CANDIDATIPREF.

6GIANLUCA QUADRANA 2.409

1EMMA BONINO 1.674

38ANTONIO MADAMA 1.146

2ATLANTIDE DI TOMMASO 888

46UMBERTO OLIVA813

4GIAN ROBERTO LOVARI detto ROBERTO769

30ANTONIO DI MARIO758

44SANDRO NATALINI 537

15ROCCO BELFRONTE 464

5MARIO STADERINI 412

3DIEGO SABATINELLI 337

23ALBERTO D’ETTORRE 210

8FABIO SCHIETROMA 166

9GIUSEPPE ROSSODIVITA 164

41FRANCESCO MONTALI 147

16VINCENZO BELMONTE 147

43GIANFRANCO NASCIMBEN 138

24MASSIMO D’ONOFRIO 138

12CARLA ANDREOLI 108

17PAOLO BRIZZI 107

14BORIS AVRAMOV GIULIVI 104

33SCILTIAN GASTALDI 95

11BRUNO TESCARI 69

39GIUSEPPE MARCHETTI 67

10CATIA SIMMI detta KATIA 66

20MAURO CHERUBINO 65

37ANGELO LOTITO 59

31ANTONIO GAGLIARDE 56

54GIUSEPPE SANETTI 53

22GIANFRANCO COCCHI 49

7SARA ROSSI 48

55MAURIZIO SARACINI 39

47LAPO ORLANDI 38

36CHIARA LALLI 37

27MICHELE DE LUCIA 23

26GUERINO DE LUCA 22

52CARLA ROSSI 21

56ROMANO SCOZZAFAVA 19

45ALESSANDRO NEGRONI 18

49MARIA PAMINI 18

50ALESSANDRA PINNA 15

28GIOVANNI DE PASCALIS 13

40MARIA TERESA MONTACCHINI 13

25JOSE’ DE FALCO 12

60PIERGIORGIO WELBY 11

35KATIA IACOBELLI 10

34GERMANA GRASSI 9

57ROSA MARIA SCUTERI detta ROSMA 9

19VIOLETTA CESARONI 8

13ALESSANDRA GIOIA AQUILINO 7

42GIANCLAUDIO MORINI 7

29SABRINA DI GIULIO 7

32DIEGO GALLI 6

18ANTONELLA CASU 4

59LUCIANA TURINA 4

48GIORGIO PAGANO 3

53SERGIO ROVASIO 3

58ANTONELLA SPOLAOR 2

21ISABELLA CIDONIO 2

51GINO ROGHI 1

Dibattito ed analisi del voto.

 

 

Dimissioni degli organi dirigenti , convocazione dell’assemblea straordinaria dell’associazione Radicali Roma.

 

 

Varie ed eventuali

 

Roma, 27 maggio 2006

Questa mattina, approfittando di un attimo di distrazione di un militante radicale, Rodolfo ROSCETTI, candidato al II Municipio di Roma con la Rosa Nel Pugno, i soliti imbecilli hanno disegnato svastiche su uno dei due camper a disposizione per la campagna elettorale. Da coraggiosi, quali sono, hanno aspettato della distrazione per compiere in pochi minuti la loro “opera artistica”. Fortuna vuole che Roscetti, intervenendo subito, ha impedito danni al veicolo; lo stesso ha provveduto a sporgere denuncia contro ignoti…questi simpaticoni rimangono sempre tali.
Ennesimo gesto, dopo quelli che si sono verificati durante la campagna per le politiche, di idiozia nazifascicogliona nei confronti della Rosa Nel Pugno. Si limitassero, come hanno fatto ieri, a sfilare su autocarri in camicia nera, saluto romano e cantando faccetta nera, da squadristi dei poveri quali sono, senza rompere le scatole alle campagne elettorali altrui. Ieri, mentre sfilavano, la gente li prendeva simpaticamente per i fondelli, oggi rischiano di essere presi per il culo senza il simpaticamente.
 
