Regione Lazio, Iervolino: “Noi siamo per il sistema maggioritario uninominale” Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani. “Il testo base della nuova legge elettorale regionale non ci soddisfa. Noi radicali siamo per l’introduzione del sistema uninominale maggioritario e lo abbiamo ribadito anche nell’ultima mozione del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. La partitocrazia italiana fa le leggi elettorali prima delle elezioni non per garantire maggioranze forti e rappresentative ma per continuare a detenere il proprio potere inventandosi questo o quel cambiamento in base alle future coalizioni che si prefigurano. Restiamo convinti che anche per la Regione Lazio il miglior sistema elettorale sia quello uninominale maggioritario che, insieme alla riforma dell’anagrafe pubblica degli eletti, è il solo a garantire la massima rappresentatività e governabilità del territorio.”
Lazio: Accordo su adozione testo base nuova legge elettorale regionale 30/07/09 - La Commissione Affari costituzionali e statutari, presieduta da Alessio D'Amato (Pd), ha adottato nella riunione odierna il testo base della proposta di legge in vista della revisione dell'attuale legge elettorale. Il testo, è composto da 8 articoli e definito "essenziale" dallo stesso D'Amato che mira a correggere e migliorare in alcuni punti l'attuale legge elettorale regionale, tra cui l'abolizione del cosiddetto 'listino' che assegna attualmente quattordici consiglieri collegati al candidato presidente eletto. Dopo averne illustrato le parti salienti, il presidente D'Amato ha chiesto un voto di assenso ai membri della commissione per l'adozione a testo base per il prosieguo del lavoro. Favorevoli all'adozione, oltre ad Alessio D'Amato, anche i consiglieri Massimo Pineschi e Claudio Moscardelli (Pd); Erder Mazzocchi e Fabio Armeni (Pdl); Roberto Alagna (L.C. per il Lazio). Contraria Anna Pizzo (Sinistra e libertà). Astenuti Rodolfo Gigli (Udc) e Raffaele D'Ambrosio (Udc per la Costituente). Il testo è stato così adottato per la discussione e il lavoro delle prossime sedute di commissione e sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Giuseppe Parroncini, dal capogruppo di An-Pdl Antonio Cicchetti, dal capogruppo di Idv Loreto Colagrossi e Claudio Bucci. In dettaglio la proposta di legge prevede all'articolo 1 (che sostituisce l'art. 3 della legge in vigore) il numero dei consiglieri regionali e la formazione delle liste; l'art. 2 (che ne inserisce altri all'attuale art.5) su scheda elettorale e clausola di sbarramento; l'art.3 molto articolato (che sostituisce l'art.6) tratta delle operazioni dell'Ufficio centrale regionale sull'attribuzione dei seggi spettanti; l'art. 4 (che sostituisce l'art 7 in vigore) sulle cause di ineleggibilità ed incompatibilità; l'art. 5 (modifica l'art. 8) introduce modalità di presentazione delle candidature; gli articoli 6, 7 e 8 trattano le disposizioni transitorie, finali, di abrogazione ed entrata in vigore. Sui tempi di lavoro di discussione e approvazione, il presidente D'Amato ha detto: "Abbiamo tutto il tempo necessario per fare un buon lavoro al fine di varare una buona legge elettorale per la Regione Lazio. Le regole vanno cambiate con un ampio consenso, così come avvenuto per il nuovo regolamento regionale e la legge referendaria. Auspico che anche coloro che oggi hanno dichiarato un distinguo, possano rivedere la loro posizione espressa". Alla seduta erano presenti, oltre al presidente D'Amato, i due vice presidenti Anna Pizzo (Sinistra e libertà), Rodolfo Gigli (Udc); i consiglieri Claudio Moscardelli e Massimo Pineschi (Pd); Fabio Armeni, Erder Mazzocchi, Antonio Luciani, Luigi Celori, Antonio Cicchetti e Francesco Lollobrigida (Pdl); Roberto Alagna (L.C. per il Lazio); Raffaele D'Ambrosio (Udc per la Costituente); Antonietta Brancati (Repubblicani, Liberali e Riformatori). REGIONE. ACCORDO SU TESTO BASE NUOVA LEGGE ELETTORALE D'AMATO: "PROPOSTA ESSENZIALE PER ABOLIZIONE 'LISTINO BLOCCATO'". (DIRE) Roma, 30 lug. - La Commissione Affari costituzionali e statutari, presieduta da Alessio D'Amato, ha