ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA - Riunione del 1° Dicembre 2009Le riunioni si tengono alle 20.30 al III piano di Via Torre Argentina 76 e sono aperte a tutti iscritti e non Ordine del giorno 1) Prefirme 2) Video-inchieste 2009 3) Assemblea annuale dell'Associazione 4) Varie ed eventuali Si raccomanda puntualita' e si ricorda l'invito a non fumare in sala.
In occasione dell’avvio della Convenzione tra
l’Istituto Affari Internazionali e la Sapienza Università di Roma
Seminario su :
‘Pensare la politica estera:
il ruolo dell’Università e dei Think Tank’
Giovedì 3 dicembre 2009
Sapienza Università di Roma
P.le Aldo Moro, 5
Rettorato, Aula degli Organi Collegiali
Il seminario verrà registrato da Radio Radicale
09:30 Indirizzo di saluto:
Luigi Frati, Rettore, Sapienza Università di Roma
9:45 – 11:15 Prima sessione – DALL’EQUILIBRIO BIPOLARE AL MULTIPOLARISMO: QUALE NUOVO ORDINE MONDIALE?
Presiede: Antonello Biagini, Prorettore, Sapienza Università di Roma
Interventi:
Gianni Bonvicini, Vice Presidente, Istituto Affari Internazionali
Matteo Pizzigallo, Ordinario, Università di Napoli, Federico II
Stefano Silvestri, Presidente, Istituto Affari Internazionali
Dibattito
11.15 – 13.00 Seconda sessione – LA POLITICA ESTERA NEL NUOVO MILLENNIO: IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ E DEI THINK TANK
Presiede: Fulco Lanchester, Prorettore, Sapienza Università di Roma
Interventi:
Mattia Diletti, Ricercatore, Università di Teramo, autore del volume “I Think Tank’. Le fabbriche delle idee in America e in Italia”.
Raffaello Matarazzo, Ricercatore, Istituto Affari Internazionali
Andrea Carteny, Ricercatore, Università di Teramo e Sapienza Università di Roma
Dibattito
Conclusioni:
Umberto Ranieri, Docente di Storia dell’Europa, Sapienza Università di Roma
Oggi su “La Vita in Diretta” è andata in onda un’
anteprima della nostra seconda video inchiesta sulla possibilità, per una coppia, di trovare, nei fine-settimana e nei pronto soccorso romani, un medico disposto a prescrivere la ricetta per la cosiddetta Pillola del giorno dopo.
Nei prossimi giorni la videoinchiesta sarà disponibile in formato completo.
Qui sotto potete trovare qualche link per orientarsi rispetto alla prima videoinchiesta fatta dall’associazione Radicaliroma nel 2008.
Trascrizione dell’inchiesta 2008
Un articolo da Libero Pensiero
Il video nella versione 1 minuto
Il video nella versione integral su radio radicale
Altra versione integrale del video
Ancora un’altra versione integrale
L’interrogazione parlamentare che seguì la videoinchiesta dell’anno scorso
L’indagine telefonica dal nostro sito
Care e cari tutti,
con la presente convoco ufficialmente per i giorni
sabato 12 e 13 dicembre 2009
l’ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALI ROMA
che ha come titolo provvisorio:
DALLA RESISTENZA ALLA RIVOLTA NONVIOLENTA PER LA LEGALITA’
I lavori si terranno presso il salone del Partito Radicale al III piano di
Via Torre Argentina 76, 00186 Roma con inizio alle ore 16 di sabato 12
dicembre 2009. Il dettaglio dell’ordine dei lavori lo trovate nel file
word allegato.
Come specificato emendamenti all’ordine dei lavori potranno essere
presentati in forma scritta nelle forme che troverete dettagliate.
E’ ipoteticamente prevista una sessione serale dalle 21,15 alle 23 per
sabato 12 dicembre, con inizio del Dibattito Generale ed eventuale lavoro
delle 3 commissioni che dovessere cosituirsi e che riguarderanno:
AMBIENTE, LAICITà E INFORMAZIONE; dal numero degli iscritti durante il
pomeriggio del sabato capiremo se attivare la sessione serale ed in che
modo.
Esortandovi fin d’ora ad essere tutti presenti vi auguro buona giornata e
buon lavoro di preparazione congressuale.
Demetrio Bacaro
Segretario Radicali Roma
ORDINE DEI LAVORI
Sabato 12 Dicembre dalle 16.00 e Domenica 13 Dicembre dalle 10.00 fino alla fine dei lavori, presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina, 76 a Roma, è convocata l’Assemblea Ordinaria dell’Associazione Radicali Roma.
