Battaglia ha respinto la richiesta di calendarizzazione. Epolis pag. 26.

Ieri mattina, la proposta di calendarizzazione delle delibere popolari presentata dai radicali e  dal coordinamento Legalità e partecipazione, presentata durante la riunione dai capigruppo Quadrana della Rosa nel Pugno e Bonessio dei Verdi, è stata respinta per l’opposizione del capogruppo Pd Pino Battaglia. Per un semplice motivo, ha spiegato: «Sono già all’ordine dei lavori delle prossime sedute del Consiglio comunale delibere, per le quali le richieste di deroga di alcune forze dell’opposizione ci impegneranno per più sedute consiliari. Gli sviluppi della situazione politica nazionale che conosceremo nelle prossime ore consentirà una più seria e coerente programmazione dei lavori dell’Aula». «Il partito democratico del sindaco Veltroni ha perso un’altra occasione per dare un segno positivo di discontinuità, interrompendo la retorica democratica dando attuazione allo statuto, alle legalità, alla democrazia», hanno dichiarato il Radicali che hanno annunciato per domani alle 17 una manifestazione in piazza del Campidoglio. La priorità della calendarizzazione è stata reclamata anche da An, che con Marco Marsilio ha fatto sapere di «aver votato contro la calendarizzazione così come è stata proposta da Battaglia, al contrario di quanto dichiarato dai Radicali».

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Prendiamo atto con soddisfazione di quanto reso noto dal capogruppo di AN Marco Marsilio, ovvero che lui e gli altri capigruppo di centrodestra hanno chiesto a gran voce nella conferenza dei capigruppo la calendarizzazione delle delibere popolari non votate. Non ne eravamo a conoscenza, ma se così fosse lo scandalo sarebbe di portata ancora maggiore, in quanto ad essere inascoltate sarebbero le istanze di quasi un terzo del Consiglio comunale e non di due soli gruppi.
Quanto a presunti eroismi, noi Radicali riteniamo che il Consiglio comunale, nella sua totalità, abbia la responsabilità di aver atteso la nostra iniziativa per iniziare a discutere il suo rientro nella legalità. In questi tre anni, infatti, nessun consigliere comunale si è mobilitato per far votare le delibere popolari nei termini di legge.
A cominciare dal partito di maggioranza relativa in Consiglio, il cui capogruppo, Pino Battaglia, sembra invece in totale confusione: la calendarizzazione ed il voto delle delibere di iniziativa popolare è una questione di legalità e non di opportunità politica.
Oggi pomeriggio noi saremo in piazza del Campidoglio per chiedere il rientro della legalità del Consiglio comunale, loro a dire “signorsì” all’ennesimo palazzo trasformato da appartamenti in uffici per il Senato.

 

A pochi giorni dal probabile scioglimento del Consiglio comunale, il PD respinge l’ordine del giorno proposto da Rosa nel Pugno e Verdi per calendarizzare le delibere di iniziativa popolare: «non sono priorità»

Roma, 30 gennaio 2008 – Questa mattina è arrivata sul tavolo della capigruppo la proposta avanzata dai comitati cittadini e radicali uniti nel coordinamento “Legalità e partecipazione” che chiedevano il rientro nella legalità dell’amministrazione capitolina e dunque la calendarizzazione delle delibere popolari presentate negli ultimi anni e mai discusse dal Consiglio. Le istanze del coordinamento avanzate durante la riunione dai capigruppo Quadrana della Rosa nel Pugno e Bonessio dei Verdi, sono state respinte a causa dell’opposizione del rappresentante del gruppo del Partito Democratico Giuseppe Battaglia, nel silenzio del Presidente Coratti e degli altri capigruppo presenti, nonostante nei giorni precedenti avessero espresso il loro favore per un’immediata calendarizzazione.

Il partito democratico del Sindaco Veltroni ha perso un’altra occasione per dare un segno positivo di discontinuità, interrompendo la retorica democratica dando attuazione allo statuto, alle legalità, alla democrazia.

Il coordinamento “Legalità e partecipazione” rilancia il presidio di domani, giovedì 31 gennaio alle ore 17, davanti al Campidoglio.

Simone Sapienza, RadioRadicale.it , Coordinatore dell’iniziativa “Legalità e partecipazione”

Mario Staderini, Direzione di Radicali Italiani

Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma

Le richieste del Coordinamento:

Immediata calendarizzazione di tutte le Delibere di Iniziativa Popolare presentate nel corso delle ultime due consiliature e ancora giacenti, secondo quanto disposto dagli articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e di Iniziativa Popolare (deliberazione del Consiglio comunale n. 101 del 14 giugno 1994).

Nella fattispecie:

1) Rapida votazione delle Delibere di Iniziativa Popolare già esaminate degli uffici competenti dovranno essere tempestivamente sottoposte a votazione del Consiglio Comunale:

- Delibera di iniziativa popolare per la stesura di un piano regolatore dell’elettrosmog sul territorio comunale;

- Delibere di iniziativa popolare per l’introduzione del diritto di voto attivo e passivo alle elezioni comunali e municipali per i cittadini stranieri non comunitari e apolidi

2) Le Delibere di Iniziativa Popolare che non abbiano seguito l’iter previsto dallo statuto, dovranno essere tempestivamente esaminate, previa audizione delle relazioni dei primi firmatari delle proposte in oggetto.

3) Immediata attuazione della Delibera di Iniziativa Popolare approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale in data 6 febbraio 2006, per la progettazione partecipata di un nuovo sistema sostenibile per la periferia est di Roma (da Saxa Rubra alla Laurentina), incentrato sull’utilizzo del tram o di un mezzo a trazione elettrica ed ecologica equivalente;

4) Siano rese disponibili le relazioni sul rendimento degli istituti di partecipazione che il Sindaco Veltroni, a norma di regolamento, avrebbe dovuto presentare al consiglio.

5) Adeguata pubblicizzazione delle Delibere di Iniziativa Popolare e di tutti gli altri istituti di partecipazione previsti dallo Statuto del Comune di Roma e dal Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e di Iniziativa Popolare, attraverso la predisposizione di uno spazio all’interno del sito del Comune di Roma interamente dedicato alla democrazia diretta.