Sabato 27 dicembre 2003, dalle 15.30 alle 20.00 si è tenuto a Roma, presso L.go Goldoni, un comizio contro le leggi proibizioniste sulla droga e sulla scienza.

Durante la manifestazione sono state raccolte 290 sottoscrizioni sull’appello per la riforma delle convenzioni Onu sulla droga, promosso dalla Lega Internazionale Antiproibizionista, e sull’appello di Luca Coscioni e scienziati contro le leggi che proibiscono la ricerca scientifica.

L’Associazione Radicaliroma promuoverà nelle prossime settimane una serie di comizi per mettere a disposizione dei cittadini romani quell’informazione che nei salotti TV, da Vespa come nelle reti Mediaset, non trova spazio. L’entusiasta partecipazione dei presenti all’evento dimostra ancora una volta il dissenso dei cittadini nei confronti delle tesi proibizioniste.
Nel suo intervento Rita Bernardini, tesoriera di R.I., ha annunciato la sua diciottesima disobbedienza civile sulla cannabis ad Avellino, lunedì 29 dicembre.

Hanno partecipato al comizio:

Daniele CAPEZZONE, Segretario di Radicali Italiani
Marco CAPPATO, europarlamentare della Lista Bonino
Silvio DI FRANCIA, consigliere comunale di Roma – Verdi
Rita BERNARDINI, Tesoriera di Radicali Italiani
Rocco BERARDO
Mario STADERINI
Alessandro CAFORIO
Antonio GRIPPO
Antonello MARZANO
Gianmaria FIGLIUOLI
Michele DE LUCIA
Marianna MASCIOLETTI
Francesco MARCUCCI
Ignazio MARCOZZI ROZZI, Presidente dell’Agenzia Comunale per le tossicodipendenze Roma

Sono disponibili le fotografie del comizio.

L’assemblea dell’associazione Radicaliroma, tenutasi lo scorso 14 dicembre, ha definito gli obiettivi politici per l’anno 2004. La mozione approvata, riportata di seguito, pone l’attenzione sulla stagione elettorale e referendaria alla quale ci si avvicina, impegnando l’associazione nella costruzione della struttura di militanza in grado di raccogliere firme e dare sostegno. Le battaglie libertarie dell’Associazione Luca Coscioni, insieme all’antiproibizionismo e alla campagna per l’Organizzazione Mondiale della Democrazia, è al centro delle iniziative che l’associazione svolgerà con la presenza nelle università e nel territorio.

L’assemblea ha riconfermato Diego Sabatinelli come segretario, rieletto con 17 voti, e Patrizia Tosini come tesoriere, rieletta con 15 voti. Si è proceduto anche a due piccole variazioni allo statuto, per rendere più chiara la formulazione di passaggi ambigui.

La mozione approvata:

L’assemblea Radicaliroma, associazione per l’iniziativa radicale volta a sostenere nel territorio romano la politica e le azioni del Partito Radicale Transnazionale, di Radicali Italiani e delle associazioni costituenti il Partito, riunitasi il 14-12-2003 a Roma, nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina 76:

Ringrazia
gli iscritti, e i soci contribuenti, per l’anno 2003, che hanno reso possibile la realizzazione di iniziative intraprese a sostegno delle campagne di Radicali Italiani e del Partito Radicale Transnazionale, in collaborazione con altre organizzazioni e associazioni, o condotte autonomamente da Radicaliroma.

Ringrazia
quanti hanno contribuito in modo creativo alla realizzazione di strumenti atti a veicolare efficacemente, attraverso semplici e diretti messaggi, campagne politiche, trovando, nel contempo, una indispensabile fonte di autofinanziamento per l’Associazione. Promuove la sperimentazione di nuove forme di comunicazione politica, l’acquisizione degli strumenti finalizzati a questo obiettivo, e la ricerca di nuove relazioni tra tecnologia e comunicazione politica.

