili che garantisca
la visibilità al mare e il riequilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere.

Ripristino della navigabilità del Tevere e sua valorizzazione storica, ambientale, urbanistica

 

6) WELFARE DEI SERVIZI ALLA PERSONA

Più liberta di scelta, qualità e personalizzazione dei servizi.

Asili nido: erogazione di buoni alle famiglie che non accedono agli asili pubblici da spendere in
strutture accreditate; aumento del 5% l’anno degli utenti coperti dal servizio gestito direttamente dal
Comune.

 

7 ) FAMIGLIE DI FATTO E TESTAMENTO BIOLOGICO

Servizi ai cittadini in tema di espressione e riconoscimento delle scelte di vita:

● l’istituzione di un registro dei testamenti biologici che raccolga le disposizioni anticipate
di trattamento sanitario e di fine vita dei cittadini che intendano depositarle

● il riconoscimento delle famiglie di fatto e il sostegno alle nuove forme familiari al fine di
superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità e pari condizioni di accesso
ai servizi ed alle attività promosse da Roma Capitale

 

8) RIDUZIONE COSTI E TRASPARENZA

Interventi volti a ridurre i costi dell’apparato amministrativo, a garantire una maggiore
responsabilità del governo della città e promuovere la trasparenza e la partecipazione informata dei
cittadini

- l’abolizione dei consigli di amministrazione delle società in house e conferimento delle
funzioni a un Amministratore unico

- Open Data: l’obbligo per l’amministrazione di Roma Capitale, ivi comprese le società
controllate, di rendere disponibili su internet in formato aperto tutti i dati in proprio possesso
con priorità alla documentazione relativa alla spesa pubblica e al patrimonio

- l’obbligo di pubblicare sul sito del Comune ogni singolo atto della sequenza
procedimentale finalizzata all’affidamento di un appalto pubblico

http://www.romasimuove.it/

CONSIGLIERI DI ROMA CAPITALE FIRMANO E SOSTENGONO LA PROPOSTA DI INIZIATIVA POPOLARE PER RICONOSCIMENTO DELLE FAMIGLIE DI FATTO. CONTINUA LA MOBIILITAZIONE IN TUTTA LA CITTA’.

 

Dichiarazione di Riccardo Magi segretario di Radicali Roma

 

I consiglieri comunali di Roma Capitale Monica Cirinnà, Gemma Azuni, Paolo Masini, Gianluca Quadrana, Massimiliano Valeriani, Antongiulio Pelonzi, Dario Nanni, hanno firmato la proposta di delibera di iniziativa popolare e sostengono l’iniziativa Teniamo Famiglia per il riconoscimento delle famiglie di fatto/unioni civili lanciata da Radicali Roma e dall’associazione Radicale Certi Diritti e promossa da decine di associazini e organizzazioni politiche di Roma.

 

 

Come primo firmatario della proposta ringrazio i consiglieri che con questo gesto sostengono la delibera di iniziativa popolare per il riconoscimento e la valorizzazione delle famiglie di fatto al pari delle altre forme familiari e chiede al comune di considerarle in tutte le sue politiche senza discriminazioni rispetto alle forme più antiche di famiglia, per quanto riguarda i diritti garantiti, l’erogazione di servizi, i sostegni alla famiglia.

 

In attesa che il legislatore nazionale intervenga con una riforma del diritto di famiglia, anche in ossequio alle recenti pronunce delle istituzioni europee e della Corte di Cassazione, un atto come questo non esula dalle competenze dei comuni e non è anticostituzionale, come si affannano ad affermare ogni giorno gli oppositori, anzi al contrario va nella direzione di colmare un lesione dei diritti civili e non lede minimamente i diritti di chi è componente di una famiglia basata sul matrimonio. 

 

L’iniziativa partita da Radicali Roma e dall’Associazione Radicale Certi Diritti ha avuto da subito tra i promotori moltissime associazioni – Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Sel Roma Area metropolitana, Forum queer Sel, Uaar Roma, Giovani Idv, Arcigay Roma, Gay Center, Consulta romana per la laicità delle istituzioni, Arcilesbica Roma, Agedo Roma, Roma Rainbow Choir, QueerLab, PianetaQueer.it, Famiglie Arcobaleno, Yellow Sport, Fondazione Massimo Consoli, Gayroma.it, DiGayProject, Luiss Arcobaleno, Gay & Geo gruppo trekking Roma, A.F.F.I. Associazione Federativa Femminista Internazionale della Casa Internazionale delle Donne, Riprendiamoci la poiltica – e molti altri soggetti si stanno unendo a noi.

 

A un mese dal termine della raccolta firme ci avviciniamo alle 5mila firme necessarie ma serve un segnale ancora più forte dai cittadini per portare le istituzioni a colmare il ritardo che abbiamo rispetto al resto d’Europa.

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario Radicali Roma

Se i politici e i ginecologi italiani fossero davvero preoccupati, come dicono di essere, dal fatto che molte donne acquistino la “pillola dei cinque giorni dopo” sul web senza ricetta, dovrebbero attivarsi immediatamente affinché alla contraccezione d’emergenza “normale”, cioè alla classica pillola del giorno dopo, si possa accedere senza dover affrontare un calvario.
Se si costringono le donne a vere e proprie vie crucis notturne da un ospedale all’altro, come documentato da Radicali Roma in una videoinchiesta già due anni fa, se si invocano fantomatiche obiezioni di coscienza, se si sollevano ineffabili questioni di lana caprina sulla difesa della vita umana, se le si sottopongono a inenarrabili mortificazioni personali per ottenere quello che rappresenta a tutti gli effetti un loro diritto, come si fa a meravigliarsi quando quelle donne risolvono il problema da sole utilizzando internet?
Si ha davvero a cuore la salute delle donne? Allora si smetta subito di imporre la propria coscienza sulla loro, si garantisca la contraccezione d’emergenza in tutti gli ospedali e si facciano rispettare i loro diritti. Altrimenti non ci si lamenti se le donne, messe con le spalle al muro, finiscono per provvedere da sole.