Diego SABATINELLI segretario associazione Radicali Roma  

Care amiche cari amici,

come forse saprai, alle elezioni comunali la Rosa nel Pugno è presente con un programma incentrato sulla necessità di restituire a Roma una progettualità svincolata dagli interessi corporativi e clericali, per farne una città più laica e moderna.

 

Dopo la prova delle elezioni politiche, quello delle amministrative è un passaggio determinante per la formazione e il consolidamento del nuovo soggetto politico laico, socialista, liberale, radicale di cui il paese ha bisogno e di cui si deve avviare al più presto la fase costituente.

 

Come capolista della Rosa nel Pugno a Roma, abbiamo dato vita a una campagna elettorale (purtroppo assai spesso clandestina) incentrata proprio sui temi della laicità, della libertà di ricerca, della trasparenza sulle grandi scelte della città, della riforma dei trasporti e della piena accessibilità per malati e disabili, di una politica sulle droghe alternativa alla repressione, dell’istituzione di un registro per le coppie di fatto.

 

La mia candidatura (come quella di Marco Cappato a Milano e di Daniele Capezzone a Torino) ha l’obiettivo soprattutto di sottolineare l’importanza dell’appuntamento elettorale, in particolare per i “nostri” temi, e anche per il futuro della Rosa nel Pugno. Se però lo scarso grado di conoscenza delle nostre proposte dovesse consentire soltanto a uno di noi di entrare in Consiglio comunale, è bene che risulti eletto per primo qualcuno pronto a dedicarsi al Consiglio comunale a tempo pieno, anzi pienissimo, e con il massimo dell’impegno.

 

Per la sua storia di militante radicale, ti invito a esprimere la preferenza per Diego Sabatinelli, scrivendo “SABATINELLI” sulla scheda, nello spazio a fianco della Rosa nel Pugno. La sua presenza come consigliere comunale sarebbe un fatto positivo e importante: in lui abbiamo fiducia per come da sempre ha partecipato alle iniziative e lotte radicali.

 

Emma Bonino

 

 

 

 

COME SI VOTA
La scheda per il Consiglio comunale e per il candidato a sindaco è di colore azzurro. L’elettore, con la matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto: tracciando un solo segno sul nominativo del candidato alla carica di sindaco o sul rettangolo che contiene il nominativo stesso. In tal modo, il voto si intenderà attribuito solo al predetto candidato sindaco; tracciando un solo segno sul contrassegno di una delle liste di candidati al consiglio collegate a taluno dei candidati sindaco. In tal modo, il voto si intenderà attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato; tracciando un segno sia su uno dei contrassegni di lista che sul nominativo del candidato sindaco collegato alla lista votata. In tal modo, il voto si intenderà parimenti attribuito tanto al candidato sindaco che alla lista collegata; tracciando un segno di voto sul rettangolo recante il nominativo alla carica di sindaco ed un altro segno di voto su una lista di candidati consiglieri non collegata al candidato sindaco. L’elettore potra’ altresi’ manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale, segnando, sull’apposita riga stampata sulla destra di ogni contrassegno di lista, il nominativo del candidato preferito appartenente alla lista prescelta, senza dover apporre alcun altro segno di voto sul relativo contrassegno, sempre che l’elettore non si sia avvalso della facolta’ del c.d. voto disgiunto, cioè di esprimere il voto per un candidato sindaco diverso da quello collegato alla lista del candidato consigliere. La scheda di colore rosa invece riguarda i presidenti e i consigli municipali.

TESSERA ELETTORALE
Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale. Chi avesse smarrito la propria tessera, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali (Via dei Cerchi 6, primo piano, oggi dalle 8.30 alle 17.30, da domani a sabato dalle 9 alle 19, domenica e lunedì nelle ore del voto). Gli elettori sono invitati a voler verificare se siano in possesso di tale documento, ed in mancanza a richiedere al più presto il duplicato, evitando di concentrare tali richieste nei giorni di votazione.

