Il 17 febbraio abbiamo depositato la proposta di delibera di iniziativa popolare (v. testo in allegato o di seguito..)
per il Riconoscimento delle unioni civili/famiglie di fatto e sostegno alle nuove forme familiari da parte del Comune di Roma.

 

Il testo della delibera è molto simile a quello approvato nel 2010 a Torino, a Napoli qualche giorno fa e al centro
della discussione a Milano in questi giorni, e adotta la definizione di “famiglia anagrafica” così come definita dal
Regolamento anagrafico nazionale (D.P.R. 223 del 1989) – in base alla quale per famiglia si intende un gruppo
di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincolo affettivo coabitanti ed
aventi dimora abituale nello stesso comune”.

 

Chiediamo quindi il riconoscimento e la valorizzazione della famiglia basata su vincolo affettivo al pari delle altre
forme familiari e chiede al comune di considerarla in tutte le sue politiche senza discriminazioni rispetto alle
forme “più antiche” di famiglia.
Così per i diritti garantiti, l’erogazione di servizi, sostegni alla famiglia.
Ciò in attesa che il legislatore nazionale intervenga con una riforma del diritto di famiglia che faccia recuperare al
nostro paese il divario rispetto al resto d’Europa.

 

L’iniziativa partita da Radicali Roma e dall’Associazione Radicale Certi Diritti ha avuto da subito tra i promotori
moltissime associazioni – Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Sel Roma Area metropolitana, Forum
queer Sel, Uaar Roma, Giovani Idv, Arcigay Roma, Gay Center, Consulta romana per la laicità delle istituzioni,
Arcilesbica Roma, Agedo Roma, Roma Rainbow Choir, QueerLab, PianetaQueer.it, Famiglie Arcobaleno, Yellow
Sport, Fondazione Massimo Consoli, Gayroma.it, DiGayProject, Luiss Arcobaleno, Gay & Geo gruppo trekking
Roma, Psi-Roma, Circolo Pd XV municpio, A.F.F.I.Associazione Federativa Femminista Internazionale della
Casa Internazionale delle Donne, Associazione, Riprendiamoci la politica.

 

Invitiamo tutti a sostenere questa campagna peri diritti civili mettendoci subito la faccia, mandando la
propria foto al blog

http://teniamofamiglia.blogspot.com/p/chi-siamo.html

e poi a metterci la firma !!!

La pagina Facebook sulla campagna: http://it-it.facebook.com/pages/Teniamo-famiglia/296686133718642

 

Scarica qui il testo della proposta di delibera sulla famiglia anagrafica

 

 

COMUNE DI ROMA

 

PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE

RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI E SOSTEGNO ALLE NUOVE FORME FAMILIARI

APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO

 

 

 

Premesso che:

 

  • crescono anche nella comunità romana in linea con quanto accade in Europa ed in Italia, le forme di legami affettivi e familiari che, per scelta o per obbligo, si creano al di fuori del matrimonio e che si connotano come convivenze stabili e durature. I dati italiani dicono che in queste nuove forme familiari vivono 12 milioni di persone, ovvero il 20 % della popolazione, dato quasi raddoppiato rispetto al 1998.1

  • pur mancando organiche riforme del diritto di famiglia che accolgano e regolamentino queste realtà, è diffuso, nel mondo del diritto e nella società, il bisogno di offrire tutela e sostegno, con particolare riferimento ai figli ed alle persone anziane che fanno parte di questi nuclei familiari;

  • tra le diverse forme familiari esistenti quella delle convivenze per “vincolo affettivo”2 rappresentano una specifica realtà, oltre che prevista dalla Legge anagrafica, esistente nella società;

  • ai sensi dell’art. 2 della Costituzione italiana “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” in cui sono ricomprese pacificamente le unioni civili e le forme familiari non matrimoniali come forme meritevoli di tutela;

  • ai sensi dell’art. 3 della Costituzione “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” ed altresì “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;

  • l’art. 30 della Costituzione prevede il diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio e l’art. 31 della Costituzione prevede che la Repubblica tutela la maternità e l’infanzia favorendo gli istituti necessari a tale scopo;

