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Rassegna stampa: Caruso finto antagonista "aridatece" Pannella

inserito da M. Iervolino, 15.11.2006

da Secolo d'Italia del 15 novembre 2006, pag. 7.di A. T.

  La tempra rivoluzionaria del buon Francesco Caruso, antagonista protetto da Fausto Bertinotti, deve esse­re stata messa a dura prova dalle soffici poltrone di Montecitorio. Infatti il nostro provocatore di professione azzarda atti di disobbedienza e poi se li rimangia, e spaventato dalle bacchettate dei que­stori della Camera dei deputati si dichiara "non pentito" ma promette un futuro di disciplina: «Non lo rifarei». Il bello è che Caruso non ha fatto e non ha detto o meglio si è "sbagliato" nel dire. Neanche un inesperto scolaretto accen­derebbe in maniera così maldestra la miccia per infiammare il Palazzo. I semi di cannabis nelle fioriere di Montecito­rio dovranno aspettare mani più corag­giose e ingegni meno "sballati". Caruso li voleva aver piantati già, ma aveva dimenticato di esprimersi al futuro e aveva scordato che Fausto è terza carica dello Stato e anche che della sua disob­bedienza non gliene frega niente a nes­suno perché ci ha già pensato Livia Tur­co a far contenti i suoi amici cannaroli. Ergo: sarebbe meglio per lui accucciarsi nel ruolo fin qui avuto di antagonista assistito che è sempre meglio, per quel­li come lui, di trovarsi un lavoro. Perché esagerando finisce come Nunzio D'Erme che, non rieletto a compiere sceneggia­te in Campidoglio, è diventato un inno­cuo disoccupato in cerca di padrini poli­tici disposti a passargli uno stipendio.

 

 

 

A questo punto, meglio l'antiproibizionismo conseguenziale di Marco Pannella che le bustine di hashish le distribui­va veramente ai passanti e le provoca­zioni, anziché annunciarle e basta, le metteva in pratica. Un avversario di quel calibro, infatti, restituisce dignità a un dibattito che riguarda (ìle giovani generazioni e che è serissimo. Caruso invece lo fa degenerare e lo abbassa al livello del più fetido sottoscala della politica.


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