Venerdì 27 Novembre 2009 mi chiama una giornalista de “La Vita in diretta”. Il motivo è che, volendo loro fare una trasmissione sulla pillola abortiva RU486 in occasione delle conclusioni della corrispondente commissione parlamentare, avevano letto della nostra video inchiesta svoltasi nel 2008 e pubblicata su  www.repubblica.it.
A questo punto, per correttezza, spiego alla giornalista che la nostra inchiesta era relativa alla pillola del giorno dopo, che non è la pillola abortiva. Le spiego inoltre che il motivo alla base della nostra inchiesta è stato proprio questa fondamentale differenza, in quanto noi contestiamo la possibilità dei medici di invocare il diritto all’obiezione di coscienza, a maggior ragione nella circostanza di una richiesta avvenuta in un pronto soccorso durante il fine settimana.
La giornalista acquisisce l’informazione e mi chiede se io avessi a disposizione delle testimonianze o delle storie da presentare in trasmissione.
Consultandomi allora con Demetrio Bacaro, allora Segretario dell’Associazione, e con Massimiliano Iervolino, ideatore e coordinatore di quell’inchiesta, decidiamo da una parte di chiamare Radio Radicale per recuperare la storia di quella ragazza di Fiumicino che, nonostante avesse in mano la ricetta medica, si era ritrovata con il farmacista ad opporsi a quella richiesta, e dall’altra di chiamare l’avv. Alessandro Gerardi per avere il contatto della ragazza che lui stesso (a nome dell’Associazione Radicaliroma) aveva assistito gratuitamente e che aveva denunciato i medici per la mancata prescrizione. Decidiamo inoltre di tentare una qualche partecipazione in diretta di uno dell’Associazione e di tentare di far vedere il video di una seconda video inchiesta, quella del 2009, che ormai si era conclusa ma che ancora non era stata resa pubblica.
Quello che riesco ad ottenere è la partecipazione della ragazza di Fiumicino ma non della ragazza assistita dall’Avv. Gerardi. Inoltre, avendo io accennato alla nostra seconda video inchiesta del 2009, loro si fanno trovare interessati. Mi rendo conto però che una nostra presenza in trasmissione sarebbe stata impossibile dato che, al momento, era stata invitata la Bonino, e forse Viale. Concordo allora che potevamo fornirgli estratti del nuovo video alle condizioni che loro si sarebbero impegnati a 1) Oscurare tutti i volti, 2) Camuffare tutte le voci, 3) Dire in diretta che l’inchiesta era stata fatta dall’Associazione Radicaliroma, 4) Dire in diretta che a breve sarebbe uscito il video integrale della nostra inchiesta. Le condizioni sono state accettate e quindi mi adopero al mini montaggio del video da cui loro avrebbero potuto estrarre i pezzi per la trasmissione. Scrivo i sottotitoli delle parti da spedire e mando il file. A quel punto vengo a sapere che non è più la Bonino ad andare in diretta ma la Sen. Donatella Poretti. Grazie a Massimiliano Iervolino e a Demetrio Bacaro recupero il suo numero di telefono e la chiamo, spiegandole della nostra nuova inchiesta 2009 e quello che avrebbe visto in trasmissione in modo da stare all’erta per denunciare eventuali tagli o trappole.
Nella prima parte della trasmissione ci sono stati vari richiami alla seconda parte. Poi la seconda parte è arrivata e due video sono stati trasmessi. Nel primo la ragazza di Fiumicino ha avuto un’intervista. Nel secondo è stata presentata la nostra video inchiesta. A parte la condizione 2), che non è stata rispettata, mi sembra siano stati corretti.
Il risultato è che la nostra video inchiesta è stata data in anteprima ad una trasmissione che ha ottenuto (fonti auditel) 2 milioni 655 mila spettatori per la seconda parte che ci riguardava. Abbiamo quindi dato l’informazione della nostra video inchiesta a 2 milione e 655 mila persone. E questo mi sembra il risultato più importante. Il merito di tutto questo, oltre alle circostanze casuali che siamo stati in grado di cogliere, va a tutti quelli che hanno partecipato ad entrambe le video inchiesta.

Qui la puntata de “La vita in diretta”.

Luca Placidi

Presidente di Radicaliroma

“Sull’Anagrafe Pubblica degli Eletti si evita puntualmente di ricordare il ruolo dell’iniziativa popolare promossa dei Radicali. A gennaio chiederemo all’ufficio di Presidenza di conoscere i dati patrimoniali dei consiglieri e le spese elettorali sostenute.”

