MODELLO Dl PARTITO E MODELLO RADICALE

 

 

 

Teorie della prassi? Che fine hanno fatto? Possibili (se sì, quali?) nuovi modelli di “partito” e quale rapporto (ad esempio “continentali” italiani e/o in paesi anglosassoni) con i sistemi istituzionali e politici circostanti? E’ possibile immaginare l’equivalente contemporaneo del “partito del lavoro” e/o dei Sindacati a partire dai nuovi “lavori”, dai nuovi “produttori”? E l’organizzazione politica degli e con gli “ultimi” delle varie aree del mondo? Ad esempio: “dal corpo dei malati al cuore della politica”, “degli sterminandi per fame, sete, guerre e pandemie”, “Terzo Stato possibile, se c’è coscienza di sè”; e, ancora…

 

 

 

Il “modello radicale” quale esiste ininterrottamente da 50 anni può fornire nell’immediato elementi utili per le nuove necessità “costituenti” di soggetti politici nuovi, per es. per la nuova situazione italiana, per i “vuoti” istituzionali (e politici?) a sinistra, e per la gestione dell’ammasso sociale populista, di ex-”destra”, conquistata da Berlusconi? “Nessuno tocchi Caino”, “Associazione Luca Coscioni”, “Non c’e Pace senza Giustizia”, “E.R.A.”, l’embrione organizzativo di “2008: Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, la Democrazia, il Diritto, la Libertà” possono divenire strutturalmente, formalmente, politicamente, soggetti politici animati, governati e diretti da “doppie tessere” (o triple, ecc. .) Stesso discorso puà aprirsi per il Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty. Può essere o no “modello” per organizzare lotte di un Movimento radicalmente laico socialista liberale federalista nonviolento con l’obiettivo della progressiva e programmata conversione delle strutture e delle spese militari in civili, a gestione di un’Onu che divenga comunità delle e della democrazia?

 

 

 

ALTERNATIVA POLITICA AMBIENTALISTA

 

 

 

La situazione critica nella quale si trova in particolare il soggetto politico verde, ambientalista italiano non può non riguardare intimamente la galassia radicale, il comune vissuto, al di là della divaricazione di questi ultimi anni. A livello europeo sopravvive una buona intesa ma ci sembra ormai maturo un rilancio profondo, più direttamente centrato sulla catastrofe denunciata 40 anni fa come “bomba demografica”, ormai in esplosione continua, terrificante. Il neonatalismo viene rilanciato come obiettivo di senso comune apolitico, come negli anni trenta/cinquanta da fascismi, comunismi, clericalismi ed ora trova nei fondamentalismi vatican-talebani, razzisti e confessionali, una pressione enorme. Il problema energetico, in connessione con lo sterminio per fame, sete, pandemie e guerre, trova nuove “attualità”, come in queste settimane… A Chianciano sarebbe auspicabile che i più autorevoli ed aggiornati scrittori, giornalisti, accademici, polemisti su questo tema accettino di dare un contributo e riattualizzare un dibattito che in Italia vede il PD, oltre che il PdL, paralizzato, se non trova nella iniziativa politica esterna la forza di superare le contraddizioni interne nella buona direzione. Quindi, da una parte sarebbe auspicabilissimo che compagni come Marco Boato, come tutti coloro che condivisero lotte, speranza e disperazione di Alex, gli attori principali del movimento verde, civico, laico, compagne e compagni a cominciare da Monica Frassoni, e lo stesso Dany C.B. E i Lerner? E la destra ecologista “liberale”?

 

Dibattito sui risultati delle amministrative romane

 

 

Discussione sulle osservazioni del Presidente in mailing list

 

 

Assemblea dei mille a Chianciano

 

 

Varie ed eventuali

Cara, caro… ,

 

con inevitabile inadeguata celerità, l’”Assemblea dei Mille” che abbiamo preannunciata e prevista per il 2, 3 e 4 maggio a Chianciano sta ora cominciando a prender forma e a confermare la grande opportunità che presenta non solamente per noi (noi della galassia radicale e della componente liberal-socialista del PS di Mauro Del Bue, che è con me proponente di questo appuntamento).