adottato nella riunione odierna il testo base della proposta di legge in vista della revisione dell'attuale legge elettorale. Il testo, e' composto da 8 articoli e definito "essenziale" dallo stesso D'Amato, che mira a correggere e migliorare in alcuni punti l'attuale legge elettorale regionale, tra cui l'abolizione del cosiddetto 'listino' che assegna attualmente quattordici consiglieri collegati al candidato presidente eletto. Dopo averne illustrato le parti salienti, il presidente D'Amato ha chiesto un voto di assenso ai membri della commissione per l'adozione a testo base per il prosieguo del lavoro. Favorevoli all'adozione, oltre ad Alessio D'Amato, anche i consiglieri Massimo Pineschi e Claudio Moscardelli (Pd), Erder Mazzocchi e Fabio Armeni (Pdl) e Roberto Alagna (L.C. per il Lazio). Contraria Anna Pizzo (Sinistra e liberta'). Astenuti Rodolfo Gigli (Udc) e Raffaele D'Ambrosio (Udc per la Costituente). REGIONE. ACCORDO SU TESTO BASE NUOVA LEGGE ELETTORALE -2- (DIRE) Roma, 30 lug. - Il testo e' stato cosi' adottato per la discussione e il lavoro delle prossime sedute di commissione e sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Giuseppe Parroncini, dal capogruppo di An-Pdl Antonio Cicchetti, dal capogruppo di Idv Loreto Colagrossi e Claudio Bucci. In dettaglio la proposta di legge prevede all'articolo 1 (che sostituisce l'art. 3 della legge in vigore) il numero dei consiglieri regionali e la formazione delle liste; l'art. 2 (che ne inserisce altri all'attuale art.5) su scheda elettorale e clausola di sbarramento; l'art.3 molto articolato (che sostituisce l'art.6) tratta delle operazioni dell'Ufficio centrale regionale sull'attribuzione dei seggi spettanti; l'art. 4 (che sostituisce l'art 7 in vigore) sulle cause di ineleggibilita' ed incompatibilita'; l'art. 5 (modifica l'art. 8) introduce modalita' di presentazione delle candidature; gli articoli 6, 7 e 8 trattano le disposizioni transitorie, finali, di abrogazione ed entrata in vigore.
(LZ) REGIONE. MARRAZZO DA' MANDATO A FICHERA SU LEGGE ELETTORALE "APRIRA' CONFRONTO PER ARRIVARE A RIFORMA CONDIVISA". (DIRE) Roma, 30 lug. - Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in relazione al dibattito in corso presso la competente commissione del Consiglio regionale sul tema della legge elettorale, ha dato mandato all'assessore agli Affari Istituzionali, Daniele Fichera, di concerto con i capigruppo, di aprire e coordinare un approfondito confronto tra tutte le forze politiche di maggioranza per giungere, nel piu' breve tempo possibile, ad una comune e condivisa proposta di riforma. Lo comunica, in una nota, la Regione Lazio.
Da Libero del 30 Luglio 2009
Verso le regionali del 2010
Pd e Pdl “inciuciano” sulla legge elettorale
Soglia di sbarramento, premio di maggioranza e più garanzie alle donne nella bozza di riforma
Di Tiziana Lapelosa
Potrebbe “tingersi” di rosa la riforma della legge elettorale all’esame della commissione regionale Affari costituzionali e statutari. Perché, tra le tante proposte avanzate dai consiglieri per “correggere” quella attuale, c’è anche l’ipotesi di evitare che le donne siano inserite nelle liste per fare le “comparse” e con scarse possibilità di essere elette. L’intenzione, dunque, sarebbe quella di garantire l’elezione e, di conseguenza, pari opportunità ed due sessi in corsa per il consiglio regionale del Lazio.
Fin qui nessun problema tra i componenti della commissione presieduta da Alessio D’Amato (Pd), che da un po’ si riunisce per discutere della riforma. Le divergenze, invece, sono iniziate nel momento in cui sono venute fuori proposte più scottanti: a partire dall’eliminazione del cosiddetto “listino”, una orsa di nomi che, eletti o non eletti, faranno parte comunque del governo regionale; passando per il premio di maggioranza per la coalizione vincente e dalla revisione dei margini di ineleggibilità o incompatibilità, per chi già riveste un incarico comunale o provinciale (che però potrebbe slittare alla prossima legislatura); e per finire all’inserimento di una soglia di sbarramento per la conquista di un seggio.
