Provincia: Su proposta dei radicali, istituita l’anagrafe degli amministratori

Ecco il link dell’articolo

DICHIARAZIONE DI DEMETRIO BACARO E RICCARDO MAGI DI RADICALI ROMA: “OGGI DISCUSSIONE IN AULA SULLA ANAGRAFE PUBBBLICA DEGLI ELETTI: ASPETTIAMO IL SINDACO, FIRMATARIO DELLA NOSTRA PROPOSTA ”

 

“Nella seduta del Consiglio Comunale di oggi 30 aprile è previsto al III punto dell’Ordine dei Lavori la discussione della nostra proposta di Delibera ad iniziativa polare per l’Istituzione dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti per il Comune di Roma. Tale proposta arriva in Aula dopo la scadenza statutaria (24 aprile), ma certamente grazie anche alla sensibilità del Presidente On. Pomarici,  più volte sollecitato dalla nostra Associazione, che ha esplicitamente voluto dare un segno di discontinuità con le amministrazioni precedenti,  dato che altre 9 delibere giacciono indiscusse da anni nei cassetti remoti del Consiglio. Fra i firmatari della proposta c’è anche il Sindaco e per questo motivo ci aspettiamo che, all’indomani della memoria presentata ieri dalla giunta Provinciale di Roma circa l’intenzione di istituire per quell’Amministrazione il medesimo provvedimento, l’Onorevole Alemanno vorrà essere presente ai lavori d’Aula, anche per guidare l’espressione del voto della maggioranza che lo sostiene, magari argomentando la sua adesione con quel “convintamene” che si trovò ad esternare al momento della sottoscrizione. Vedremo oggi, quindi, quanta sensibilità c’è nel Sindaco verso il tema della trasparenza, come deciderà di schierarsi la maggioranza in Aula; potremo anche verificare se le opposizioni sapranno approcciare il provvedimento nel merito e non con uno sterile atteggiamento di contrapposizione a prescindere”images3

Arriva l'anagrafe degli eletti, sarà pubblicata e consultabile sul web

• da Il Messaggero del 30 aprile 2009, pag. 34

di Fa.Ro.

Amministratori capitolini ai raggi X, nel segno della trasparenza. Approda
oggi in consiglio comunale la delibera di iniziativa popolare – fortemente
sostenuta dai Radicali, ma con il sindaco Gianni Alemanno tra i primi
firmatari - per l`istituzione dell`anagrafe degli eletti. Qualora
approvata, la delibera disporrà che sul sito del Comune di Roma siano
pubblicati, per sindaco, assessori e consiglieri comunali: dichiarazione
dei redditi e degli interessi finanziari, dichiarazione dei doni o
finanziamenti ricevuti; stipendi, rimborsi e gettoni di presenza
percepiti; atti presentati con tanto di iter, fino alla conclusione: spese
per lo staff, gli uffici e i viaggi. «Mi sono battuto in conferenza dei
capigruppo, che ringrazio perla condivisione unanime - dice Marco
Pomarici, presidente del consiglio comunale - affinché questa proposta di
iniziativa popolare, l`unica presentata nell`attuale consiliatura, fosse
discussa nel rispetto dei tempi, anche per dare un segnale di
discontinuità con il passato». La delibera prevede anche di pubblicare sul
web, tra l`altro, le deliberazioni approvate, i bandi di gara con gli
esiti, l`elenco delle proprietà immobiliari del Comune, gli incarichi
esterni dell`amministrazione.
Ape: primo passo della Provincia di Roma, ora si faccia quanto prima la
delibera di Consiglio

Roma, 29 aprile 2009

• Dichiarazione di Antonella Casu, Michele De Lucia, Bruno Mellano
Segretaria, Tesoriere e Presidente di Radicali Italiani

La Giunta provinciale di Roma, guidata da Nicola Zingaretti, ha oggi
approvato il testo di una “memoria” con cui l’amministrazione dà il via al
processo per la realizzazione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e dei
Nominati.

La decisione della Giunta Zingaretti risponde alla precisa proposta ed
alle sollecitazioni di Radicali Italiani, che ha lanciato nel settembre
scorso il progetto dell’Anagrafe, sotto lo slogan del “Conoscere per
Deliberare”.

