In contemporanea con analoghe iniziative in Olanda, Francia e Spagna, si è svolta stamani all’aeroporto di Fiumicino una manifestazione promossa da Nessuno Tocchi Caino e da Pax Christi Olanda per denunciare il regime cubano.

Dalle ore 10.30 alle 12.00, i militanti di Nessuno Tocchi Caino e Radicaliroma (con la presenza dei relativi segretari e tesorieri) con i militanti del Comitato Italiano Helsinki hanno distribuito alle persone in partenza per Cuba del materiale informativo sulla situazione dei diritti umani nell’isola, e in particolare sulla questione della libertà di espressione e associazione.

Molti viaggiatori hanno anche accettato volentieri un libro in spagnolo (titoli universali: da Gandhi a Luther King, da Tocqueville a Orwell) e la richiesta di donarlo a loro volta a un abitante dell’isola, dove manca la libertà di informazione.

L’iniziativa è stata promossa per ricordare l’arresto, un anno fa, di 75 oppositori pacifici del regime di Fidel Castro: giornalisti, sindacalisti, membri della società civile che in vario modo aderivano e sostenevano il progetto Varela di Osvaldo Paya in favore di una riforma democratica della costituzione cubana.
Gli arrestati sono stati condannati a pene detentive fino a 28 anni di reclusione e stanno scontando la pena in condizioni carcerarie drammatiche, che fanno preoccupare per la vita di molti, soprattutto anziani e malati.
Un’analoga iniziativa in Italia si è svolta il 27 marzo all’aeroporto di Malpensa, organizzata dall’associazione “Enzo Tortora” di Milano e dall’Unione per le libertà a Cuba.

Il TG2 ha dato conto dell’iniziativa con un breve servizio che è possibile vedere cliccando qui.

Sono disponibili anche alcune fotografie della manifestazione.

Nell’arco della mattinata verrà distribuito ai passeggeri diretti a Cuba del materiale informativo sulla situazione dei diritti umani in quel paese, in particolare sul tema della libertà di espressione e associazione. Ai passeggeri in partenza per l’isola verrà inoltre regalato un libro (titoli universali: da Gandhi a Kundera, da Tocqueville a Orwell) con l’invito che a loro volta lo regalino ad un abitante cubano.

Un libro che vuol essere una boccata d’ossigeno per un popolo che non ha accesso ad un’informazione e ad una cultura libera e vera.

L’iniziativa è promossa per ricordare l’arresto, un anno fa, di 75 oppositori pacifici del regime di Fidel Castro: giornalisti, sindacalisti, membri della società civile che in vario modo aderivano e sostenevano il progetto Varela di Osvaldo Paya in favore di una riforma democratica della costituzione cubana.

Gli arrestati sono stati condannati a pene detentive fino a 28 anni di reclusione e stanno scontando la pena in condizioni carcerarie drammatiche, che fanno preoccupare per la vita di molti, soprattutto anziani e malati.

Il comunicato di Nessuno Tocchi Caino:
Nessuno tocchi Caino aderisce alla manifestazione organizzata da Pax Christi Olanda per denunciare il regime cubano. L’iniziativa avrà luogo il giorno 27 marzo 2004 all’aeroporto di Milano Malpensa e il giorno 29 marzo a quello di Roma Fiumicino dove verrà distribuito alle persone in viaggio verso Cuba del materiale informativo sulla situazione dei diritti umani a Cuba, in particolare sul tema della libertà di espressione e associazione. Verrà
regalato un libro (titoli universali: da Gandhi a Kundera, da Tocqueville a Orwell) a tutti coloro che lo vorranno con la richiesta di donarlo a loro volta ad un abitante dell’isola dove manca la libertà di informazione. L’iniziativa è promossa per ricordare l‚arresto, un anno fa, di 75 oppositori pacifici del regime di Fidel Castro: giornalisti, sindacalisti, membri della società civile che in vario modo aderivano e sostenevano il progetto Varela di Osvaldo Paya in favore di una riforma democratica della costituzione cubana. Gli arrestati sono stati condannati a pene detentive fino a 28 anni di reclusione e stanno scontando la pena in condizioni carcerarie drammatiche, che fanno preoccupare per la vita di molti, soprattutto anziani e malati. La campagna, organizzata da Pax Christi Olanda, è internazionale e verrà attuata in Olanda, Francia, Spagna e Italia. In Italia aderiscono, oltre a Nessuno tocchi Caino, il Comitato Italiano Helsinki, RadicaliRoma, l’associazione “Enzo Tortora” di Milano e l’Unione per le libertà a Cuba.

