mini-rassegna-della-stampa-di-regime-31-luglio-2009

Regione Lazio, Iervolino: “Noi siamo per il sistema maggioritario
uninominale”

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della Direzione Nazionale
di Radicali Italiani.

“Il testo base della nuova legge elettorale regionale non ci soddisfa. Noi
radicali siamo per l’introduzione del sistema uninominale maggioritario e
lo abbiamo ribadito anche nell’ultima mozione del Comitato Nazionale di
Radicali Italiani. La partitocrazia italiana fa le leggi elettorali prima
delle elezioni non per garantire maggioranze forti e rappresentative ma
per continuare a detenere il proprio potere inventandosi questo o quel
cambiamento in base alle future coalizioni che si prefigurano. Restiamo
convinti che anche per la Regione Lazio il miglior sistema elettorale sia
quello uninominale maggioritario che, insieme alla riforma dell’anagrafe
pubblica degli eletti, è il solo a garantire la massima rappresentatività
e governabilità del territorio.”
Lazio: Accordo su adozione testo base nuova legge elettorale regionale

30/07/09 - La Commissione Affari costituzionali e statutari, presieduta da
Alessio D'Amato (Pd), ha adottato nella riunione odierna il testo base
della proposta di legge in vista della revisione dell'attuale legge
elettorale.
Il testo, è composto da 8 articoli e definito "essenziale" dallo stesso
D'Amato che mira a correggere e migliorare in alcuni punti l'attuale legge
elettorale regionale, tra cui l'abolizione del cosiddetto 'listino' che
assegna attualmente quattordici consiglieri collegati al candidato
presidente eletto.
Dopo averne illustrato le parti salienti, il presidente D'Amato ha chiesto
un voto di assenso ai membri della commissione per l'adozione a testo base
per il prosieguo del lavoro. Favorevoli all'adozione, oltre ad Alessio
D'Amato, anche i consiglieri Massimo Pineschi e Claudio Moscardelli (Pd);
Erder Mazzocchi e Fabio Armeni (Pdl); Roberto Alagna (L.C. per il Lazio).
Contraria Anna Pizzo (Sinistra e libertà). Astenuti Rodolfo Gigli (Udc) e
Raffaele D'Ambrosio (Udc per la Costituente). Il testo è stato così
adottato per la discussione e il lavoro delle prossime sedute di
commissione e sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Giuseppe
Parroncini, dal capogruppo di An-Pdl Antonio Cicchetti, dal capogruppo di
Idv Loreto Colagrossi e Claudio Bucci.

In dettaglio la proposta di legge prevede all'articolo 1 (che sostituisce
l'art. 3 della legge in vigore) il numero dei consiglieri regionali e la
formazione delle liste; l'art. 2 (che ne inserisce altri all'attuale
art.5) su scheda elettorale e clausola di sbarramento; l'art.3 molto
articolato (che sostituisce l'art.6) tratta delle operazioni dell'Ufficio
centrale regionale sull'attribuzione dei seggi spettanti; l'art. 4 (che
sostituisce l'art 7 in vigore) sulle cause di ineleggibilità ed
incompatibilità; l'art. 5 (modifica l'art. 8) introduce modalità di
presentazione delle candidature; gli articoli 6, 7 e 8 trattano le
disposizioni transitorie, finali, di abrogazione ed entrata in vigore.

Sui tempi di lavoro di discussione e approvazione, il presidente D'Amato
ha detto: "Abbiamo tutto il tempo necessario per fare un buon lavoro al
fine di varare una buona legge elettorale per la Regione Lazio. Le regole
vanno cambiate con un ampio consenso, così come avvenuto per il nuovo
regolamento regionale e la legge referendaria. Auspico che anche coloro
che oggi hanno dichiarato un distinguo, possano rivedere la loro posizione
espressa".

Alla seduta erano presenti, oltre al presidente D'Amato, i due vice
presidenti Anna Pizzo (Sinistra e libertà), Rodolfo Gigli (Udc); i
consiglieri Claudio Moscardelli e Massimo Pineschi (Pd); Fabio Armeni,
Erder Mazzocchi, Antonio Luciani, Luigi Celori, Antonio Cicchetti e
Francesco Lollobrigida (Pdl); Roberto Alagna (L.C. per il Lazio); Raffaele
D'Ambrosio (Udc per la Costituente); Antonietta Brancati (Repubblicani,
Liberali e Riformatori).

REGIONE. ACCORDO SU TESTO BASE NUOVA LEGGE ELETTORALE

D'AMATO: "PROPOSTA ESSENZIALE PER ABOLIZIONE 'LISTINO BLOCCATO'".