 

L’esito delle elezioni, così grave, così rivoluzionante gli assetti di regime, rende manifestamente necessario e possibile tentare una riflessione, un dibattito al massimo “aperti”, sul da fare a partire da punti di vista differenti, ancor ieri distanti, estranei, anche avversi. È bene, penso, non dimenticare quanto in tutto questo v’è di conseguenze del pieno successo dell’operazione Rosa nel Pugno, alternanza per l’alternativa. La dissoluzione della legislatura ne è stata conseguenza obbligata, sfascista, da parte degli assetti di regime manifestamente messi in crisi; crisi che è tuttora in pieno corso. Perfino il “vincitore” delle elezioni ha ora problemi e pericoli da governare (o sgovernare) impensabili due anni or sono. L’”alternativa storica” del Partito Democratico, che ha rianimato la piazza, esce però contemporaneamente indebolita nelle urne e, ora, nel dopo-voto, è espost! a a contraddizioni e difficoltà che mi appaiono gravemente sottovalutate. Quanto alla Destra vincitrice, in queste ore, sembra che A.N. non esista più e la Lega dominatrice…

 

Sembra. Così come sembra che Di Pietro sia dominus di una alleanza con il PD. Sembra.

 

L’”Assemblea dei Mille” – ad oggi, a quest’ora, può contare sulla partecipazione di Khaled Fouad ALLAM; Marco BOATO; Cinzia DATO; Biagio di GIOVANNI; Roberto DEFEZ; Carlo FLAMIGNI; Grazia FRANCESCATO; Luca GIANAROLI; Luigi MANCONI; Ignazio MARINO; Fabio PAMMOLLI; Mario PATRONO; Tommaso PELLEGRINO; Paolo PILLITTERI; Aldo LORIS ROSSI; Piergiorgio STRATA, fra gli altri, OLTRE, beninteso, vecchi e nuovi parlamentari radicali e le dirigenze dei soggetti della galassia. Adesioni particolarmente significative devono esserci confermate nelle prossime ore e – ne sono certo – nei prossimi 3/4 giorni. Con Marco Cappato – al cui impegno si devono la maggior parte delle adesioni di già confermate e di quelle che attendiamo – siamo in queste ore a Strasburgo, dove speriamo di poter acquisire subito altre presenze politiche e parlamentari.

 

Come immagini, queste prime adesioni che comunicheremo nelle prossime ore anche da Radio Radicale e dai vari siti, divenendo di dominio pubblico, dovrebbero molto aiutarci per passare ben presto a dover risolvere i problemi della organizzazione; dell’ordine dei lavori della Assemblea.

 

Naturalmente, intendiamo invitare esponenti di tutte le forze politiche interessate a cogliere l’opportunità di questo appuntamento. Ma anche – direi soprattutto – quanti per i loro studi, le loro professioni scientifiche e accademiche possono alimentare un dibattito sulla obiettiva urgenza di riforme anche formali e strutturali dei soggetti politici e sociali coinvolti in una generale crisi. Una crisi che potrebbe divenire di crescita e di rafforzamento dei residui di democrazia e di legalità, che connotano la realtà italiana.

 

Per concludere, un accenno alla nostra situazione: più che mai siamo riusciti a schivare, a neutralizzare un ennesimo e manifesto tentativo di eliminarci. Francamente, non sarei certo che coloro che l’hanno tentato avranno, loro, maggiore durata e forza da spendere.

 

Ti allego un paio di appunti di lavoro sui quali abbiamo sollecitato l’attenzione di alcuni partecipanti all’assemblea.

 

E, per la tua e vostra partecipazione, ti segnalo le condizioni davvero straordinarie che siamo riusciti ad ottenere da una Chianciano che, onestamente, continua a sorprenderci per le condizioni di soggiorno e di attività che riesce tuttora ad assicurare. Sai come accade: conviene evitare di decidere all’ultimo momento, potrebbe essere troppo tardi.

 

Ciao, in quei giorni compio l’ultimo passo per divenire poi a pieno titolo un giovane ottantenne. Son certo che sarà festa nostra, e non solo mia.

