Resoconto delle firme raccolte ai tavoli per la delibera di iniziativa popolare inerente all’anagrafe degli eletti nel periodo 24 – 28 settembre. In questi cinque giorni di mobilitazione straordinaria trenta compagni sono stati impegnati almeno in un tavolo, le firme che mancano sono ancora molte ed è proprio per questo che abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte/i In queste ore stiamo programmando le uscite di questa settimana, chi volesse dare una mano può contattare Jacopo Lenigno 3483641938

 

Totale firme raccolte da mercoledì 24 a domenica 28 settembre: 516

 

Mercoledì 24 settembre
dalle 16.00 alle 20.00 torre argentina (Bacaro, Sabatinelli, Bonano) 22 firme
dalle 21.00 alle 24.00 campo de fiori (Masotti, Simeone) 23 firme

 

Giovedì 25 settembre
dalle 16.00 alle 20.00 torre argentina (Rosa; Gabriele; Massimiliano) 43 firme

dalle 21.00 alle 24.00 campo de fiori (Canale, Giannicchi, Bastianelli) 30 firme

dalle 21.00 alle 24.00 santa maria in trastevere (Grande; Ambrosini; Blancasio) 21 firme

 

venerdì 26 settembre

dalle 9.00 alle 14.00 via cesare de lollis (Felicita; Carlo; Issa) 56 firme

dalle 16.00 alle 20.00 torre argentina (Caporicci, Lenigno, Procacci) 35 firme

dalle 21.00 alle 24.00 campo de fiori (Blancasio; Simeone; Lenigno) 46 firme

dalle 21.00 alle 24.00 santa maria in trastevere (Ambrosini; Masotti, Iacobelli, Peccioli) 16 firme

 

sabato 27 settembre

dalle 16.00 alle 20.00 torre argentina (Campione, Caltagirone, Issa) 37 firme

dalle 16.00 alle 20.00 Cola di Rienzo (Iuliano, Cecilia) 24 firme

dalle 21.00 alle 24.00 santa maria in trastevere (Ambrosini; Masotti) 9 firme

dalle 21.00 alle 24.00 campo de fiori (Blancasio, Capozzoli) 20 firme

 

domenica 28 settembre

dalle 16.00 alle 20.00 torre argentina (Placidi; Mirko; Grande) 57 firme

Dalle 16.00 alle 20.00 castel sant’angelo  (Garbelotto, Domenici) 25 firme

dalle 21.00 alle 24.00 campo de fiori (Blancasio; Simeone; Lenigno) 35 firme

dalle 21.00 alle 24.00 santa maria in trastevere (Iacobelli; Masotti) 17 firme

 

Totale firme raccolte da mercoledì 24 a domenica 28 settembre: 516

Totale firme raccolte dall’associazione Radicali Roma dall’inizio della campagna: circa 1700

Totale firme necessarie: 5000

Termine ultimo per il deposito: 24 ottobre

Resoconto della riunione di lunedì con il comitato promotore sull’anagrafe degli eletti.

Le tre settimane di mobilitazione straordinaria sulla raccolta firme

Le polemiche e le iniziative sulla commemorazione del XX settembre, la “pillola del giorno dopo” e la nostra video inchiesta: le non risposte di Marrazzo, l’urgenza di mobilitarsi per contrastare le azioni clericali della classe politica comunale e regionale. Il congresso dell’associazione Radicali Roma.

 Le sette interrogazioni di iniziativa popolare, la certificazione ed il deposito

 