Care amiche, amici, compagne e compagni,

contrariamente al previsto, devo partire in queste ore per Gerusalemme con la Delegazione ufficiale del Parlamento Europeo. Le incombenze, le urgenze di qui (transnazionali, nazionali e. transeuropee infatti incombono :->) mi avevano indotto ad annullare la mia partecipazione al viaggio. Sennonché, all’ultimo momento utile è esplosa una “piccola” bomba: l’85% dei cittadini israeliani sono per la piena ed immediata domanda di adesione del loro Governo all’Unione Europea. Per di più dal sondaggio risulta che esprimono in modo perfetto (come forse nemmeno la maggioranza degli appartenenti alla nostra area potrebbe fare), anche nelle sfumature, la nostra posizione politica. Disistima non solo per la concreta politica dell’Unione Europea ma anche per quella di Israele per quanto li concerne; convinzione che la amicizia con gli Usa, e il loro sostegno, è più adeguato e positivo per Israele. Siamo sempre a livelli del 90% circa di consensi.
Da 30 anni abbiamo e ho articolato esattamente questa posizione complessiva e sugli specifici punti. Occorre d’urgenza ch’io tenti immediatamente di impedire che anche in Israele “la politica” e il “potere” riescano a rendere clandestini i risultati di questo sondaggio, la conoscenza di sé stesso del popolo israeliano. D’altra parte anche in Italia è subito calato il silenzio totale su questo evento.
Così anche la decisione di promuovere il Partito Radicale Liberale Europeo per gli Stati Uniti d’Europa (inclusi Israele e la Turchia) e d’America (incluso il Canada) per la Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie, resta totalmente ignorata sia come notizia, sia nei commenti della stampa e dei cosiddetti “osservatori politici”.
Vi assicuro che ad ogni livello, dopo decenni di nostri interventi, fino a qualche settimana fa, tutti i nostri amici israeliani, anche quelli personalmente favorevoli alla nostra proposta di piena ed immediata adesione di Israele all’Ue, si dicevano assolutamente convinti che sia il popolo israeliano, sia il popolo o i popoli “europei”, non sarebbero capaci di comprendere o di gradire la reale possibilità di questo obiettivo.
Non so bene, o affatto, cosa andrò a poter fare a Gerusalemme. Credo di sapere solamente che devo accorrervi e tentare. qualcosa.
D’altra parte è così che mi trovo (e a mio avviso ci troviamo tutti) ad aver assunto – che so – le iniziative sull’Afghanistan o sull’Irak o l’ultima, quella del dialogo e del tentativo di lavoro con Giuliano Amato.

CREDO DI SAPERE, DI BEN SAPERE, CHE LA MOBILITAZIONE, IL SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE, ALLA CONVENTION RADICALE DEL 26-27 E 28 MARZO A ROMA, CI SONO ASSOLUTAMENTE IMPORTANTI, NECESSARI, PER QUESTO, E QUESTO, VI SCRIVO.

Il 5, 6 e 7 marzo 1999, con l’impegno formale ed individuale di partecipazione di oltre 1.600 persone, si pote’ tenere quella “Assemblea dei Mille” che d’un tratto, in una congiuntura se possibile soggettivamente anche peggiore di quanto non lo sia oggettivamente quella di oggi, fu alla base dello straordinario risultato elettorale alle europee, al pieno successo della raccolta di 12 milioni circa di firme per la presentazione dei 20 referendum per la riforma istituzionale, politica e sociale, democratica, liberale e liberista del nostro paese.
Questi risultati furono assicurati anche da quella messa a disposizione dei nostri averi, che oggi realisticamente non e’ stata presa in considerazione, proposta da nessuno.

QUESTO, PER ORA, POSSO DIRVI: SE IMMEDIATAMENTE, ANCHE SE A FREDDO, COME PER MOLTI VERSI CI SI TROVA AD ESSERE, LA RISPOSTA DI CIASCUNA E DI CIASCUNO DI NOI NON SARA’ “SORPRENDENTE”, INSPERATA, QUESTO GRANDE APPUNTAMENTO POTREBBE RISOLVERSI INVECE CHE IN UN NUOVO SUCCESSO, NOSTRO, DELLA NOSTRA STORIA, DEL NOSTRO FUTURO, NEL SUO CONTRARIO.

