Mario Staderini Gianluca Quadrana
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» 11.04.2007
Unioni civili/Comune di Roma. Sintesi della conferenza stampa che si è tenuta oggi nella sede del Partito Radicale.![]() MASSIMILIANO IERVOLINO MARIO STADERINI Capogruppo della Rosa nel pugno nel Municipio ILe 4 mila firme hanno un valore particolare alla luce delle difficoltà esterne che la campagna sta incontrando. Il Comune di Roma, dopo aver negato la piazza del Campidoglio per la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non ha ancora reso disponibile i moduli per sottoscrivere presso gli Uffici aperti al pubblico dei 19 Municipi, come invece prevede lo Statuto. Sempre il Comune non agevola la raccolta firme perché, per inerzia della burocrazia, ci impedisce di raccogliere sullo stesso modulo anche le e-mail, importanti per organizzare i sottoscrittori nel convogliamento e nell’informazione di altri cittadini. Per questo, presenteremo un ricorso straordinario direttamente al Sindaco Veltroni, al quale chiediamo un intervento per far rispettare le norme e dare cosi la possibilità ai cittadini di firmare e di conoscere. Il Sito del Comune, infatti, non da nessuna notizia della campagna in corso. Inoltre, il registro delle unioni civili a Roma non avrebbe solo un valore simbolico, ma anche pratico: con il registro, si rafforzerebbe la legge sui Dico e non si perderebbe tempo in caso di slittamento della sua approvazione in Parlamento. Infatti, la registrazione costituirebbe prova ai fini del calcolo del tempo per accedere ai benefici previsti dalla legge DICO: nel disegno di legge è ammessa la prova contraria della convivenza(norma utilizzabile a fini sabotatori del provvedimento), che sarebbe impossibile di fronte all’evidenza di un atto pubblico come il registro. ROBERTO GIULIOLI Consigliere DS Comunale di RomaPenso non si voglia affrontare questo tema e non si voglia disturbare 'il conducente'. Questa è una città che si autocelebra di includere, sui diritti civili non lo sta facendo. Il segno di questo Consiglio comunale è conservatore, di stampo cattolico e poco incline a dare spazio ai diritti civili. Sono solo 21 su 60 infatti i consiglieri comunali definibili laici. La sinistra deve fare queste battaglie, anche se scomode. Per questo ci rivolgiamo ai cittadini, e sono contento che la base dei Ds abbia capito il senso dell’iniziativa e molte sezioni romane stanno raccogliendo le firme. IMMA BATTAGLIA Presidente Di’Gay project Per il Di’Gay Project il significato di questa iniziativa va oltre la mera presentazione della delibera in sede di Consiglio Comunale, rappresenta la nostra risposta all’imperversare della ingerenze vaticane che sempre più acquistano valore centrale tanto a livello mediatico quanto politico. Nell’attuale contesto italiano è di fondamentale importanza scalfire una breccia a favore della questione omosessuale inserita nella battaglia per la laicità delle istituzioni ed il riconoscimento dei diritti civili per tutti i cittadini italiani. In questo primo mese di raccolta firme, senza l’appoggio mediatico che ha dato luogo solo ad un silenzio assordante, siamo stati in grado di raccogliere bel 4000 firme e questo è un dato su cui è importante riflettere. Roma, a differenza di quanto afferma il sindaco Veltroni, non è una città inclusiva e il buon esito della nostra iniziativa lo dimostra. Inoltre tengo a sottolineare che la sinistra romana, e in un certo qual modo italiana, è in una fase attendista, ma i cittadini laici non possono non mostrare sfiducia verso questo mondo politico che non si assume alcuna responsabilità su temi tanto rilevanti RITA BERNARDINI Segretaria Radicali Italiani Questa campagna non ha solamente un valore simbolico, rappresenta un’iniziativa concreta che si svolge nella particolare città di Roma in un momento focale per quanto concerne il riconoscimento dei diritti civili. A differenza del mondo clericale, ben organizzato e potente, i laici sono stati colti di sorpresa dalla deriva che sta imperversando nel nostro Paese. Era opinione diffusa che i diritti civili conquistati fossero solamente migliorabili, ma ora che ci stiamo rendendo conto che la realtà è ben diversa è necessario organizzarsi utilizzando tutti gli strumenti di democrazia diretta che le istituzioni riconoscono ai propri cittadini. Inoltre tengo a sottolineare che la politica, e più specificatamente i partiti politici, sono sempre più distanti dai cittadini. Dinanzi questo scollamento non si può rimanere indifferenti e come primo passo bisogna iniziare a considerare la volontà diffusa tra i cittadini come un fattore rilevante, non più come un dato evanescente. Concludo con un appello a tutti i laici: devono avere la forza di organizzarsi per scalfire questo grumo anticlericale che incide sempre più pesantemente nella vita di tutti i cittadini. www.radicaliroma.com Altri articoli su: Comunicati stampa - Unioni civili - Politica locale romana - Roma laica ed antiproibizionista - Laicità dello stato - Gay, PACS e coppie di fatto - Associazione Radicaliroma. |