Varie ed eventuali

Ricordiamo che la raccolta firme terminerà il 20 ottobre ed allo stato attuale siamo molto lontani dall’obiettivo delle 5000 firme, proprio per questo chiediamo un sforzo a tutti coloro che credono in questa iniziativa. Per segnalare la propria disponibilità contattare Jacopo Lenigno al 3483641938

giovedì 25 settembre

dalle 16.00 alle 20.00 Largo di Torre Argentina, davanti la Libreria Feltrinelli

dalle 21.00 alle 24.00 Campo de Fiori

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Trilussa

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Santa Maria in Trastevere

venerdì 26 settembre

dalle 9.00 alle 14.00 via Cesare de Lollis, davanti ingresso Università

dalle 21.00 alle 24.00 Campo de Fiori

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Trilussa

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Santa Maria in Trastevere

sabato 27 settembre

dalle 16.00 alle 20.00 Largo di Torre Argentina, davanti la Libreria Feltrinelli

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Santa Maria in Trastevere

domenica 28 settembre

dalle 16.00 alle 20.00 Largo di Torre Argentina, davanti la Libreria Feltrinelli

dalle 21.00 alle 24.00 Campo de Fiori

dalle 21.00 alle 24.00 Piazza Santa Maria in Trastevere

Roma 2011 ha intervistato il segretario dei Radicali di Roma Massimiliano Iervolino sui fatti accaduti lo scorso 20 settembre a Porta Pia. Ecco, di seguito, l’intervista:

Segretario, forse mi sono perso qualcosa: siamo nella Repubblica Italiana o nello Stato Pontificio? A sentire la commemorazione ufficiale a Porta Pia, si direbbe che è giusta la seconda…

Siamo in una Repubblica sotto controllo Vaticano, lo diciamo da anni, l’influenza che lo Stato Pontificio ha sulla politica italiana è impressionante.

Eppure ci era sembrato di vedere qualche passo avanti sulla memoria condivisa. Sono passati pochi giorni da quando Fini ha raccolto vari elogi per aver riconosciuto che i repubblichini combattevano dalla parte sbagliata, e ora addirittura sembra che lo stesso non si possa dire per i soldati del Papa re.

Guardi Fini può dire quelle cose perché oggi a difendere i repubblichini non c’è un potentato economico, dall’altra parte toccare i soldati del Papa Re vuol dire attaccare una delle più grosse potenze finanziarie nel nostro paese. Il problema vero è che questi signori più che alla fede e alle anime pensano, giorno dopo giorno, a come diventare più potenti e quindi più influenti nello scenario italiano.  

Quale idea di fondo, e soprattutto quali rischi, ci sono dietro le frasi pronunciate a Porta Pia?

Che la Destra dia una brusca accelerata a quello che accade da dopo tangentopoli: sembra che la Chiesa sia l’unico partito di massa ancora esistente in Italia, quindi pur di farsela alleata si rimette in discussione qualsiasi cosa.

I radicali hanno dato vita ad una contro-manifestazione. Sono previste altre iniziative simili?

Ieri ho scritto, insieme a Gianluca Santilli e Isabella Perugini, una mozione di condanna per quanto accaduto sabato xx settembre, l’abbiamo depositata in consiglio comunale, ora spero che la discutano e la votino. Alemanno si prenda le sue responsabilità.

Da il Messaggero.it ROMA (22 settembre) – Non si placano le polemiche sulla commemorazione per il 138° anniversario della breccia di Porta Pia, la data che segna la presa di Roma e la fine del potere temporale dei papi, contestata dai Radicali che l’hanno definita «una farsa» perché sono stati ricordati i soldati papalini caduti durante gli scontri e non i bersaglieri.

«Basta con le riscritture della storia – ha detto oggi Umberto Marroni, capogruppo del Pd al comune di Roma -. È ridicolo che in occasione della ricorrenza del 20 settembre, anniversario della presa di Roma e della conseguente unità all’Italia della futura capitale, il sindaco e la sua giunta non trovano nulla di meglio che commemorare i caduti “zuavi” dell’esercito papalino, il cui merito fu quello di essere mandati allo sbaraglio per una “missione impossibile”: fronteggiare i bersaglieri italiani autori della famosa breccia. Con questa vicenda si sfiora la farsa – prosegue il capogruppo del Pd – Sarebbe ora che il sindaco e la sua giunta invece di avventurarsi su revisioni storiche, tra l’altro con scarsi risultati, comincino a occuparsi di Roma e dei suoi problemi».