Dichiarazione di Riccardo Magi, Segretario dell’Associazione RadicaliRoma

“Ci spiace constatare che nelle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da vari esponenti del Pdl romano, come in quella odierna del Presidente del Consiglio comunale Pomarici, in merito all’approvazione della delibera che istituisce l’Anagrafe pubblica degli Amministratori si eviti puntualmente di ricordare il fondamentale ruolo dell’iniziativa popolare come impulso e richiesta di una maggiore trasparenza delle istituzioni. L’”anagrafe pubblica” approvata dal Consiglio comunale di Roma circa venti giorni fa recepisce infatti alcuni punti qualificanti della proposta di Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati, iniziativa che nell’ultimo anno e mezzo ha visto impegnati Radicali Italiani a livello degli enti locali, a livello nazionale ed europeo (dove si è ottenuto un importante risultato presso il Parlamento europeo). Questa battaglia a Roma è stata condotta attraverso lo strumento della delibera di iniziativa popolare e ha visto 7000 cittadini romani fare propria questa proposta sottoscrivendola.

Salutiamo altresì con favore l’impegno del Presidente a garantire la “piena ricezione” della delibera consiliare e auspichiamo che ciò possa avvenire in tempi davvero brevi, lo stesso valga per l’emendamento approvato che dispone la reintroduzione “con effetto immediato” delle riprese video delle sedute del Consiglio e il servizio di visione in streaming delle stesse dal sito del Comune, sospeso nei mesi scorsi per decisione unilaterale della Presidenza.

Cogliamo infine l’occasione per annunciare che, poiché in base alle disposizioni di legge già vigenti, all’art. 17 dello Statuto del Comune di Roma e all’art. 14 del Regolamento, i dati patrimoniali dei consiglieri e le spese elettorali sostenute, sono “depositati presso l’ufficio di Presidenza e sono liberamente consultabili da tutti”, nel mese di gennaio chiederemo all’ufficio di conoscere tali dati.”

