La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 1 febbraio alle 20,30. Le riunioni sono aperte a tutti.
All’ordine del giorno:
- avvio della campagna sulle illegalità nelle “Pubbliche affissioni” (esposto alla corte conti, acceso agli atti presso ufficio affissioni del comune, raccolta documentazione fotografica e pubblicazione online, ecc.)
- organizzazione dell’accesso all’anagrafe patrimoniale parlamentare in collaborazione con Agorà digitale
- sito
- aggiornamenti sul convegno del 1 marzo sul sistema di contabilità degli enti locali ( seminario che pierluigi sta tenendo in vista del convegno)
- aggiornamenti sulle nostre iniziative per la trasparenza in ambito comunale (completamento anagrafe eletti, documentazione gestione commissariale, analisi assestamento bilancio)
- congresso del PRNTT
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma
Come ci si scandalizza! Come ci si indigna per quest’ultimo piccolo grande episodio subito denominato affittopoli! E’ giusto scandalizzarsi e indignarsi ma i cittadini si aspetterebbero qualcosa di più dai propri rappresentanti. I romani forse non sanno che maggioranza e opposizione in consiglio comunale alla fine del 2009 in modo compatto non vollero approvare la delibera di iniziativa popolare sull’anagrafe pubblica degli eletti che prevedeva tra l’altro la pubblicazione sul sito internet istituzionale di tutti gli immobili di proprietà del comune di Roma con relativa destinazione d’uso. Quella delibera venne respinta dall’aula che approvò un testo ridotto proposto dai capigruppo di Pd e Pdl insieme. Da quel testo venne tolta, tra le altre cose, proprio la prescrizione di fornire tali informazioni sul patrimonio immobiliare pubblico.
Si vuole davvero affrontare in modo strutturale l’enorme problema della trasparenza cioè della possibilità per i cittadini elettori di conoscere come viene amministrata la cosa pubblica o si vuole continuare a occuparsi di singoli episodi scandalistici? Episodi che in relatà non scandalizzano più nessuno bensì confermano un malcostume ben noto agli elettori. La riposta è evidente.
Radicali Roma intanto nei rpossimi giorni presenterà un’interrogazione popolare proprio per avere dal sindaco un aggiornamento su quanti e quali immobili comunali siano concessi ad partiti, sindacati, associazioni politiche, culturali o di altro genere.
Il 26 gennaio l’associazione Radicali Roma ha consegnato ai detenuti della Casa Circondariale di Velletri circa 300 libri donati in questi mesi da militanti e simpatizzanti Radicali romani.
L’iniziativa nasce sulla scorta del Ferragosto in Carcere 2010, promosso dalla deputata radicale Rita Bernardini e che ha aperto le porte degli istituti penitenziari a circa 250 tra parlamentari e consiglieri regionali che hanno visitato quasi tutti gli istituti italiani.
I libri in regalo sono il veicolo e il simbolo della battaglia politica per tenere aperto il dialogo tra comunità penitenziaria e società civile e rimarcare la necessaria e costituzionalmente definita funzione rieducativa e non punitiva del carcere. Al contrario la realtà carceraria rappresenta purtroppo uno dei luoghi in cui in modo strutturale si realizzano gli effetti di mancanza. Radicali Roma ribadisce a questo proposito l’urgenza di interventi da parte del Parlamento per risolvere il problema del sovraffollamento, dell’illegalità e della vera e propria tortura che subisce oggi la comunità penitenziaria. A livello locale, inoltre, denuncia il taglio dei fondi destinati alle strutture paracarcerarie del Lazio e di Roma (infermerie, biblioteche).
La delegazione era formata dai militanti Emanuela Capodicasa (Radicali Roma), Giuliano Pastori (Radicali Roma) Luisa Simeone (Comitato nazionale Radicali italiani), Mauro Zanella (Comitato nazionale Radicali Italiani).
Si ringrazia il compagno Francesco Napoleoni per la donazione della scaffalatura che accoglierà i libri.
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma
Dopo 1000 giorni di regno, Alemanno I e i pezzi di maggioranza che ancora gli sono vicini non hanno alcun merito da rivendicare, anzi a seguito del rimpasto non sanno più come tirare avanti.