Ciascun iscritto può presentare un emendamento all’ordine dei lavori, se sottoscritto da almeno un decimo degli iscritti presenti. L’emendamento va
presentato in forma scritta al Segretario, prima che si dia lettura dell’ordine dei lavori e viene messo ai voti secondo le modalità stabilite dallo Statuto.
Sabato 12 Dicembre
16,00: Relazione del Segretario
Relazione di tesoreria e presentazione del bilancio
(Inizio delle iscrizioni a parlare in dibattito generale. Iscrizione alle commissioni serali)
A seguire: Il saluto degli ospiti.
20,00: sospensione dei lavori
PAUSA CENA
(21,15: eventuale sessione serale con inizio del dibattito generale ed intervento degli ospiti
In contemporanea riunione nelle sale contigue di eventuali commissioni costituitesi nel corso del pomeriggio sui seguenti temi
- AMBIENTE (rifiuti, differenziata, energia, privatizzazione acqua)
- LAICITA’ (diritti negati, peste laziale)
- INFORMAZIONE (cancellazione dai media dei temi e dei protagonisti radicali; strumenti di comunicazione nuovi per l’associazione: sito, web zine, giornale)
23,00 SOSPENSIONE DEI LAVORI)
Domenica 13 Dicembre
10.00.
L’Assemblea degli iscritti approva la relazione delle attività dell’associazione ed il bilancio.
Eventuale proposta della nuova quota associativa da parte del Tesoriere e relativa votazione.
A seguire
Ripresa del dibattito generale
Eventuali relazioni delle commissioni
Inizio della presentazione delle mozioni generali.
Inizio della presentazione delle mozioni particolari.
Inizio della presentazione delle proposte di modifica dello Statuto.
13.30 SOSPENSIONE PER IL PRANZO
15,00
Ripresa del Dibattito generale
dalle 15,00 alle 16,30
Il presidente dichiara il numero definitivo degli iscritti presenti
Dopo trenta minuti dalla dichiarazione del numero di iscritti presenti
Scadono i termini per la presentazione delle mozioni generali, particolari e delle proposte di modifica statutaria.
Dopo sessanta minuti dalla presentazione delle mozioni generali e particolari
Scadono i termini per la presentazione degli emendamenti alle mozioni generali e particolari
Termine dibattito generale.
Repliche del Segretario e del Tesoriere uscenti.
A seguire, secondo le procedure previste dallo statuto:
dibattito e votazione su: mozione generale; proposte di modifica statutaria; mozioni particolari.
A seguire:
- presentazione delle candidature a Presidente, Segretario, e Tesoriere
- accettazione delle candidature a Presidente, Segretario, e Tesoriere.
A seguire, elezione degli organi: Presidente, Segretario, Tesoriere.
Il Presidente nomina e presiede una commissione elettorale per lo spoglio delle schede.
Proclamazione degli eletti.
TERMINE DEI LAVORI
Per la presentazione delle mozioni generali, delle mozioni particolari e delle proposte di modifica statutaria è necessaria la sottoscrizione di almeno un decimo degli iscritti presenti al momento della comunicazione definitiva del numero degli iscritti presenti.
Per la presentazione degli emendamenti alle mozioni generali e alle mozioni particolari è necessaria la sottoscrizione di almeno un ventesimo degli iscritti presenti al momento della comunicazione definitiva del numero degli iscritti presenti.
Si ricorda inoltre che, a norma di statuto, le proposte di modifica statutaria sono ammesse solo alla presenza di almeno un quarto degli iscritti, e con votazione a maggioranza dei presenti.
In tutta la fase di votazione, hanno diritto di voto attivo coloro che siano iscritti entro l’inizio della fase di votazione e cioè al momento dalla comunicazione del numero di iscritti presenti.
E’ eletto, alle 3 cariche statutarie, il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi.
Nel caso in cui nessun candidato abbia ottenuto i voti richiesti, si procederà immediatamente a una seconda votazione di ballottaggio, cui accedono i due candidati che nella prima votazione abbiano raccolto più voti. In caso di parità, è eletto il più giovane di età.
