San Paolo, 27 dic. – (Adnkronos) – Un cardinale brasiliano che ha partecipato all’ultimo conclave in cui e’ stato eletto Benedetto XVI ha rivelato al quotidiano ‘O Globo’ che dietro la nomina dell’attuale papa vi sarebbe stata un’intensa ‘campagna elettorale’.
Il cardinale ha chiesto all’intervistatore di mantenere l’anonimato. I quattro cardinali brasiliani che hanno partecipato all’ultimo Conclave sono l’arcivescovo di San Paolo, Claudio Hummes, l’arcivescovo di Rio de Janeiro, Eusebio Oscar Sheid, l’arcivescovo di Salvador de Bahia, Geraldo Majella Agnelli e il presidente della conferenza episcopale brasiliana e arcivescovo emerito di Brasilia, Jose’ Freire Falcao. Il nome del cardinale che ha rivelato alcuni dei segreti del Conclave al giornale brasiliano e’ dunque tra questi quatto porporati.

Secondo l’anonimo cardinale, Ratzinger avrebbe trovato l’appoggio di alcuni cardinali della Curia romana e dei grandi movimenti conservatori, ‘principalmente dell’Opus Dei‘. In Sudamerica si sarebbero attivati in particolare a favore di Ratzinger il cardinale colombiano Alfonso Lopes Trujillo e il cileno Jorge Arturo Medina, entrambi vicini all’Opus Dei, secondo quanto ha spiegato il cardinale brasiliano. (segue)

(Aba/Ct/Adnkronos) 27-DIC-05 17:25

-Pacs, manifestazione nazionale a Roma il 14 Gennaio, presentazione della nostra proposta di legge, depositata in consiglio regionale, alla stampa e alle associazioni interessate.

-Discussione urgente per presentare eventuali emendamenti alla finanziaria della Regione Lazio. Il dibattito in  Consiglio inizierà da metà Gennaio.

-Varie ed eventuali

 

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ROMA – Iniziera’ nel pomeriggio del 10 gennaio in commissione Giustizia il voto sul provvedimento di clemenza su cui si e’ discusso stamani in Aula alla Camera. E’ quanto ha deciso l’ufficio di presidenza della commissione Giustizia riunitosi subito dopo la seduta straordinaria di Montecitorio.

L’ufficio di presidenza ha deciso di ripartire dal testo su cui la commissione aveva lavorato due anni fa, e cioe’ un indulto con uno ”sconto” di due anni della pena. Entro le 12 del 10 gennaio potranno essere presentati emendamenti e dalle 18, partira’ il voto. L’ufficio di presidenza ha poi previsto delle sedute anche nei due giorni successivi, l’11 e il 12 gennaio.

Non l’amnistia (che estingue il reato) bensi’ l’indulto (che condona la pena) di due anni, purche’ sia stato espiato un quarto della pena, e con l’esclusione dei reati piu’ gravi.
E’ quanto prevede il testo su cui partira’ il confronto alla commissione Giustizia della Camera il prossimo 10 gennaio: si tratta del testo su cui si era bloccato nel gennaio 2003 la discussione parlamentare, e il presidente della commissione Giustizia, Gaetano Pecorella, ha proposto all’ufficio di presidenza di ripartire da li’. Anche in quella occasione mancava in aula il quorum dei due terzi, e cosi’ si opto’ per il cosiddetto ”indultino”, cioe’ uno sconto di pena che richiedeva solo una maggioranza qualificata, che infatti passo’ sia alla Camera che al Senato.
Il fatto che il testo base preveda l’indulto non esclude ”a priori” che poi alla Camera, prima in commissione e poi in aula, si possa optare per l’amnistia. Infatti ogni gruppo parlamentare potra’ presentare gli emendamenti che crede e alla fine arrivera’ il provvedimento, amnistia o indulto, su cui si sara’ formata una maggioranza parlamentare. Ovviamente in aula servira’ sempre il quorum dei due terzi richiesto dalla Costituzione. In ogni caso martedi’ 10 si partira’ dal cosiddetto ”Testo Mormino”, dal nome del relatore nonche’ vicepresidente della Commissione, l’azzurro Nino Mormino. Eccone i punti principali:

- INDULTO: Nei suoi otto articoli si prevede ”l’indulto nella misura non superiore a due anni per le pene detentive, e non superiore a 10.000 euro per le pene pecuniarie”.