ASPIRANTI SINDACO
Si ripresenta il primo cittadino uscente Valter Weltroni (appoggiato da 12 liste). Lo sfidano Gianni Alemanno (appoggiato da 14 liste), Maurizio Giorgetti, Maria Larena, Valentina Valenti, Roberto De Santis, Stefano Fuccelli, Rita Casillo, Alessandra Sarti Magi, Umberto Nardinocchi, David Gramiccioli, Luca Romagnoli.

ROMA – “Niente più ricettario speciale per gli oppiacei. Ai malati più gravi renderò facile acquistare i farmaci antidolore”. La promessa è del ministro della Salute Livia Turco. Lo ha scritto in un messaggio inviato all’associazione Gigi Ghirotti in occasione della presentazione della quinta Giornata Nazionale del Sollievo che si svolgerà domenica.

Meno burocrazia e più preparazione del personale sanitario. L’Italia è il fanalino di coda nel mondo nell’uso degli oppiacei: è il terzultimo paese in Europa nel consumo pro capite di morfina. I centri di cure palliative enfatizzano la terapia del dolore ma la prescrizione di farmaci antidolore è consuetudine solo per una piccola parte della comunità medica. Eppure si può fare molto per alleviare la sofferenza dei malati più gravi, quelli senza più speranza.

“Negli ultimi anni – ha detto il ministro della Salute – sono stati fatti alcuni passi avanti: ad esempio è stata estesa la fascia di farmaci antidolore rimborsabili dal servizio nazionale. Ma i bisogni dei cittadini e le loro legittime aspettative sono cresciute, così come è cresciuta la loro consapevolezza sulle possibilità che la scienza e l’innovazione mettono a disposizione per migliorare la qualità della vita”. Il nocciolo è proprio la “qualità della vita”: politici e medici ripetono da tempo che è indispensabile migliorare “la qualità della vita dei malati oppressi da malattie croniche”, ma la pratica resta ancora lontana dalla teoria. Per questo il ministro Livia Turco ha fatto un’altra promessa a chi soffre: “Renderemo obbligatorio l’aggiornamento degli operatori e, in particolare, di alcune categorie, per esempio i medici di medicina generale”.  sedativi sono molto importanti per aiutare il riposo dei pazienti ma la scelta dei farmaci giusti, sempre più vasta e specializzata, è soffocata da norme che non ne riconoscono il valore terapeutico: “I cannabinoidi – spiega Augusto Saraceni, responsabile medico dell’hospice Floriani dell’Istituto tumori di Milano – sono stati inseriti dalla recente legge sulla droga tra le sostanze che non hanno valore terapeutico, mentre vi sono dati di ricerca di base e di tipo clinico che ne suggeriscono l’utilità nei malati con dolori cronici come nella sclerosi multipla e nelle lesioni spinali”.

Recentemente è stata annunciato che entro giugno sarà presentato al Consiglio regionale del Lazio la norma che consentirà ai malati gravi di coltivare nel giardino di casa cannabis a scopo terapeutico: “Vogliamo che venga riconosciuto a livello scientifico il valore terapeutico della canapa”, spiega Anna Pizzo di Rifondazione comunista, coordinatrice del disegno di legge. “La cannabis è utilissima per contrastare gli effetti collaterali delle terapie farmacologiche in malattie croniche”. Da quest’anno una terapia a base di cannabinoidi è sperimentata su ottanta malati di cancro ricoverati all’ospedale le Molinette a Torino e al Policlinico Umberto I di Roma, ma il Lazio sarebbe la prima regione in Italia dove l’uso della cannabis sarebbe gestito direttamente dal paziente insieme al proprio medico.