Oggi avremmo cosi’ sconfitta, non solamente per tutti noi e per questo cazzo di paese, ma anche per i nostri compagni Montagnards (300 iscritti a quota “americana” per il 2004 e alcuni scomparsi o torturati in Vietnam o in Cambogia nella giungla), per la vita e la democrazia del popolo ceceno, per i buddisti vietnamiti, i Falung Gong cinesi, i nostri compagni Uiguri o cubani, per coloro che finalmente oggi possono lottare e lottano in medio oriente e nel resto del terzo mondo.
L’ho fatta lunga. Vi prego di scusarmene. Ma, venire a Roma, puo’ sembrare certamente cosi’ come io stesso mi trovo nell’andare a Gerusalemme, con tanti altri mi son trovato non di rado in questi anni. Perche’ rischiare tempo e denaro quando poi si puo’, attraverso Radio Radicale, “ascoltare tutto” quel che “gli altri” faranno?

***

CARE E CARI COMPAGNI E AMICI, CAPISCO CHE LA RISPOSTA E’ DIFFICILE, E’ LA SEGUENTE: PERCHE’ ALTRIMENTI SI CONTRIBUIREBBE A FARE DI QUELL’ASCOLTO UN’ ULTERIORE CAUSA DI INSUCCESSO, DI SCORAMENTO, DI RASSEGNAZIONE O DI RABBIE DA FRUSTRATI. PERCHE’, ANCORA, IL RITROVARCI INSIEME IN TANTI QUANTI NON SIAMO PIU’ STATI, CON LA PROBABILITA’ DI NON ESSERCI PIU’, QUANTO MENO A LUNGO, COSTITUIREBBE, COSTITUIRA’ SPERO, UN NUOVO PUNTO DI PARTENZA, NON DI CONCLUSIONE, DI “ARRIVO”.

Nei giorni prossimi, con il ritorno di Daniele dall’America, il Presidente e il Tesoriere del Partito, Sergio Stanzani e Danilo Quinto, potranno con Rita e gli altri soggetti convocatori, inviarci l’indizione formale della “Convention Radicale”. a questa essi hanno deciso di invitare ad intervenire tutti i leader politici che lo vorranno.

AD OGGI, MI RISULTA CHE INTERVERRANNO SICURAMENTE GIULIANO AMATO, FAUSTO BERTINOTTI E TONINO DI PIETRO (CE L’HANNO ASSICURATO A STRASBURGO, DOVE ABBIAMO POTUTO ANTICIPAR LORO A VOCE L’INVITO) E AVREMO DI CERTO ANCHE UNA RELAZIONE DI BIAGIO DI GIOVANNI. “TUTTI DI SINISTRA”, SUBITO QUALCUNO BOFONCHIERA’ O GRIDERA’. UFFA :->! CALMA!
E, INTANTO MOBILITIAMOCI TUTTE E TUTTI NOI. IMMEDIATAMENTE, VE NE PREGO, PERCHE’ L’”EFFETTO ANNUNCIO”, VISTO LA RISTRETTEZZA DEI TEMPI DI CUI DISPONIAMO, E’ NON SOLO OPPORTUNO MA PROBABILMENTE NECESSARIO.
DA GERUSALEMME, NOTTETEMPO, SPIERO’ E SPERERO’ NELLA QUANTITA’ E NELLA QUALITA’ DELLE IMMEDIATE RISPOSTE CHE VORRETE DARMI.
SAREBBE MAGNIFICO CHE GIA’ DOMENICA SERA, DURANTE IL CONSUETO DIALOGO CON MASSIMO BORDIN, CHE FAREMO DA GERUSALEMME, POTREMO ANNUNCIARE CHE TANTE E TANTI DI NOI AVRANNO DI GIA’ RISPOSTO (convention@radicali.it) IN MODO TALE DA MOLTIPLICARE IN TANTI ALTRI DETERMINAZIONE E MOBILITAZIONE.
(INSOMMA, E’ LA SOLITA VECCHIA STORIA: SE LA SPERANZA MANCA NON C’E’ CHE DA ESSERE, DIVENIRE SPERANZA).

UN ABBRACCIO E SCUSATE LA PIPPA!