Tema, quest’ultimo, che se da un lato trova il plauso dei partiti che godono di ottima salute per numero di “affiliati”, non trova di certo il favore dei piccoli. Tradotto in termini pratici, sbarrare vuol dire spazzare via i piccoli partiti, visto che si parla di uno soglia del 4 o del 5 per cento, in linea con le nuove norme nazionali. Insomma, l’intenzione allo studio di partiti maggiori, Pd e PdL, è quella di creare anche nella Regione Lazio il bipolarismo evitando, così, la fermentazione di partiti e partitini che, conquistato un seggio alla Pisana, andrebbero a costituire gruppi formati da una sola persona o, al massimo, da due. Non è un caso che attualmente sono nove i mono-gruppi presenti al consiglio regionale della Pisana, quattro quelli con due esponenti.
A rischio, ad esempio, ci sono partiti come Rifondazione Comunista: già estromesso dal Parlamento, con la riforma rischierebbe di essere “cacciato” pure dalla Pisana. Intanto «non si intravede l’emergenza di una riforma elettorale in quanto l’attuale sistema ha garantito percorsi di governabilità», sbotta Ivano Peduzzi, capogruppo del Prc. «Questo ritocco», osserva, «è funzionale soltanto ad un accordo tra Pd e Pdl, per elevare il tasso di selezione nella rappresentanza attraverso lo sbarramento. Questo», conclude, «pregiudica la rappresentanza delle forze minori».
Dal PdL, invece, Donato Robilotta sottolinea l’importanza dell’eliminazione del listino che «non pregiudica nulla» in quanto il presidente della Regione ha comunque «la facoltà di nominare assessori esterni visto che la giunta viene scelta dal presidente e non certo dal consiglio regionale».
REFERENDUM CON SORPRESA da L'Opinione del 30 luglio 2009, pag. 6, di Giorgio Prinzi Radicali e i loro organi di informazione, con riferimento particolare ad Agenzia Radicale, hanno sulle vicende private di Silvio Berlusconi tenuto un profilo molto basso in coerenza, con la convinzione dichiarata che "in politica si vince con la politica". Questo rimanere da spettatori in attesa degli eventi sembrerebbe essere stato un attendismo tattico di fronte ad una campagna politico-mediatica che si è pesantemente ritorta contro gli stessi promotori, dal Gruppo editoriale "L’Espresso"; al quale sembrano essere saltati i nervi dal momento che si è messo a sfornare querele come fossero articoli di cronaca; al Partito Democratico, con il fiato corto per l’estenuante rincorsa del "masaniello" Di Pietro sul terreno dell’antipolitica e oggi sfaldato nell’estenuante ricerca dell’ennesimo nuovo segretario; allo stesso Di Pietro costretto ad alzare sempre più il tiro e ad elevare i toni. La situazione è di stallo, con spazi politici che si aprono e attendono solo di venire riempiti da azioni politiche concrete. In questo scenario si inquadra l’iniziativa politica dei Radicali, che potremmo definire pilota in quanto per ora limitata alla Regione Lazio, di raccogliere le firme per indire otto referendum regionali, quattro propositi e quattro abrogativi. I temi su cui si sta tentando la mobilitazione popolare sono: Abolizione dell’aumento dei rimborsi elettorali, Abolizione della legge regionale sulla famiglia del 2001, Ripristino effettivo dei vincoli paesistici, Abolizione del finanziamento agli enti religiosi che operano nel turismo, Gestione dei rifiuti, Sostegno ai coniugi separati in situazioni di difficoltà, Sostegno alle famiglie di diritto o di fatto, Abolizione dei ticket ai minori di 14 anni. (i dettagli dei singoli quesiti referendari si trovano sul sito www.agenziaradicale.com). Apparentemente i Radicali si stanno muovendo su una loro tradizionale linea, ma questa volta sembrano farlo con una diversa strategia, con un disegno ben preciso che non è più solo quello dei colpi di maglio. Le tematiche non sono più grandi questioni ideologiche di principio, liberali e libertarie ma si tratta di problematiche più vicine alle esigenze della quotidianità, in qualche caso persino coinvolgenti un potenziale elettorato trasversale. Il problema è ora vedere in primo luogo la risposta di un elettorato non più reattivo come una volta e, successivamente, raggiunto l’eventuale quorum delle cinquantamila firme necessarie, come la campagna referendaria verrà presentata e gestita. La scelta dell’impegno territorialmente delimitato in una regione dove il risultato delle prossime amministrative sarà