Considera le iniziative intraprese in occasione della vergognosa decisione di conferire la laurea honoris causa al Presidente Putin, un positivo avvio per una presenza nelle università di Roma.

Ritiene l’esperimento “indagine consultori e pillola del giorno dopo” come un primo, e positivo, tentativo d’inchiesta realizzato autonomamente dall’Associazione, destinato ad un possibile avvio di indagini sulla volontaria inefficienza delle strutture che operano in questo campo nella Capitale.

Ritiene prioritario, quale associazione di militanti radicali, l’impegno a sostenere liste radicali antiproibizioniste e anticlericali in vista delle prossime elezioni europee, ed eventuali campagne referendarie, collaborando alla realizzazione delle iniziative predisposte a livello nazionale, e promuovendo campagne di sostegno a livello locale. Individua quale obiettivo ed impegno degli organi dirigenti il coinvolgimento, nel territorio romano, della militanza nella raccolta, eventuale, delle firme necessarie.

Impegna gli organi dirigenti, al fine di coinvolgere nelle iniziative radicali studenti e docenti, di attivare una costante presenza radicale nelle scuole secondarie superiori e nelle università, promuovendo la divulgazione di informazioni sulle campagne e le iniziative radicali, e sostenendo progetti, di singoli o gruppi, indirizzati a tale obiettivo.

L’associazione Radicaliroma si adopererà affinché ogni iniziativa intrapresa preveda scambio d’informazioni, sostegno e collaborazione con le altre realtà associative radicali.

Richiama e fa propri i contenuti e gli obiettivi della mozione approvata a Tirana dal 38° Congresso del Partito radicale e della mozione approvata dal 2° Congresso di Radicali Italiani.

Individua
nella battaglia radicale per l’Organizzazione Mondiale della Democrazia ed in quella antiproibizionista, per la laicità dello stato e per la libertà di ricerca scientifica e di cura simboleggiata da Luca Coscioni, il terreno della propria iniziativa militante e nonviolenta per il coinvolgimento delle istituzioni cittadine.

Impegna gli organi eletti
a coordinare le iniziative con quelle dell’Associazione Luca Coscioni in particolare promuovendo una campagna di iscrizioni e di raccolta fondi a favore dell’associazione Luca Coscioni anche mediante l’organizzazione di tavoli di informazione e di autofinanziamento davanti agli ospedali e all’università;
il coinvolgimento, la partecipazione e l’iscrizione, delle associazioni dei malati presenti nel territorio, all’Associazione Luca Coscioni, per dare voce ai milioni di persone che affidano le proprie speranze alla libertà, in scienza e coscienza, della ricerca.

sul fronte della legalizzazione delle droghe attualmente proibite da mandato agli organi dirigenti di organizzare una campagna di comizi antiproibizionisti sul territorio romano e la presentazione di mozioni e ordini del giorno in tutte le sedi istituzionali locali per il riconoscimento dell’uso terapeutico della cannabis;

di promuovere la convocazione, entro 90 giorni, di una assemblea cittadina con la partecipazione di almeno cento persone che diano avvio alla campagna di sostegno e raccolta firme in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e referendari.

Sì a un referendum per cambiare la legge, no a guerre di religione

Questo è un appello a non lasciare che l’Italia si tenga la legge sulla fecondazione assistita votata dal Parlamento. Ci sono momenti, e argomenti, nei quali la rappresentanza eletta non interpreta lo spirito pubblico e la maturità dei rappresentati. Di più: la legge introduce discriminazioni, combina pasticci, arreca danni, condiziona la libertà della ricerca, renderà persone e coppie infelici. E’ una legge fatta male che nasce già vecchia. Come tutte le leggi di questo genere, sarà aggirata, violata, produrrà fenomeni di turismo fecondativo, perché basterà andare altrove in Europa per eluderne i divieti. Noi non ci ribelliamo in nome della laicità dello Stato ma della modernità e della parità di trattamento giuridico. Si può essere un paese cattolico e avere una legge migliore (vedi la Spagna). Rispettiamo il punto di vista dell’etica cattolica, ma siamo certi che si può rispettarlo senza danneggiare chi non la condivide. Si poteva fare, e non si è fatto per ragioni politiche.