Il Segretario
Demetrio Bacaro
Visto, il Presidente Luca Placidi
Al Teatro de’ Servi “Radice di due” al terzo anno di repliche: leggerezza e profondità in un intreccio raro sul palcoscenico.
di Lucio De Angelis
Per la terza stagione consecutiva é in scena fino al 13 dicembre al Teatro De’ Servi “Radice di due”, il testo di Adriano Bennicelli vincitore della seconda edizione del Premio Diego Fabbri, interpretato dalla sempre brava Edy Angelillo e dal simpaticissimo Michele La Ginestra, vessillo del teatro capitolino, per la regia di Enrico Maria La Manna.
In questa pièce i due attori offrono al pubblico un’eccezionale performance, che fa riflettere su tutti gli aspetti della vita quotidiana, visti da prospettive diverse, così come sono diversi questi due personaggi “radice di due” appunto.
Tommaso (Michele La Ginestra) sin da ragazzino é ossessionato dai problemi matematici: “La matematica – dice – è un complotto degli adulti a danno dei bambini”. A motivare l’affermazione cita il termine inglese per addizione ‘Addiction’, che però equivale anche a dipendenza, dunque una droga. Gerardina (Gerry) è una vicina di casa.
I due si conoscono ai giardinetti, primo di una serie di incontri e separazioni che durerà tutta la vita. Lui fissato con la matematica, lei con la morte, sono una coppia bizzarramente assortita che passa l’esistenza a rincorrersi: lui alla ricerca della normalità, lei a rifuggirla.
Terzo personaggio è Marco (solo evocato, mai presente in scena), migliore amico di Tommaso che però ogni volta che viene cercato al telefono per un consiglio o un semplice sfogo, non è mai reperibile. Al punto che la sua funzione viene assunta dalla madre che diventa confidente dell’amico del figlio.
Al crepuscolo delle loro esistenze, quando Tommaso è ormai alla soglia della pensione e Gerry – che per tutta la vita ha millantato una presunta malattia rara e non curabile – ha ormai scoperto di avere realmente un male senza speranza lui, con la solita concretezza e certezza che solo i numeri sanno dare, le offre un sogno di immortalità.
Utilizza l’ennesima metafora algebrica e le dice: “La vita è una retta, una successione infinita di punti. E noi ne conosciamo solo un breve tratto, quello che entra sul foglio 35 quadretti”.
La scrittura di Bennicelli consente di non spezzare il ritmo dell’opera, di godere appieno delle sensazioni e di condividere con i due personaggi, ogni parola e ogni singola situazione.
Geraldina e Tommaso insomma, profondamente diversi ma talmente uguali da non poter scordare gli attimi preziosi dei semplici giochi infantili, la tenerezza degli sguardi adolescenziali, la bellezza della scoperta della sensualità, il desiderio di una vita da condividere.
Due rette che ora sembrano incrociarsi in un punto comune, ora sembrano invece destinate a percorrere vie parallele nell’unica condivisione di un piano fatto di elementi ad ambedue comuni ma visibili comunque da angolazioni diverse.
Enrico Maria Lamanna rende frizzante e pieno di ritmo il gioco alterno del rintuzzarsi continuo dei personaggi.
La scenografia è composta da due blocchi di cemento che divengono di volta in volta panchina, sedia, cubo da discoteca, pulpito. Sul fondale un cavalletto con dei disegni infantili sempre diversi.
E al termine ci si chiede se questi due caratteri esistono veramente nel nostro quotidiano o se magari siamo stati o saremo noi. Leggerezza e profondità in questa commedia si intrecciano come raramente accade sul palcoscenico.
La bravura dei due interpreti genera ripetuti applausi a scena aperta ed alla fine con ripetuti richiami in palcoscenico dei protagonisti.
Teatro: Teatro de’ Servi
Città: Roma
Titolo: Radice di 2
Autore: Adriano Bennicelli
Interpreti: Edy Angelillo e Michele La Ginestra
Regia: Enrico Maria Lamanna
Ordine del giorno:
1) prefirme
2) congresso di radicali roma
3) Anagrafe pubblica degli eletti al Comune
4) varie ed eventuali
L’audiovideo è a questo link
La trasparenza che (non) avvicina i giovani
di Roberto Sassi
Il rapporto tra giovani e politica vive di attrazioni. La capacità di stimolare la partecipazione alla res publica e a tutto ciò che riguarda la sua amministrazione è una qualità dei tempi. Negli anni sessanta e settanta, la prospettiva di cambiamento e la possibilità di esserci per davvero, di contribuire per davvero sono state la benzina che ha infiammato il dibattito politico e sociale.