 

Ciao,
Marco
pannella@radicali.it

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1) MODELLO DI PARTITO E MODELLO RADICALE

 

Teorie della prassi? Che fine hanno fatto? Possibili (se sì, quali?) nuovi modelli di “partito” e quale rapporto (ad esempio “continentali” italiani e/o in paesi anglosassoni) con i sistemi istituzionali e politici circostanti? È possibile immaginare l’equivalente contemporaneo del “partito del lavoro” e/o dei Sindacati a partire dai nuovi “lavori”, dai nuovi “produttori”? E l’organizzazione politica degli e con gli”ultimi” delle varie aree del mondo? Ad esempio: “dal corpo dei malati al cuore della politica”, “degli sterminandi per fame, sete, guerre e pandemie”, “Terzo Stato possibile, se c’è coscienza di sé”; e, ancora…

 

Il “modello radicale” quale esiste ininterrottamente da 50 anni può fornire nell’immediato elementi utili per le nuove necessità”costituenti” di soggetti politici nuovi, per es. per la nuova situazione italiana, per i “vuoti” istituzionali (e politici?) a sinistra, e per la gestione dell’ammasso sociale populista, di ex-”destra”, conquistata da Berlusconi?
“Nessuno tocchi Caino”, “Associazione Luca Coscioni”, “Non c’è Pace senza Giustizia”, “E.R.A.”, l’embrione organizzativo di “2008: Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, la Democrazia, il Diritto, la Libertà” possono divenire strutturalmente, formalmente, politicamente, soggetti politici animati, governati e diretti da “doppie tessere” (o triple, ecc…). Stesso discorso può aprirsi per il Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty.

 

Può essere o no “modello” per organizzare lotte di un Movimento radicalmente laico socialista liberale federalista nonviolento con l’obiettivo della progressiva e programmata conversione delle strutture e delle spese militari in civili, a gestione di un’Onu che divenga comunità delle e della democrazia?

 

 

2) ALTERNATIVA POLITICA AMBIENTALISTA

 

La situazione critica nella quale si trova in particolare il soggetto politico verde, ambientalista italiano non può non riguardare intimamente la galassia radicale, il comune vissuto, al di là della divaricazione di questi ultimi anni. A livello europeo sopravvive una buona intesa ma ci sembra ormai maturo un rilancio profondo, più direttamente centrato sulla catastrofe denunciata 40 anni fa come “bomba demografica”, ormai in esplosione continua, terrificante. Il neonatalismo viene rilanciato come obiettivo di senso comune apolitico, come negli anni trenta/cinquanta da fascismi, comunismi, clericalismi ed ora trova nei fondamentalismi vatican-talebani, razzisti e confessionali, una pressione enorme.
Il problema energetico, in connessione con lo sterminio per fame, sete, pandemie e guerre, trova nuove “attualità”, come in queste settimane…
A Chianciano sarebbe auspicabile che i più autorevoli ed aggiornati scrittori, giornalisti, accademici, polemisti su questo tema accettino di dare un contributo e riattualizzare un dibattito che in Italia vede il PD, oltre che il PdL, paralizzato, se non trova nella iniziativa politica esterna la forza di superare le contraddizioni interne nella buona direzione.
Quindi, da una parte sarebbe auspicabilissimo che compagni come Marco Boato, come tutti coloro che condivisero lotte, speranza e disperazione di Alex, gli attori principali del movimento verde, civico, laico, compagne e compagni a cominciare da Monica Frassoni, e lo stesso Dany C.B. E i Lerner? E la destra ecologista “liberale”?

Succede, di solito, a ferragosto. O nelle ore prima delle elezioni, quando meno te l’aspetti. Oppure, meglio ancora, quando la stanza dei bottoni sembra vuota. Tipicamente italiana, la regola ha funzionato anche in questa occasione, mentre il sindaco vecchio non c’è più e quello nuovo non è ancora arrivato, Che Walter Veltroni non avesse avuto alcuna voglia di trovarsi invischiato nella vicenda del palazzetto di proprietà del Senato a largo Toniolo, era noto: non per nulla la questione del cambio di destinazione d’uso da abitazione a uffici era stata finora lasciata a bagnomaria. Ma che questa sarebbe stata una patata bollente per chiunque avesse preso al Campidoglio il posto del segretario del partito democratico era altrettanto evidente.