Ci sono due modi per rammendare questo strappo. Il primo è una nuova legge. Da domani, parlamentari di tutte e due gli schieramenti hanno il diritto, e il dovere, di proporre un altro testo, che modifichi quello approvato. Non deve, non può finire qui. Il secondo modo è un referendum abrogativo. Noi non siamo dei fans dello strumento referendario. Né ci piacciono le guerre di religione. E però, soprattutto quando si tratta di diritti soggettivi, e di ingerenza dello Stato in quei diritti (il diritto soggettivo qui in discussione è il diritto alla cura della sterilità) crediamo che il paese abbia diritto a un dibattito informato e ampio, per capire, per comprendere e per farsi un’opinione, cosa che il dibattito parlamentare, così strumentale e confuso, non ha consentito.

Nelle pagine interne spieghiamo perché un referendum abrogativo potrebbe essere proposto senza lasciare un vuoto legislativo: è cioè possibile abrogare alcune parti della legge, quelle relative ai divieti più insensati e ingiustificabili, lasciandone in piedi l’efficacia regolatoria, perché la materia va regolata. Crediamo dunque giusto invitare i nostri lettori, le forze politiche, le associazioni culturali, a mobilitarsi per un’iniziativa referendaria. Fateci conoscere la vostra opinione, e se aderite scrivete all’indirizzo:

http://www.comitatoperilreferendum.ilriformista.it

Per le tue adesioni:
redazione@ilriformista.it
06 684361 ext 207 233

Il sito GayRoma.it descrive il rapporto tra la libertà delle persone omosessuali e la scelta tra Palestina e Israele in questo articolo.