- CONDIZIONI: il beneficio si applica ai condannati ”che abbiano espiato almeno un quarto della pena detentiva”.

- ESLUSIONI SOGGETTIVE: Niente indulto peri recidivi, ”per i delinquenti abituali, professionali o per tendenza”.

- ESCLUSIONI OGGETTIVE: l’indulto non si applica alle pene per i reati piu’ gravi, come quelli associativi, attentato terroristico, strage, riduzione in stato di schiavitu’, prostituzione minorile, pedofilia, riciclaggio, traffico di stupefacenti.

- MISURA RIDOTTA: il testo Mormino stabilisce la concessione dell’indulto nella misura ridotta di un anno per altri reati, come rapina, estorsione, usura.

- REVOCA: l’indulto puo’ essere revocato, il che riporterbbe in carcere il beneficiario. Cio’ avverrebbe nel caso in cui esso dovesse commettere, nei successivi cinque anni, ”un delitto non colposo per il quali riporti una pena detentiva non inferire a due anni”.

  Constato che alcune agenzie di stampa e – prontamente – un telegiornale d’obbedienza “nazionalclericale” hanno subito affermato che alla Camera stamani sono stati e sono “pochi i Deputati”. Se si è capaci di dare informazione corretta e onesta andrebbe anche precisato che in realtà la presenza di Deputati è stata straordinaria nel numero e spesso nella qualità dei loro interventi se ci rapportiamo ad analoghi, comparabili lavori parlamentari.
Circa cento parlamentari, infatti, per un dibattito su temi anche istituzionalmente e politicamente rilevanti, in assenza di previsione di voto e anche di importanti dichiarazioni dell’Esecutivo, raggiungono raramente pochissime decine di presenti. Se poi si può voler ignorare che da anni dibattiti di una qualche importanza non si svolgevano di mattina il martedì. L’analisi degli interventi è forse più interessante che lo smercio di una “informazione” scorretta e non veritiera.
Ad eccezione, infatti, di Enrico Boselli a nome della Rosa nel Pugno e di Armando Cossutta per i Comunisti Italiani, nessun altro leader si è manifestato, ha ritenuto degno della propria attenzione il tema della giustizia e dell’amnistia che si tratti. E’ giusto inoltre segnalare l’intervento per la Margherita dell’On. Castagnetti, non in contraddizione con il merito di Roberto Giachetti, ideatore e promotore dell’autoconvocazione della Camera.
Per mio conto, vorrei far notare anche l’intervento di Intini, Presidente del gruppo, e la presenza in aula di tutti i deputati della Rosa nel Pugno (eletti a suo tempo nelle liste e come esponenti dello SDI), dei suoi Senatori nelle tribune, a ulteriore conferma di un impegno che il 25 dicembre, Natale,  il nuovo soggetto politico liberale socialista laico radicale ha promosso e assicurato, attraverso manifestazioni, in tutte le regione del Paese.
Stasera a “Radio Carcere”, alle 21, su Radio Radicale potremo e dovremo esprimere valutazioni, giudizi, proposte ed obiettivi al termine di queste due giornate di lotta per la giustizia nel nostro Paese.