  • l’art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuali”;

  • ai sensi dell’art. 1 dello Statuto del Comune di Roma “Il Comune di Roma rappresenta la comunità di donne e uomini che vivono nel suo territorio, ne cura gli interessi, ne promuove il progresso e si impegna a tutelare i diritti individuali delle persone così come sanciti dalla Costituzione italiana”;

  • ai sensi dell’art. 2 dello Statuto del Comune di Roma “il Comune di Roma riconosce la validità e il rilievo del processo di integrazione europea […].Il Comune sostiene la partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina e delle formazioni sociali alla costituzione dell’Europa unita ed alla tutela dei diritti di cittadinanza europea”

Atteso:

 

  • che già da tempo è stato ritenuto che l’ambito di operatività e quindi di riconoscimento e tutela costituzionale dell’articolo 2 della Costituzione si estende sicuramente alla fattispecie della famiglia di fatto dal momento che, come nella sua giurisprudenza costante ha rilevato la Corte Costituzionale, un consolidato rapporto, ancorché di fatto, non appare costituzionalmente irrilevante quando si abbia riguardo al rilievo offerto al riconoscimento delle formazioni sociali;

 

  • che, ancorché la creazione di un nuovo status personale non può certamente che spettare al legislatore statale, deve riconoscersi al Comune, in proposito, la possibilità di operare in materia, nell’ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale e per le finalità ad esso assegnate dall’ordinamento;

  • che in particolare il principio di non discriminazione ed il principio di pari opportunità deve poter essere applicato non solo nei confronti dei singoli ma anche nei confronti delle formazioni sociali, quindi delle forme familiari non matrimoniali, come diretta conseguenza della carta costituzionale, dei Trattati dell’Unione Europea e dello Statuto del Comune di Roma;

  • che il calcolo dell’ Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, di cui al Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 e ss.mm.ii., prende a riferimento il nucleo familiare anche secondo le risultanze anagrafiche;

  • il ruolo rivestito dal Comune, con pienezza di poteri, per il perseguimento dei compiti afferenti alla comunità locale ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000;

  • che il Comune, quindi, può operare nell’ambito delle proprie competenze per promuovere pari opportunità e prevenzione e contrasto di ogni forma di discriminazione, alle unioni civili, favorendone l’integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, ai figli minori ed al tema dell’omogenitorialità;

 

  • che per raggiungere questo obiettivo è necessario stabilire forme di identificazione delle unioni civili basate su vincolo affettivo, così come la stessa legge anagrafica e il relativo regolamento attuativo prevedono;

  • è parimenti necessario modificare ed integrare le politiche e gli interventi del Comune al fine di rendere visibile e concreta l’assenza di condizioni di disparità e discriminatorie nei confronti delle forme familiari non matrimoniali ed in particolare nei confronti delle unioni civili sopra citate;

Ritenuta

 

pertanto, l’opportunità per i motivi innanzi espressi di organizzare il rilascio da parte dell’anagrafe di una attestazione di costituzione di famiglia anagrafica basata su di un “vincolo di natura affettiva” ai sensi dell’articolo 4 del D.P.R. 223/1989 (Regolamento anagrafico);

 

 

Tutto ciò premesso,

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Visti

l’art. 8 dello Statuto del Comune di Roma e il Regolamento per gli Istituti di partecipazione e di iniziativa popolare

 

 

 

D E L I B E R A

  1. di approvare, per le motivazioni sopra esposte, la proposta di “Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili”, il cui testo è allegato alla presente deliberazione (all. 1 ) di cui costituisce parte integrante e sostanziale.

 

  1. di chiedere al Sindaco, ed agli Assessori competenti, di presentare una relazione in Consiglio comunale che illustri gli indirizzi dell’amministrazione ed il programma di attività previsto sulle materie richiamate nella presente deliberazione, con particolare riferimento al tema della lotta contro ogni forma di diseguaglianza e discriminazione nei confronti delle forme familiari non basate su matrimonio.