La battaglia sulla fecondazione assistita ricomincia oggi al senato e potrebbe essere chiusa già domani. Il fronte laico – quello dei laici-non credenti e dei laici-credenti come ama specificare qualcuno – può ancora sperare in una ventina di voti segreti. E poi? Quali opzioni politiche restano sul tavolo se la legge dovesse essere approvata così com’è? Il passaggio di qualche emendamento rappresenterebbe senza dubbio una vittoria simbolica, ma risolverebbe davvero il problema di un testo che è sbagliato di sana pianta? La parola referendum nel centrosinistra viene pronunciata con qualche ritrosia, ma la questione è difficile da eludere. Antonio Del Pennino, uomo di punta dei laici del centrodestra e regista dell’alleanza trasversale contro la legge-monstre, si sta già preparando a costituire il comitato promotore insieme ai radicali. I Ds insomma non potranno restare a guardare. Dopo un lungo periodo di letargo il partito è finalmente entrato in temperatura sul tema della fecondazione assistita e anche nelle fila della Margherita i prodiani iniziano a farsi sentire. Sarà colpa del fatto che la politica italiana non conosce gli abbaglianti ma procede sempre con i fari di posizione, come sostiene il cristiano-sociale Giorgio Tonini. O della disinformazione dilagante in gran parte dell’Ulivo che è arrivato al voto del senato senza rendersi pienamente conto delle mostruosità contenute nel disegno di legge, come rileva Vittoria Franco. Oppure sarà perché la quercia ha ereditato dal vecchio Pci l’idea di dover agire da mediatore tra le masse popolari e la chiesa, senza prendere coscienza del fatto che ciò che poteva essere utile negli anni ’50 oggi non ha senso alcuno, come sostiene Cesare Salvi. Fatto sta che un vero coinvolgimento è arrivato solo adesso che siamo alle battute finali e la cautela dimostrata in precedenza non ha avuto nemmeno l’effetto sperato di attutire lo scontro con i popolari della Margherita.
L’amara lezione è servita a qualcosa? Natale D’Amico, che si è subito distinto come una voce fuori dal coro nel partito di Rutelli, prende posizione senza indugi: «Questa legge fa danni perciò sono favorevole all’ipotesi del referendum, del resto è noto che gli italiani sono assai più liberali della classe politica che li rappresenta». Mentre Tonini non esclude di entrare nel comitato referendario, ma preferisce la via della revisione parlamentare che l’Ulivo dovrebbe impegnarsi a intraprendere una volta al governo. Certo ci vuole una bella dose di ottimismo per immaginare che da giovedì
mattina le forze del centrosinistra possano mettersi a lavorare fianco a
fianco dopo uno scontro tanto violento, ma Tonini è fiducioso: «Stiamo arrivando
al punto di non ritorno: la foglia di fico della libertà di coscienza ormai
è caduta e sta diventando impensabile andare alle elezioni senza una linea
su questi temi». E se al senato dovesse accadere il miracolo e la blindatura
del testo dovesse saltare? «Se con l’aiuto di parte della Margherita passasse
qualche emendamento su questioni concrete come l’accesso alla fecondazione
assistita per le coppie a rischio di malattie genetiche oppure il numero
di embrioni da trasferire, questo potrebbe sbloccare il confronto anche
sugli aspetti di natura bioetica» ragiona Vittoria Franco.
La partita insomma non si chiuderebbe qui: la legge, anche con qualche correzione,
resterebbe pessima, distante in modo abissale rispetto al sentire comune.
Mentre dovrebbe essere chiaro ormai che il legislatore non può nascondersi
dietro ai principi ma è chiamato a farsi carico delle conseguenze. La legge
perciò andrà cambiata in ogni caso. L’ipotesi del referendum resta più che
attuale, ma la strada della mediazione continua a conservare un forte appeal
in casa Ds. La speranza è che questa volta gli sforzi non siano a senso
unico e i prodiani mettano in campo tutto il proprio peso politico. E magari
che i Ds, per fare sfoggio di moderazione, non continuino a battere su tasti
stonati attribuendosi una posizione di comodo tra il proibizionismo di matrice
cattolica (questo sì ben presente) e la ricerca selvaggia (che è soltanto
uno spauracchio di fantasia). Davvero c’è bisogno di inventarsi Scilla in
contrapposizione a Cariddi, per di più in un paese dove la scienza è continuamente
sotto attacco?

L’Associazione Radicaliroma domenica 23 novembre, ore 15:00, p.zza Augusto Imperatore parteciperà alla manifestazione “CON ISRAELE, CONTRO IL TERRORISMO, PER LA DEMOCRAZIA”, organizzata dall’Associazione Romana Amici d’Israele, con il patrocinio della Federazione Associazioni Italia Israele, e in contemporanea con
l’Associazione Amici D’Israele Onlus a Milano e l’Associazione Italia Israele di Torino.

Sostenere e difendere Israele è sostenere e difendere l’unica isola di vera democrazia in Medio Oriente, è sostenere e difendere la libertà contro il terrore, è promuovere l’unica alternativa vincente alla barbarie dei terrorismi.
L’Associazione Radicaliroma offrirà ai presenti la possibilità di firmare l’Appello per Israele nell’Unione Europea.

Comunicato dell’Associazione Amici di Israele:

Quello che per gli altri paesi del mondo è un dato acquisito, non vale per Israele: che la stragrande maggioranza dei paesi arabi non riconoscesse l’esistenza di Israele lo sapevamo già. A questo dato preoccupante, si aggiunge ora il sondaggio europeo e quello italiano (realizzato con maggiore professionalità) da cui emerge come 1 italiano su 6 non riconosca il diritto del popolo ebraico ad avere un proprio stato.
Come troppo spesso nella storia è accaduto, i diritti che vengono riconosciuti agli altri non valgono per gli ebrei. Di fronte a questi dati, non stupisce come l’opinione pubblica possa reagire di fronte ai disperati tentativi israeliani di difendersi. Certo, se si parte dal presupposto che Israele non ha diritto ad esistere, figuriamoci chi è disposto a riconoscerne il diritto alla difesa!
Se a questo aggiungiamo la disinformazione continua di alcuni media per i quali Israele si appresterebbe a costruire dei ghetti per i palestinesi, ecco che diventa facile trasformare implicitamente gli israeliani in nazisti e i palestinesi negli eroici ebrei del ghetto di Varsavia.
Scendiamo quindi in piazza per affermare il diritto della piccola democrazia israeliana a sopravvivere. Coerentemente alla tradizione democratica israeliana, inviteremo tutte le componenti del mondo politico, associazionistico, laico e confessionale italiano che abbiano a cuore Israele.
Vogliamo portare in piazza, sotto le bandiere israeliane, tutti quelli che si riconoscono nell’unica vera democrazia del medio oriente che, proprio perchè democrazia, si vede coinvolta in una serie di attentati terroristici che hanno lo scopo di cacciare da quelle terre, così come fecero già a suo tempo in Libano, ogni traccia di democrazia e di pace.
Vista la recente strage di Nassiriya, durante la manifestazione ricorderemo anche i nostri concittadini barbaramente uccisi dal terrorismo in Iraq, insieme alle vittime delle stragi alle sinagoghe di Istanbul e a tutte le altre vittime del terrorismo.

L’Istituto Bruno Leoni, in collaborazione con il Centre for the New Europe e Globalia, ha lanciato il seguente appello, comparso il 12 settembre 2003 sul Foglio:

NO AL PROTEZIONISMO
La consapevolezza dell’inefficienza e dell’ingiustizia delle tariffe doganali è al cuore della stessa teoria economica, sin dai tempi di Adam Smith. Tuttavia, nonostante vi sia chi parla di “pensiero unico liberale” e di miti ideologici sul cui tronco s’innesterebbe l’avventura della globalizzazione, viviamo ancora in un mondo di barriere e tariffe.
L’Unione Europea, in particolare, nata come area comune di libero scambio, oggi impone 15.000 dazi contro prodotti di varia provenienza. Una serie di misure economiche che, nel Terzo mondo – secondo le stime di un recente report del Centre for the New Europe – costano la vita a 6.600 persone ogni giorno. Che significa 275 persone all’ora. Un uomo ogni tredici secondi, da qualche parte nel mondo, muore a causa di troppo protezionismo e troppo poca globalizzazione.
Se l’Africa potesse intensificare la sua quota di interscambio mondiale di appena l’un per cento, ciò le frutterebbe 70 miliardi di euro in più l’anno. Il che basterebbe per trascinare 128 milioni di persone fuori dalla povertà.
Ciononostante, in prossimità dell’importante riunione della World Trade Organization a Cancun (Messico), in Italia si sono udite soltanto voci schierate a favore di una limitazione degli scambi – attraverso vari strumenti.

Si è immaginato, come stratagemma per rafforzare la nostra competitività, l’istituzione di nuove tariffe in funzione anti-asiatica. Anziché fare Pressione sul governo cinese perché elimini le barriere all’entrata, che sbarrano il cammino ai nostri prodotti, si vorrebbe seguirne il modello: aprendo la strada a una “guerra di tariffe” che potrebbe precluderci il più grande mercato del mondo.
Come intellettuali, come imprenditori, come politici, ma soprattutto come persone, diciamo “no” a una politica che mette a rischio la vita dei nostri simili, oltre a proibire ai consumatori italiani di beneficiare di buoni prodotti a basso prezzo. Il libero scambio è la premessa della pace: il Novecento ha dimostrato cosa succeda quando gli si antepongono questo o quell’egoismo nazionale. Il nostro auspicio è che la storia non sia destinata a ripetersi.

