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problema sociale





Caro Cittadino italiano,

Rispondo a mio nome e non mi faccio portavoce delle opinioni altrui (se non di quelle di alcuni miei familiari che, anni fa, emigrarono dall'Italia per cercare lavoro in Brasile e in Messico).

I flussi migratori che stanno "investendo" l'Italia non sono così allarmanti se paragonati a quelli a cui sono sottoposti altri paesi del mondo occidentale. I flussi migratori sono in realtà un investimento per il nostro paese. L'Italia ha un tasso di crescita pari allo zero, le famiglie italiane cioè, con i propri figli riescono a malapena a controbilanciare i morti ogni anno. Il risultato è che l'Italia è sempre più contraddistinta da popolazione anziana. Con tutto il dovuto rispetto verso gli over 60 e 70, questo tipo di popolazione rappresenta un grosso problema ecomico. Meno giovani e più anziani significa più pensioni da pagare e meno contributi per sostenere questa spesa, ciò che ne consegue è che in futuro sarà ancora più difficile pagare le pensioni e chi ne verrà penalizzato, permettimi l'egoismo, sono io che sono giovane! Poi c'è il problema sanitario. L'assistenza agli anziani costa molto denaro ed ha uno scarso profitto per ospedali e aziende sanitario, che percepiscono un rimborso dalle regioni a seconda il tipo di prestazione che offrono. Molte prestazioni mediche che possono essere rivolte ad un più giovane consentono di ottenere un rimborso economico più grande, che poi andrà anche a coprire le spese per gli anziani nonchè a rendere più "ricco" un ospedale (solitamente sempre in crisi finanziaria). Gli immigrati, che sono per lo più giovane forza lavoro, sono una grande risorsa per il nostro paese! Coprono quel surplus di popolazione che ha smesso di produrre (un meritato riposo direi!) e costituiscono nuova forza produttiva.

Certo, servirebbero politiche che favoriscano le piccole e medie imprese, sgravi fiscali, una minore pressione fiscale che agevolerebbero la produttività e l'assunzione conseguente di nuovo personale. Pensare di infilare questa nuova forza lavoro dietro la scrivania di qualche ministero sarebbe davvero una pericolosa illusione.

Saluti

Marco Paolemili