Continua lo scempio quotidiano delle affIsioni politiche abusive che non pagano le tasse dovute al comune dannegiando le già disastrate casse comunali e le affissioni regolari che vegono ingiustamente coperte dagli onorevoli abusivi.
I campioni dell’abusivismo di oggi sono: il capogruppo dell’Idv alla Regione Lazio Muruccio, che ci informa di un incontro con l’on. Gasbarra per mettere al centro “la forza del cambiamento”; Storace e Rossin, cioè l’intero gruppo della Destra in Campidoglio, che vogliono “Più giardini e meno cemento”; la capogruppo di Sel in consiglio comunale Azuni; e infine il Partito Democratico e You Dem che annunciano gli “Stati generali della cultura”.
La vera “forza del cambiamento” per tutti loro significherebbe cominciare a pagare la tasse di affissione, cioè fare quello che fanno tutti i comuni cittadini, rispettare legge e decoro e non alimentare l’abusivismo.
Cosa fanno il sindaco Alemanno e l’assessore Bordoni così attenti, dicono, alla lotta agli abusivi? Per legge sono tenuti a sanzionare e rimuovere le affissioni irregolari.
Tutti i partiti – PDL, PD, IDV, SEL, FLI, UDC, API, LA DESTRA – occupano sistematicamente in modo selvaggio, abusivo e impunito gli spazi di pubbliche affissioni del Comune di Roma.
L’abusivismo e la sua mancata repressione non solo causano un danno enorme alle casse comunali, al servizio di pubbliche affissioni e ai suoi clienti paganti, ma costituisce un vero e proprio attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, penalizzando tutti quei soggetti politici che si rifiutano di violare le leggi ed impedendo ai cittadini di conoscere le diverse forze politiche e le proposte in campo. Per questo motivo pur concentrandosi a Roma è fatto di rilevanza nazionale, perchè qui i partiti nazionali oltre che locali fanno le loro campagne di affissione più massicce, ma soprattutto perchè questa condotta rivela quanto non siano credibili quando parlano di rispetto della legalità, di lotta all’abusivismo e all’evasione.
A Roma ci sono tutto l’anno 2.674 spazi pubblicitari (le c.d. Pubbliche Affissioni, ovvero quelle con la scritta SPQR sopra) gestiti direttamente dal Comune, tramite il Dipartimento Attività Economiche e Produttive – U.O. Affissioni e Pubblicità. L’affissione è a cura dei servizi del Comune, cui vanno depositati i manifesti e pagati i diritti d’affissione tra 3,50 e 5 euro a spazio per 10 giorni. Il comune assegna gli spazi disponibili e affigge i manifesti, che risultano “timbrati” dal comune con indicazione del periodo pagato
A Roma accade, in particolare da quando c’è l’Amministrazione Alemanno, che gli spazi comunali sia quotidianamente coperti dai partiti, che evidentemente li mettono senza passare per l’ufficio comunale senza pagare non c’è infatti il timbro del registro nè sono presenti nell’elenco degli ordini. Questo fenomeno produce una perdita di incasso tra 30.000 e 40.000 euro al mese, cioè tra 330.000 e 470.000 euro l’anno.
Il Comune sarebbe tenuto ad applicare sanzioni da 200 a 1500 euro a manifesto, coprire la pubblicità abusiva e rimuovere il manifesto a spese dell’affissore abusivo. Se queste sanzioni fossero fatte e fatte pagare almeno 1 volta a settimana per ogni spazio, l’importo si aggirerebbe sui 2milioni di euro al mese, diversi milioni di euro l’anno.
Invece i dati dimostrano come gli introiti dei diritti di affissione non siano “neppure sufficienti a coprire le spese sostenute per l’affissione materiale, eseguita dalla società appaltatrice”, osservando inoltre “come tale deficit nell’ultimo biennio si sia quasi triplicato passando dai 34mila euro del 2008 ai 101mila euro del 2009, ai 58mila euro dei primi 6 mesi del 2010″.
Rispetto alle grandi città italiane Roma ottiene introiti nettamente inferiori dal servizio sia in termini assoluti che per metro quadro di spazio espositivo: Roma 510mila euro nel 2009,Genova e Torino più del doppio con circa 1,2 milioni l’anno; Milano il quadruplo con 2,2 milioni; Torino ricava 37 euro a metro quadro, Genova 48 euro a metro quadro, Milano 78 euro a metro quadro Roma solo 19 euro al metro quadro.
Come se non bastasse, il Comune di Roma non rispetta la disposizione del nell’art. 18, c. 3 del D.Lgs. 507/1993 che indica in 18 metri quadri ogni mille abitanti la quantità minima di spazio espositivo per Pubbliche Affissioni, disponendo la città di circa 9 metri quadri ogni mille abitant (5 volte meno di Bologna e nemmeno la metà di Milano). Se si mettesse in regola il comune potrebbe arrivare ad incassare 5 milioni di euro l’anno.
Il 20 aprile 2009 Mario Staderini aveva già presentato atto di diffida nei confronti di Alemanno, dell’Ass. Bordoni, del Capo dei Vigili Urbani ed al Prefetto per compiere gli atti che la legge gli impone (sanzioni, rimozioni, ecc.) e che ad oggi non fanno (vai al Primo piano sul sito di Radicali Italiani). Oggi torniamo a denunciare i partiti che spadroneggiano impuniti sui muri della città.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili nel dossier dell’Agenzia di controllo sui servizi pubblici locali del Comune di Roma (il capitolo 2 è dedicato interamente agli spazi di Pubbliche Affissioni)
Contraddittori, imbarazzati e imbarazzanti i leader di fronte alla verità che i loro partiti non pagano tasse di affissione e sanzioni per milioni di euro.