I radicali: Pd presenti una mozione di condanna. Un altro attacco alla giunta Alemanno è arrivato da Massimiliano Iervolino, segretario dell’Associazione Radicali Roma: «Quanto accaduto sabato XX settembre a Porta Pia dimostra appieno la natura revisionista e clericale della giunta Alemanno – ha detto – Non era mai successo, dal 1871 ad oggi, che il comune celebrasse la Breccia ricordando gli zuavi pontifici. Proprio per questo ho suggerito ai consiglieri del Pd di presentare una mozione di condanna rispetto all’accaduto. Spero che questo documento, a prima firma Mario Mei, sia discusso ed approvato, inoltre, voglio sperare che il Sindaco Alemanno trovi la forza laica di dissociarsi pubblicamente dalle parole e dalla lettura revisionista del consigliere comunale Antonio Torre».

D’Elia: Porta Pia diventi una celebrazione popolare. La vicepresidente della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia ha proposto di far diventare dal prossimo anno la commemorazione del giorno nel quale Roma è diventata la capitale d’Italia una celebrazione popolare, partecipata dalla gente e con convinzione da tutte le Istituzioni: «Portiamo nelle scuole il valore della laicità dello Stato, le conquiste del nostro Risorgimento e dell’unità di Italia – ha detto – L’idea del presidente del III Municipio di intitolare il piazzale Porta Pia all’Unità d’Italia è buona ma va spiegata ai più giovani cittadini. Da anni avviene in imbarazzata sordina a dimostrazione di quanto occorra rinforzare nell’opinione pubblica e soprattutto nelle giovani generazioni la conoscenza di fatti e degli ideali che portarono allo storico evento. Proporremo alle scuole romane e della provincia di Roma un progetto che consenta agli studenti di ripercorrere gli eventi che portarono all’unità del nostro Paese e a conoscere luoghi e avvenimenti, di cui il territorio provinciale è ricco, a cominciare dalla storica battaglia di Mentana, che precedettero la creazione dell’Italia unita».

Chiappetti: no al cambio del nome della piazza. Fermamente contraria alla proposta di cambiamento del nome della piazza Daniela Chiappetti, consigliere del II municipio del Pdl: «Leggo oggi che il presidente del III Municipio Dario Marcucci vorrebbe cambiare il nome di Piazzale di Porta Pia in Piazza dell’Unità d’Italia, una proposta assurda, anacronistica e sbagliata da un punto di vista amministrativo – afferma – Motivo per il quale a nome di decine e decine di cittadini che da stamattina ma stanno chiamando preoccupati, respingo fortemente tale proposta.Marcucci pensi alla illegalità serpeggiante dei centri sociali di San Lorenzo, pensi al decoro dei suoi quartieri e lasci perdere certe idee».

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, segretario dell’Associazione Radicali Roma:

 

“Quanto accaduto sabato XX settembre a Porta Pia dimostra appieno la natura revisionista e clericale della giunta Alemanno. Non era mai successo, dal 1871 ad oggi, che il comune celebrasse la  Breccia ricordando gli zuavi pontifici. Proprio per questo ho suggerito ai consiglieri del Pd di presentare una mozione di condanna rispetto all’accaduto. Spero che questo documento, a prima firma Mario Mei, sia discusso ed approvato, inoltre, voglio sperare che il Sindaco Alemanno trovi la forza “laica” di dissociarsi pubblicamente dalle parole e dalla lettura revisionista del consigliere comunale Antonio Torre.”

 

 

www.radicaliroma.com

 

 

 

Segue la mozione:

 

 

Oggetto: Mozione di condanna dei fatti accaduti il 20 settembre 2008 in Roma, piazzale di Porta Pia.
 
Premesso
che il 20 settembre 1870 i Bersaglieri entrarono in Roma attraverso la c.d. “Breccia di Porta Pia”, atto che comportò l’annessione di Roma e la fine del potere temporale dei Papi ed il successivo trasferimento della Capitale d’Italia da Firenze a Roma.