Si tratta del primo passo politico che impegna l’Amministrazione a
presentare un testo di delibera all’attenzione del Consiglio per la
definizione dei dati, delle modalità di pubblicazione e della loro
fruibilità attraverso il sito ufficiale dell’ente.

Antonella Casu, Michele De Lucia, Bruno Mellano, rispettivamente
Segretaria, Tesoriere e Presidente di Radicali Italiani, hanno dichiarato:

“Salutiamo con favore il primo passo concreto compiuto dalla Giunta
Zingaretti per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli Eletti e dei
Nominati. Avevamo già registrato l’interesse e la disponibilità degli
amministratori della Provincia di Roma al progetto politico di radicali
Italiani, ora possiamo dire che la macchina si è messa in moto. Nei mesi
scorsi abbiamo avuto la possibilità di confrontarci direttamente con
l’Assessore Cecilia D’Elia e la Presidente del Consiglio Giuseppina
Maturani e abbiamo potuto verificare la condivisione delle motivazioni e
degli obiettivi dell’Anagrafe. L’odierna “memoria” di Giunta impegna la
stessa Amministrazione a presentare, speriamo il prima possibile, il testo
della delibera ed auspichiamo che esso sia rivolto alla trasparenza dei
dati sia dei consiglieri e degli assessori, ma anche dei nominati nei
molteplici enti controllati o partecipati.

Nella Regione Lazio la sola Provincia di Frosinone ha già istituito
l’Anagrafe. L’Associazione “RadicaliRoma”, che ha anche raccolto le firme
per la proposta di delibera popolare incardinata al Comune di Roma, ha
operato verso la Provincia con assidui contatti ed iniziative che hanno
determinato il passaggio odierno, con l’obiettivo di giungere al risultato
(LZ) PROVINCIA. ZINGARETTI: NASCERÀ ANAGRAFE DEGLI AMMINISTRATORI

"PIÙ DIRETTO E TRASPARENTE IL RAPPORTO TRA ENTE E CITTADINO".

(DIRE) Roma, 29 apr. - La Provincia di Roma ha approvato
l'istituzione della 'Anagrafe degli amministratori'. Con una
memoria di giunta infatti l'Amministrazione provinciale ha dato
il via al processo per la realizzazione di una Anagrafe pubblica
degli eletti su proposta del Movimento dei Radicali italiani. "Si
tratta di uno strumento utile- spiega il presidente della
Provincia di Roma, Nicola Zingaretti- che rendera' sempre piu'
diretto, semplice e trasparente il rapporto tra l'Ente e il
cittadino. Siamo da tempo impegnati in un processo di
semplificazione amministrativa e l'utilizzo di Internet e' la
scelta giusta per essere sempre piu' vicini ai bisogni delle
persone".
   L'Anagrafe degli amministratori sara' pubblica e consultabile
sul sito della Provincia di Roma (www.provincia.roma.it) dove
gia' oggi e' possibile consultare Statuto e Regolamenti, il Piano
degli investimenti Bandi ed esiti di gara e seguire i lavori del
consiglio provinciale (ordine dei lavori). L'Anagrafe conterra' i
dati e le informazioni dei consiglieri provinciali e dei membri
della giunta, si potranno conoscere, oltre ai dati personali e
agli incarichi ricoperti, anche le dichiarazioni dei redditi, i
gettoni e i rimborsi, le spese per le missioni istituzionali, le
presenze e le dichiarazioni degli eletti.

Teatro ogni sera “sold out” per “Macbeth” “tragedia del tempo umano” come la definisce Gabriele Lavia.

 

di Lucio De Angelis

 

Impossibilitato ad esser presente la sera della prima “stampa”, solo a repliche concluse, riesco a scrivere di questo “Macbeth”, una delle tragedie più conosciute ma anche più cruente di William Shakespeare, fatta rivivere nella grande interpretazione di Gabriele Lavia, che ne esegue anche la regia.

 

Una tragedia che ha valicato tempi e spazi infiniti trascinando con sé un’aria di magia, amori, atmosfere tenebrose e sanguinarie impregnate di ambiguità che ora diventano spettacolo dell’incertezza, del dubbio, dell’esitazione e della paura dell’essere uomo, Re o altro.