di David Gallerano

Quello che è successo a Berlusconi, è l’opinione comune tra le persone provviste di giudizio, si trasformerà in un vantaggio politico per lui e per i suoi innumerevoli sgherri sparsi tra maggioranza e opposizione. Già pochi minuti dopo l’aggressione è iniziato il consueto affollamento di dichiarazioni “trasversali” di solidarietà e condanna inesorabile.
Per prima cosa, ciò che è da stabilire non è se sia da condannare o meno il funesto evento. Non farlo equivarrebbe a condividerlo, o quantomeno ad apprezzarne le intenzioni; chiunque lo fa se ne assume la precisa responsabilità. Dovrebbe avere l’onestà intellettuale di affermare che nella medesima situazione, salvo concedersi l’attenuante della mancanza di coraggio, avrebbe agito nello stesso modo. Il che, a sua volta, significa accettare e promuovere coerentemente un’idea di lotta politica, o anche solo di agire quotidiano, incentrati sulla violenza fisica. Di per sé non è un delitto, non è necessariamente una posizione illegittima, purché ce ne si assuma la responsabilità.
Premesso questo: l’intento degli amici di Berlusconi è quello, strumentale e pretestuoso, di affermare che alla base di quest’aggressione vi sia un clima generale di odio personale inaugurato e perpetrato da una certa opposizione per liberarsi del presidente del consiglio.
Non c’è un solo elemento di questa storia che sembri avvalorare questa tesi: l’aggressore è un libero cittadino incensurato, con conclamati disturbi psichici (qualsiasi cosa voglia dire), che ha agito da solo e senza l’aiuto di nessuno.
Molti personaggi famosi sono stati vittime di aggressioni da parte di individui meno noti, senza che si potesse scorgere nessun clima d’odio sotteso e nessun indurimento della lotta politica. Anzi, più spesso, il clima generale era di segno opposto: un clima di santificazione o addirittura di sacralizzazione o divinizzazione. E proprio influenzati e invasati da questo ambiente hanno agito, in certi casi, gli aggressori (faccio riferimento, come esempio, al caso dell’omicidio di John Lennon).
Fatto sta che, anche in questo caso, le opinioni dei politici di tutti gli schieramenti hanno recato l’insegna del più bieco conformismo e dell’aridità politica. Non fa eccezione la posizione di Di Pietro. Salvo ribadire la più ferma condanna per l’aggressione, questi ha anche aggiunto che non c’è di che stupirsi, visto il clima di odio ingenerato dall’aggressività verbale del presidente del consiglio.
Chiaramente Di Pietro ha voluto cavalcare la prevedibile soddisfazione, anche solo goliardica, di coloro che non hanno simpatia per Berlusconi, tra cui i suoi elettori. Ma la sua posizione ha il difetto di essere uguale e contraria a quella di tutti gli altri. Contraria, certo. Ma anche uguale. Cioè rovescia la responsabilità del clima d’odio politico da sé e dagli altri presunti oppositori di Berlusconi a Berlusconi stesso; ma questo vuol dire che accetta l’assioma dell’esistenza di un clima politico violento in questo paese, come vogliono dimostrare anche gli amici del premier. Fatto che può anche essere vero in teoria, ma di certo non è riscontrabile in alcun modo nell’evento di cui stiamo parlando.
Giungiamo così al problema dell’idea di verità come è ricavabile da coloro che governano la politica, l’informazione e conseguentemente l’opinione pubblica in questo paese.
Mi pare infatti che, rispetto all’analisi di un certo fatto, essi espongano sempre o una sola verità, assoluta e incontrovertibile, oppure due, relative e contrarie tra loro.
La prima verità è la base condivisa della discussione politica, e assume la forma di assioma o postulato: per esempio, se si vuole discutere della questione dei crocifissi nelle aule di scuola, la verità una e incontrovertibile è che il crocifisso è un simbolo della tradizione e della cultura del nostro paese. Cosa, a mio avviso, discutibile sotto molti punti di vista. Le due verità, invece, le poche volte che si arriva ad averne addirittura due, rappresentano le due diverse opinioni politiche delle due fazioni contrapposte. Molto spesso posizioni contrarie tra loro al solo scopo di dare l’immagine illusoria di un conflitto permanente.
E torniamo all’aggressione. Mi sembra che la vera questione politica nel merito riguardi la condizione di scarsa sicurezza nella quale vive il presidente del consiglio. Quando La Russa parla di “terrorismo” per catalogare ciò che è accaduto, dovrebbe considerare che, se di terrorismo si è trattato, è un terrorismo interno allo Stato, è un terrorismo di Stato. Garantire la sicurezza di un alto esponente dello Stato, per giunta in un’occasione simile, è una responsabilità precipua dello Stato stesso. E del governo. Che Berlusconi in persona presiede. Cercheranno di argomentare che questi è un uomo che ama stare tra la folla, che gode nel percepire il calore della gente. Ma questo, come si sa bene e come è vero ovunque per gli uomini di potere, costituisce dei seri rischi. Mettersi in un tale pericolo è una grave mancanza di responsabilità del presidente del consiglio.
Con questo non voglio si pensi che io intenda rovesciare la colpa dal carnefice alla vittima.
Perché, vi assicuro, so distinguere bene un carnefice da una vittima. E sono certo che l’uomo che ha aggredito Berlusconi, anche senza individuare in quest’ultimo la figura del carnefice, è e sarà in futuro la vera vittima di quello che è successo. E allora, non solo dovremo vigilare affinché l’inevitabile vicenda giudiziaria si svolga nella piena legalità e nel rispetto della dignità della sua persona, ma anche dovremo tirar fuori da noi stessi la pena, la compassione ma soprattutto la comprensione umana che quest’uomo non troverà mai nei deserti di finta indignazione della politica e della stampa di regime.

