Mentre il governo Monti dà un esempio di senso della legalità presentando un prorpio emendamento che annulla il condono sulle affissioni politiche abusive, accogliendo le richieste di noi Radicali , la capitale continua ad essere selvaggiamente tappezzata dalla cartaccia di partiti che ormai, anche fuori dai periodi elettorali, danno come unico segnale di vita l’affissione abusiva sugli spazi comunali senza pagare la tassa dovuta e al di fuori di essi.
A questo punto si muova il sindaco Alemanno sanzionando ogni abuso di amici o avversari politici e renda pubblici i dati delle sanzioni elevate e ancora non pagate da ogni partito.
Noi continueremo a dargli una mano inviandogli le segnalazioni che ci giungono attraverso il sito manifestoabusivo.blogspot.com che in pochi giorni ha avuto oltre ottomila accessi.
Roma, 22 gennaio 2012
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e Radicali Roma:
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno si è inventato che il riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi ‘è un tema tipicamente nazionale e che è il Parlamento che deve decidere se è ammissibile un’idea del genere’, poi, non contento ha aggiunto che: ‘è sbagliato che i comuni si intromettano’. Non sappiamo se la sua è ignoranza o semplicemente obbedienza ai voleri della casta clericale, sappiamo però che egli mente sapendo di mentire, e questo è certamente ancora più grave per un Sindaco che fa finta di non conoscere i campi di intervento della sua amministrazione.
I Comuni hanno molte competenze sulle coppie conviventi, sia quelle eterosessuali che quelle gay, sposate e non, a partire dagli aiuti per coloro che hanno bambini e che si trovano in difficoltà economiche e/o che vivono in situazioni di difficoltà.
Al Sindaco di Roma basterebbe poco per conoscere quello che hanno già fatto altri Comuni sulle unioni civili: da Torino a Napoli, ad esempio, che recentemente hanno approvato atti amministrativi per offrire maggiori tutele e garanzie avendo come riferimento la legge sulla famiglia anagrafica del 1989.
Annunciamo sin d’ora che nei prossimi giorni partirà a Roma una proposta di Delibera di iniziativa popolare che verrà proposta anche alle associazioni cittadine che si battono per i diritti civili, per avere anche nella Capitale d’Italia una legge adeguata ai cambiamenti socio-familiari e che estenda il riconoscimento dei diritti alle coppie conviventi gay ed eterosessuali, che includerà anche la lotta ad ogni forma di discriminazione. La famiglia del mulino bianco è un cartone animato e il Sindaco Alemanno dovrà farsene una ragione visto che la realtà della città è un’altra.
E’ nato il blog manifesto abusivo, bestiario fotografico dei manifesti abusivi dei partiti a Roma per denunciare lo scempio che da anni si svolge sui muri della Capitale a danno delle casse del Comune, del decoro urbano e contro ogni regolamento.
Dateci un’occhiata e aiutateci a denunciarli TUTTI.
La capitale è invasa dai manifesti abusivi della campagna per il tesseramento del Pd a cui si aggiungono quelli relativa alla campagna per la segreteri del Pd Lazio. Sono quintali di carta e che imbrattano i muri di Roma e occupano abusivamente gli spazi comunali di affissione e milioni di euro, tra mancato pagamento delle tasse e sanzioni, sottratti alle casse disastrate del Comune. A questo si aggiunga il danneggiamento per le affissioni su cabine, pensiline del tram, persino palazzi storici.
Questa è la realtà ma il responsabile nazionale comunicazione del Pd, Stefano Di Traglia, comunica in un video che “gli abusi non dipendono da noi” e aggiunge “ci possiamo impegnare perchè non accadano più”.
Caro Di Traglia, se gli abusi non dipendono da voi come potete impegnarvi perchè non accadano più in futuro?
Forse Di Traglia voleva dire che a Roma fanno tutti così e che è il Pd non è da meno e anzi, per la grande occasione del tesseramento nazionale, ha voluto strafare. Chi ha commissionato la stampa dei manifesti alla tipografia e l’attachinaggio massiccio e selvaggio degli ultimi giorni? Forse qualcuno ha rubato i manifesti nella notte e li attaccati ad insaputa di Di Traglia?
Insomma Di Traglia ci indichi chi dobbiamo denuciare, integrando gli esposti fatti nel dicembre scorso alla Procura, alla Corte Conti e alla Guardia di Finanza, anzi si unisca alla nostra denuncia contro chi sta danneggiando il suo partito.
In alternativa Di Traglia chieda oggi stesso al tesoriere del Pd di pagare il dovuto al comune.
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma
Se il segretario nazionale del Pd Bersani e quello romano Miccoli vogliono fare qualcosa di davvero innovativo paghino le migliaia di euro di tasse di affissione che stanno sottraendo alle casse del comune con la massiccia campagna abusiva per il tesseramento 2012, che sta occupando gli spazi di affissioni comunali oltre che i muri, le cabine, le recinzioni della capitale.
Mentre si chiedono sacrifici ai cittadini e agli enti locali e con il comune di Roma in una situazione finanziaria disastrosa, è intollerabile che i partiti continuino ad occupare in modo selvaggio, illegale e impunito gli spazi delle pubbliche affissioni danneggiando le casse comunali e i clienti paganti e imbrattando la città in modo indegno. A dirlo sono anche i cittadini che esprimo il proprio sdegno sulla bacheca facebook della campagna “Conosci i miei?”