 

Sul palcoscenico Lavia, maestro del teatro italiano, sempre in grado di indagare i grandi classici in chiave interpretativa originale e mai ordinaria nonostante siano oggetti comuni quelli indossati ed impugnati per trasformarsi in Macbeth, barone di Glamis, generale dell’esercito di Duncan e dunque Re di Scozia: una corona di carta ed una spada d’acciaio, simboli della bramosia di potere e strumenti inquietanti della natura umana.

 

La scrittura shakespeariana prende forma davanti e dietro la scena del Palcoscenico del Mondo – così come ci racconta lo stesso attore – un camerino, col suo specchio, il suo lavandino, l’attaccapanni, le sedie, sulla sinistra del proscenio; sulla destra, una scale, casse, bauli di trovarobato e sartoria. Dietro il sipario, uno spazio vuoto che, di scena in scena,  viene occupato da un letto, uno specchio, un tavolo, le tombe di un cimitero, un muro bombardato. E poi il Palcoscenico del teatro, diverso in ogni città: Roma, Torino, Pisa, Firenze, Venezia, Catania, Ravenna, Piacenza, Savona … sempre palcoscenici diversi ma pur sempre Palcoscenico della Nostra Vita: l’incertezza dell’Essere di Macbeth.

 

Macbeth – continua Lavia –  è la tragedia del tempo umano, lineare; il tempo di una esistenza fatta di “Domani…domani…domani” E’ un tempo fatto di paura. E’ la tragedia del tempo di un Uomo Nuovo condannato al “fare” per “potersi fare”. Re o altro ha poca importanza. Un uomo condannato alla paura di perdere ciò che ha raggiunto col suo “fare” e che vive nella ambigua incertezza di essere qualcosa e non essere mai nulla con certezza. Questo Uomo Nuovo non è portatore di un nuovo modello di realtà, ma il dubbioso interprete di una soggettività in pezzi, pieno di nostalgia per una ontologia smarrita per sempre. “C’è stato un tempo in cui..” dice Macbeth sulla Scena che non è più il Senso dentro cui agire e che non ha più Senso. Il palcoscenico della storia è andato in pezzi e l’Uomo –Attore sulla scena del mondo recita la sua vita come “la favola scritta da un’idiota. Non significa nulla”. Se tutti i riferimenti e i fondamenti sono caduti, tutti i significati e i sensi si vanificano nelle parole vuote di un delirio di pazzi.

 

Il Macbeth è una tragedia, basata su elementi storici, quali il re Macbeth di Scozia, che include le caratteristiche modalità di una morality play. Gli studiosi ne collocano l’ambientazione durante il regno di Giacomo I, e datano la composizione al 1606.

 

Ci sono considerevoli prove che il testo come lo conosciamo sia passato attraverso le modifiche di Thomas Middleton, che inserì alcuni famosi passaggi (come la scena aggiuntiva delle streghe) da un testo scritto da lui stesso, La Strega (1615).

 

Macbeth è una delle opere più famose di Shakespeare, ed è rappresentata in tutto il mondo. Viene interpretata come una storia sul pericolo della sete di potere e sul tradimento degli amici.

 

Lady Macbeth è considerato uno dei più impegnativi ruoli femminili in teatro.

 

Gli attori spesso considerano questa tragedia “innominabile”, e di solito si riferiscono ad essa come alla tragedia scozzese piuttosto che con il suo nome. Pronunciare il suo nome dentro un teatro è considerato un atto capace di trasformare qualsiasi spettacolo in un fiasco.

 

 

TEATRO ARGENTINA

Compagnia Lavia Anagni

Macbeth

 

di William Shakespeare

 

regia Gabriele Lavia

 

con

 

Gabriele Lavia (Macbeth), Giovanna Di Rauso (Lady Macbeth), Maurizio Lombardi (Duncan), Biagio Forestieri (Macduff), Patrizio Cigliano (Malcom), Mario Pietramala (Banquo), Alessandro Parise (Ross), Michele Demaria (Seyton), Daniel Dwerryhouse (Donaldbain), Fabrizio Vona (Lennox), Andrea Macaluso (Angus-Dottore), Mauro Celaia (Cawdor), Giorgia Sinicorni (Strega,Cameriera,Sicario,Vecchia), Chiara Degani (Strega,Cameriera,Sicario,Vecchia), Giulia Galiani(Strega,Cameriera,Sicario,Vecchia)

 

scene Alessandro Camera

costumi Andrea Viotti

musiche Giordano Coràpi

luci Pietro Sperduti

 

Al Quirino un amore infinito tra “I ponti di Madison County”

 

di Lucio De Angelis

 

“I ponti di Madison County”, in scena al Quirino di Roma fino al 3 maggio, è il racconto di un’intensa storia d’amore, nota al grande pubblico nella versione cinematografica firmata ed interpretata da Clint Eastwood, accanto a Meryl Streep.