1983di Demetrio Bacaro, membro di Giunta di Radicali Roma

Con la campagna referendaria che ci ha visto strenuamente impegnati, come Associazione, da aprile a settembre di questo 2009, abbiamo visto arrivare alle nostre riunioni del martedi’ un discreto numero di persone “nuove” e fra di esse molti giovani, per lo piu’ studenti universitari.
Non so dire se solo grazie ai referendum o per una discreta capacita’ comunicativa all’esterno, fatto sta che l’inserimento stabile di molti ragazze e ragazzi all’interno delle nostre riflessioni ha sicuramente apportato un angolo di visuale, di lettura delle cose, molto nuovo per noi, ricco di potenzialita’ speculativa e di proposta.
Insieme a questo fattore di arricchimento, abbiamo pero’ anche da subito constatato come ci fosse, fra noi diciamo “vecchi” dell’Associazione e nuovi arrivati, una sorta di iato linguistico comunicativo; troppo spesso infatti alcuni dei riferimenti culturali, storici e politici, che fanno parte dell’essere radicali di molti di noi, erano estranei, perche’ non conosciuti soprattutto per anagrafe, ai nuovi.
Ecco allora l’idea di organizzare una serie di incontri con alcuni dirigenti “storici” del Partito Radicale, che potessero fornire adeguato strumento di conoscenza e condivisione delle numerose battaglie e posizioni del passato, utili a capire anche la lettura “radicale” alla quotidianita’.
Con una felice eccezione organizzativa l’Associazione e’ riuscita in pochi giorni a tradurre la proposta in fatti e si e’ riusciti ad organizzare 4 incontri a cadenza settimanale con Rita Bernardini, Marco Pannella, Marco Cappato e Massimo Bordin.
I 4 incontri, tenutisi nella splendida cornice della Domus Talenti messa generosamente a disposizione dai gestori (e compagni di Associazione) Maurizio Angeloni e Paola Cossu), si sono svolti fra novembre e dicembre, integralmente registrati da Radio Radicale e pertanto fruibili anche per il futuro.
La partecipazione e’ stata numericamente adeguata alle nostre dimensioni, con platee oscillanti fra le 30 e le 40 persone.
Ma ognuno di questi 4 incontri e’ stato denso di nozioni, spunti e chiavi di lettura, grazie soprattutto ai 4 docenti, che, ognuno secondo le proprie peculiarita’, hanno saputo trasmettere, comunicare un bagaglio di esperienze radicali davvero corposo, mettendolo a disposizione di tutti, arricchendoci nella conoscenza e nella capacita’ di lettura degli eventi.
I momenti di interlocuzione con domanda/risposta sono stati intensi ed hanno rappresentato forse il momento piu’ peculiare di questa esperienza.
La positivita’ indubbia di questo tentativo deve rafforzarci nello sforzo continuo, che facciamo anche con questa Newsletter, di tenere vivo un canale comunicativo con tutti, soprattutto con quelli che per vari motivi non partecipano con maggiore intensita’ alla vita associativa.
Spettera’ alla nuova dirigenza, ma come di consueto alla nostra riflessione collettiva, decidere se replicare questo esperimento, cercando di limarne i difetti soprattutto organizzativi e di divulgazione.
Indubbiamente rimane la convinzione che la ricerca di nuovi soggetti da includere nella nostra esperienza politica ed associativa, debba passare anche (ma non solo ovviamente) da questi tentativi di divulgazione, che sappiano divenire un vero manuale di istruzioni per chi decidesse di avvicinarsi alla “galassia radicale”.

Cari compagni, 
riunione settimanale dell’Associzione è convocata per martedì 29 dicembre 2009 alle ore 20,30  in Via di Torre Argentina 76 – III piano,
con il seguente ordine del giorno: 

 

- Aggiornamenti sulla situazione politica regionale e sui possibili scenari in vista delle prossime elezioni.

- Iniziative dell’associazione RadicaliRoma , ideazione e realizzazione di nuove video inchieste, realizzazione di gruppi di lavoro e progetti per sviluppare al meglio le mozioni votate nell’assemblea annuale.

 

Si è svolto a Padova, all’ interno della struttura carceraria Due Palazzi, il 4° Congresso di Nessuno Tocchi Caino. Dopo la vittoria della battaglia per la moratoria delle esecuzioni capitali, ottenuta con votazione dell’assemblea ONU nel dicembre 2007, ancora molto resta da fare su questo argomento. E’ stata quindi stabilita la continuazione dell’ impegno con azioni per moratorie paese per paese, laddove la pena di morte è ancora praticata, con particolare attenzione all’Africa.
Altri temi di interesse per Nessuno Tocchi Caino saranno l’abolizione definitiva ed effettiva dell’ergastolo in Italia, la situazione dei circa 1800 internati, oltre che la inquietante crescita di omicidi e suicidi in carcere e il desolante stato della giustizia italiana.
Link alla mozione generale del Congresso

Claudia Sterzi
membro di Giunta di RadicaliRoma e segretario di @ra – Associazione Radicali Antiproibizionisti

La prossima riunione settimanale è convocata per il 22 dicembre alle 20,30 in vi di Torre Argentina 76 – III piano

ORDINE DEL GIORNO

  • l’assemblea annuale, riflessioni e spunti per l’azione dei prossimi mesi nell’evolversi del quadro politico nazionale e regionale

  • il lavoro di attuazione delle mozioni approvate:

- videoinchieste, stato del lavoro fatto e nuove proposte in vista delle elezioni regionali

- elezione del Difensore Civico

- la situazione dei municipi il II e il V, XV, XVIII, XIX

- la campagna iscrizioni 2010

- potenziamento degli strumenti di comunicazione dell’Associazione (sito, blog?, webzine- foglio cartaceo,

partecipazione  distanza)

- ipotesi di incontri pubblici da promuovere

  • prefirme (tavoli, utilizzo dell’indirizzario acquisito nel corso della campagna referendaria, raccolta individuale)