Il percorso resta però lungo, la sensibilità tra i medici scarsa e i preconcetti tra i pazienti difficili da sradicare: “Per questo – ha aggiunto il ministro – potremmo aumentare anche l’informazione verso i cittadini: spiegare loro l’efficacia dei farmaci antidolore. Quasi la metà di coloro che chiedono informazioni alle strutture sanitarie lamentano difficoltà di orientamento; fanno fatica a sapere con certezza quale è la struttura più idonea alla quale rivolgersi, qual è il percorso più virtuoso”.

<!– do nothing –>Resta però il problema della carenza di strutture, cronica, come le malattie che dovrebbero curare. Anche il ministro lo ha ammesso: “Si fa ancora poca assistenza domiciliare in ambito oncologico; il numero di posti letto degli hospice è distante dalla copertura del fabbisogno potenziale, con le evidenti disomogeneità tra Nord e Sud del Paese, e si presta poca attenzione al dolore dei bambini, come è dimostrato dalla scarsità di centri e servizi per la terapia del dolore in età pediatrica. Ma qualcosa faremo e lo faremo presto”. Promessa di ministro.

ROMA - Una cifra vicina a un milione di euro per il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, 55 anni, che sta lasciando il programma di protezione.
E’ quanto lo Stato verserà al pentito della cosca palermitana di Santa Maria di Gesù, quale “buonuscita” dopo 17 anni di collaborazione.

In pratica, si tratta della cosiddetta “capitalizzazione” con la quale potrà decidere anche di avviare una propria attività economica. Il pentito storico – tra i primi e i più importanti, insieme a Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno – vive ed è protetto negli Stati Uniti, dove ha una nuova identità e dove con tutta probabilità resterà.

Una scelta, quella di voltare le spalle a Cosa nostra, maturata nell’ottobre del 1989 e pagata a caro prezzo: a Bagheria furono massacrate la madre, la zia e la sorella, Leonarda e Lucia Costantino e Vincenza Marino Mannoia.

L’ammontare di questa sorta di liquidazione non è stato ancora definito, ma la cifra dovrebbe aggirarsi proprio attorno al milione di euro. L’ex capomafia, soprannominato “Mozzarella”, fedelissimo di Stefano Bontade, il “principe di Villagrazia”, e considerato il chimico di Cosa nostra perché specializzato nella raffinazione dell’eroina, depose anche durante l’inchiesta Andreotti: la sentenza che ha dichiarato la prescrizione per il senatore a vita per i fatti fino al 1980, si basa proprio sulle sue dichiarazioni.

  Ormai siamo a pochi giorni dal voto, un voto importante se si considerano le competenze che spettano agli enti locali, e quanto tali competenze possono incidere sulla qualità della vita dei cittadini; in modo particolare a Roma, dove il Consiglio comunale su molti fronti appare immobile, e la presenza invadente del Vaticano ha trovato subito riscontro nella gara ad accaparrarsi i voti dei movimenti e delle associazioni cattoliche, non dimenticando le parrocchie, dove si stima che la Chiesa è in grado di muovere l’8-10% dei voti, e per quella percentuale quasi tutti i partiti si uniscono al coro delle promesse, dei favori, delle genuflessioni.
In questa situazione, e dopo una lunga assenza dal Capidoglio, come militanti radicali riteniamo necessaria una presenza di consiglieri eletti che contrasti questa dilagante marmellata di moderati spalmati un po’ ovunque; consiglieri che possano portare all’interno dell’amministrazione le nostre battaglie di laicità e libertà, che ottengano importanti risultati in sinergia con l’attività dei nostri parlamentari, che possano fare di Roma una città più moderna, aperta, policentrica, laica…insomma europea.
Pensiamo sia possibile introdurre temi che senza la nostra presenza rischierebbero di rimanere esclusi da un dibattito sempre più monopolizzato dai clericali presenti nelle liste di entrambi gli schieramenti. Appoggiare il Sindaco Veltroni, e far parte dell’Unione, come già è accaduto con Prodi per le elezioni nazionali, può consentirci di portare al governo della città quel coraggio che fino ad oggi è mancato a questa amministrazione, e per questo, oltre al programma promosso dalla Rosa Nel Pugno, l’associazione Radicali Roma ha deciso di presentare anche proprie proposte alla cui stesura hanno collaborato i militanti che in questi anni hanno provato a garantire una presenza radicale nella Capitale, e sono stati premiati con la presenza tra i primi posti in lista del sottoscritto.
Abbiamo provato a competere con una vera campagna elettorale sul territorio, nonostante le difficoltà che può incontrare chi è abituato ad un’attività militante diversa rispetto agli altri soggetti politici, un’attività finalizzata a promuovere battaglie politiche, nazionali e locali, con un lavoro che non è certo equiparabile a quello svolto dalle tradizionali sezioni di partito. Direi una campagna necessaria.