 

Il caldo torrido dell’estate dello Iowa è complice di un amore totale, dei sensi e del cuore, una passione “giovane”, vissuta appieno da un uomo e una donna di mezza età, come un inaspettato, ultimo regalo della vita.

 

Lui è un fotografo del National Geographic, viaggiatore senza radici, libero e selvaggio, venuto a stravolgerle la vita, inaspettatamente. Lei è una quarantenne italiana, madre e moglie irreprensibile, impegnata ogni giorno serenamente nel suo unico mestiere, gestire la famiglia e la casa.

 

Complice l’assenza del marito e dei figli, partiti per una fiera del bestiame, i due fanno amicizia e in breve il loro incontro si trasforma in un sentimento profondo. Una passione fortissima e autentica, vissuta senza colpa né dolore, con leggerezza, che la donna sceglie di racchiudere in una manciata di giorni, per riprendere subito dopo il suo posto ed il suo ruolo accanto al compagno di sempre.

 

La sua é una scelta dettata non dalla rassegnazione o dalla paura, né da doveroso conformismo, ma dal coraggio e dalla consapevolezza di voler preservare nel ricordo quei momenti e quell’amore, anziché rischiare di bruciare ogni cosa per vivere disperatamente ogni cosa fino in fondo.

 

Questa versione teatrale del romanzo di Robert James Walzer, nulla ha a che vedere con la pellicola cinematografica. E ciò in quanto la realizzazione teatrale voluta dal regista Lorenzo Salveti e tratta dal libro di Robert James Walzer, non potendo contare su suggestivi esterni,  è improntata soprattutto sull’emotività narrativa del romanzo.

 

E quando la pagina scritta si fa copione, le cose si complicano! Per non voler rinunciare a brani di un certo rilievo letterario, si rischia di prolungare oltre misura ogni battuta dell’attore e quindi di imporre dialoghi a lungometraggio, a tutto detrimento dello spettacolo. Un fatto questo non insolito che ahimè s’è di recente registrato con la difficoltosa messa in scena dei libri di Antonio Tabucchi, Susanna Tamaro e Leonardo Sciascia. 

 

Prevenuto da questi precedenti, ho dovuto ampiamente ricredermi, quando ho assistito con forte attenzione ai cento minuti de “I ponti di Madison County” proposti al Quirino dalla produzione di Andrea Ulmi e Rosario Coppolino per la Molise Spettacoli. Merito senz’altro questo, profuso dal regista Salveti, che ha saputo con intelligenza e perizia teatrale, ‘sforbiciare’ il romanzo di Walzer, proponendolo nella suo sostanziale configurazione introspettiva, là dove a poco a poco i protagonisti rivelano allo spettatore i propri stati d’animo, e quindi le loro delusioni, i propri crucci, e quei sogni che mai verranno avverati.

 

Merito del regista Lorenzo Salveti dicevo, ma anche e soprattutto dei protagonisti Paola Quattrini e Ray Lovelock,  che hanno saputo imprimere alla semplice e avvincente storia, tutta quella divampante passione di un uomo e di una donna che sanno comprendersi al punto di rinunciare al loro infinito amore. Un amore totale, dei sensi e del cuore, una passione ‘giovane’, vissuta appieno da un uomo e una donna di mezza età, quale inaspettato, ultimo regalo della vita.

 

Le scene sono di Bruno Buonincontri; i costumi di Bartolomeo Giusti; i disegno luci di Sergio Ciattaglia. Di gentile composizione le musiche a commento. Brava Paola Quattrini che con intensa interpretazione non è mai andata sopra le righe, ponendo addirittura alla figura della trasognata casalinga Lucia, una certa ironia; e altrettanto dicasi per Ray Lovelock che penetra a fondo e con convinzione nel personaggio di ‘uomo dell’autostrada’, impegnato nel suo lavoro di reporter dell’Ocean Geographic.