 

 

 

Così ci ha pensato il commissario straordinario del Comune, Mario Morcone, un prefetto (e per questo al di sopra di ogni sospetto politico) a togliere a tutti le castagne dal fuoco, accettando a sorpresa, il 9 aprile, la richiesta del Senato. E palazzetto di largo Toniolo, acquistato nel 2003, potrà ora essere tranquillamente sventrato per far posto a una settantina di uffici, e forse anche a un parcheggio interno per motorini (!). Completando così l’accerchiamento dei palazzi del potere al rione di Sant’Eustachio, con i pochi residenti superstiti ridotti a cornice di un enorme arrogante parcheggio di auto blu e vetture dei dipendenti del Senato.

 

 

 

In questa storia l’unico politico che non ha forse nulla da rimproverarsi è il giovane capogruppo dei radicali al Campidoglio, Mario Staderini, che testardamente si è sempre messo di traverso in consiglio comunale facendone una battaglia contro l’invasione del centro storico da parte della politica. Ottenendo all’inizio anche qualche risultato. Un anno fa il primo Municipio aveva infatti bocciato la richiesta di cambiare la destinazione d’uso. Nell’occasione, su questo giornale, ricordammo le parole pronunciate da Veltroni appena qualche giorno prima, mentre già infuriavano le polemiche sui costi della politica: «Quando i partiti si fanno casta di professionisti, la principale campagna antipartiti viene dai partiti stessi». Ma evidentemente qualcuno le ha dimenticate molto in fretta.

 

Corriere della Sera ed.Roma pag.2

“DONNE IN SICUREZZA”
Per vincere a Roma

Testimonianze a confronto

Giovedì 24 Aprile ore 17.30

TEATRO EUCLIDE
P. zza Euclide 34/a

Moderatore Gabriella Moscatelli,
Presidente Associazione il Telefono Rosa

Interverranno:

On. Rita Bernardini
Monica Cirinnà
Daniela Monteforte
Gemma Azuni
Maria Grazia Passuello
Nada Graziani
Elena Impronta
Elisabetta Maggini

Cara, caro, 

      il 27 e 28 aprile si voterà al ballottaggio per il sindaco di Roma e per il Presidente della Provincia. Noi vi invitiamo a votare Rutelli e Zingaretti, che abbiamo sostenuto con la nostra lista già al primo turno, e a non votare i candidati del PdL.    

     Non apparteniamo al Partito Democratico di Rutelli e Zingaretti e non abbiamo mai fatto parte dell’assetto di potere che ha caratterizzato, al Comune, alla Provincia e alla Regione, le Amministrazioni di centro sinistra. Le abbiamo anzi spesso criticate in nome di una idea di Città e di Capitale laica, moderna, tollerante e di una Amministrazione trasparente e non opaca, attenta agli interessi generali dei cittadini piuttosto che sollecita nei confronti di potenti interessi particolari, capace di affrontare i problemi di sviluppo metropolitano e di assicurare un efficace governo del territorio e servizi adeguati. Ci siamo sempre battuti, quando e come abbiamo potuto, per liberare la politica e l’amministrazione dalle ipoteche partitocratriche che impediscono un fisiologico funzionamento della democrazia e lo abbiamo fatto non solo nei confronti della Giun! ta regionale guidata da Storace ma – quando è stato necessario – anche delle giunte di centro sinistra. 

      E allora perché vi invitiamo a votare Francesco Rutelli come Sindaco di Roma e Zingaretti come Presidente della Provincia? E’ presto detto. Perché l’idea di città che ci viene proposta dalla destra è ancora più lontana dalla nostra: è quella di una città chiusa in se stessa e  intollerante, gretta e impaurita e di una amministrazione ugualmente se non maggiormente lottizzatrice, partitocratica, antimeritocratica e ancora più cedevole – come è stato per le giunte di centro-destra del passato – nei confronti dei poteri forti, a cominciare da quello del Vaticano, e degli interessi corporativi. La loro non è la città che sperate. La loro non è la città che possiamo desiderare.

      Per la Roma laica e dei diritti civili, aperta alla cultura e alla innovazione, che ha saputo trasformarsi nel giro di una generazione da città burocratica in moderna metropoli industriale, la scelta di domenica prossima non sarà indifferente, non sarà neutrale. Per questo vi chiediamo, vi chiedo di votare per Rutelli sindaco e per Zingaretti Presidente della Provincia.