  16 agosto 2001
Ad un anno dal Giubileo in cui “quasi tutti avevano promesso quasi tutto ai detenuti”, riprende la mobilitazione; visite ispettive dei deputati europei e regionali radicali nelle carceri.
17 agosto 2001
Pannella a Regina Coeli, Cappato, D’Elia e Capezzone a Rebibbia; Palma a Le Vallette e Strik Lievers ad Opera.
18 agosto 2001
I radicali presentano il “dossier carceri”: 57mila detenuti, mai così tanti dal 1946. In tre anni i detenuti sono aumentati di 10.000 unità. Proposte radicali per superare il problema sovraffollamento: interventi legislativi sulla carcerazione preventiva, su prostituzione e droga e su liberazione anticipata.
26 settembre 2001
Parte da Rebibbia la raccolta firme sulle 25 proposte di legge di iniziativa popolare che comprendono quelle sulla “giustizia giusta”:
-          riduzione dei termini della carcerazione preventiva
-          abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale
-          separazione delle carriere dei magistrati
-          riforma sistema elettorale CSM
-          semplificazione procedure per liberazione anticipata
-          responsabilità civile dei magistrati
12 dicembre 2001
Il deputato europeo Maurizio Turco chiede al Ministro Castelli di rendere pubblico il rapporto sulle carceri italiane del “Comitato prevenzione tortura” del Consiglio dell’Europa”. Anche Fassino aveva taciuto.
Dicembre – Gennaio 2002
Prosegue raccolta delle firme nelle carceri italiane sulle 25 PDL.
9 marzo 2002
Un primo bilancio: in due mesi e mezzo i radicali hanno effettuato 170 visite nelle carceri. La raccolta delle firme sulle 25 PDL si è tenuta in 112 dei 197 istituti penitenziari. Raccolte 6.894 firme di detenuti. Boicottaggio della raccolta da parte di alcuni direttori.
15 aprile 2002
Marco Pannella in sciopero della sete “per il ripristino della legalità costituzionale”; da tempo, infatti, sia la Corte Costituzionale che la Camera dei Deputati sono senza plenum. 1.100 cittadini affiancano l’iniziativa di Pannella con un Satyagraha che li coinvolge in alcuni giorni di sciopero della fame.
18 aprile 2002
Pannella è da 73 ore in sciopero della sete al quale si è affiancato il deputato della Margherita Roberto Giachetti. Sono 1.705 i cittadini impegnati nello sciopero della fame. Pannella chiede a Ciampi l’invio di un messaggio alle camere. Silenzio dei mezzi di informazione.
19 aprile 2002
2195 cittadini appoggiano Pannella decidendo di aderire al Satyagraha; di questi 652 sono detenuti.
20 aprile 2002
Daniele Capezzone scrive al Presidente della Repubblica tornando a chiede un intervento sulla illegalità costituzionale.
21 aprile 2002
138° ora di sciopero della sete di Pannella; l’on. Giachetti arriva alla 97° ora. 3.185 cittadini partecipano al Satyagraha radicale. Tra questi quasi 1.500 detenuti in varie carceri italiane; molti di questi carcerati sono extracomunitari.. Luca Coscioni si autoriduce le terapie.  Capezzone, Bernardini e Stanzani sono al 10° giorno di sciopero della fame. Pannella chiede una seduta fiume del Parlamento in seduta comune per restituire il plenum della Consulta.
21 aprile 2002
In diretta TV, a Buona Domenica il popolare programma di Maurizio Costanzo, presenti Pannella e Giachetti, interviene il Presidente della Repubblica Ciampi. Di fronte all’annuncio del Presidente, Pannella e Giachetti sospendono l’azione nonviolenta e bevono un bicchiere d’acqua. Pannella prosegue lo sciopero della fame. I detenuti – afferma in diretta il leader radicale – chiedono al nostro Stato di far rispettare la legalità”.
20 maggio 2002
Anniversario della Morte di Tortora: Capezzone e i consiglieri regionali lombardi davanti a San Vittore. Capezzone ringrazia i 2.000 detenuti che stanno partecipando al Satyagraha radicale contribuendo, nella prima fase, a far eleggere i due giudici Costituzionali mancanti. Ora l’obiettivo – afferma Capezzone – è ottenere il ripristino del plenum della Camera dei Deputati mancante di 13 parlamentari.
20 giugno 2002
Pannella è al 69° giorno di sciopero della fame. 5.350 sono  i cittadini che partecipano al Satyagraha. Oltre 3.000 i detenuti. Si forma un vero e proprio movimento definito da Pannella “Satyagraha per la legalità”
1 e 2 luglio 2002