Primi firmatari:
Luigi Amicone (direttore di Tempi), Dario Antiseri (LUISS Roma), Simone
Baldelli (Giovani di Forza Italia), Marco Bassani (Università di Milano), Luisella Battaglia (Università di Genova), Sergio Belardinelli (Università di Bologna), don Bruno Bordignon, Romano Bracalini (giornalista), Rino Cammilleri (giornalista), Aldo Canovari (editore), Cinzia Caporale (Università di Siena), Fausto Carioti (giornalista), Rodolfo Casadei (giornalista), Riccardo Cascioli (giornalista), Maurizio Cassano (imprenditore), Alessandro Cecchi Paone (giornalista), Franco Cellino (imprenditore), Alejandro A. Chafuen Rismondo (Atlas Economic Research Foundation), Enrico Colombatto (Università di Torino), Dino Cofrancesco (Università di Genova), Giovanni Cofrancesco (Università di Genova), Mauro Cresti (Università di Siena), Raimondo Cubeddu (Università di Pisa), Bruno Dapei (imprenditore), Benedetto Della Vedova (europarlamentare radicale), Alessandro De Nicola (presidente della Adam Smith Society), Fabrizio D’Esposito (giornalista), Sergio Dosio (Unione Industriale di Torino), Tim Evans (Centre for the New Europe), Leonardo Facco (editore), Renato Farina (giornalista), Vittorio Feltri (direttore di Libero), Roberto Festa (Università di Trieste), Angelo Fiori (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma), Franco Forlin (imprenditore), Diego Gabutti (giornalista), Antonio Gaspari (giornalista), padre Piero Gheddo, Lord Harris of High Cross, Nicola Iannello (giornalista), Lorenzo Imbasciati (imprenditore), Lorenzo Infantino (LUISS Roma), Sergio Leali (imprenditore), Leonard Liggio (George Mason University), Carlo Lottieri (Università di Siena), Vittorio Macioce (giornalista), Antonio Martino (ministro della Difesa), Vittorio Menesini (Università di Perugia), Bruno Mezzetti (Università politecnica delle Marche), Alberto Mingardi (Centre for the New Europe), Diego Minonzio (giornalista), Stefano Monti Bragadin (Università di Genova), Giovanni Orsina (Università “La Sapienza”, Roma), Andrea Orsini (deputato di Forza Italia), Guglielmo Piombini (saggista), Antonio Polito (direttore de Il Riformista), Raffaele Prodomo (Università della Calabria), Giuseppe Quarto (imprenditore), Giorgio Rebuffa (Università di Genova), Renato Angelo Ricci (presidente onorario Società Italiana di Fisica), Sergio Ricossa (Università di Torino), Robi Ronza (giornalista), Giambattista Rosa (dirigente d’impresa), Cesare Romiti (presidente Associazione Italia-Cina), Florindo Rubbettino (editore), Francesco Sala (Università di Milano), Pascal Salin (Université Paris Dauphine), Corrado Sforza Fogliani (presidente Confedilizia), Angelo Spena (Università di Verona), Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni), Roberta Tatafiore (giornalista), Adriano Teso (imprenditore), Luigi Tessera Chiesa (imprenditore), Tito Tettamanti (imprenditore), Giorgio Troi (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione), Alessandro Vitale (Università di Milano), Paolo Zanetto (Globalia), Luigi Zingales (University of Chicago).

Aderiscono anche: Adam Smith Society, Club L’Imprenditore, Enclave, Osservatorio sulla bioetica.

Per aderire all’appello inviare un’e-mail all’indirizzo noalprotezionismo@cne.org, oppure telefonare al n. 328-4453502, o inviare un fax al n. 02-700429814.

Alle ore 15.00 di domenica 14 dicembre si svolgerà presso la sede del Partito Radicale l’assemblea annuale dell’associazione Radicaliroma, per procedere con il rinnovo delle cariche e la discussione sulle iniziative intraprese, in corso e future. Sono tutti invitati a partecipare!