Considerato
 
Che la “presa di Roma” è atto fondante per lo status di Roma Capitale d’Italia;
Che da sempre la data del 20 settembre è considerata una data fondamentale per l’Unità d’Italia e che in Piazza di Porta Pia vi sono monumenti che commemorano e ricordano l’impresa;
che nel 1895 venne posta una lapide in ricordo del venticinquennale dell’evento;
Visto

che il 20 settembre 2008 il Vice Sindaco di Roma, Cutrufo, ha celebrato la cerimonia a Porta Pia unitamente al Generale Antonino Torre, Consigliere Comunale e delegato del Sindaco alla memoria storica, ricordando i caduti di uno stato straniero, in particolare i 19 zuavi pontifici caduti a Porta Pia, ignorando volutamente i 49 Bersaglieri Italiani caduti per l’unità d’Italia e per Roma Capitale;
che un fatto simile non era mai accaduto nella storia di Roma e d’Italia dal 1870 ad oggi;
che la memoria storica del delegato del Sindaco pare non conforme alla storiografia ufficiale poiché ricordare in quel modo dei caduti è come commemorare i caduti austro-ungarici sul Piave ignorando gli Italiani in occasione del 4 novembre;
che le giustificazioni fornite da Cutrufo paiono prive di senso se si pensa che alla manifestazione erano presente degli elementi di Militia Christi che hanno plaudito alle parole del Generale Torre, ponendo sul posto una corona d’alloro per le truppe pontifice, segno evidente di  una manifestazione preordinata e preorganizzata;
dopo la caduta di stile del Ministro La Russa, che intende parificare Partigiani e Repubblichini, abbiamo Alemanno e Cutrufo che intendono cambiare la storia d’Italia, appare chiaro che è in atto un processo di revisionismo storico in senso fascista e clericale;
Il Consiglio Comunale esprime ferma condanna per l’accaduto e impegna il sindaco e la Giunta a:
·        presentare scuse ufficiali al glorioso Corpo dei Bersaglieri in memoria dei 49 caduti per la difesa del suolo patrio e per Roma Capitale d’Italia che si elencano in allegato.
·        attivarsi affinché quanto accaduto sabato 20 settembre 2008 non diventi qualcosa di ripetibile nei prossimi anni.

 

  1.. PAGUARI GIACOMO,
  2.. PALAZZOLI MICHELE
  3.. CASCARELLA EMANUELE
  4.. PARILLO GIACOMO
  5.. RIPA ALARICO
  6.. AGOSTINELLI PIETRO
  7.. CANAL LUIGI
  8.. GAMBINI ANGELO
  9.. BOSI CESARE
  10.. MATRICCIANI ACHILLE
  11.. MORRARA SERAFINO
  12.. ZOBOLI GAETANO
  13.. VALENZIANI AUGUSTO
  14.. SANTUNIONE TOMMASO
  15.. PERRETTO PIETRO
  16.. MARTINI DOMENICO
  17.. PAOLETTI CESARE
  18.. THEORISOD LUIGI  DAVID
  19.. RISATO DOMENICO
  20.. MARABINI PIO
  21.. LEONI ANDREA
  22.. IACCARINO LUIGI
  23.. IZZI PAOLO
  24.. CARDILLO BENIAMINO
  25.. GIANNITI LUIGI
  26.. CORSI CARLO
  27.. RAMBALDI DOMENICO
  28.. GIOIA GUGLIELMO
  29.. BONEZZI TOMMASO
  30.. SANGIORGI PAOLO
  31.. CALCATERRA ANTONIO
  32.. TURINA CARLO
  33.. ROMAGNOLI GIUSEPPE
  34.. MATTESINI FERDINAND
  35.. BERTUCCIO DOMENICO
  36.. ZANARDI PIETRO
  37.. COMPAGNOLO DOMENICO
  38.. BOSCO ANTONIO
  39.. MAZZOCCHI DOMENICO
  40.. CAVALLO LORENZO
  41.. TUMINO GIUSEPPE
  42.. MADDALENA DOMENICO
  43.. ALOISIO VALENTINO
  44.. BIANCHETTI MARTINO
  45.. DE FRANCISI FRANCESCO
  46.. SPAGNOLO GIUSEPPE
  47.. FRANCISI FRANCESCO SPAGNOLO
  48.. GIUSEPPE XHARRA LUIGI
  49.. RENZI ANTONIO