Giornate di “sete e fame di diritto, di giustizia, per la legalità”. Pannella riprende lo sciopero della sete e chiede al Presidente C asini (incontrato il 28 giugno) l’immediata convocazione della Camera per decidere sul plenum e per realizzarlo. Presidio dei radicali in Piazza Montecitorio con tanto di scenografia di 13 “fantasmi”. Assicurazioni  di Casini, Ciampi e Pera. Su 6.000 cittadini che hanno partecipato al Satyagraha, ben 3.200 sono i carcerati. Un nutrito gruppo di parlamentari di tutti gli schieramenti decide di presentare le 25 PDL – comprese quelle sulla giustizia e le carceri – in parlamento
Luglio 2002
Maurizio Turco e Sergio D’Elia per più di un mese visitano le carceri di massima sicurezza e – cella a cella – incontrano 600 boss in 41 bis denunciando “violenze psicologiche che hanno come obiettivo il pentimento”.
14 agosto 2002
Conferenza stampa dei radicali sulla situazione penitenziaria “normale” e in regime di 41 bis. I dati Regione per regione permangono allarmanti per il sovraffollamento.
25 settembre 2002
I radicali propongono un tavolo comune di discussione tra maggioranza ed opposizione per un provvedimento di emergenza sul sovraffollamento carcerario.
28 settembre 2002
41 bis definitivo: Maurizio Turco sollecita una commissione internazionale.
12 novembre 2002
Conferenza stampa sul sovraffollamento carcerario: i radicali presentano le loro proposte con Buemi, Biondi, Bondi e Cavallaio. Centrodestra e centrosinistra dialogano grazie ai radicali
14 novembre 2002
Subito dopo le parole del Papa in parlamento “per un atto di clemenza”, D’Elia e Capezzone chiedono che si passi ai voti sulle proposte già presentate.
7 dicembre 2002
I Radicali Capezzone, D’Elia e Bernardini rivolgono un appello alle camere e iniziano un o sciopero della fame per chiedere che assumano una decisione sul sovraffollamento carcerario.
8 dicembre 2002
Pannella preannuncia lo sciopero  della sete se i mezzi di informazione continueranno a tacere sull’iniziativa nonviolenta dei tre dirigenti radicali..
12 dicembre 2002
Mentre prosegue lo sciopero della fame, il Presidente del Senato Marcello Pera promette “binario sicuro” per il provvedimento sull’indulto. 1700 cittadini di cui 1300 detenuti li sostengono aderendo allo sciopero della fame.
13 dicembre 2002
Esce il libro di D’Elia e Turco “Tortura democratica – Inchiesta sulla ‘Comunità del 41 bis reale”
22 dicembre 2002
dopo 15 giorni di sciopero della fame di Capezzone D’Elia e Bernardini, la Commissione giustizia della Camera approva la legge Buemi-Pisapia-Fanfani. Sospeso lo sciopero della fame, i radicali attendono cosa avverrà a gennaio dopo le4 promesse di Pera, Casini e Ciampi.
14 gennaio 2003
Capezzone-Bernardini e D’Elia riprendono lo sciopero della fame e chiedono “una data certa per un voto finale sull’indulto”. Adesioni allo sciopero da 6657 carceri
23 gennaio 2003
Il presidente della Camera Casini garantisce il voto certo della Camera sul cosiddetto indultino. I radicali sospendono l’azione nonviolenta e chiedono alle forze politiche che correggano “nel merito” gli aspetti criminogeni della legge. Inoltre chiedono ai favorevoli all’indulto di centrodestra e centrosinistra di riproporlo all’aula e andare al voto.
3 febbraio 2003
riprende lo sciopero della fame dei tre esponenti radicali.
4 febbraio 2003
La Camera approva l’indultino e i radicali chiedono tempi certi anche al Senato anche se – affermano – ci vuole ben altro per sfoltire le carceri.
27 marzo  2003
Curato da Marco Beltrandi i radicali presentano un dettagliatissimo dossier sul Carcere in Italia
17 maggio 2003
IL presidente dei deputati radicali al PE, Maurizio Turco inizia un digiuno di dialogo con il Presidente della Regione siciliana per la soluzione dei problemi sanitari nelle carceri dell’Isola.
Turco ottiene il sostegno di deputati europei e Nazionali eletti in Sicilia oltre che di amministratori locali dell’isola.
22 maggio 2003
Il Presidente della Regione Sicilia Cuffaro si impegna a fornire, in tempi brevissimi, i medicinali necessari ai reclusi nelle carceri siciliane e fare una verifica sulle necessità sanitarie.  Turco sospende il digiuno e annuncia di proseguire l’iniziativa politica  con il sostegno ottenuto dai tanti parlamentari e amministratori.
5 giugno 2003