Oggi manca il combustibile. Manca quella coscienza sociale, quel sentirsi parte che nutre l’essenza stessa della politica vera. L’incapacità (o forse la non intenzione) delle forze partitiche attuali di avvicinare i giovani si manifesta tutta nella vecchiezza parlamentare, nella lentezza argomentativa, nel dibattito insipido e infecondo che questa classe politica produce.
Capirci qualcosa è un’impresa interpretativa ardua. Usare la logica per comprendere le sempre più illogiche invettive leghiste, neodemocristiane o cattocomuniste diventa un inutile sforzo intellettivo.
Le opacità delle alleanze, delle scelte verticali e degli innumerevoli cambi di bandiera stanno alla base del disincanto giovanile.
Cosa fare per riscattare il senso di giustezza del partecipare? Come riappropriarsi di una posizione apicale nella sfera politica?
La storia secondo cui i giovani non tengono alla libertà e all’espressione del proprio sentimento sociale è ormai vecchia e non più adatta. Il disinteresse di molti non può più soverchiare l’impegno di pochi. Non può più valere la regola tutta numerica e tutta italiana della minoranza schiacciata dal silenzio della maggioranza.
Non è questo la democrazia. Non è mettere a tacere i pochi soltanto perché i più non fanno sentire la loro voce.
E se è vero che l’opacità sfavorisce l’avvento di un giovanilismo di qualità, è altrettanto vero che i tentativi di chi s’inscrive nella galassia libertaria e se ne fa – in un modo o nell’altro – portavoce sono o flebili o inappropriati o inesistenti.
Dunque anche la presunta trasparenza di queste forze politiche – e i Radicali ne sono l’esponente di spicco – non sortisce l’effetto sperato: i giovani restano lontani.
Occorre un messaggio chiaro con un mittente e un destinatario puntuali e affidabili, vogliosi di fare ma soprattutto curiosi di sapere quali sono le istanze dell’uno e dell’altro.
Non si vuole qui caldeggiare una lotta generazionale o fare del giovanilismo a tutti costi. Ma non si può non rifiutare fortemente il monopolio generazionale che si è instaurato.
Molto spesso ho sentito parlare di regime partitocratico e della necessità di debellarlo, molto spesso ho visto mettersi al collo la medaglia dell’antipartitocrazia.
Ebbene, la necessità giovanile di riappropriarsi di un certo spazio politico è solo l’altra faccia della medesima medaglia.
Le potenzialità di una svolta giovanilista e la potenza innovativa che essa può apportare alla discussione istituzionale dovrebbero essere elementi sufficienti a convincere le dirigenze.
L’opportunità di avere con sé una buona fetta di elettorato dovrebbe incitare alla trasparenza, quella sana e pulita dichiarazione di vicinanza ai giovani.
Solo così si può riattivare quel meccanismo di reciprocità e la necessaria vitalità che essi sono in grado di garantire e che, volenti o nolenti, significano rinnovamento.
Perciò, se l’intenzione di Radicali Italiani è quella di rinnovare se stessi – oltre che il nostro Paese – e di migliorare lo spazio vitale della politica non possono trascurare certune richieste (e certamente non può trascurarle il neoeletto segretario Mario Staderini).
Mi sento di chiudere con un consiglio umile, con un appello al buon senso, che è poi un’osservazione speculativa.
Lasciamo ad altri la trasparenza fine a se stessa, quella democratica che si ricade dentro, quella che finisce col diventare invisibilità. Abbandoniamo la trasparenza che somiglia all’autogiustificazione e andiamo verso l’affermazione decisa di sé fuori di sé. Diversamente si corre il rischio di non esser
visti se non da noi stessi.
Al Teatro dell’Angelo un UFO ne “Le tre verità di Cesira”
di Lucio De Angelis
Gennaro Cannavacciuolo, attore dialettale e Premio Olimpico del Teatro, nonché extraterrestre data l’incultura imperante, é in scena a Roma al Teatro dell’Angelo fino al 22 novembre con “Le tre verità di Cesira” di Manlio Santarelli.
La pièce nacque come operazione di “Teatro a domicilio” concepita e realizzata in occasione di “Extramura ’90 – Rassegna Internazionale di teatro fuori dal teatro” organizzata per la città di Firenze dalla compagnia Pupi e Fressede.
Prerogativa di questa rassegna era la presentazione di spettacoli concepiti per spazi non squisitamente teatrali, da qui l’esigenza di estremizzarne il concetto portando addirittura il teatro nelle case.
Al di la’ della specifica esigenza di animare la rassegna con una proposta nuova, la compagnia si proponeva di sperimentare il rapporto con il pubblico, di recuperare la funzione principale del fare teatro, ovvero la comunicazione tra persone che decidono di riunirsi per vivere insieme l’esperienza della rappresentazione.