 

A dar collante alla vicenda, ad inserirsi nella narrazione, quasi come ‘coro’ c’è poi Ruben Rigillo che si fa apprezzare per la sua coinvolgente recitazione. Sul finale conosciamo anche i due figli di Lucia, negli attori Maria Grazia Laurini e Alessandro Marverti che sfogliando i ricordi lasciati dalla loro madre, danno un ulteriore tocco di intenerimento alla platea. 

 

Teatro: Quirino

Città: Roma

Titolo: I ponti di Madison County

Autore: Robert James Walzer

Adattamento e regia: Lorenzo Salveti

Interpreti: Paola Quattrini, Ray Lovelock

Scene: Bruno Buonincontri

Costumi: Bartolomeo Giusti

Periodo: fino al 3 maggio

 

 

 

 

DICHIARAZIONE DI DEMETRIO BACARO SEGRETARIO DI RADICALI ROMA: “INTERROMPO LO SCIOPERO DELLA FAME DANDO FIDUCIA AI CONSIGLIERI COMUNALI ED AL PRESIDENTE POMARICI; PERO CHIEDO CHE CI VENGA DATA LA PAROLA IN AULA”

 

“Al termine della nostra consueta riunione del martedì ho interrotto ieri alla mezzanotte il mio sciopero della fame “esortativo al dialogo”, giunto al suo 5° giorno, con il preciso obiettivo di dare un segnale di fiducia al Consiglio Comunale, che come da calendario d’Aula si troverà domani a dover discutere la nostra proposta di delibera popolare sull’Istituzione di un’Anagrafe Pubblica degli eletti. Poiché, infatti, tale strumento di lotta non violenta, non aveva voluto avere un tono ricattatorio, ma solo di stimolo pacato alla riflessione, sono certo che ogni singolo Consigliere avrà avuto il modo in questi giorni di meditare sulla portata di tale provvedimento e non potrà che esprimere un giudizio positivo sullo stesso al momento del voto. Per quanto attiene al merito della proposta è di tutta evidenza come essa rappresenti un avanzamento di conoscenza e democrazia, indispensabile in un momento storico come questo, nel quale la fiducia nella trasparenza delle istituzioni attraversa una difficoltà oggettiva. In termini più strettamente politici sembrerebbe strano e forse incomprensibile agli elettori un voto negativo del Consiglio, sia da parte della maggioranza, che vede nel Sindaco uno dei firmatari della proposta, sia da parte delle opposizioni, che hanno sempre dichiarato giudizio favorevole alla proposta, che consente di monitorare presenze, attività e fedeltà agli scopi del mandato per i quali si è chiesto il voto. Roma è una grande città, la Capitale del Paese e davvero confido che il plenum del Consiglio Comunale sappia cogliere la straordinarietà dell’occasione di dotarsi, prima grande città italiana, di un dispositivo di vera conoscenza e partecipazione. Ricordo al Presidente Pomarici, che ringrazio per la sensibilità dimostrata nell’ultima settimana, che la data statutaria di scadenza per la discussione in Aula è già passata (24 aprile) e auspico quindi che egli si adoperi perché non vengano consentiti artifici e sotterfugi per posporre la discussione in Aula della proposta; a tale scopo chiedo anche ufficialmente che venga concessa la parola ad uno dei presentatori la Delibera (come sarebbe dovuto già avvenire in Commissione), affinché possa adeguatamente illustrare ai Consiglieri lo spirito ed i vantaggi condivisi della medesima. A  domani dunque, 30 aprile, data che potrebbe divenire momento di discontinuità vera fra una politica partitica, arroccata nel Palazzo, ed una nuova stagione di sensibilità e rispetto verso le istanze della città. Intanto comunico che il compagno Giampiero Peccioli della nostra Associazione ed altri che hanno manifestato tale intenzione, intraprendono una ulteriore “2gg” di sciopero della fame, per permettere ai Consiglieri di arrivare alla scadenza dibattimentale con la dovuta consapevolezza e predisposizione al dialogo”logo20radicali20roma1

Lo studio in formato pdf

L’opinione del Sindaco Alemanno in due articoli:

Corriere Roma

Messaggero Roma