I radicali Capezzone, D’Elia e Bernardini scrivono al Presidente Pera per chiedere che fine abbia fatto il  “binario sicuro al Senato” per l’esame del provvedimento di clemenza approvato dalla Camera in febbraio. Il 22 giugno, preannunciando la ripresa dello sciopero della fame, scrivono a tutti i Senatori.
25 giugno 2003
I radicali rimproverano alla classe politica di non aver dedicato nemmeno un minuto di lotta esterna – nemmeno un girotondo – sui necessari provvedimenti di clemenza.
4 luglio 2003
Marco Cappato visita il carcere di Salerno e denuncia alla Procura della Repubblica la drammatica situazione dei detenuti tossicodipendenti privati dei farmaci sostitutivi come il metadone.
30 luglio 2003
Capezzone e D’Elia, al secondo giorno di sciopero della fame, si chiudono in una gabbia davanti al Senato e chiedono che i senatori si pronuncino con un sì o con un no almeno sull’indultino.
2 agosto 2003
Il senato approva l’indultino. I radicali danno appuntamento nelle carceri con due moduli: uno per chiedere il seppure striminzito provvedimento di clemenza, l’altro per denunciare l’illegalità delle carceri italiane.
13 agosto 2003
Capezzone e Turco presentano a Catania il dossier sulle carceri siciliane “una bomba contro la legalità”
13 agosto 2003
Pannella, Turco, Bernardini, Buemi e Capezzone fanno il punto della situazione nelle carceri e del cosiddetto “Caso Sofri”. Pannella inizia lo sciopero della fame per la battaglia di legalità per Adriano Sofri.  Illegale – afferma  Pannella – il protrarsi della sua detenzione.
5 novembre 2003
Soddisfatto l’europarlamentare Maurizio Turco: per il 41 bis, la  Corte Europea condanna l’Italia per violazione del diritto ad  un equo processo.
1 dicembre 2003
Con Iolanda Casigliani, i deputati regionali del Piemonte Palma e Mellano e il sostengo di Radicali Italiani si richiede l’attivazione della cassa delle Ammende, organo finalizzato al finanziamento di progetti per il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti e il sostegno alle loro famiglie.
9 gennaio 2004
Soddisfatto l’europarlamentare Cappato: dopo le denunce radicali sul carcere di Fuorni a Salerno, viene ripristinata la terapia metadonica per i tossicodipendenti.
19 febbraio
I radicali ottengono finalmente il varo del regolamento della Cassa delle Ammende che mancava da quattro anni.,
10 marzo 2004
Il Parlamento Europe approva a stragrande maggioranza il rapporto di Turco sui diritti dei detenuti nell’Unione europea.
14 agosto 2004
Nuovo dossier  radicale sulla situazione della carceri italiane. Nelle carceri – denunciano Bernardini e D’Elia – i  suicidi “estivi” sono 20 volte superiori a quelli che avvengono fuori. A ferragosto Si torna nelle carceri per consentire ai detenuti di firmare il referendum sulla fecondazione assistita.
18 agosto 2004
Dopo una protesta dei detenuti di Regina Coeli Castelli afferma che i radicali, in particolare Capezzone, con le loro visite istigano i detenuti alla rivolta. Capezzone e Bernardini – che presentano denuncia per le dichiarazioni offensive e calunniose-  rispondono: “Sei tu il responsabile dell’Illegalità!”
22 agosto 2004
I radicali indicono una giornata di “Nonviolenza e referendum” nelle carceri italiane.
1 novembre 2004
Al congresso di Radicali Italiani viene annunciata la nascita dell’associazione radicale “il detenuto Ignoto”.
15 dicembre 2004
La regione Lombardia approva l’emendamento Radicale che stanzia maggiori fondi per il lavoro  a detenuti ed ex detenuti.
12 marzo 2005
Parte da Il detenuto Ignoto e da Radio Carcere la campagna contro la legge “Ex Cirielli”: “devasterà il sistema delle carceri italiane”.
2 aprile 2005
Pannella inizia lo sciopero della sete per chiedere un’amnistia per tutti i reati commessi entro la fine del 2004: il provvedimento di clemenza avrebbe dovuto giungere prima della morte del Papa. Basta con l’amnistia strisciante delle prescrizioni.
7 aprile 2005
Qualcosa si muove sul provvedimento di Amnistia chiesto da Pannella con il suo sciopero della sete (che durerà in tutto sei giorni): una proposta di legge al Senato presentata da tutta l’unione (tranne Di Pietro), un altro testo firmato dai senatori a vita Cossiga, Andreotti, Colombo, la ripresa dei lavori alla Camera di progetti fermi da mesi.
25 dicembre 2005
Grande Marcia per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà, a Roma.