Durante l’Assemblea annuale si discuterà delle iniziative intraprese, le iniziative in corso e quelle future.
L’Assemblea avrà il compito di approvare la Mozione e lo Statuto dell’Associazione per il 2004, e voterà le cariche previste dallo Statuto per il 2004.

L’Associazione Radicaliroma è un’associazione di militanti volta a sostenere la politica e le azioni del Partito Radicale Transnazionale, di Radicali Italiani e delle associazioni federate nel territorio romano.
Riconosciuta ufficialmente da Radicali Italiani, l’associazione non solo ha svolto attività di supporto alle iniziative politiche radicali, ma ha tentato, a volte con successo, di portare avanti iniziative autonome, o in collaborazione con altre associazioni.
Ritiene indispensabile, per l’auspicabile crescita della militanza, il diretto coinvolgimento degli iscritti e dei simpatizzanti radicali alle iniziative politiche promosse da Radicali Italiani e dal Partito Radicale Transnazionale.

Diego Sabatinelli (Segretario Associazione Radicaliroma)

L’Opinione ha pubblicato una lettera che racconta come sia difficile trovare spazi di dialogo con un certo tipo di militanza politica (poco nonviolenta).

Il leader radicale sa come si fa, e il suo digiuno è moralmente autorevole Marco Pannella è da decenni una risorsa assoluta della nostra democrazia. Se annuncia un digiuno per la grazia a Sofri, c’è da sperare. Pannella sa come si fa. E? invecchiato nella gioia della buona politica, non c’è suo errore o follia che non siano incastonati in una visione moralmente autorevole dello stato del paese e del mondo. Ha una tigna che chiunque gli invidia, un seguito psicologico immensamente più vasto del generoso gruppo militante che organizza e trascina. Le sue battaglie perdute scintillano come tante piccole Austerlitz, e quelle vinte non si contano. Sa raccontare con parole semplici ma non banali il significato dei simboli, e una detenzione priva di senso è un simbolo estremo di ingiustizia. Ma è anche capace come pochi di sottomettere il gioco simbolico alla necessità del risultato oggettivo, perché è uno che vuole governare i fatti, produrre avvenimenti di valore civile con una tecnica istituzionale di cui è padrone e maestro. Pannella è considerato a giusto titolo un ribelle e un senatore, un testimone e un giudice di cause celebri che parlano per tutti. Ha fatto più lui di chiunque altro per la civilizzazione delle carceri, per i diritti civili e per la legalità istituzionale. Pannella è quel che si dice un vero liberale, sa essere progressista e conservatore in nome delle stesse buone idee, mette nelle sue guerre pacifiche e nonviolente un?implicazione personale che convince, che stimola, esorta alla decisione politica. Se un tipaccio così ha deciso per il digiuno, come dice lui “tanto per cominciare”, tutto ridiventa possibile. Questo giornale seguirà i suoi movimenti minuto per minuto, sarà umile e gregario nel tentativo quotidiano di far sentire la sua voce, la voce delle sue viscere che parlano in modo più eloquente di tanti cuori freddi. Pannella è un toro abruzzese fisicamente malandato, bisognerebbe sconsigliargli un digiuno non fosse per la paura di essere irrisi dal suo coraggio o consolati dalla sua indomita compassione. Al contrario, dunque, bisogna dargli una mano come si può. La solitaria decisione di coscienza del ministro della Giustizia, con il mancato inoltro del dossier riguardante la grazia per il processo Calabresi, può essere rivista anche alla luce di una decisione di coscienza opposta. Pannella è uno che può parlare con il mostro di Firenze, se lo decide, potrà bene costringere persuasivamente al dialogo Roberto Castelli. Dove non funzionano le campagne d’opinione e il protocollo istituzionale, possono forse arrivare testimonianze ferrigne come la sua.