Emma Bonino

 

Diminuiscono le interruzioni volontarie di gravidanza, si diffonde lentamente, a livello regionale, l’uso della pillola Ru486, e soprattutto è buono lo stato di salute della legge 194 che, “come i dati a disposizione confermano, ha permesso un cambiamento sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro Paese e il raggiungimento degli obiettivi attesi”. E’ quanto afferma il ministro della Salute, Livia Turco, illustrando i dati contenuti nella “Relazione annuale sull’attuazione della 194/1978″ trasmessa oggi al Parlamento, che contiene i numeri preliminari per l’anno 2007 e quelli definitivi per il 2006. Una legge, spiega Turco, “non solo efficace, ma saggia e lungimirante, rispettosa dei principi etici della tutela della salute della donna e della responsabilità femminile rispetto alla procreazione, del valore sociale della maternità e del valore della vita umana dal suo inizio”. Il ministro ribadisce pertanto “la necessità non di una sua modifica, ma di un rinnovato impegno programmatorio e operativo da parte di tutte le istituzioni competenti, delle operatrici e degli operatori dei servizi”.

Aborti in diminuzione nel 2007. L’anno scorso sono state praticate 127.038 interruzioni di gravidanza, con un calo del 3% rispetto al 2006 (131.038 casi) e del 45,9% nel confronto con il 1982, l’anno in cui si è registrato il più alto numero di interventi (234.801 casi). La diminuzione complessiva del 2007 è dovuta al calo netto degli aborti tra le donne italiane, (-3,7% rispetto al 2006 e -61,4% sul 1982). Le immigrate invece continuano a fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza sempre più numerose, con un 4,5% in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di abortività (numero degli interventi per mille donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’aborto, nel 2007 è risultato pari a 9,1 per 1.000 a fronte del 9,4 per 1.000 del 2006 e del 17,2 per 1.000 del 1982.
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Obiezione in aumento. Si fa sempre più numeroso fra i medici il fronte del no all’aborto. Nel 2007 i ginecologi obiettori in Italia hanno raggiunto quasi il 70%, contro il 58,7% del 2003, mentre gli anestesisti sono passati dal 45,7% del 2003 al 50,4% del 2007 e il personale non medico dal 38,6% al 42,6%. Secondo i dati comunicati dalle Regioni, nel Sud la crescita è maggiore, e in alcune Regioni addirittura i dati raddoppiano. In Campania l’obiezione per i ginecologi è salita dal 44,1% all’83%, per gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%, per il personale non medico dal 50% al 74%. Tendenza simile anche in Sicilia, dove i ginecologi obiettori sono passati dal 44,1% all’84,2%, gli anestesisti dal 43,2% al 76,4% e il personale non medico dal 41,1% al 84,3%. Non mancano alcune regioni del Nord, come il Veneto, in cui l’obiezione è superiore al dato nazionale: qui i ginecologi che non effettuano interruzioni di gravidanza sono il 79,1%, gli anestesisti il 49,7% e il personale non medico il 56,8%.

Obiezione, Turco: “Ma i servizi siano garantiti”. Nella relazione, Turco raccomanda “di monitorare l’adeguata offerta delle prestazioni in relazione all’aumento del fenomeno dell’obiezione di coscienza da parte del personale dei servizi, al fine sia di garantire la libertà di obiezione, riconosciuta dall’articolo 9 della legge 194, sia di assicurare la continuità assistenziale. Infatti in alcune Regioni l’obiezione di coscienza ha raggiunto livelli tali – afferma il ministro – da prefigurare un’oggettiva condizione di grave difficoltà per le donne nell’accesso ai servizi. In questo senso, si ribadisce che sono le Regioni, in applicazione del medesimo articolo 9 della normativa, che devono controllare e garantire l’attuazione della legge, anche attraverso la mobilità del personale”.

Invariato il numero dei terapeutici, in diminuzione i clandestini. Il numero degli aborti terapeutici, ovvero quelli effettuati dopo il 90esimo giorno di gravidanza, è rimasto invariato. La loro percentuale nel 2006 è stata del 2,9%, di cui il 2,2% effettuati tra la 13esima e 20esima settimana, e lo 0,7% dopo la 21esima settimana. Quanto agli aborti clandestini, la relazione fornisce un dato più aggiornato e contenuto. Nel rapporto precedente, la stima per il 2005 era presunta in circa 20mila. Ora, invece, si stima che gli aborti clandestini nel 2005 siano stati circa 15mila, dato inferiore a quello del 1983, in cui si valutava fossero 100 mila, e che riguarda solo le italiane. Per le straniere non si dispone di stime affidabili.