(DIRE) Roma, 30 lug. - La Commissione Affari costituzionali e
statutari, presieduta da Alessio D'Amato, ha adottato nella
riunione odierna il testo base della proposta di legge in vista
della revisione dell'attuale legge elettorale.
   Il testo, e' composto da 8 articoli e definito "essenziale"
dallo stesso D'Amato, che mira a correggere e migliorare in
alcuni punti l'attuale legge elettorale regionale, tra cui
l'abolizione del cosiddetto 'listino' che assegna attualmente
quattordici consiglieri collegati al candidato presidente eletto.
   Dopo averne illustrato le parti salienti, il presidente
D'Amato ha chiesto un voto di assenso ai membri della commissione
per l'adozione a testo base per il prosieguo del lavoro.
Favorevoli all'adozione, oltre ad Alessio D'Amato, anche i
consiglieri Massimo Pineschi e Claudio Moscardelli (Pd), Erder
Mazzocchi e Fabio Armeni (Pdl) e Roberto Alagna (L.C. per il
Lazio). Contraria Anna Pizzo (Sinistra e liberta'). Astenuti
Rodolfo Gigli (Udc) e Raffaele D'Ambrosio (Udc per la
Costituente).

REGIONE. ACCORDO SU TESTO BASE NUOVA LEGGE ELETTORALE -2-

(DIRE) Roma, 30 lug. - Il testo e' stato cosi' adottato per la
discussione e il lavoro delle prossime sedute di commissione e
sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Giuseppe Parroncini, dal
capogruppo di An-Pdl Antonio Cicchetti, dal capogruppo di Idv
Loreto Colagrossi e Claudio Bucci.
   In dettaglio la proposta di legge prevede all'articolo 1 (che
sostituisce l'art. 3 della legge in vigore) il numero dei
consiglieri regionali e la formazione delle liste; l'art. 2 (che
ne inserisce altri all'attuale art.5) su scheda elettorale e
clausola di sbarramento; l'art.3 molto articolato (che
sostituisce l'art.6) tratta delle operazioni dell'Ufficio
centrale regionale sull'attribuzione dei seggi spettanti; l'art.
4 (che sostituisce l'art 7 in vigore) sulle cause di
ineleggibilita' ed incompatibilita'; l'art. 5 (modifica l'art. 8)
introduce modalita' di presentazione delle candidature; gli
articoli 6, 7 e 8 trattano le disposizioni transitorie, finali,
di abrogazione ed entrata in vigore.
(LZ) REGIONE. MARRAZZO DA' MANDATO A FICHERA SU LEGGE ELETTORALE

"APRIRA' CONFRONTO PER ARRIVARE A RIFORMA CONDIVISA".

(DIRE) Roma, 30 lug. - Il presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo, in relazione al dibattito in corso presso la competente
commissione del Consiglio regionale sul tema della legge
elettorale, ha dato mandato all'assessore agli Affari
Istituzionali, Daniele Fichera, di concerto con i capigruppo, di
aprire e coordinare un approfondito confronto tra tutte le forze
politiche di maggioranza per giungere, nel piu' breve tempo
possibile, ad una comune e condivisa proposta di riforma. Lo
comunica, in una nota, la Regione Lazio.

Da Libero del 30 Luglio 2009

Verso le regionali del 2010

Pd e Pdl “inciuciano” sulla legge elettorale

Soglia di sbarramento, premio di maggioranza e più garanzie alle donne nella bozza di riforma

Di Tiziana Lapelosa

Potrebbe “tingersi” di ro­sa la riforma della legge eletto­rale all’esame della commissione regionale Affari costituzio­nali e statutari. Perché, tra le tante proposte avanzate dai consiglieri per “correggere” quella attuale, c’è anche l’ipote­si di evitare che le donne siano inserite nelle liste per fare le “comparse” e con scarse possi­bilità di essere elette. L’inten­zione, dunque, sarebbe quella di garantire l’elezione e, di con­seguenza, pari opportunità ed due sessi in corsa per il consi­glio regionale del Lazio.

Fin qui nessun problema tra i componenti della commissio­ne presieduta da Alessio D’Amato (Pd), che da un po’ si riunisce per discutere della ri­forma. Le divergenze, invece, sono iniziate nel momento in cui sono venute fuori proposte più scottanti: a partire dall’eli­minazione del cosiddetto “listi­no”, una orsa di nomi che, eletti o non eletti, faranno parte co­munque del governo regionale; passando per il premio di mag­gioranza per la coalizione vin­cente e dalla revisione dei mar­gini di ineleggibilità o incom­patibilità, per chi già riveste un incarico comunale o provincia­le (che però potrebbe slittare alla prossima legislatura); e per finire all’inserimento di una so­glia di sbarramento per la con­quista di un seggio.

