Mario Staderini Gianluca Quadrana Interviste per strada
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» 21.11.2008
Sette interrogazioni di iniziativa popolare rivolte al Sindaco di Roma Gianni Alemanno![]() INTERROGAZIONE AL SINDACO (1) - il 18 settembre 2007 l’agenzia Fitch ha confermato per il Comune d Roma il raiting a lungo termine “AA-“ ma ha modificato l’outlook da stabile a negativo a causa di un debito che dagli attuali 6.5 miliardi di euro rischia di arrivare ai 7.5 miliardi nel 2011. Tutto questo significa che, a partire da quella data, su ogni cittadino, neonati compresi, graverà un debito di circa 2.800 euro a testa contro i 2.400 attuali per un totale di 7.600 euro a famiglia. - le prospettive di raiting peggiorano perché le spese del Comune di Roma continuano ad essere finanziate con entrate “una tantum” di diverso tipo (ad esempio obbligazioni ed ICI ancora non riscossa). Considerato che Visto che - il debito del Comune , pari all’inizio del 2006 a 6.93 miliardi di euro, attualmente si attesta, intorno ai 6.5 miliardi di euro. Le fonti di finanziamento del Comune, rappresentate da mutui (Cassa Deposito e Prestiti per ca il 35% del totale ed istituti bancari per il ca il 43%) e titoli obbligazionali, sono ripartite rispettivamente per il 79% sui prestiti ed il 21% per i BOC. - il comune dovrà affrontare nei prossimi anni la sfida del finanziamento di alcune importanti opere infrastrutturali (linee metro C e D in particolare). Anche al netto di tali impegni, e ipotizzando nuovo indebitamento per un ammontare annuo (500 milioni) in linea con i valori storici medi del periodo 2004-2006, gli oneri finanziari crescerebbero fino a livelli (quasi 900 milioni di euro) equivalenti a circa il 180% di quelli attuali. - maggiore è il margine operativo netto e minore è il bisogno di ricorrere a emissione di nuovo debito per coprire le spese per investimenti. interroga il Sindaco - di conoscere i nomi degli istituti bancari che emettono mutui al Comune di Roma.
- la Legge finanziaria dello Stato per il 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296), al comma 734, prevede che non possano essere nominati amministratori di enti, istituzioni, aziende pubbliche, società a totale o parziale capitale pubblico coloro che, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi.
INTERROGAZIONE AL SINDACO (3) Premesso che - ai fini del contenimento della spesa pubblica la Legge Finanziaria per l’anno 2007 (L. 296/2006) è intervenuta disciplinando i compensi lordi annuali spettanti al Presidente e ai componenti il Consiglio di Amministrazione delle società non quotate alla Borsa Italiana S.p.A. partecipate, totalmente o parzialmente, da Enti Locali. - con l’approvazione della Delibera di Giunta n. 215 del 23/5/2007, il Comune di Roma ha determinato, in modo univoco ed omogeneo, i criteri specifici in base ai quali fissare, nel rispetto di quanto previsto dalla citata Legge Finanziaria, i nuovi compensi. - la Legge Finanziaria ha inoltre previsto (articolo 1, comma 735) l’obbligatorietà di pubblicazione degli incarichi di amministratore delle società a totale o parziale capitale pubblico conferiti da soci pubblici e i relativi compensi. interroga il Sindaco - sul perché i compensi riportati in tabella si riferiscono solo allo stipendio “fisso” e non ai premi di produttività che ricordiamo possono essere dati solo su obiettivi specifici che comportano guadagni alle società. - sul perché la tabella, riguardante gli emolumenti dei presidenti ed i consiglieri di amministrazione, da diversi mesi è scomparsa dalla home page del sito del Comune di Roma.