<!– do nothing –>Ru486, ancora fase sperimentale. Se in paesi come Francia, Gran Bretagna e Svezia, nel 2006 più di un quarto delle donne ha scelto l’aborto farmacologico, in Italia il ricorso alla pillola RU486 è ancora alla fase sperimentale. Dal 2005 al 2007 sono state 2.353, in totale, le donne che vi hanno fatto ricorso, e sei le regioni che l’hanno utilizzata. In particolare, si è iniziato nel 2005 in Piemonte e Toscana, che hanno utilizzato il mifepristone – principio base della RU486 – in 132 casi. Nel 2006 le regioni che l’hanno usata sono salite a cinque (Piemonte, Trento, Emilia Romagna, Toscana e Marche) per un totale di 1.151 casi (pari allo 0.9% delle interruzioni volontarie di gravidanza effettuate). Anche nel 2007 sono state cinque le Regioni in cui si è adoperata la RU486, ma con una novità: per la prima volta l’ha sperimentata una regione del Sud, la Puglia, oltre a Trento, Emilia Romagna, Toscana, e Marche. Complessivamente i casi sono stati 1.070 – ipotizzando che il valore della Toscana, che non è riuscita a fornire il dato, sia rimasto invariato.
<!– do nothing –><!– fine TESTO –>

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e neoeletta alla Camera dei Deputati, e dell’Avv. Giuseppe Rossodivita, Responsabile Giustizia della Giunta di RI

 

Il 24 aprile prossimo sarà un momento importante per migliaia di giovani arrestati e processati per qualche piantina di cannabis coltivata sul proprio balcone. E’ urgente una mobilitazione nazionale di RI e di tutte le Associazioni, i Partiti ed i Movimenti antiproibizionisti italiani.

 

Con provvedimento del Primo Presidente della Corte di Cassazione è stato rimesso alle Sezioni Unite, fissate per il prossimo 24 aprile, il ricorso vertente sulla configurabilità o meno del reato produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’art. 73 del d.p.r. n. 309/1990 e successive modifiche, nel caso in cui si effettui la coltivazione di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti adducendo quale giustificazione la destinazione ad uso personale del prodotto ricavabile dalle stesse.

 

Sul punto, come noto, si era ingenerato un contrasto a seguito di alcune decisioni, assunte nel corso del 2007 dalla sesta sezione, che hanno ritenuto non riconducibile la specifica attività in questione alla nozione di coltivazione, bensì a quella di detenzione, con la conseguente possibilità di verificare la destinazione ad un uso esclusivamente personale. Essendosi la sezione quarta pronunciata, anche di recente, in senso difforme, il collegio della quarta sezione, con sentenza del 7 marzo ultimo scorso ha ritenuto di dovere evitare il protrarsi del contrasto richiedendo un intervento nomofilattico da parte delle Sezioni Unite, opzione condivisa dal Primo Presidente della Corte di Cassazione.

 

In attesa di una profonda riforma della legge sugli stupefacenti, così come modificata dal duo Fini-Giovanardi, e di un’iniziativa per la quale ci faremo virus nel PD, si consumerà, il 24 aprile, un momento decisivo per migliaia di giovani sotto processo per aver coltivato qualche piantina di cannabis, magari sul balcone della propria abitazione, pur di sottrarsi al mercato criminale alimentato dalle leggi proibizioniste.

 

Sono possibili colpi di mano rispetto ad un orientamento non proibizionista, ragionevole e ragionato, di recente più volte ribadito dalla Sesta Sezione Penale della Corte.

 

Per queste ragioni giovedì 24 aprile a Roma, dalle ore 9.30, Radicali Italiani terrà una manifestazione alla quale ha invitato tutte le Associazioni, i partiti e i movimenti antiproibizionisti italiani, per aspettare la sentenza delle Sezioni Unite in Piazza Cavour, sede della Corte di Cassazione, lato Cinema Adriano.

Ricordiamo che le riunioni sono aperte a tutti. Partito Radicale via di Torre Argentina 76 III piano. Segue l’ordine del giorno.

 

Dibattito sul voto amministrativo a Roma

 

Ballottaggio

 

Assemblea di Chianciano

 

Varie ed eventuali