Tale sperimentazione si e’ poi rivelata di grande aiuto alla realizzazione dello stesso testo per lo spazio teatrale. Dopo 84 rappresentazioni in altrettante case delle Provincie di Firenze ed Arezzo lo spettacolo e’ approdato al palcoscenico per il quale era stato originariamente scritto dall’autore.
“Le tre verità di Cesira” e’ un monologo a più voci nel quale la protagonista racconta tre surreali versioni a giustificazioni alla presenza di baffi in un corpo di donna, femminile con tutto il colore che la napoletanità dell’autore e dell’interprete possono esprimere.
Tre racconti decisamente surreali, dove la comicità vira spesso verso il grottesco, aprendo squarci amari sulla verità… Ma verità di che? Verità della condizione esistenziale della protagonista? Verità della condizione sociale del sottoproletariato napoletano? Verità pirandelliana dell’ambiguità del linguaggio e della comunicazione umana?
La particolarità della messa in scena di Pupi e Fresedde consiste nell’aver affidato il personaggio della donna baffuta ad un interprete maschile, il bravissimo Cannavacciuolo, riconducendo questa Cesira all’interno di una lunga galleria di ritratti di “mostri ermafroditi”, di “matrone virili” di cui è ricca la tradizione napoletana dall’antica Opera Buffa fino ai vari De Simone, Ruccello e Moscato.
Un grottesco napoletano contaminato dalla grande esperienza del teatro di Eduardo, una messa in scena di grande impatto comico attraversato da una amarezza di fondo tipica della migliore tradizione partenopea.
In sala il pubblico è quasi tutto over 50. L’atmosfera è casalinga. Avvolti in questo vicolo napoletano tra bassi scalcinati, una fotografia in bianco e nero proiettata, e mille panni colorati appesi, la voce di Mina riscalda.
“Se telefonando” accoglie, “E l’uomo per me” stende. Siamo ad un passo dal piccolo palco. Gennaro-Cesira, vestaglia in raso da geisha, acqua santa usata come profumo, foto di Maradona e bandiera del Napoli, è la donna baffuta in un omaggio sentito ai femminielli di via Toledo, al mondo omosessuale, al travestitismo.
“Le tre verità” sono le spiegazioni che il nostro Cesira si è data sull’apparizione di quei baffi: è muffa, colpa dell’inquinamento o un miracolo? Il testo è cosparso di crudeltà e piccole vere tragedie, un mondo, emarginato e solitario e di voglia di apparire, uscire da quel buco senza sole.
Stupri, un aborto, sfratto: drammatico e tragico, poco ironico. Cannavacciuolo è da spellarsi le mani. Mancano all’appello “Parole, parole” della tigre di Cremona e “Malafemmina” di De Curtis, forse anche “Madame” di Renato Fiacchini, che sarebbero cadute a pennello, come il cacio sulla pummarò.
Nel suo sito Cannavacciuolo ricorda che nel 1981, Eduardo De Filippo pubblicava sull’ordine del giorno del suo teatro: «Ringrazio Gennaro Cannavacciuolo per la collaborazione, ma soprattutto per l’impegno e la serietà con cui ha affrontato ben due sostituzioni; e non è finita qui…» (31 luglio 1981).
Gennaro Cannavacciuolo, napoletano di nascita, aveva allora appena 20 anni. Si è quindi formato presso la Scuola di Eduardo de Filippo durante sei anni e, successivamente, a fianco di Pupella Maggio, collezionando successi e scritture prestigiose.
Per la critica, Cannavacciuolo, attore, cantante, è oggi sinonimo de eclettismo, di classe, talento e fantasia ineguagliati. L’ultimo erede di questa grande scuola teatrale di un tempo, che lo rendono capace di affrontare il comico, il tragico, il cabaret, la rivista.
Manlio Santanelli e’ certamente il più rappresentativo ed il più rappresentato tra i nuovi autori contemporanei italiani. Nato a Napoli nel 1938 si e’ laureato in giurisprudenza, ha lavorato alla Rai fino all’80, anno in cui e’ andata in scena la sua prima commedia “Uscita d’emergenza”.
Teatro: Teatro dell’Angelo
Città: Roma
Titolo: Le tre verità di Cesira
Autore: Manlio Santanelli
Cast: Gennaro Cannavacciuolo
Regia: Angelo Savelli
Periodo fino al 22 novembre