Marco Pannella

Da due recenti sondaggi pubblici è emersa una fotografia complessa ed ambivalente di come gli israeliani percepiscono l’Unione Europea. I sondaggi, che ponevano dei quesiti comuni centrali, sono stati effettuati a febbraio e dicembre 2003 dal Dr. Mina Zemach del Dahaf polling Institute per le Delegazione della Commissione Europea in Israele.

L’ultimo sondaggio, effettuato nel dicembre 2003 ha rivelato che un’enorme maggioranza degli israeliani sostiene (60%) o tende a sostenere (25%) l’idea che Israele dovrebbe inoltrare domanda per l’appartenenza all’Unione Europea. L’80% circa crede che l’UE sia avere uno sviluppo positivo per il mondo e una percentuale ancora più alta (90%) crede che le relazioni di Israele con l’UE siano importanti. Inoltre, un’ampia maggioranza degli israeliani (61%) pensa che Israele non stia facendo abbastanza per promuovere le relazioni con l’UE. Anche i valori morali e culturali europei riscuotono un discreto successo tra gli israeliani. Comunque, a livello emotivo, la maggior parte si sente disinteressata verso l’Europa e non esprime pareri né positivi né negativi nei suoi confronti.
Mentre due terzi degli israeliani pensano che le relazioni complessive con gli Stati Uniti siano più importanti di quelle con l’UE, soltanto una piccola maggioranza (55%) ritiene che i rapporti economici con gli USA siano più importanti (e questo nonostante il fatto che l’UE sia il partner economico più grande d’Israele).
Quando si tratta di valutare le posizioni dell’UE in merito al conflitto israelo-palestinese, una maggioranza significativa (74%) pensa che il comportamento dell’UE verso Israele sia sleale, schierandosi con i palestinesi. Tuttavia, la metà circa degli intervistati (49%) è favorevole al coinvolgimento dell’UE nel processo di pace e ciò è dovuto soprattutto alla percezione per cui l’Europa può essere presa come esempio di soluzione dei conflitti. Una buona maggioranza (60%) crede che l’UE non denunci mai, o lo faccia raramente, gli attacchi terroristici. Il 55% degli israeliani sostiene che gli aiuti dell’UE versati all’Autorità Palestinese mirino ad impedirne la fine, ma tra costoro, meno della metà (44%) pensa che questo aiuti Israele. Tre quarti degli israeliani vedono una collegamento tra il comportamento di Israele nello scenario bellico e le sue realzioni commerciali con l’Europa. Il 59% non scartano la pôssibilità che l’UE imponga in futuro sanzioni economiche ad Israele (la leadership europea non ha mai minacciato Israele con sanzioni economiche).
Una vasta maggioranza degli israeliani pensa che almeno la metà delle critiche mosse dall’UE ad Israele sia ingiustificata. Comunque, solo una piccola minoranza (16%) crede che queste critiche riflettano la posizione generale europea verso Israele. La ragione principale delle critiche avanzate ad Israele riguarda l’interesse europeo nei paesi arabi, piuttosto che la compassione per i palestinesi o per princìpi morali.
La stragrande maggioranza degli israeliani (92%) pensa che sia importante migliorare l’immagine d’Israele in Europa e i tre quarti circa pensa che Israele dovrebbe rispondere alle critiche europee. Le due strade più consigliate che Israele dovrebbe seguire sono quella di fornire più informazione e di rafforzare il dialogo tra gli opinionisti europei ed israeliani. Una sottile maggioranza, inoltre, pensa che i media israeliani diano un’insufficiente copertura mediatica circa l’UE.
Il paragone tra i sondaggi di febbraio e dicembre 2003 denota significativi spostamenti nell’opinione pubblica israeliana verso una percezione dell’Europa più positiva. Per esempio, nel dicembre 2003 sono aumentati gli israeliani che vedono l’UE come un importante tesoro per il mondo (dal 75% all’80%); sono aumentati coloro che danno maggior importanza alla leadership attuale (dal 77% all’85%) e sono cresciute anche le impressioni positive nei confronti dell’Europa (da 5.6 a 6 punti). Nel dicembre 2003 una percentuale inferiore riteneva che le relazioni con gli Stati Uniti contribuissero più di quelle con l’UE (dal 62% al 55%); trovava un cambiamento negativo nell’approccio dell’Ue con Israele (dal 59% al 39%) e riteneva che l’aiuto finanziario dell’UE ai palestinesi danneggiasse gli interessi israeliani (dal 64% al 55%).