fortemente condizionato dai temi oggetto della campagna elettorale e dal modo in cui essi verranno presentati e sviluppati, appare come una scelta razionale e mirata per sperimentare un’apparentemente vecchia strategia, però completamente rivisitata. Se avrà successo costituirà il rilancio dei Partito Radicale che potrebbe prepotentemente incunearsi nel vuoto e nelle debolezze dei Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, con incursioni da non escludere, per la trasversalità di alcune tematiche, anche nell’opposta coalizione, che tuttavia si sta già muovendo anche su queste tematiche. Chi -ha solo un poco di dimestichezza e di vicinanza con i livelli decisionali del Popolo delle Libertà sa che, proprio in riferimento al Lazio, sui temi di maggiore criticità, per mia conoscenza diretta in particolare quelle sulla gestione rifiuti e sulla gestione del patrimonio ambientale, il PdL sta elaborando proposte originali ed innovative. Questo, solo apparentemente in modo strano, potrebbe risolversi in un vantaggio .per i Radicali nell’ambito della loro coalizione, perché diverrebbero i principali contraddittori, con una piattaforma organica e concreta, di quanti, compreso chi scrive, propongono soluzioni in questi settori molto diverse e ispirate a concezioni lontane se non opposte di quelle che caratterizzano la sinistra. La visibilità conta sui risultati elettorali, quanto la concretezza dei programmi. Se si hanno entrambi si può positivamente pensare di conquistare consenso. il problema semmai è quello del rinnovo della classe dirigente radicale, del superamento del "pannellanismo" che è stato, a mio avviso, anche il limite del partito. I tempi sono maturi? In questa vicenda referendaria laziale si colgono i segni di una evoluzione, dell’emergere di una classe dirigente più concreta, razionale e, soprattutto, meno emotiva nella sua azione politica tanto che da sembrare solo apparentemente nella continuità della tradizione radicale. La nostra analisi è corretta? Saranno gli eventi a dirlo.
Radicali, cercasi firme nel Lazio • da L'Altro del 28 luglio 2009, pag. 4 di Margherita Fabbri Cinquantamila firme da raccogliere entro il prossimo 30 settembre, quattro referendum propositivi e quattro abrogativi. I radicali tornano a parlare di democrazia diretta in Lazio e lo fanno con una mobilitazione straordinaria di tre giorni, il 28, il 29 e il 30 luglio prossimi. «Con lo strumento dei referendum vogliamo offrire ai cittadini del Lazio la possibilità di costruire un "partito" che tuteli il loro interesse e non quello dei vari soggetti partitocratici», dichiara Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che sostiene l’iniziativa. I referendum propositivi verteranno sulla nuova disciplina della gestione dei rifiuti, sull’estensione del sostegno alle famiglie di diritto a quelle di fatto, sul sostegno ai coniugi separati in situazioni di difficoltà e sull’abolizione dei ticket sanitari ai minori di 14 anni. Gli abrogativi, invece, interesseranno l’abolizione dell’aumento dei rimborsi elettorali e del finanziamento agli enti religiosi che operano nel turismo, il ripristino dei vincoli paesistici contro la cementificazione del Lazio e l’abolizione della legge regionale del 2001 sulla famiglia. Ma si tratta anche di una questione di "metodo": «Il Lazio è l’unica Regione che prevede per i cittadini la possibilità di presentare referendum propositivi. Tuttavia a gennaio, quando abbiamo dato vita al "Comitato referendario di liberazione Ernesto Nathan", abbiamo scoperto che non esisteva alcun regolamento attuativo e la norma risultava di fatto inapplicabile», spiega Massimiliano Iervolino, della direzione nazionale di Radicali Italiani. «Abbiamo così presentato una proposta di legge il cui iter dovrebbe concludersi a settembre, fornendo finalmente la disciplina di dettaglio del referendum propositivo». Un primo successo, dunque, ma la strada è ancora lunga: «Quella che stiamo promuovendo è una campagna ambiziosa e difficile, che finora si è mossa nel quasi totale silenzio degli organi di informazione», ha sottolineato Demetrio Bacaro, segretario dell’associazione Radicali Roma. «Ma l’obiettivo può essere raggiunto: quando i cittadini si fermano ai nostri tavoli nel 90% dei casi decidono di firmare, perché le questioni che poniamo sono trasversali ed interessano il vissuto di tutti».