 

 

Le parole di Antonino Torre in occasione della commemorazione del XX settembre, la “pillola del giorno dopo” e la nostra video inchiesta: le non risposte di Marrazzo, l’urgenza di mobilitarsi per contrastare le azioni clericali della classe politica comunale e regionale.

 

La raccolta firme sull’anagrafe degli eletti

 

Le sette interrogazioni di iniziativa popolare, la certificazione ed il deposito

 

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani del fine settimana.

 

Varie ed eventuali

SABATO 20 SETTEMBRE 2008, ALLE ORE 11.30, A ROMA PRESSO LA SEDE DEL PARTITO RADICALE, IN VIA DI TORRE ARGENTINA, 76 – 3° PIANO

 

CONFERENZA STAMPA DI RADICALI ITALIANI

 

ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI
Sia garantito ai cittadini il diritto di conoscere per deliberare

 

Radicali Italiani presenta a Roma, e in contemporanea su tutto il territorio nazionale, l’iniziativa di cui sono già al corrente tutti gli 8102 comuni, le 110 province e le 20 regioni d’Italia.

 

Quasi ogni anno siamo chiamati ad eleggere una volta deputati e senatori, un’altra volta chi mandare al Parlamento Europeo, un’altra volta ancora il sindaco, il presidente della Regione o della Provincia, consiglieri circoscrizionali… E una volta che li abbiamo eletti, che cosa sappiamo di quello che fanno, che
dicono, che propongono?

 

Anagrafe pubblica degli eletti: in internet l’operato di un milione di eletti e nominati, tra deputati, senatori, consiglieri e consulenti per poter conoscere scelte e comportamenti di tutti gli amministratori, inserendo un elemento che finora ha connotato solamente i Parlamenti delle grandi democrazie anglosassoni.

 

Interverranno:

 

Massimiliano IERVOLINO, Segretario dell’Ass.ne Radicali Roma;

 

Sergio STANZANI, Presidente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

 

Cecilia D’ELIA, Vice Presidente della Provincia di Roma

 

Gianluca SANTILLI, Vice Capogruppo PD Municipio Roma VI

 

Demetrio BACARO, Tesoriere dell’Ass.ne Radicali Roma

Dichiarazione di Demetrio Bacaro, tesoriere dell’Associazione Radicali Roma:

”Mentre la maggior parte degli alunni romani e’ tornato a frequentare le lezioni già da qualche giorno, in una scuola dell’estrema periferia sud della capitale, a Morena, si attende ancora di poter iniziare, complice il ritardo sul termine dei lavori iniziati a giugno.
Venuti a sapere dello scandaloso ritardo con il quale torneranno in aula i bambini delle elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Fontanile Anagnino, ci siamo chiesti se lo stato di cose fosse noto agli amministratori capitolini. Innanzitutto vorremmo invitare l’assessore alla scuola, Marsilio, a partecipare all’inaugurazione dell’anno scolastico in quell’Istituto, che potrà avvenire solo lunedì prossimo; sarebbe l’occasione di poter sperimentare direttamente cosa significhi tornare fra i banchi spostati di aula, fra percorsi di”guerra” pericolosissimi dribblando materiali ed attrezzature di cantiere, con la palestra trasformata in deposito cantieristico temporaneo, la mensa inagibile (si mangeranno panini in quella scuola, invece di pasti caldi, per almeno 20 gg) e molti bagni fuori uso.
Ci e’ perfettamente chiaro che l’esposizione mediatica favorevole delle inaugurazioni di strutture nuove, in zone politicamente amiche, sia decisamente più gratificante; ma vorremmo chiedere alla Marsilio e magari al sindaco Alemanno: non avrebbero dovuto essere gli amministratori di tutti? Perché una dichiarazione così scopertamente banale e peraltro già prevista dal ruolo che si e’ scelto, viene disattesa tanto palesemente dopo solo poche settimane? L’Assessore Marsilio vuole continuare ad occuparsi di sollecitazioni al ministro circa l’istituzione delle quote sugli immigrati pro classe, a favorire le insegnanti di religione cattolica, a tagliare nastri al centro della città, magari ammiccando alle riforme del maestro unico del Ministro favoleggiando di nullafacentismo i docenti, o vorrà invece occuparsi di scoprire se ci sono stati illeciti e ritardi da parte delle ditte vincitrici d”appalto nella scuola di Morena? Vorrà chiedere scusa a bambini e genitori per essersi distratta dai suoi compiti istituzionali di garantire l’insegnamento dell’obbligo soprintendendo al funzionamento delle strutture? Saprà rinunciare al consenso scontato, per calarsi nel ruolo più umile ma necessario di risolutore delle istanze? Lunedì mattina alle 8.30 suonerà la campanella in quella scuola disagiata, bambini e genitori l’aspetteranno Assessore, consapevoli però che la politica vola alto, ha “impegni precedenti” ed esprimerà rammarico per non poterci essere; ma stia tranquilla ci saranno le maestre ad accoglierli, con la dedizione, la competenza e l’affetto di sempre, per insegnar loro nonostante tutto anche le regole del convivere civile e della democrazia; anche se dipinte spesso come l’anticamera dei parassiti sociali. Non dimentichi di informare il Ministro dell’esistenza di queste realtà, quando troverà, l’On. Gelmini,  il tempo rubandolo necessariamente all’esposizione mediatica dell’inaugurazione di scuole a San Giuliano di Puglia accanto a premier benedicenti o pastorali.
A quando una scuola riqualificata, garantita e sicura? Dovremo attendere gli sfortunati esiti dell’ennesima riforma salvifica nei propositi e fallimentare negli esiti o si può cominciare a sperare in una politica di prossimità, magari da parte di amministratori meno mediaticamente esposti e più civicamente impegnati? I bambini ed i genitori di Morena l’aspettano Assessore e la campagna elettorale e’ finita…ora ci vogliono fatti. Intanto i Radicali continueranno a stimolarla, su questi ed altri aspetti della scuola, sempre in attesa di alcune risposte….”

 

www.radicaliroma.com

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell’Associazione Radicali Roma:

 

“Voglio esprimere tutto il mio rammarico per quello che sta accadendo, o meglio per quello che non sta accadendo, sulla questione ospedali romani e la “pillola del giorno dopo”. In questi giorni ho più volte dichiarato di voler incontrare il Presidente Marrazzo per consegnargli la nostra video inchiesta che, ricordiamo, documenta come il 50% degli ospedali romani non prescrive la “pillola del giorno dopo”. E’ gravissimo il silenzio del Commissario alla Sanità che non dice una parola su quanto accade nei nosocomi romani. Spero che l’On. Marrazzo intervenga immediatamente, lo deve alle tante donne romane che durante i week-end si trovano in una condizione di forte disagio dovuta a quei numerosi medici che si richiamano illegalmente all’obiezione di coscienza su un farmaco anticoncezionale. Voglio sperare che la ricerca di nuove alleanze per le elezioni del 2010 non influenzino il Presidente nel suo comportamento, inoltre mi aspetterei che anche le forze laiche presenti in Regione Lazio si facessero sentire per ristabilire la legalità negli ospedali romani. Da parte nostra continueremo la nostra battaglia consegnando alla magistratura la nostra video inchiesta e cercando di incontrare il Presidente Marrazzo a costo di dormire fuori dal suo ufficio. Qualora la Sua indifferenza nei nostri confronti continuasse proporrò agli amici radicali per il futuro la “non collaborazione”, primo gradino del percorso della nonviolenza contro il mantenimento dello status quo.”