Diego SABATINELLI
segretario associazione Radicali Roma candidato al Consiglio comunale di Roma.

TRASPORTI: Roma ha oggi 38 km di metropolitana (linee A+B) contro gli 85 di Milano, i 236 di Madrid, i 400 di Londra e Parigi. E’ dunque indispensabile realizzare, tutte insieme, le nuove linee metropolitane necessarie, coinvolgendo anche i capitali privati.Più in generale, è l’intero comparto del trasporto pubblico a dover essere aperto, come chiede l’Europa, all’imprenditoria privata.

URBANISTICA: Il centro storico è soffocato dalle funzioni direzionali, mentre le periferie sono state abbandonate ad una condizione di degrado, di marginalità, di assenza di qualità urbanistica e architettonica. Noi proponiamo una rivoluzione urbanistica radicale: un nuovo centro moderno nella caotica periferia EST della città, anche attraverso un programma di rottamazione dell’edilizia moderna priva di qualità.

CITTA’ METROPOLITANA E DECENTRAMENTO: Dopo 16 anni di balletti inconcludenti, il Parlamento deve intervenire con una legge che realizzi finalmente la Città metropolitana di Roma, estendendola all’intera Provincia. I Municipi di Roma potranno così diventare dei veri Comuni, ridotti nel loro numero, da 19 a 12, con notevole risparmio sui costi degli apparati politico-burocratici Per intanto, potenziamento e riordino delle competenze dei Municipi, con autonomia totale e gestione diretta delle risorse su commercio, occupazione suolo pubblico, affissione e pubblicità (ad esclusione delle piazze e vie di grande rilevanza storico-artistica).

COMMERCIO: Maggiore flessibilità degli orari e dei giorni di apertura degli esercizi commerciali, in modo da favorire anche lo sviluppo e la vivibilità delle periferie e di ogni area disagiata. Facilitare l’ingresso di nuovi imprenditori, agevolando l’acquisizione di nuove licenze.

OCCUPAZIONE E FORMAZIONE: Sostegno per la nascita di nuove imprese. Formazione continua finalizzata all’inserimento nei settori produttivi più richiesti. Diffusione di connessioni wireless ad internet, a basso costo, in tutte le periferie, anche attraverso le biblioteche comunali.

SANITA’ E DISABILITA’: Potenziare i controlli comunali per migliorare l’efficienza delle ASL e contribuire allo sviluppo dell’informatizzazione del sistema sanitario. Rendere accessibili a tutti le informazioni in tema di sessualità, contraccezione, interruzione di gravidanza, diritti delle donne. Favorire l’accesso ai servizi per il disabile anche attraverso una completa digitalizzazione dei testi nelle biblioteche comunali per i non vedenti.

BAMBINI E CARCERE. Realizzazione di una struttura per l’accoglienza delle madri detenute con figli in età inferiore ai 3 anni, come proposto dall’Associazione nazionale ‘ Il Detenuto Ignoto’.