Premesso che: - le difficoltà del Comune di Roma relative al suo bilancio sono state in questi giorni al centro dell’attenzione del Governo Nazionale e dell’opinione pubblica; Considerato che: -l'articolo 81 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato che istituisce la Comunità europea stabilisce il divieto di aiuti di Stato alle imprese, sotto qualsiasi forma, che favorendone talune falsino o minaccino di falsare la concorrenza; -l'articolo 53 della Costituzione impone a tutti di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva; -una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia UE, ad esempio la sentenza n. 102 del 1987 e la sentenza 298 del 2000, in particolare il punto 49 della stessa, chiarisce che la normativa in materia di aiuti di Stato si applica a qualsiasi soggetto che eserciti un'attività commerciale, indipendentemente dalla natura no-profit o meno di tale soggetto, avallando con ciò l'orientamento consolidato della Commissione dell'Unione europea nell'esercizio dei poteri di controllo sugli aiuti di Stato che le sono attribuiti dall'articolo 88 del Trattato sull'europea e del Trattato che istituisce la Comunità europea;
-la Commissione europea ha rivolto tre richieste di informazioni al nostro Governo, nei mesi di giugno, agosto e novembre 2007, al fine di verificare la necessità di dare inizio ad una procedura di indagine nei confronti del nostro Paese per appurare l’eventuale violazione del divieto suddetto;
-il requisito per il ripristino di condizioni minime di equità e parità di trattamento è la netta esclusione di qualsiasi beneficio o privilegio fiscale per le attività che abbiano natura commerciale, anche se non in via esclusiva, e qualsiasi sia il settore in cui operano, ripristinando cosi il criterio di rilievo costituzionale di corretta relazione tra articolazione del prelievo e capacità contributiva; Visto altresì che - dalla relazione dell’ex Assessore al Bilancio, Marco Causi, datata 27 luglio 2007, sul rendiconto 2006, a pag. 4 si può leggere: l’andamento espansivo dell’ICI è tanto più apprezzabile alla luce della potenziale perdita di gettito (valutata in circa 25 milioni di euro) determinata dalle novità introdotte nel 2006 nella disciplina delle esenzioni dell’imposta a beneficio degli enti non commerciali: tali esenzioni vengono estese anche alle attività già considerate nel precedente regime agevolativi (assistenziali, sanitarie, sportive, ricettive, previdenziali, didattiche) anche se svolte in forma commerciale, purché non esclusiva. interroga il Sindaco di Roma per sapere: · a quanto ammonti il mancato introito annuale per il Comune di Roma dovuto al privilegio dell’esenzione ICI concesso agli enti ecclesiastici per lo svolgimento di attività di natura non esclusivamente commerciale e come pensa di reperire le risorse sottratte al bilancio per compensare l’ammanco al fine di garantire i servizi che l’amministrazione capitolina deve fornire ai suoi cittadini; · se, ed in caso di risposta positiva, quali iniziative politicamente utili, necessarie ed urgenti ritenga opportuno intraprendere al fine di comunicare al Governo la necessità di abrogare la norma in esame la quale, prevedendo questo tipo di sperequazione tra i cittadini, viola il principio comunitario di libera concorrenza, quello costituzionale garantito di partecipazione alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva e quello costituzionale garantito di uguaglianza, senza distinzioni tra cittadini fondate su motivi religiosi.
Premesso che: Il debito del comune di Roma, recentemente emerso agli onori delle cronache, ha dimensioni tali da rendere plausibile l’interruzione del finanziamento di spese per infrastrutture, fondamentali per il rilancio dell’economia cittadina; La normativa nazionale, abrogando l’ICI, ha sottratto alle amministrazioni municipali, prima tra tutte quella capitolina, una delle imposte più importanti ai fini delle entrate in bilancio ed al finanziamento delle spese in conto capitale suddette; Da anni si verifica il fenomeno, invero non limitato alla sola capitale, della c.d. emergenza abitativa, le cui conseguenze, sociali ed antropologiche, sono evidenti e gravi, tanto che un eminente Ministro della Repubblica ha coniato un neologismo per quei cittadini non più giovani ma non ancora economicamente ed abitativamente ed autonomi: i c.d. bamboccioni. Se immobili in proprietà, diretta o indiretta, del comune di Roma siano stati assegnati in locazione o comodato d’uso, oneroso o gratuito, a partiti politici, sindacati od associazioni ad essi collegati e quali siano nel dettaglio. Nell’eventualità in cui tali assegnazioni siano a titolo oneroso, qual’è il canone corrisposto all’amministrazione cittadina per ogni singolo stabile.