Tema, quest’ultimo, che se da un lato trova il plauso dei partiti che godono di ottima sa­lute per numero di “affiliati”, non trova di certo il favore dei piccoli. Tradotto in termini pratici, sbarrare vuol dire spaz­zare via i piccoli partiti, visto che si parla di uno soglia del 4 o del 5 per cento, in linea con le nuove norme nazionali. In­somma, l’intenzione allo studio di partiti maggiori, Pd e PdL, è quella di creare anche nella Re­gione Lazio il bipolarismo evitando, così, la fermentazione di partiti e partitini che, conqui­stato un seggio alla Pisana, an­drebbero a costituire gruppi formati da una sola persona o, al massimo, da due. Non è un caso che attualmente sono no­ve i mono-gruppi presenti al consiglio regionale della Pisa­na, quattro quelli con due esponenti.

A rischio, ad esempio, ci so­no partiti come Rifondazione Comunista: già estromesso dal Parlamento, con la riforma ri­schierebbe di essere “cacciato” pure dalla Pisana. Intanto «non si intravede l’emergenza di una riforma elettorale in quanto l’attuale sistema ha garantito percorsi di governabilità», sbot­ta Ivano Peduzzi, capogruppo del Prc. «Questo ritocco», osser­va, «è funzionale soltanto ad un accordo tra Pd e Pdl, per eleva­re il tasso di selezione nella rap­presentanza attraverso lo sbar­ramento. Questo», conclude, «pregiudica la rappresentanza delle forze minori».

Dal PdL, invece, Donato Ro­bilotta sottolinea l’importanza dell’eliminazione del listino che «non pregiudica nulla» in quanto il presidente della Re­gione ha comunque «la facoltà di nominare assessori esterni visto che la giunta viene scelta dal presidente e non certo dal consiglio regionale».

mini-rassegna-della-stampa-di-regime-30-luglio-2009

REFERENDUM CON SORPRESA

da L'Opinione del 30 luglio 2009, pag. 6, di Giorgio Prinzi

Radicali e i loro organi di informazione, con riferimento particolare ad
Agenzia Radicale, hanno sulle vicende private di Silvio Berlusconi tenuto
un profilo molto basso in coerenza, con la convinzione dichiarata che "in
politica si vince con la politica". Questo rimanere da spettatori in
attesa degli eventi sembrerebbe essere stato un attendismo tattico di
fronte ad una campagna politico-mediatica che si è pesantemente ritorta
contro gli stessi promotori, dal Gruppo editoriale "L’Espresso"; al quale
sembrano essere saltati i nervi dal momento che si è messo a sfornare
querele come fossero articoli di cronaca; al Partito Democratico, con il
fiato corto per l’estenuante rincorsa del "masaniello" Di Pietro sul
terreno dell’antipolitica e oggi sfaldato nell’estenuante ricerca
dell’ennesimo nuovo segretario; allo stesso Di Pietro costretto ad alzare
sempre più il tiro e ad elevare i toni. La situazione è di stallo, con
spazi politici che si aprono e attendono solo di venire riempiti da azioni
politiche concrete. In questo scenario si inquadra l’iniziativa politica
dei Radicali, che potremmo definire pilota in quanto per ora limitata alla
Regione Lazio, di raccogliere le firme per indire otto referendum
regionali, quattro propositi e quattro abrogativi. I temi su cui si sta
tentando la mobilitazione popolare sono: Abolizione dell’aumento dei
rimborsi elettorali, Abolizione della legge regionale sulla famiglia del
2001, Ripristino effettivo dei vincoli paesistici, Abolizione del
finanziamento agli enti religiosi che operano nel turismo, Gestione dei
rifiuti, Sostegno ai coniugi separati in situazioni di difficoltà,
Sostegno alle famiglie di diritto o di fatto, Abolizione dei ticket ai
minori di 14 anni. (i dettagli dei singoli quesiti referendari si trovano
sul sito www.agenziaradicale.com). Apparentemente i Radicali si stanno
muovendo su una loro tradizionale linea, ma questa volta sembrano farlo
con una diversa strategia, con un disegno ben preciso che non è più solo
quello dei colpi di maglio. Le tematiche non sono più grandi questioni
ideologiche di principio, liberali e libertarie ma si tratta di
problematiche più vicine alle esigenze della quotidianità, in qualche caso
persino coinvolgenti un potenziale elettorato trasversale. Il problema è
ora vedere in primo luogo la risposta di un elettorato non più reattivo
come una volta e, successivamente, raggiunto l’eventuale quorum delle
cinquantamila firme necessarie, come la campagna referendaria verrà
presentata e gestita. La scelta dell’impegno territorialmente delimitato
in una regione dove il risultato delle prossime amministrative sarà
fortemente condizionato dai temi oggetto della campagna elettorale e dal
modo in cui essi verranno presentati e sviluppati, appare come una scelta
razionale e mirata per sperimentare un’apparentemente vecchia strategia,
però completamente rivisitata. Se avrà successo costituirà il rilancio dei
Partito Radicale che potrebbe prepotentemente incunearsi nel vuoto e nelle
debolezze dei Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, con incursioni
da non escludere, per la trasversalità di alcune tematiche, anche
nell’opposta coalizione, che tuttavia si sta già muovendo anche su queste
tematiche. Chi -ha solo un poco di dimestichezza e di vicinanza con i
livelli decisionali del Popolo delle Libertà sa che, proprio in
riferimento al Lazio, sui temi di maggiore criticità, per mia conoscenza
diretta in particolare quelle sulla gestione rifiuti e sulla gestione del
patrimonio ambientale, il PdL sta elaborando proposte originali ed
innovative. Questo, solo apparentemente in modo strano, potrebbe
risolversi in un vantaggio .per i Radicali nell’ambito della loro
coalizione, perché diverrebbero i principali contraddittori, con una
piattaforma organica e concreta, di quanti, compreso chi scrive,
propongono soluzioni in questi settori molto diverse e ispirate a
concezioni lontane se non opposte di quelle che caratterizzano la
sinistra. La visibilità conta sui risultati elettorali, quanto la
concretezza dei programmi. Se si hanno entrambi si può positivamente
pensare di conquistare consenso. il problema semmai è quello del rinnovo
della classe dirigente radicale, del superamento del "pannellanismo" che è
stato, a mio avviso, anche il limite del partito. I tempi sono maturi? In
questa vicenda referendaria laziale si colgono i segni di una evoluzione,
dell’emergere di una classe dirigente più concreta, razionale e,
soprattutto, meno emotiva nella sua azione politica tanto che da sembrare
solo apparentemente nella continuità della tradizione radicale. La nostra
analisi è corretta? Saranno gli eventi a dirlo.