 

 

REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DELLE UNIONI CIVILI

Articolo 1 – Attività di sostegno delle unioni civili

1. Ai fini della presente deliberazione si intende per unioni civili “un insieme di persone legate da vincoli affettivi coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (articolo 4 comma 1 ai sensi D.P.R. 223/1989, Nuovo Regolamento anagrafico della popolazione residente).

2. Il Comune provvede, attraverso singoli atti e disposizioni degli Assessorati e degli Uffici competenti, a tutelare e sostenere le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazione, favorire pari opportunità, integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.

 

3. Le aree tematiche entro le quali gli interventi sono da considerarsi prioritari sono:

 

a) casa;

b) sanità e servizi sociali;

c) giovani, genitori e anziani;

d) sport e tempo libero;

e) formazione, scuola e servizi educativi;

f) diritti e partecipazione.

  1. Gli atti dell’Amministrazione devono prevedere per le unioni civili pari condizioni di accesso ai servizi ed alle attività promosse in ciascuna delle aree tematiche sopra indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale.

Articolo 2 – Rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo

1. L’ufficiale di anagrafe rilascia, su richiesta degli interessati, attestato di “famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo” inteso come reciproca assistenza morale e materiale, ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento anagrafico, in relazione a quanto documentato dall’Anagrafe della popolazione residente (D.P.R. 223/1989).

2. L’attestato è rilasciato per i soli usi necessari al riconoscimento di diritti e benefici previsti da Atti e Disposizioni dell’Amministrazione comunale.

3. L’ufficio competente può verificare l’effettiva convivenza delle persone che richiedono l’attestato.

4. L’attestato può essere sostituito dalla dichiarazione dell’interessato ai sensi degli artt. 46 e ss. del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

 

1 ISTAT, Statistiche Report, 15 settembre 2011

2 D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223. Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente

E’ nato il blog manifesto abusivo, bestiario fotografico dei manifesti abusivi dei partiti a Roma per denunciare lo scempio che da anni si svolge sui muri della Capitale a danno delle casse del Comune, del decoro urbano e contro ogni regolamento.

Dateci un’occhiata e aiutateci a denunciarli TUTTI.

Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale

(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link esenzione ICI case per ferie)

Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale

(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link INT contratti derivati stipulati dal Comune di Roma)

Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale

(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link INTERROGAZIONE ordinanza Sindaco 242 del 2008 – interventi di contrasto alla prostituzione su strada e successive proroghe)

E tu, quali sono le prime tre cose che faresti se fossi eletto Sindaco di Roma?
Vieni a raccontarcelo domenica 18 dicembre in via di Torre Argentina 76

L’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA è convocata per il giorno Domenica 18 dicembre 2011.

I lavori si terranno presso il salone del Partito Radicale al III piano di Via Torre Argentina 76, 00186 Roma con inizio alle ore 10 di domenica 18 dicembre 2011.  Di seguito la proposta di ordine dei lavori e le modalità per presentare emendamenti alla stessa.

link allo statuto
http://www.radicaliroma.com/wp/statuto/

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 2011 DELL’ASSOCIAZIONE RADICALIROMA E ORDINE DEI LAVORI

Domenica 18 dicembre 2011 dalle 10.00 fino alla fine dei lavori, presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina, 76 a Roma, è convocata l’Assemblea Ordinaria dell’Associazione Radicali Roma.

Ciascun iscritto può presentare un emendamento all’ordine dei lavori, se sottoscritto da almeno un decimo degli iscritti presenti. L’emendamento va presentato in forma scritta al Segretario, prima che si dia lettura dell’ordine dei lavori e viene messo ai voti secondo le modalità stabilite dallo Statuto.

 


DOMENICA 18 DICEMBRE

10,00: relazione del segretario

A seguire

Relazione di tesoreria e presentazione del bilancio

L’Assemblea degli iscritti approva la relazione delle attività dell’associazione ed il bilancio.

Eventuale proposta della nuova quota associativa da parte del Tesoriere e relativa votazione.

Inizio delle iscrizioni a parlare in dibattito generale

Dibattito generale

12,30:  inizio della presentazione delle mozioni generali, delle mozioni particolari, delle proposte di modifica dello Statuto.