Tutti i maggiori partiti fanno sistematicamente affissioni abusive e selvagge sugli spazi del comune di Roma senza pagare un euro di tassa di affissione e senza essere multati.
Lo abbiamo documentato ieri nel corso di una conferenza stampa. Di Pietro, Casini, Alfano e Bersani, messi di fronte alla realtà dei fatti dalle Iene nella puntata andata in onda ieri sera, sono apparsi imbarazzati e imbarazzanti ma si sono dichiarati disposti a pagare.
La cosa grave e incredibile è anche dopo queste perentorie affermazioni le affissioni abusive sono proseguite come prima e più di prima basti citare il manifesto “Caro Monti per i sacrifici comincia dalla casta!” dell’Idv, uno dei pezzi forti di questi giorni o il “Pronti a raddoppiare con Silvio”.
Aspettiamo quindi di vedere attuate quelle buone intenzioni. Come Radicali intanto andremo avanti con le denunce alla magistratura e la mobilitazione anche insieme ai comitati di cittadini per porre fine a questo “abuso di potere” sistematico che dice tutto sulla credibilità di questi soggetti. Promuoveremo denunce di massa che i cittadini potranno inviare direttamente dai loro telefoni documentanto in strada gli abusivi e nei prossimi giorni manifesteremo riconsegnando ai partiti i “crostoni” di manifesti che imbrattano le strade della capitale.
Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 novembre, Enrico Salvatori, membro dell’Associazione Radicale Certi Diritti e del Comitato di Radicali Italiani è stato fermato e multato dai Carabinieri per aver violato l’ordinanza proibizionista e fallimentare sulla prostituzione del Sindaco Gianni Alemanno perché parlava con una prostituta sulla Via Tuburtina (altezza Settecamini) a Roma. Enrico Salvatori ha attuato un’azione di disobbedienza civile in quanto i Carabinieri gli avevano intimato di non rivolgere la parola alla prostituta cosa che invece ha subito fatto.
Nel verbale contestato al nostro iscritto i Carabinieri hanno dichiarato che Enrico Salvatori “contattava soggetto di sesso femminile dedito alla prostituzione” e che la prostituta “stazionava sul ciglio della strada in luogo abitualmente frequentato da prostitute con atteggiamenti e modalità comportamentali, ovvero indossava capi di abbigliamento atti all’adescamento di persone ivi transitanti, manifestando l’incontrovertibile volontà ad esercitare l’attività di meretricio previo corrispettivo in denaro, creando turbativa ed intralcio alla circolazione stradale”.
L’Associazione Radicale Certi Diritti e Radicali Roma sosterranno in tutte le sedi il ricorso che l’Avvocato Alessandro Gerardi presenterà al Giudice di Pace anche riguardo la legittimità costituzionale dell’Ordinanza anti-prostituzione della Giunta Alemanno, in quanto, la stessa, limita i diritti fondamentali dei cittadini, dalla libertà di circolazione, a quella di espressione e comportamentale anche delle prostitute.
Lo diremo alla riunione con il Prefetto e i rappresentanti delle forze politiche che si terrà tra poco in Prefettura: la vera emergenza e la vera priorità è tornare a garantire il diritto di manifestare nella capitale evitando che sia prorogato l’assurdo divieto ai cortei.
In un momento di grave crisi politica e di sofferenza sociale il confronto e lo scontro devono poter trovare un’espressione democratica.
Impedire o limitare questo diritto rischia di offrire un argomento strumentalizzabile proprio a chi vuole provocare e cavalcare lo scontro fine a se stesso.
Diremo no ad ogni divieto preventivo e generalizzato alle manifestazioni così come ad ogni ipotesi di richiesta di fideiussione ai manifestanti e chiederemo che per le moltissime manifestazioni-corteo con un numero limitato di partecipanti ne sia concesso lo svolgimento in fila indiana sui marciapiede senza intralciare il traffico. Anche questa soluzione utilizzabile nei molti casi di piccole manifestazioni è stat inspiegabilmente vietata negli utlimi anni,
La riunione settimanale dell’associazione è convocata per le 20,30 di martedì 15 novembre nel salone del partito in via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.
All’odg:
- Tavoli, iscrizioni e inviti a consiglieri comunali ed altri in vista della seconda sessione del 39° congresso del partito Radicale, a Roma 8-11 dicembre 2011
- “famiglia anagrafica” (quindi anche coppie di fatto) come criterio per servizi e agevolazioni dal comune: possibile iniziativa
- risultato accesso agli atti affissioni per anni 2010 e 2011
La riunione settimanale dell’associazione è convocata per le 20,30 di martedì 8 novembre nel salone del partito in via di Torre Argentina 76.
Le riunioni sono aperte a tutti.
All’odg:
- il X Congresso di RI appena tenutosi
- seconda sessione del 39° congresso del partito Radicale, a Roma 8-11 dicembre 2011
- diritti civili e proibizionismo a Roma
- l’assemblea annuale dell’associazione
- iniziativa in corso su debito del comune roma con il blog