- per conoscere i nomi delle aziende che fanno richiesta di rimborso
- per conoscere i nomi dei consiglieri comunali che lavorano con tali aziende
- per sapere a quanto ammonta la spesa annua del comune di Roma per pagare i rimborsi.
- per sapere a quanto ammonta la richiesta di rimborso annuale di ogni singola azienda.
- il T.U.E.L. approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, all’art. 10 “Diritto di accesso e di informazione”, comma 1 cita “Tutti gli atti dell’amministrazione sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione…” e che nello stesso art. 10 comma 2 vengono individuate indicazioni per garantire tale diritto di accesso e di informazione demandando comunque ad apposito regolamento.
- lo Statuto del Comune di Roma, approvato con atto del Consiglio Comunale n. 316 il 26 settembre 1991, e con le sue successive modifiche e integrazioni, valorizza e promuove la più ampia partecipazione degli appartenenti alla comunità cittadina all'amministrazione locale e garantisce l'accesso dei cittadini agli atti e all'informazione sulle attività dell'Ente.
- nello svolgimento delle proprie attività il Comune di Roma, con un impegno finanziario consistente, sempre più si avvale di consulenze esterne, incarichi professionali, lavoratori a tempo determinato e questa scelta viene motivata con l’assenza di tali risorse umane o qualifiche tra il personale comunale. - a tutti gli effetti l’obiettivo che si vuole perseguire attraverso tali incarichi deve essere in linea con quanto previsto dagli atti fondamentali del Comune quali il bilancio annuale ed il bilancio pluriennale di approvazione del Consiglio Comunale.
- sussiste una volontà crescente da parte del cittadino utente di un’informazione dettagliata sulle attività deliberative dell’Amministrazione. - al fine di esercitare il potere di indirizzo e controllo del Consiglio Comunale si rende opportuno e necessario agevolare anche tecnicamente il diritto di accesso e di informazione dei consiglieri come presupposto indispensabile alla garanzia di trasparenza e di buona amministrazione dell’ente, di cui in premessa.
- in rete civica sono già accessibili le delibere di giunta e che le determinazioni sono inserite in ordine cronologico all’interno di elenchi di atti diversi, ma che la ricerca delle medesime si rivela complessa e farraginosa, tanto da ostacolare una lettura e una valutazione complessiva a un punto tale da far ritenere che le informazioni contenute in rete non siano esaustive.
Visto che - durante la discussione del bilancio previsionale 2007 è stato approvato un ordine del giorno (nr. 45 del 02/02/2007) che dà mandato al sindaco e alla giunta di predisposizione di un elenco informatizzato ed inserito sulla rete civica, aggiornato in tempo reale, in merito all'intera attività dei consulenti esterni (incarichi, studi, progettazioni, contratti a tempo determinato.
- l'art.85 della legge finanziaria 2008 dello Stato cita testualmente: i contratti relativi a rapporti di consulenza con le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono efficaci a decorrere dalla data di pubblicazione del nominativo del consulente, dell'oggetto dell'incarico e del relativo compenso sul sito istituzionale dell'amministrazione stipulante. interroga il Sindaco sul perché l’albo dei professionisti e consulenti, disponibile sul sito del Comune di Roma, è relegato alle sue pagine interne difficili da trovare invece di essere in posizione di massima visibilità (Home page). Altri articoli su: Politica locale romana - Democrazia - Legalità - Partitocrazia - Associazione Radicaliroma. |