A causa di questo comportamento illegale il mancato introito per il comune e di milioni di euro l’anno e, in particolare a Roma, il servizio affissioni comunale non riesce neanche a pagare i costi del servizio. Il passivo aumenta ogni hanno in modo esponenziale e i clienti privati paganti scappano anche perchè l’amministrazione Alemanno, che per legge è tenuta a sanzionare da 200 a 1500 euro ogni manifesto e a rimuoverlo, appare immobile e anzi beneficia per prima dell’abusivismo.
Come Radicali abbiamo già depositato esposti per danno erariale, omissione d’atti d’uffcio e abuso d’ufficio alla Procura, alla Corte dei Conti e al comando provinciale della Guardia di Finanza e continueremo a inviare segnalazioni alla Polizia Mnicipale.
Se si vuole rappresentare l’alternativa al governo della città e del paese c’è solo una cosa da fare: pagare la tassa e chiedere scusa ai romani.
Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale
(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link esenzione ICI case per ferie)
Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale
(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link INT contratti derivati stipulati dal Comune di Roma)
Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco Alemanno la seguente “risposta” all’interrogazione sottoscritta dai cittadini di Roma Capitale
(cliccare sulle immagini per ingrandirle; il testo dell’interrogazione è invece disponibile a questo link INTERROGAZIONE ordinanza Sindaco 242 del 2008 – interventi di contrasto alla prostituzione su strada e successive proroghe)
La storia della gestione del debito del Comune di Roma, venduta ieri dal sindaco Alemanno e dal tremontiano commissario al debito Varazzani come il salvataggio della Capitale dal crack, a costo zero per i cittadini, è in realtà una brutta storia di gestione opaca e molto dispendiosa per i romani.
Dopo quasi tre anni di ”commissariamento del debito” - di per sè una procedura contabile e giuridica assolutamente senza precedenti – non è mai stata pubblicato un aggiornamento della ricognizione del debito, del piano di rientro presentato nel 2008, dell’operato della gestione commissariale. Il commissario afferma di aver fatto regolarmente le relazioni ai ministeri ma il precedente governo non le ha mai fornite al parlamento nonostante le ripetute richieste, che ora saranno reiterate al nuovo esecutivo.
Nel 2008 Alemanno e Tremonti promisero ai romani che grazie al commissariamento si sarebbero evitate l’aumento dell’addizionale Irpef e l’introduzione della tassa di soggiorno, entrambi questi provvedimento sono arrivati puntali l’anno scorso. A ciò si aggiunga l’addizionale commissariale sui diritti d’imbarco che pagano i romani e tutti coloro che prendono un volo dagli aeroporti cittadini ed arriviamo ad una pressione fiscale senza precedenti. Intanto, a seguito dei ricorsi di alcuni creditori, il Consiglio di Stato ha sollevato la questione di legittimità costituzionale del commissariamento di fronte alla Corte Costituzionale che dovrà esprimersi anche sulla “non giustificabile deroga e compressione dell’autonomia dell’ente locale” oltre che sulla violazione dei diritti dei creditori.
Noi chiediamo quanto devono pagare ancora i romani? Sono sufficienti i 500 milioni di euro fino al 2048 di cui parlava il piano di rientro del 2008? Come si compone nel dettaglio questo debito? Quali operazioni di rinegoziazione dei mutui sono state fatte dal commissario e con quali oneri per la città? Quanti fornitori del comune devono ancora essere pagati?
Intanto la storia vera, cioè la farsa, per chi vuole approfondire, è raccontata in tutti i suoi dettagli dal blog ”RomanzoCommissariale” http://romanzocommissariale.blogspot.com/ nato proprio per far conoscere tutta l’incredibile vicenda del debito di Roma apitale.
Dichiarazione di Riccardo Magi segretario di Radicali Roma
Il Colosseo con i suoi 5 milioni di visitatori porta ogni anno circa 33 milioni di euro alle casse del ministero. Il Colosseo è il Colosseo il valore della sua immagine è inestimabile.
Alla luce di queste due semplici considerazioni è evidente che la convenzione firmata dal Commissario per gli interventi urgenti nelle Aree archelogiche di Roma e Ostia antica e il gruppo Tod’s di Della Valle è sbilanciata e non certo a favore e a garanzia dell’interesse pubblico. Con un finanziamento per il restauro di 25 milioni di euro deducibili, ben inferiore all’incasso di un anno di biglietti staccati ai turisti, l’imprenditore si aggiudica il diritto in esclusiva allo sfruttamento in Italia e all’estero dell’immagine del Colosseo per ben 15 anni “eventualmente prorogabili”, la possibilità di inserire il proprio marchio sui biglietti del Colosseo e sulla recinzione del cantiere e una serie di altre facoltà commercialmente molto preziose.
A fronte di queste concessioni la convenzione non garantisce in alcun modo sul termine e la qualità dei lavori.
Appare assurdo per un verso che il Ministero non intenda investire fondi pubblici in un opera così remunerativa oltre che di assoluto valore e per un altro che l’autorità commissariale che ha agito per conto del governo non abbia voluto ricavare di più dalla concessione di un tale monopolio di immagine. O forse già si prevede che i fondi privati non saranno sufficienti alla realizzazione dei lavori e vi sarà una seconda fase?
In ogni caso siamo di fronte all’ennesima rocambolesca puntata della gestione della cosa pubblica attraverso le procedure emergenziali e i commissari straordinari.