Traduzione a cura del PRT.

L’associazione Radicaliroma, riunitasi il 30-01-2003 a Roma, nella sede del Partito Radicale, in via Torre Argentina 76, in occasione della sua assemblea annuale, approvato lo Statuto ed eletti gli organi:

Ringrazia quanti, già iscritti, hanno dimostrato fiducia nel progetto Radicaliroma, associazione per l’iniziativa radicale, volta a sostenere la politica e le azioni del Partito Radicale Transnazionale, di Radicali Italiani e delle associazioni federate al Partito nel territorio romano.

Ringrazia gli iscritti per l’anno 2002, che hanno reso possibile l’invio, ad autorevoli membri del Governo Italiano, ai parlamentari iscritti al Partito Radicale ed a Radicali Italiani, ai segretari dei principali partiti, al Sindaco ed all’intero Consiglio comunale della città di Roma ed a 600 iscritti al PRT e a Radicali Italiani, di una cartolina di auguri di Buon Natale (Moak Mnai Hrue Noel) da spedire agli amici della Fondazione Montagnard.

Ringrazia i responsabili dell’associazione radicale Enzo Tortora e dell’associazione radicale Adelaide Aglietta che hanno deciso di fare propria questa iniziativa, in particolare consegnando la cartolina a tutti i membri del Consiglio regionale piemontese ed ai Sindaci della Regione, che in precedenza avevano sottoscritto un appello del Partito Radicale Transnazionale per la libertà e la riconciliazione nel Laos.

L’associazione Radicaliroma si adopererà affinché ogni iniziativa intrapresa preveda scambio d’informazioni, sostegno e collaborazione con le altre realtà territoriali e tematiche radicali.

Chiede ai propri iscritti d’impegnarsi sul fronte dei diritti civili, dell’antiproibizionismo, della lotta contro la negazione delle leggi scritte e dei diritti fondamentali dei cittadini italiani, contro l’affermazione nella politica italiana degli interessi di partito, contro l’assuefazione, in atto da parte della società civile italiana, al regime partitocratico, per l’affermazione della prassi nonviolenta.

Individua nella militanza nonviolenta lo strumento atto al raggiungimento degli obiettivi della politica radicale e delle iniziative dell’associazione.

Hanno avuto un riscontro positivo le lettere che l’Associazione Radicaliroma ha inviato lo scorso mese alle Comunità Ebraiche italiane. Tra queste riportiamo la risposta della Comunità Ebraica di Padova:

Padova, 6 febbraio 2004

A nome della Comunità Ebraica di Padova, del suo Consiglio e mio personale, ringrazio sentitamente delle parole fattemi pervenire in occasione della Giornata della Memoria.

Ci ha lasciato stupiti e commossi la quantità di partecipazione con cui Amministratori, Politici, cittadini di tutte le estrazioni e delle più diverse culture ci hanno circondato, scrivendoci, incontrandoci di persona, partecipando alle manifestazioni… Perché la Giornata della Memoria non appartiene al popolo ebraico, né al suo calendario, ma agli italiani (tra cui noi siamo) ed al calendario civile: in questa occasione dunque, siamo soltanto i rappresentanti di coloro che hanno pagato la loro diversità culturale e comportamentale con la morte; siamo i portavoce dell’alternativa alla dittatura, alla prevaricazione violenta delle democrazie, alla desolante capacità di intere popolazioni di seguire ed accettare il mero tracciato di pochi squilibrati, per paura, per indifferenza, per cinismo, per allineamento o per incapacità.

Ma gli Ebrei non sono stati i soli a dover pagare la propria diversità subendo lo sterminio, né sessanta anni fa, né nella storia, né nella attualità: assumono come spesso è accaduto, un simbolo di coscienza collettiva nel momento in cui su questa coscienza collettiva si vuole far luce e, soprattutto insegnamento ai giovani. È allora altrettanto significativo far conoscere i nomi e gli eventi di coloro che hanno trovato in sé determinazione ed occasione per dimostrare i lumi della bontà intrinseca di uomo ed i sentimenti di altruismo, di libertà, di democrazia: dimostrando che una prossima Sodoma sarà salvata, perché ci saranno più Giusti e non un solo individuo!

I migliori saluti, ing. Davide Romanin Jacur
Presidente Comunità Ebraica di Padova