TRASPARENZA E ACCESSIBILITA’: Rendere disponibili gratutamente i resoconti stenografici e le registrazioni audio/video delle sedute consiliari. Totale trasparenza e accessibilità alle informazioni relative allo status legale, catastale e urbanistico di ogni proprietà immobiliare, con uffici preposti in ogni Municipio. Elezione diretta del difensore civico da parte dei cittadini.

LAICITA’ E DIRITTI CIVILI: Accesso per le coppie di fatto ai servizi sociali municipali già previsti per le coppie sposate. Diritto di voto alle elezioni amministrative per gli immigrati regolarmente domiciliati, che almeno lo Statuto preveda questa possibilità, come hanno già fatto altri comuni in Italia confrontandosi con il Governo. Nel rispetto della libertà religiosa abolizione dei finanziamenti elargiti dal Comune agli enti ecclesiastici.

SICUREZZA: Creazione del dipartimento della sicurezza, dove far confluire tutte le figure preposte al controllo e alla vigilanza, nei settori di competenza comunale, al fine di rendere più omogeneo, razionale ed efficace il loro lavoro.

Roma, 24 maggio 2006 – Soldi a sedi comunali, chiese e parrocchie laziali: la Regione ha stanziato fondi per 19 milioni di euro per permettere interventi alle infrastrutture.
Grazie a due delibere volute dalla Giunta, 32 comuni e 62 tra chiese e parrocchie potranno accendere un mutuo a carico della Regione presso la ‘Cassa depositi e prestiti’ o altri istituti di credito.

In particolare, a Roma un milione e 800mila euro verrà utilizzato per lavori che interesseranno le due chiese S. Rocco all’Augusteo e Sacro Cuore Cristo Re, oltre all’Arciconfraternita S. Anna de’ Parafrenieri (Chiesa S. Caterina della Rota) e tre parrocchie: S. Lorenzo in Lucina (Chiesa S. Lorenzo in Lucina), S. Maria Liberatrice (Chiesa S. Maria Liberatrice) e S. Saba (Chiesa S. Saba).

L’intero ammontare del finanziamento sarà così diviso a livello regionale: 6.135.637,73 euro per le sedi comunali e 13.062.209,03 euro per chiese e parrocchie. Proprio per gli edifici sacri, spiega l’assessore regionale ai lavori pubblici e alle politiche della casa Bruno Astorre, i fondi sono stati raddoppiati rispetto al 2005.

“Sono convinto – ha detto lo stesso Astorre – che salvaguardare gli edifici che rappresentano le istituzioni e gli edifici di culto indichi due cose: un messaggio di civiltà e un’azione di tutela del senso di cittadinanza, di accoglienza, per ogni comunità”. Secondo Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, l’intervento è “un modo per venire incontro alle esigenze delle realtà più penalizzate dai tagli della scorsa finanziaria”.

  Zapatera no. Rosy Bindi spiega che le coppie di fatto non possono avere gli stessi diritti delle persone sposate ma bisogna pensare anche a chi non si unisce in matrimonio insiste sul fatto che bisogna pensare anche a chi decide di non salire sull’altare. Per loro si «creerà uno status diverso». Ma comunque «questo non sarà un governo zapateriano». Parola di neoministro della Famiglia. «Noi vogliamo togliere dalla clandestinità, rispetto all’ordinamento giuridico, tutti quelli che vivono una condizioni diversa da quella del matrimonio, senza chiamarla matrimonio, perchè a situazioni diverse si fa una regolamentazione diversa. Se uno ha scelto di essere coppia di fatto – ha aggiunto Bindi – non può avere gli stessi diritti e gli stessi doveri del matrimonio, perchè allora si sposa. Invece gli si creerà uno status diverso che è il suo. Dopo di che anche se non si vogliono riconoscere esplicitamente le unioni, non si può prescindere dalle unioni stesse, che diventano la fonte dell’attribuzione di determinati diritti. Perchè altrimenti si può ingenerare qualunque confusione: che differenza c’è tra una comunità di studenti che vive fuori sede e una coppia di fatto, o di omosessuali, che convivono, per esempio per quanto riguarda la possibilità di subentrare nel contratto di affitto? Se non vogliamo estendere agli studenti fuori sede questo diritto bisognerà riconoscere che quelle sono coppie. Gli studenti no», ha sottolineato il ministro.