  • Anagrafe pubblica degli Eletti e dei Nominati / Anagrafe Pubblica degli Amministratori: monitoraggio dell’attuazione della delibera approvata e rilancio della richiesta di trasparenza in occasione delle elezioni regionali

  • comunicazione della composizione della nuova giunta

Si è svolta il 12 e 13 Dicembre nella sede del Partito Radicale
l’Assemblea Annuale dell’Associazione Radicali Roma.
Dopo la relazione del segretario uscente Demetrio Bacaro e la lettura
da parte dello stesso della relazione del tesoriere Jacopo Lenigno,
impossibilitato ad essere presente, sì è dato avvio al dibattito.
Nel salone – gremito di iscritti, invitati e simpatizzanti provenienti
da tutto il Lazio – si sono susseguiti gli interventi degli ospiti. Questi
hanno fornito interessanti spunti destinati ad essere sviluppati nel dibattito generale durato fino alla giornata successiva.
Molto significativi gli interventi di rappresentanti di associazioni
di cittadini operanti a Roma e nel Lazio, testimonianza della rivolta
possibile contro il degrado della legalità e del territorio.
Da sottolineare anche gli interventi di Luigi Nieri (assessore al Bilancio
della Regione Lazio) e Gianluca Quadrana (consigliere comunale al Comune di Roma) che ha anche rinnovato la sua iscrizione all’associazione.
La seconda giornata è stata quasi interamente dedicata agli interventi degli iscritti. Il dibattito è terminato con l’intervento di Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani (nonché iscritto a Radicali Roma).
Prima della elezione degli organi dirigenti, che ha visto Riccardo Magi e
Davide Ambrosini eletti rispettivamente segretario e tesoriere e Luca
Placidi confermato presidente, l’Assemblea ha approvato una mozione
generale e quattro mozioni particolari: su giustizia e carceri, sul
potenziamento dei mezzi di comunicazione dell’associazione, sul ripristino
della legalità statutaria delle istituzioni del Comune di Roma, sulla
promozione di una campagna volta al raggiungimento di 1000 iscritti
per il prossimo anno.

L’evento è stato registrato da Radio Radicale. L’elenco e le registrazioni
degli interventi sono disponibili a questi link:

Prima giornata

Seconda giornata

Le mozioni generale e particolari sono disponibili a questo link

L’evento e le foto sono su Facebook.

Marcello Blancasio
membro di Giunta di Radicaliroma

Dichiarazione di Claudia Sterzi
Comitato Nazionale di RI

16 dicembre 2009
Un giudice del Tribunale di Perugia ha ritenuto di archiviare il processo per la morte di Aldo Bianzino, non accettando le richieste degli avvocati dei familiari, non considerando le evidenze delle perizie prodotte. Ci viene detto che entrare in carcere per coltivazione domestica di canapa e uscirne con gravissime lesioni al fegato prodotte in vita, come da perizia medica, è una “morte naturale”; che il rinvio a giudizio di un agente di polizia penitenziaria per omissione di soccorso, omissione di atti di ufficio, falso, non è indizio della volontà di nascondere il vero; che è normale che spezzoni di un filmato, che il giudice non ha ritenuto utile acquisire nell’ originale, mostrino un uomo in tuta mimetica, del quale si ignorano funzioni e ruolo, presente all’ interno della struttura la notte della cosiddetta morte naturale di Aldo Bianzino.

Non finisce qui, per Aldo e per le tante “morti naturali” che come una epidemia infestano le strutture e gli apparati di quella che non è più definibile Repubblica democratica. La rivolta radicale nonviolenta continua.

Claudia Sterzi
Segretaria Associazione radicale antiproibizionisti

per ulteriori informazioni visita anche il sito di Radicali Perugia

RADICALIROMA ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE PROMOSSA DALL’ASSOCIAZIONE COSCIONI SU TESTAMENTO BIOLOGICO ED EUTANASIA

18-19-20 dicembre 2009
A tre anni dal  20 dicembre 2006,  giorno in cui Pierigiorgio Welby dopo 88 giorni di lotta radicale e nonviolenta ci lasciava; viene promosso nel prossimo fine settimana una mobilitazione straordinaria per informare sui temi della sua lotta: il diritto a scegliere sul fine vita e per l’eutanasia.

Verranno raccolti testamenti biologici e petizioni sull’eutanasia e per il testamento biologico, proseguirà inoltre la raccolta delle prefirme a sostegno delle lste Bonino Pannella alle prossime elezioni regionali.

DAI LA TUA ADESIONE! CONTATTACI!