FAMIGLIA E DIRITTI, DA CENSIS E EUROPARLAMENTO LA CONFERMA DEL RITARDO ITALIANO

Roma, 14 marzo 2012

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma

Il rapporto del Censis e il voto del Parlamento Europeo sono arrivati nello stesso giorno a richiamare le istituzioni e i partiti sull’arretratezza del nostro paese nel riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini, a prescindere dalla scelta di vita familiare che abbiano compiuto, e nella lotta a tutte le discriminazioni.

Da un lato il Censis, riconoscendo alla famiglia il ruolo di perno della comunità nazionale, fa riferimento a diversi “format” familiari e commenta che “le diverse modalità concrete di essere famiglia rispondono al bisogno crescente di avere una relazionalità significativa”. Dall’altro, il Parlamento europeo si esprime “contro le definizioni restrittive di famiglia che hanno lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli”.

In un sistema democratico ciò darebbe vita a un grande dibattito, che nel nostro Paese appare invece soffocato sul nascere, tanto il tema risulta dirompente per gli equilibri partitocratici di destra e di sinistra.

Il ritardo italiano nel campo dei diritti civili è enorme e i cittadini ne hanno consapevolezza, come dimostra l’ampio consenso popolare che continua riscuotere la campagna lanciata da Radicali Roma per il riconoscimento delle famiglie di fatto da parte delle istituzioni di Roma Capitale. Sono già migliaia, infatti, le firme raccolte sulla proposta di delibera popolare e oltre 20 mila gli accessi al blog dell’iniziativa teniamofamiglia.blogspot.com.

Ennesima dimostrazione che il Paese, quello reale, è molto più avanti della politica partitocratica.

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma

Riparte dalle città, Roma e Milano in testa, la richiesta di interventi immediati per colmare il divario tra il nostro paese e l’Europa sul fronte dei diritti civili.
Temi come il riconscimento delle famiglie di fatto, espulsi dal dibattito politico grazie alla classe dirigente di destra e di sinistra, non possono più aspettare e premono attraverso iniziative popolari partite in questi giorni a cominciare da Roma con la campagna “Teniamo famiglia”, lanciata da Radicali Roma e dall’associazione radicale Certi Diritti, con l’adesione di molti altri soggetti. I cittadini stanno rispondendo in modo massiccio perchè l’arretratezza del nostro paese è avvertita ormai da tutti.

In attesa di un intervento del Parlamento, i cittadini che stanno firmando a migliaia chiedono che Roma Capitale adotti anche la “famiglia anagrafica su vincolo affettivo” (così come definita dalla legge Regolamento anagrafico del 1989) per il riconoscimento dei diritti, dei benefici e dei servizi previsti ed erogati dall’amministrazione comunale.

Il riconoscimento delle nuove forme familiari non può attendere oltre, anche perché l’Italia è tra gli ultimi paesi europei (unico dell’Europa occidentale) a non avere una legge in merito, sebbene la stessa UE ce lo chieda, con la sua Carta dei diritti fondamentali e con la vasta legislazione in materia di antidiscriminazioni e ce lo chiedano la nostra Costituzione e le pronunce della Consulta. Ma uno schieramento reazionario, trasversale e con potere di veto, si ostina in una lettura funzionale all’arroccamento sulla formula della famiglia basata sul matrimonio, agitando lo spauracchio della lesione che questa potrebbe subire.

MA ALEMANNO NON AVEVA SALVATO ROMA DAL DISSESTO? MONTI CHIUDA PRESTO LA GESTIONE COMMISSARIALE
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma

Il tavolo tecnico tra Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Economia, Roma capitale e Rergione Lazio, sia l’occasione per fare luce su tutta la vicenda del debito del comune di Roma e su tre anni di gestione commissariale che ha operato al di fuori di ogni controllo democratico, non solo da parte del consiglio comunale – sollevato dalle proprie competenze a causa del commissariamento – ma anche da parte del parlamento al quale il precedente governo non ha mai fornito le informazioni sull’operato della gestione commissariale e persino sulla reale entità del debito del comune di Roma, nonostante le ripetute richieste da parte nostra con atti che ririsalgono addirittura a due anni fa.

La gestione commissariale del debito avviata da Berlusconi, Alemanno e Tremonti doveva essere l’uovo di colombo per evitare il dissesto finanziario di Roma, per evitare l’aumento della pressione fiscale, per fare luce sul debito accumulato garantendo ai cittadini la conoscenza e la trasparenza, per garantire ai creditori i propri diritti. Nessuno di questi obiettivi a distanza di quasi quattro anni dall’avvio della procedura è stato raggiunto.

A questo punto chiediamo al governo di avviare al più presto la chiusura della gestione commissariale  – sulla quale peraltro pendono giudizi amministrativi sulla legittimità della nomina del commissario e un giudizio di legittimità costituzionale – che ha rappresentato un’altra grave negazione della democrazia nel governo della Capitale.