 

 

 

«Poi sui diritti si discute», ha aggiunto la Bindi, come sull’adozione di bambini per le coppie omosessuali: «Io dirò sempre di no», perchè quello che conta è che il bambino che deve crescere ha bisogno di una figura maschile e femminile. D’altra parte, in tema di diritti delle famiglie, «è giusto e corretto che se si pensa al 95% degli italiani, si pensi anche a quel 5% che ha deciso di vivere diversamente». Non vogliamo «introdurre un piccolo matrimonio o un matrimonio di serie B, né vogliamo cambiare il diritto di famiglia, anche se faccio notare che questo è nel diritto civile, è diritto privato e non pubblico. Quando ho detto che non è possibile dividere in tema di diritti di persone ciò che è privato da ciò che è pubblico, volevo dire semplicemente questo – spiega ancora la Bindi – che se noi riconosciamo dei diritti ad un uomo e ad una donna, o a due persone dello stesso sesso, che convivono, questi diritti possono anche trovare le fonte nel diritto privato, ma senza un riconoscimento da parte della comunità, dei terzi e perfino dello stato per alcuni aspetti, quei diritti non contano nulla». Sulla stessa questione il ministro ha scritto una nuova lettera al quotidiano «Avvenire», dopo quella pubblicata domenica: «Il mio non è e non sarà il Ministero dei Pacs – scrive Rosy Bindi – Anche se non può sfuggire l’importanza del tema delle unioni di fatto, non si tratta di una questione centrale». Rosy Bindi parla di «molti equivoci» nati sull’argomento e ribadisce che «quello che fa fede è il programma dell’Unione».

 

 

 

«Speriamo che quelle espresse dalla Bindi ad Avvenire non restino buone intenzioni», ha commentato Alfredo Mantovano (An). «Quanto scrive oggi ad Avvenire il ministro per la Famiglia – dice Mantovano – ha un peso e un senso diversi rispetto alla raffica di dichiarazioni su pacs, Ru 486 e droga legalizzata che vari esponenti del nuovo Esecutivo avevano sparato nelle ore successive al loro giuramento. Se le intenzioni sono quelle che si leggono- aggiunge l’esponente di An – il passo successivo è di tradurle non in altre interviste, bensì in provvedimenti concreti da proporre e da illustrare al Parlamento». E il vicepremier Francesco Rutelli ha ribadito che «i Pacs non sono nel programma del centrosinistra anche se ci sarà grande rispetto per le condizioni delle persone che convivono, ma questo non significa cambiare quello che con grande chiarezza è scritto nel nostro programma».

 

 

 

Intanto, dalla terza ricerca Eurisko commissionata dalla Chiesa valdese, emerge che gli italiani sono in maggioranza favorevoli alle coppie di fatto, così come a un’ora «delle religioni» nelle aule scolastiche, e anche all’eutanasia. A illustrare i dati resi sono stati sono stati la moderatora della Tavola valdese, la pastora Maria Bonafede, e Paolo Naso, coordinatore della campagna dell’8 per mille delle Chiese valdesi e metodiste. Spicca il fatto che il 65% degli italiani intervistati è favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Una presa di posizione «che sorprende – ha commentato Paolo Naso – specialmente se si considera che l’82% del campione si dichiara cattolico». E per il presidente onorario di Arcigay e deputato dell’Ulivo Franco Grillini «la ricerca dimostra con chiarezza che anche l’opinione pubblica italiana è pronta ad accogliere una legge che garantisca alle coppie di fatto alcuni diritti umani fondamentali come previdenza, sanità e casa».