  Emma Bonino è in Sri Lanka. Ha partecipato alla marcia di Natale, poi è partita nella missione di verifica sugli aiuti ai paesi colpiti dallo tsunami. Oggi si trova laggiù, ma ha gli occhi puntati su Montecitorio.
 
Onorevole Bonino, sarà un successone?
“Vedremo chi ci sarà e chi non ci sarà, alla Camera”.
 
Non teme che la battaglia per l’amnistia si riduca a chiacchiera natalizia?
“Certo che lo temo. Su questo argomento mi sembra di vedere resistenze e paure sia nel centro-sinistra che nel centro-destra”.
 
Più nei leader o nei partiti?
“Ho molto apprezzato la presenza di D’Alema alla marcia di Natale. Prodi però di questo argomento non parla e sarei tanto curiosa di sapere che cosa pensa”.
 
E Berlusconi?
“Dice che è favorevole all’amnistia. Allora perché non fa nulla? Se è favorevole come privato cittadino, non ci interessa. Se è favorevole come premier, eserciti la sua leadership. Sennò vuol dire che già non ce l’ha più. O che l’ha soltanto quando deve intervenire nelle materie che lo interessano veramente”.
 
Prodi e Berlusconi pari sono?
“Almeno, però, Berlusconi dice come la pensa. Anche se poi non agisce. Di Prodi invece non si sa nulla”.
 
E il cattolico Rutelli?
“Non si è espresso. E sono curiosa di sapere se oggi, da deputato, sarà in Aula. E pensare che l’amnistia dovrebbe essere un tema naturale, proprio per i cattolici…”.
 
Così non è?
“Più che cattolici sono clericali a intermittenza. Io non amo gli interventi del papa in nessun settore. Ma loro che li amano, e li applaudono, poi devono comportarsi di conseguenza”.
 
Facendo che cosa?
“Non agendo come Casini che convoca la Camera alle 9 e mezzo del mattino del 27 gennaio. Le sembra il giorno giusto per parlare di un tema così grave come quello delle carceri che scoppiano e di nove milioni di processi ancora pendenti? A me, sembra un’idea ai limiti della provocazione”.
 
Non era la stessa cosa convocare la Camera il 28?
“Era già meglio”.
 
E il Senato fa di più?
“C’è un articolo della Costituzione che dice: quando la Camera viene convocata in modo straordinario, anche il Senato si riunisce di diritto. Sarebbe simpatico sapere che cosa ne pensa Pera”.
 
Sta dicendo che sono tanti i finti amici dell’amnistia?
“Ci sono quelli. Poi ci sono i nemici dichiarati, dalla Lega ad AN, ma senza il ministro Matteoli che invece sta dicendo in proposito cose molto sensate e giuste. E ci sono i veri sostenitori dell’amnistia come i radicali e i socialisti della Rosa nel Pugno: Boselli, Intini, Buemi…Questa battaglia è un anticipo di quelle che faremo come forza di governo”.
 
Perché si ha paura dell’amnistia?
“Perché se non spiegata, quella è una misura “impopolare”. Ma bisogna correre il rischio di essere impopolari nell’immediato, per non essere anti-popolari nella sostanza. Nelle carceri ci sono i poveracci, gli immigrati, coloro che non possono pagare i grandi avvocati e comprarsi la prescrizione”.
 
In Italia c’è la salva-Previti ma non l’amnistia?
“C’è un’amnistia di classe che si chiama, appunto, prescrizione”.
 
Questa vicenda dell’amnistia la conferma nel suo atteggiamento di distanza, molto critica, dalla politica italiana? 
“E’ l’ennesimo esempio di come, molto raramente, i politici si sappiano comportare da classe dirigente. Sono inadeguati a offrire soluzioni ai problemi verifiche che man mano si impongono. A volte chiedono a Ruini di sostituirli, a volte lo chiedono a Tettamanzi…E loro, intenti a parlarsi e a scontrarsi in materia ombelicale, disertano sempre il campo della politica vera”.