mini-rassegna-della-stampa-di-regime-29-luglio-2009

Radicali, cercasi firme nel Lazio

• da L'Altro del 28 luglio 2009, pag. 4

di Margherita Fabbri

Cinquantamila firme da raccogliere entro il prossimo 30 settembre, quattro
referendum propositivi e quattro abrogativi. I radicali tornano a parlare
di democrazia diretta in Lazio e lo fanno con una mobilitazione
straordinaria di tre giorni, il 28, il 29 e il 30 luglio prossimi. «Con lo
strumento dei referendum vogliamo offrire ai cittadini del Lazio la
possibilità di costruire un "partito" che tuteli il loro interesse e non
quello dei vari soggetti partitocratici», dichiara Marco Cappato,
segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che sostiene l’iniziativa. I
referendum propositivi verteranno sulla nuova disciplina della gestione
dei rifiuti, sull’estensione del sostegno alle famiglie di diritto a
quelle di fatto, sul sostegno ai coniugi separati in situazioni di
difficoltà e sull’abolizione dei ticket sanitari ai minori di 14 anni. Gli
abrogativi, invece, interesseranno l’abolizione dell’aumento dei rimborsi
elettorali e del finanziamento agli enti religiosi che operano nel
turismo, il ripristino dei vincoli paesistici contro la cementificazione
del Lazio e l’abolizione della legge regionale del 2001 sulla famiglia. Ma
si tratta anche di una questione di "metodo": «Il Lazio è l’unica Regione
che prevede per i cittadini la possibilità  di presentare referendum
propositivi. Tuttavia a gennaio, quando abbiamo dato vita al "Comitato
referendario di liberazione Ernesto Nathan", abbiamo scoperto che non
esisteva alcun regolamento  attuativo e la norma risultava di fatto
inapplicabile», spiega Massimiliano Iervolino, della direzione nazionale
di Radicali Italiani. «Abbiamo così presentato una proposta di legge il
cui iter dovrebbe concludersi a settembre, fornendo finalmente la
disciplina di dettaglio del referendum propositivo». Un primo successo,
dunque, ma la strada è ancora lunga: «Quella che stiamo promuovendo è una
campagna ambiziosa e difficile, che finora si è mossa nel quasi totale
silenzio degli organi di informazione», ha sottolineato Demetrio Bacaro,
segretario dell’associazione Radicali Roma. «Ma l’obiettivo può essere
raggiunto: quando i cittadini si fermano ai nostri tavoli nel 90% dei casi
decidono di firmare, perché le questioni che poniamo sono trasversali ed
interessano il vissuto di tutti».

http://www.giornaledizona.com/notizie/comune/trento/don/referendum-days-28-29-e-30-luglio-l-146-elenco-dei-tavoli-di-raccolta-firme-sugli-otto-quesiti-alla-regione-lazio-contro.asp

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=761765

http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/07_luglio/27/radicali_mobilitazione_a_roma_referendum_days_per_otto_quesiti,20079622.html?pmk=rss