13,30:  sospensione dei lavori

PAUSA PRANZO

14,30:  ripresa del dibattito generale

Entro le 16,30  il presidente dichiara il numero definitivo degli iscritti presenti a annuncia i termini per la presentazione delle mozioni generali, particolari, delle proposte di modifica statutaria ed il termine del dibattito generale.

Dopo sessanta minuti dalla presentazione delle mozioni generali e particolari scadono i termini per la presentazione degli emendamenti alle mozioni generali e particolari.

Termine dibattito generale

Repliche del Segretario e del Tesoriere uscenti.

A seguire, secondo le procedure previste dallo statuto:  dibattito e votazione su proposte di modifica statutaria, mozione generale, mozioni particolari.

A seguire:

- presentazione delle candidature a Presidente, Segretario e Tesoriere

- accettazione delle candidature a Presidente, Segretario e Tesoriere.

A seguire:

elezione degli organi (Presidente, Segretario e Tesoriere)

Il Presidente nomina una commissione elettorale per lo spoglio delle schede.

Proclamazione degli eletti.

TERMINE DEI LAVORI

SABATO 3 DICEMBRE ORE 11-13
in piazza Venezia (Ara Coeli) e poi in Piazza del Campidoglio

CARTELLONATA CONTRO LE AFFISSIONI POLITICHE ABUSIVE

NONOSTANTE I DIVIETI ILLEGITTIMI DI ALEMANNO, DOMANI IN PIAZZA VENEZIA E POI IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO, MANIFESTEREMO CONTRO LO SCANDALO DELLE AFFISSIONI ABUSIVE DEI PARTITI POLITICI

Lo scempio continua: migliaia di euro al giorno, milioni di euro l’anno sono sottratti alle casse del comune dai partiti politici che affiggono i propri manifesti abusivi senza pagare le tasse e senza essere sanzionati. E cosa fa il sindaco Alemanno che avrebbe l’obbligo di reprimere e sanzionare gli abusivi? Spesso lui e il suo partito sono i primi ad essere abusivi e a danneggiare le casse del comune e chi affigge regolarmente. E’ uno schiaffo alla legalità, al decoro della città e ai cittadini che pagano le tasse.

Dopo aver denunciato alla Procura e alla Corte dei Conti questo quotidiano scandalo partitocratico, domani  dalle 11 alle 13 Radicali Roma manifesterà con una cartellonata in piazza Venezia e poi in piazza del Campidoglio.

In piazza del Campidoglio ci rivolgeremo direttamente al sindaco che “non ha autorizzato la disponibilità della piazza”, dove solo nell’utlimo mese si sono svolte almeno due manifestazioni politiche, con la surreale motivazione che “si tratta di sito istituzionale”, che è proprio il motivo per cui l’abbiamo scelta. Tale diniego è arrivato nonostante la nostra manifestazione rispetti persino l’illegittima ordinanza sui cortei trattandosi di manifestazione statica, di sabato e in sito istituzionale sul quale la Questura non avrebbe nulla da obiettare.

All’iniziativa, a cui invitiamo tutti i cittadini romani, hanno aderito gli animatori del blog BastaCartelloni già promotori della delibera di inziativa popolare per la regolamentazione degli impianti pubblicitari, bocciata la scorsa settimana dall’assemblea capitolina.

SOTTRAGGONO MILIONI DI EURO ALLE CASSE COMUNALI, NON PAGANO SANZIONI, SILENZIANO CHI RISPETTA LA LEGGE

Vai all’intervista del segretario di Radicali Roma sull’Espresso.it

Vai alla rassegna stampa sull’iniziativa

Tutti i partiti – PDL, PD, IDV, SEL, FLI, UDC, API, LA DESTRA – occupano sistematicamente in modo selvaggio, abusivo e impunito gli spazi di pubbliche affissioni del Comune di Roma.