A sostegno ed in onore della camera dei deputati in modo così straordinariamente autoconvocatasi, le tribune per il pubblico e quelle riservate vedranno una folta presenza di esponenti politici, della società civile, del senato e di rappresentanti regionali. Saranno presenti il vicepresidente del senato, Cesare Salvi, numerosi senatori della Margherita, della Rosa nel Pugno, di Prc e Ds, oltre al portavoce della comunità di Sant’Egidio Marazziti, del responsabile Area Diritti dei Ds Luigi Manconi, del presidente di Antigone Patrizio Connella, del rappresentante italiano al Comitato europeo prevenzione tortura Mauro Palma, del garante dei detenuti del Lazio Marroni, dell’assessore Nieri. Si aggiungeranno altre qualificate persone. Sono invitati tutti i cittadini e in particolare i partecipanti alla marcia («qualche centinaio» secondo qualche Tv, in realtà almeno 1.500) a piazza Montecitorio alla stessa ora. La Costituzione, articolo 62 comma 3, dice: «Quando si riunisce una camera, è convocata di diritto anche l’altra». La indicazione è dunque tassativa. Al senato è stata depositata la proposta di amnistia sottoscritta dai senatori a vita Cossiga, Andreotti e Colombo, dal vice presidente Salvi e da almeno 40 altri senatori, proposta condivisa anche dai senatori a vita Levi Montalcini, Napolitano e Pininfarina. Siamo certi che, questa volta, il presidente Marcello Pera garantirà l’adempimento costituzionale da parte del senato. Dunque, il manifesto tentativo del presidente Casini di “liquidare” il tema amnistia e indulto (fissando la seduta oggi e non domani come richiesto e alle ore 9 e 30, per rendere più difficile la tenuta dei lavori parlamentari) non dovrebbe affatto avere successo. 

Il 27 dicembre seduta alla Camera: prenotati per assistere!
Martedì 27 dicembre, grazie alla iniziativa del deputato della Margherita Roberto Giachetti, la Camera dei Deputati si riunirà in seduta straordinaria con all’ordine del giorno la questione della amnistia.

Per il 27 dicembre, a partire dalle 9.30 e per tutta la durata del dibattito in Aula, la Rosa nel Pugno ha convocato una manifestazione fuori da Montecitorio, mentre le tribune della Camera, negli spazi riservati al pubblico e alla stampa, saranno riempite di cittadini che vorranno seguire la seduta.

Se vuoi prenotarti per occupare un posto nelle tribune della Camera, invia una mail a r.bernardini@radicali.it con i seguenti dati:

nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e un numero di telefono dove essere richiamato.

I posti sono limitati e saranno assegnati in base all’ordine cronologico di prenotazione

 ”Aderisco anch’io alla Marcia di Natale promossa per chiedere un provvedimento di amnistia per i detenuti.” Lo ha detto il presidente Marrazzo: “La situazione del sovraffollamento delle carceri e la lentezza cronica dei processi hanno reso impossibile la vita nell’istituzione carcere, per i detenuti e per chi vi lavora. Di fronte ad una tale situazione occorre un atto di civiltà del Parlamento che mostri la forza della democrazia nei confronti di chi ha sbagliato. Fu Giovanni Paolo II a sollecitare per primo un gesto verso chi soffre durante la sua visita al Parlamento. Al di là di ogni schieramento politico, credo che deputati e senatori debbano sentire che una scelta del genere incontrerebbe il favore dell’opinione pubblica e di quanti a vario titolo sono coinvolti in questo autentico dramma. Spero che la mia adesione, come uomo e come Presidente, insieme al Sindaco Veltroni e ad altre centinaia di personalità possa smuovere le coscienze e regalare il più bel dono di Natale a quanti soffrono nelle carceri

  Oggi, 23.12.2005, alle ore 18, a Velletri, in Via Borgia n. 5, si terrà la presentazione della Rosa nel Pugno. Interverranno Gerardo LABELLARTE, senatore dello SDI e membro della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno; Atlantide DI TOMMASO, segretario dello SDI di Roma; Rocco BERARDO, membro della Giunta Coscioni e della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno; Alessandro GERARDI, Presidente dell’Associazione RadicaliRoma e Massimiliano IERVOLINO, Tesoriere dell’Associazione Radicaliroma.

 

 

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