Ma va detto che nessun fastidio alla giunta è arrivato dall’opposizione in consiglio, i problemi maggiori infatti provengono dalle inchieste, giornalistiche e giudiziarie, e dalla crisi interna alla stessa maggioranza.
Non sapendo che dire Alemanno si accredita come il salvatore di Roma dal dissesto finanziario. Ma il dissesto finanziario di fatto c’è stato seppure non esplicitato e non affrontato secondo la legge.
La separazione della contabilità del comune di Roma tra gestione straordinaria, affidata al commissario al debito, e gestione corrente è stato un escamotage in deroga alle legge inventato appositamente per Roma sotto la responsabilità del governo nazionale e del sindaco Alemanno.
Gli obbiettivi di quell’operazione dovevano essere: garantire la trasparenza, cioè garantire ai cittadini/azionisti del comune di Roma la conoscenza della condizione reale dlla città; proteggere i cittadini/azionisti dagli effetti del dissesto; garantire i cittadini/creditori, cioè tutti i fornitori di beni e servizi, a cui il comune deve alcuni miliardi di euro, che i loro crediti saranno liquidati il prima possibilie e secondo criteri di giustizia e trasparenza.
Ad oggi il bilancio di questa operazione è disastroso. In particolare il diritto dei cittadini ad essere informati è totalmente negato perchè è totalmente negata la pubblicità degli atti della gestione commissariale.
Su questa base di verità dei fatti e dei conti dovrebbe avvenire il dibattito. Al contrario purtroppo c’è solo un battibecco tra maggioranza e opposizione che giocano al rimpallo delle responsabilità.
Altri bluff: Roma Capitale che si è risolta nel cambio di carta intestata del comune di Roma e il sindaco avrebbe dovuto essere più prudentee non coinvolgere il presidente della Repubblica offrendogli la cittadinanza onoraria di un ente inesistente; la diminuzione della criminalità che è un fatto già in atto dal 2007 e documentato con i dati del Ministero dell’Interno.
Infine, invece di prometterci la Formula 1 e le Olimpiadi, perchè Alemanno non informa i cittadini su cosa ne sarà della metropolitana C: qual è il progetto definitivo, ci sono i finanzimenti, c’è la garanzia della massima sicurezza per gli edifici interessati dal percorso? E a proposito delle passate gestioni, il commissario ci dica come sono stati impiegati i finanziamenti finora stanziati? Viene il dubbio che non si senta il dovere di dare queste informazioni ai cittadini perchè già si sa che quest’opera sarà per Roma come la Salerno-Reggio Calabria o il ponte sullo stretto: costosissima e mai realizzata.
La riunione settimanale dell’associazione è convocata per martedì 25 gennaio alle 20,30 nel salone di via di Torre Argentina 76. Le riunioni sono aperte a tutti.
All’ordine del giorno:
- verso il congresso del partito Radicale (17-20 febbraio)
- accesso anagrafe patrimoniale parlamentare, giro presso gli uffici di camera e senato per mercoledì 26 mattina
- le nostra iniziativa in ambito comunale (completamento anagrafe eletti, documentazione gestione commissariale, analisi assestamento bilancio, affissioni abusive ecc.)
- appuntamento del 1 marzo
- divisione lavoro in gruppi
Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma
«La cultura costa, ma l’incultura costa molto di più». Da Radicali, convinti come siamo che la cultura è politica e la politica è cultura, crediamo che anche politica costi ma la mancanza di politica costi molto di più. Ci sembra il modo migliore per commentare l’estromissione di Umberto Croppi dalla nuova giunta Alemanno.
La città pagherà il prezzo di questa scelta dissennata e dettata solo dalla necessità di far tornare i conti della spartizione partitocratica tra i vari gruppi di potere. E questo che è avvenuto per ammissione dello stesso Alemanno.
Il sindaco ha tolto alla città proprio l’assessore che si era distinto per competenza, per senso delle istituzioni e per l’amore per la cultura e per la città.
Ma questo gesto di potere mostra anche la totale mancanza di prospettiva politica con cui esordisce l’Alemanno 2, è davvero la fine di ogni speranza di discontinuità virtuosa rispetto al “modello Roma” anche nelle politiche culturali.