L’abusivismo e la sua mancata repressione non solo causano un danno enorme alle casse comunali, al servizio di pubbliche affissioni e ai suoi clienti paganti, ma costituisce un vero e proprio attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, penalizzando tutti quei soggetti politici che si rifiutano di violare le leggi ed impedendo ai cittadini di conoscere le diverse forze politiche e le proposte in campo. Per questo motivo pur concentrandosi a Roma è fatto di rilevanza nazionale, perchè qui i partiti nazionali oltre che locali fanno le loro campagne di affissione più massicce, ma soprattutto perchè questa condotta rivela quanto non siano credibili quando parlano di rispetto della legalità, di lotta all’abusivismo e all’evasione.

A Roma ci sono tutto l’anno 2.674 spazi pubblicitari (le c.d. Pubbliche Affissioni, ovvero  quelle con la scritta SPQR sopra) gestiti direttamente dal Comune, tramite il Dipartimento Attività Economiche e Produttive – U.O. Affissioni e Pubblicità. L’affissione è a cura dei servizi del Comune, cui vanno depositati i manifesti e pagati i diritti d’affissione tra 3,50 e 5 euro a spazio per 10 giorni. Il comune assegna gli spazi disponibili e affigge i manifesti, che risultano “timbrati” dal comune con indicazione del periodo pagato
A Roma accade, in particolare da quando c’è l’Amministrazione Alemanno, che gli spazi comunali sia quotidianamente coperti dai partiti, che evidentemente li mettono senza passare per l’ufficio comunale senza pagare non c’è infatti il timbro del registro nè sono presenti nell’elenco degli ordini. Questo fenomeno produce una perdita di incasso tra 30.000 e 40.000 euro al mese, cioè tra 330.000 e 470.000 euro l’anno.

Il Comune sarebbe tenuto ad applicare sanzioni da 200 a 1500 euro a manifesto, coprire la pubblicità abusiva e rimuovere il manifesto a spese dell’affissore abusivo. Se queste sanzioni fossero fatte e fatte pagare almeno 1 volta a settimana per ogni spazio, l’importo si aggirerebbe sui 2milioni di euro al mese, diversi milioni di euro l’anno.

Invece i dati dimostrano come gli introiti dei diritti di affissione non siano “neppure sufficienti a coprire le spese sostenute per l’affissione materiale, eseguita dalla società appaltatrice”, osservando inoltre “come tale deficit nell’ultimo biennio si sia quasi triplicato passando dai 34mila euro del 2008 ai 101mila euro del 2009, ai 58mila euro dei primi 6 mesi del 2010″.

Rispetto alle grandi città italiane Roma ottiene introiti nettamente inferiori dal servizio sia in termini assoluti che per metro quadro di spazio espositivo: Roma 510mila euro nel 2009,Genova e Torino più del doppio con circa 1,2 milioni l’anno; Milano il quadruplo con 2,2 milioni; Torino ricava 37 euro a metro quadro, Genova 48 euro a metro quadro, Milano 78 euro a metro quadro Roma solo 19 euro al metro quadro.

Come se non bastasse, il Comune di Roma non rispetta la disposizione del nell’art. 18, c. 3 del D.Lgs. 507/1993 che indica in 18 metri quadri ogni mille abitanti la quantità minima di spazio espositivo per Pubbliche Affissioni, disponendo la città di circa 9 metri quadri ogni mille abitant (5 volte meno di Bologna e nemmeno la metà di Milano). Se si mettesse in regola il comune potrebbe arrivare ad incassare 5 milioni di euro l’anno.

Il 20 aprile 2009 Mario Staderini aveva già presentato atto di diffida nei confronti di Alemanno, dell’Ass. Bordoni, del Capo dei Vigili Urbani ed al Prefetto per compiere gli atti che la legge gli impone (sanzioni, rimozioni, ecc.) e che ad oggi non fanno (vai al Primo piano sul sito di Radicali Italiani). Oggi torniamo a denunciare i partiti che spadroneggiano impuniti sui muri della città.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili nel dossier dell’Agenzia di controllo sui servizi pubblici locali del Comune di Roma (il capitolo 2 è dedicato interamente agli spazi di Pubbliche Affissioni)

Il blog “Romanzo commissariale” nasce per raccontare, con un fotoromanzo politico, un storia incrdibile, losca, vera: la storia del debito del comune di Roma.